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ⓘ Al-Nāsir li-dīn Allāh. Abū l-ʿAbbās Ahmad, detto al-Nāsir li-dīn Allāh in arabo: أبو العباس أحمد الناصر لدين الله ‎, è stato il 34º califfo del califfato abbasi ..




Al-Nāsir li-dīn Allāh
                                     

ⓘ Al-Nāsir li-dīn Allāh

Abū l-ʿAbbās Ahmad, detto al-Nāsir li-dīn Allāh in arabo: أبو العباس أحمد الناصر لدين الله ‎, è stato il 34º califfo del califfato abbaside che a Baghdad regnò dal 1180 al 1225. Il significato del laqab è Colui che è reso vincitore per la religione di Dio.

                                     

1. Biografia

Nato nel 1158, Abū l-ʿAbbās Ahmad fu figlio del califfo al-Mustadiʾ bi-amr Allāh e di una umm walad turca di nome Zamurrud traducibile come Esmeralda ed ascese al trono quando il padre al-Mustadi morì nel 1180.

Agli inizi del suo regno, il califfo abbaside era poco più di un simbolo essendo la sua autorità effettiva ridotta ai dintorni delle città di Baghdad e Samarra, sotto la tutela dei vari Amīr al-umarāʾ e dei diversi sultani m, il suo lungo e saggio governo ridette nuovo anche se effimero prestigio al califfato.

                                     

2.1. Regno Guerre

Non appena ascese al trono, infatti, al-Nāsir, impose il proprio controllo sul circondario di Baghdad, estromettendo gli ufficiali turchi che de facto lo gestivano in nome del califfo ma per conto del sultano selgiuchide.

In secondo luogo, grazie allalleanza con lo Scià corasmio ʿAlāʾ al-Dīn Tekish, intraprese una lunga guerra contro il debole Impero selgiuchide, governato da Toghrul III, sconfiggendone ripetutamente lesercito.

Nel 1194, quando Toghrul III fu ucciso ed il suo corpo esposto a Baghdad in segno di vittoria, lautorità diretta del Califfo si era estesa su gran parte del moderno Iraq da Tikrit al Golfo Persico e su diverse province persiane, in precedenza controllate e governate dai Turchi selgiuchidi.

Allora, al-Nāsir inviò il suo vizir presso lo Scià ʿAlāʾ al-Dīn Tekish con vari doni, ma limprudente vizir indispose a tal punto limpulsivo Tekish che questi ordinò alle proprie truppe di attaccare le forze califfali, mettendole in rotta.

A causa di ciò, le relazioni diplomatiche con i Corasmi, peggiorarono sempre di più. Infatti, il califfo fece assassinare un governatore di ʿAlāʾ al-Dīn Tekish usando un emissario ismailita. Tekish replicò riesumando e decapitando il cadavere del vizir di al-Nāsir, morto durante una campagna militare contro di lui. Irritato da questo macabro atto e da altre azioni ostili, il califfo si vendicò maltrattando indegnamente i pii pellegrini che si erano mossi da est sotto il vessillo corasmio; probabilmente la sola vendetta del tollerante califfo.

Il figlio di ʿAlāʾ al-Dīn Tekish, Muhammad II 1200-1220 del Khwārezm, urtato dalle azioni del califfo, elevò alla dignità califfale senza averne peraltro alcuna autorità legale un califfo di fede sciita per annullare qualsiasi credibilità spirituale di al-Nāsir.

Inoltre fece muovere le sue armate su Baghdad ed in merito, alcuni cronisti medievali scrissero che al-Nāsir avrebbe fatto appello allo stesso Gengis Khan per bloccare lavanzata di Muhammad. La veridicità del fatto è però oggetto di controversie tra gli storici sebbene non sia improbabile che il califfo avesse tenuto contatti con i Mongoli, ancora non musulmani, ma seguaci per lo più dello Sciamanesimo.

Muhammad, che intanto aveva intrapreso una campagna verso lIraq, fu costretto a ripiegare nel Khwārezm a causa dellinverno rigido nei Monti Zagros e da quel momento non fu una minaccia per al-Nāsir.

Infatti, Muhammad, nel 1218, ebbe la pessima idea di decapitare gli ambasciatori mongoli di Gengis Khan che due anni dopo marciarono contro le forze corasmie, radendo al suolo tutte le città che incontravano. Muhammad, incapace di radunare le forze dei signori suoi feudatari, fuggì in direzione di Rayy e, poi, verso Hamadan. I generali mongoli spesso in realtà turchi lo tallonarono con 25 000 uomini ma ne persero le tracce in Iran. Muhammad morì poco dopo di polmonite su unisola del mar Caspio dicembre 1220 e gli successe il figlio Jalal al-Din Mankubirni.

                                     

2.2. Regno Politica interna

Il regno di al-Nāsir li-dīn Allāh è particolare anche per lascesa dei gruppi di futuwwa, ai quali si collegavano i cosiddetti ayyarun lett. "vagabondi". Questi gruppi sociali urbani esistevano da tempo a Baghdad e altrove, ed erano spesso coinvolti nei disordini cittadini, animati per lo più da un acceso spirito settario.

Al-Nāsir, invece, li rese uno strumento del suo governo, riorganizzandoli in base alla più nobile e altruista ideologia sufi, fino a trasformarli in una sorta di cavalleria islamica. Inoltre, riorganizzò lesercito e la forza pubblica di Baghdad e, per alleviare le sorti delle classi più povere, diede impulso allagricoltura e al commercio riparando strade ed impianti di irrigazione e infine attivò una notevole ed efficace politica di lavori pubblici: rafforzò le difese delle città, ne restaurò gli edifici e fu un buon mecenate.

                                     

2.3. Regno Bilancio

Negli ultimi tre anni di vita al-Nāsir rimase parzialmente paralizzato e quasi cieco; morì, dopo 45 anni di regno, il 2 o il 6 ottobre del 1225, lasciando il trono al figlio al-Zahir.

Durante il suo lungo regno, estese il proprio controllo su gran parte dellIraq da Tikrit fino al Golfo Persico mentre la capitale e i territori da lui governati conobbero un lungo periodo di pace che consentì la costruzione di scuole, biblioteche, abitazioni per poveri e altri lavori pubblici di grande rilevanza. Per tali motivi è ricordato da molti storici come lultimo effettivo califfo.

A ogni buon conto, se anche non avesse in realtà inviato ai Mongoli lappello affinché intervenissero per aiutarlo contro i Corasmi, appariva imminente la loro venuta, dato che lannientamento da parte mongola dellimpero del Khwārezmshāh aveva loro spalancato le porte verso Baghdad, che sarebbe caduta nel 1258.