Топ-100
Indietro

ⓘ Rivello. La stazione meteorologica più vicina è quella di Maratea. Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, genna ..




Rivello
                                     

ⓘ Rivello

La stazione meteorologica più vicina è quella di Maratea. Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +8.7 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +23.4 °C.

  • Classificazione climatica di Rivello
  • Gradi giorno 1780.
  • Zona climatica D;
                                     

1. Storia

Le origini della città si fanno risalire allAlto Medioevo; tuttavia, i numerosi reperti archeologici fanno supporre che Rivello sia lerede della città lucana - esistente già dal periodo preromano - di Sirinos. Notoria è la divisione, a partire dal medioevo, della città in due distinti quartieri, quello superiore, i cui abitanti, detti bardàvti, erano legati uno alla chiesa di rito latino San Nicola di Bari e quello inferiore, i cui abitanti, bardàsci, erano fautori della parrocchia di rito greco Santa Maria del Poggio.

Resistono ancora nella toponomastica "Fonte dei Lombardi" e "Piazza dei Greci", riferimenti alle due etnie contrapposte, che diedero vita alla città: longobardi, sicuramente stanziatisi a seguito delle invasioni barbariche, e greci, probabilmente provenienti, a seguito della sua distruzione da parte dei Saraceni, dalla vicina Velia da cui si dice derivi il nome moderno Rivello ovvero Re-Velia.

Difatti, il motto del comune recita ancor oggi Iterum Velia renovata Revellum Una volta Velia, rinnovata in Rivello. Unaltra probabile origine etimologica del nome, va ricercata in una formazione del tipo iterativo "Re + Vallare" cioè fortificare di nuovo, da cui un latino tardo Revallo ; dallanalogia con "ripa", "riva" che darebbe la forma intermedia Rivallo potrebbe aver portato, per metafonia A> E, alla forma Rivello.

Feudo dei Sanseverino, dei Ravaschiero e dei Pinelli, Rivello si riscattò, nel corso del XVIII secolo, divenendo città libera Università. Lultimo feudatario, Oronzo Pinelli, non avendo avuto discendenti maschi, accettò di cedere il Feudo, ma curiosamente, sul rogito di cessione del Comune stipulato nel 1719 Restituta libertas, oltre a 55.000 ducati, da pagarsi a rate coi relativi interessi, pattuì che ogni anno avrebbero dovuto dare a lui e poi ai suoi eredi, una certa quantità di salami artigianali e precisamente: "Cantare unità di misura pari a circa 89 kg quattro di salami di ogni bontà, così come si fanno in detta terra di Rivello.omissis", a conferma della bontà dei salumi che ancora oggi si confezionano in paese. Le notevoli testimonianze architettoniche le numerose opere artistiche testimoniano il ricco passato di Rivello; le attività più fiorenti erano quelle dellartigianato orafo e del rame, esportate in giro per il mondo.

Il XVIII secolo fu quello più fiorente, tanto che vi fu una forte immigrazione che portò ad un notevole incremento demografico, come testimoniano gli archivi ecclesiastici. Purtroppo larrivo dei Francesi causò un declino, dovuto allincertezza del momento storico. In seguito al Congresso di Vienna ed alla restaurazione del regime Borbonico, vi furono segnali di ripresa; ma il destino era ormai segnato: con larrivo dei Piemontesi, dopo limpresa dei Mille e quindi la costituzione del Regno dItalia, le scelte politiche dei primi governi, il fenomeno del brigantaggio, la miseria e la mancanza di lavoro, costrinsero centinaia di Rivellesi, così come in tutto il centro - sud, ad emigrare per le Americhe, in cerca di miglior fortuna.

Dopo la seconda guerra mondiale, ripartì lemigrazione, questa volta in direzione del Nord Italia, in particolare verso la Lombardia, ma anche per la Germania, la Svizzera, la Francia e il Belgio. Questo fenomeno fu molto marcato tra la fine degli anni cinquanta e la metà degli anni settanta.

                                     

2. Monumenti e luoghi dinteresse

Il monumento di maggior pregio è senzaltro il convento di SantAntonio, posto nella parte bassa dellabitato, distante dal centro. Edificato a partire dal 1512, conserva, sotto le arcate antistanti la chiesa, affreschi di Girolamo Todisco realizzati tra il 1616 e il 1634, tra cui un "unicum" delliconografia sacra, ovvero una "Crocifissione dei Martiri Francescani del Giappone". La chiesa, rimaneggiata in forme barocche nel XVIII secolo, conserva interessanti tele del XVI secolo e un pregevole coro ligneo del XVII secolo. Notevoli anche il chiostro, affrescato sempre da Todisco e, nel refettorio, lUltima Cena di Giovanni Todisco. Al piano superiore è allestito il museo archeologico, con reperti provenienti da tutta larea del fiume Noce antico Talao e da quella del Lao.

  • La Chiesa di Santa Maria del Poggio, scenograficamente innalzata come una fortezza, sulla sommità del colle "Poggio". La costruzione originaria si trova ai piani sottostanti Cappella di S. Giovanni risalente allalto medioevo, fu poi ampliata e sopraelevata nel corso del XVIII secolo, poi rimaneggiata allinterno in forme barocche. Conserva un fonte battesimale del sec. XVI e un polittico del XVII secolo. È attualmente chiusa per restauro in seguito ai notevoli danni inferti dal sisma del 9 settembre 1998.
  • La chiesa di San Nicola, risalente al periodo medievale, fu ampliata e sopraelevata nella prima metà del XVIII secolo in parte sulle rovine dellantico castello, conserva una pregevole facciata, impreziosita da una scalinata settecentesca tutta in pietra locale, tele del XVIII secolo e affreschi del XIX secolo. Sottostante la chiesa, la cripta di S. Nicola, dalle caratteristiche volte a crociera sorrette da colonnine in pietra locale, che per dimensioni è seconda solo a quella di S. Nicola di Bari, ubicata sotto lomonima Cattedrale. Sia la Chiesa che la Cripta furono saccheggiate dai soldati di Napoleone, di passaggio, quando posero sotto assedio la cittadina di Lauria agosto 1806. Addirittura nella Cripta furono ricoverati i cavalli.

Siccome la comunità era molto religiosa, molti erano i sacerdoti; la tradizione voleva che in ogni famiglia benestante doveva esserci almeno un prete. Questa tradizione contribuì alla creazione di Congreghe, divise per vie e per Cappella. Nel corso del XVIII secolo a Rivello si contavano circa 70 sacerdoti. Per questo motivo il paese è ricco di Cappelle e Chiesette, di seguito elencate:

  • La Cappella dellImmacolata in Rione Rotale.
  • La Cappella dellAnnunziata, che conserva affreschi di epoca bizantina.
  • La Chiesa della Madonna del Popolo, posta a valle della collina del centro storico, nei pressi del fiume Noce.
  • Il Santuario della Madonna di Sovereto eretto nell800 e nel quale è venerato il simulacro della Madonna Nera ritrovata a Terlizzi BA
  • La cappella privata della famiglia Palagano in c.da Molingiuolo.
  • La Cappella di S. Anna.
  • La Cappella Privata dei S.S. Pietro Apostolo e Nicola di Bari.
  • La Chiesa di San Michele attualmente adibita a teatro, ma mai sconsacrata.
  • La cappella privata della famiglia Buraglia, ubicata in Via S. Antonino.
  • La Chiesa di Santa Barbara, che conserva affreschi di epoca tardo-cinquecentesca, è probabilmente la più antica.
  • La Cappella della Madonna Delle Grazie, ubicata in contrada Colla, poco distante dal centro abitato.
  • La Cappella della Pietà.
  • La Cappella di Santa Lucia.
  • La Chiesetta della Madonna Addolorata, posta sulla sommità della collina del centro storico, detta appunto della Motta, sorta sulle rovine del castello.
  • La Chiesa di S. Giuseppe nella frazione S. Costantino.
  • La Chiesetta di San Vincenzo al Rione Medichetta.
  • La Chiesa dellAssunta.
  • La Cappella della Madonna del Carmine in contrada Cammartino.
  • La Chiesa di S. Margherita, ubicata in contrada Vignale-Santa Margherita, realizzata negli anni sessanta del secolo scorso. In essa è custodita la statua di Santa Margherita Maria Alacoque, fa parte della parrocchia San Nicola di Bari.
  • La Chiesa di S. Maria di Gerusalemme privata tra Via S. Maria e Via Roma.
  • La Cappella del Purgatorio.
  • La Cappella della SS.Trinità.
  • La Cappella di San Rocco.

Esistono poi, diverse edicole votive dislocate in aperta campagna e lungo sentieri ormai abbandonati.

                                     

3. Società

Etnie e minoranze straniere

Sebbene i valori siano ancora molto lontani dalla media italiana, gli stranieri regolari sono 35 12 maschi e 23 femmine pari al 1.21% della popolazione rivellese.

Lingue e dialetti

La popolazione di Rivello e delle sue contrade parlano un dialetto gallo-italico.

                                     

4.1. Geografia antropica San Costantino

San Costantino è una frazione del Comune di Rivello. Situata in collina ad unaltitudine media di 400 m. s. l. m., la frazione comprende, sul versante orientale, anche il rione Medichetta dal quale è separata da un lungo e profondo canale che, partendo da unaltitudine di 613 m. s. l. m. al bivio del Palazzo, ne delimita la parte sud-orientale e raggiunge la costa tirrenica dellabitato di Sapri. La particolare posizione geografica consente unampia veduta del golfo di Policastro. San Costantino ha una popolazione di circa 150 abitanti, distribuita in diversi rioni ; il nucleo abitativo più compatto è formato da diversi palazzi signorili, edificati nella prima metà del secolo scorso grazie soprattutto alle rimesse degli emigrati del Brasile, dellArgentina, del Venezuela e della Spagna. Circondato da boschi e in posizione baricentrica rispetto al golfo di Policastro e al massiccio del Sirino e del monte Coccovello, ben collegato allautostrada A3 Salerno – Reggio Calabria e alla stazione ferroviaria di Sapri, ha lambizione di proporsi come centro turistico. Sono presenti diversi servizi, quali la farmacia, lufficio postale funzionante solo il lunedì, il servizio di guardia medica festiva.



                                     

4.2. Geografia antropica Storia

I primi insediamenti abitativi si ebbero, probabilmente, nella seconda metà del XVII secolo ad opera di pastori e boscaioli. Si formarono diversi nuclei abbastanza distanti tra loro, che diedero origine agli attuali rioni tra i quali quello di S. Giuseppe si propose quale centro del paese, essendo stato sede di una chiesa edificata nel corso del Settecento le statue lignee presenti nellattuale chiesa risalgono proprio al XVIII secolo. Lemigrazione verso il Brasile, prima, lArgentina, il Venezuela e la Spagna, dopo, iniziata nella prima metà del 1800, consentì, grazie alle rimesse, un certo sviluppo abitativo e, conseguentemente, anche artigianale senza, comunque, costituirne unapprezzabile tradizione.

Al censimento del 1891 San Costantino e Medichetta contavano 1004 abitanti e nel primo decennio del Novecento venne fondato il circolo culturale" LAvvenire” e furono aperte due scuole private, una cattolica e laltra laica, per la frequenza dei primi tre anni del ginnasio. Contemporaneamente si registrò una positiva trasformazione del tessuto urbano: i palazzi di tipo signorile, in stile liberty, tuttora esistenti, inseriti armonicamente nel territorio, risalgono, infatti, a quel periodo. In particolare, nel 1909 fu posata la prima pietra della seconda chiesa, che ambiva a diventare Santuario in onore di S. Giuseppe, ma che, in realtà, oggi è lunico luogo di culto della frazione peraltro non ancora ultimato, da quando, intorno agli anni sessanta, fu demolita la chiesetta del rione S. Giuseppe, ufficialmente per motivi di sicurezza.

Sempre nel primo decennio del Novecento fu avviata la costruzione, mai portata a termine, della nuova sede dellIstituto femminile S. Giuseppe, gestito dalla suore Battistine di Angri; fu aperto lufficio postale, la farmacia e lambulatorio medico comunale. Dopo la prima guerra mondiale le cose peggiorarono: iniziò un lento declino che portò ad un progressivo spopolamento. Oggi San Costantino e Medichetta sono abitate soprattutto da anziani e tante sono le case vuote.

                                     

4.3. Geografia antropica Rione Rotale

La contrada sorse probabilmente attorno ad una masseria situata lungo la vecchia mulattiera che conduceva nel Cilento. Tra i cognomi delle famiglie troviamo i Megale, discendenti sicuramente della antica famiglia nobile di Rivello. La contrada è fortemente vocata, per tradizione, allagricoltura. Si producono infatti, gli ortaggi più pregiati di tutta la zona. Ottima è la qualità dei fagioli, delle patate, del granturco, delle zucchine. Negli anni sessanta furono realizzati due invasi artificiali che avrebbero dovuto alimentare in impianto irriguo. Detti invasi vengono invece impiegati per gare di pesca e dato che si trovano in mezzo al verde dei boschi lussureggianti, spesso vi si recano comitive per fare dei pic-nic. Nelle vicinanze vi è il bosco dei "Vascelli" che ha fornito legname ad intere generazioni. Gli abitanti sono di carattere taciturno ma orgogliosi, lavoratori e molto attaccati alle loro tradizioni. Il dialetto parlato è simile a quello rivellese, per niente italianizzato, diverso quindi da quello della frazione S. Costantino che risente delle influenze Cilentane. La contrada dispone di unampia piazza con al centro la Chiesetta dellImmacolata, settecentesca, di recente restaurata. La festa si svolge nel mese di agosto, durante la quale si possono degustare le prelibatezze culinarie locali, in particolare i salami salsiccia e soppressata e i prosciutti.



                                     

4.4. Geografia antropica Rione Medichetta

Si presume che il nome abbia avuto origine dalla coltivazione dellerba medica, anche se lantica pronuncia del nome del rione era: "Menichetta" archivio Vescovile Policastro Bussentino.

Medichetta è un piccolo agglomerato urbano del comune di Rivello. È il rione insieme alla frazione di S.Costantino più caratteristico del comune dal punto di vista paesaggistico, dato che, da una posizione di 500 m s.l.m., saffaccia sul Golfo di Policastro. Il rione è diviso in superiore ed inferiore e conta pochi abitanti residui, la maggior parte dei quali si trova a Medichetta inferiore. Comunità dedita allagricoltura e alla pastorizia, che ha subìto un duro calo demografico durante il periodo dellemigrazione. Una grande fetta della gioventù locale si è trasferita in quegli anni nellAmerica Meridionale in cerca di fortuna e spesso Vi è rimasta definitivamente. Lo stesso vale per la contrada Carpineta, abitato ormai da pochi anziani, ma molto caratteristico per la sua esposizione a gradoni e la veduta paradisiaca sul Golfo di Policastro.

Da vedere: la chiesetta di San Vincenzo Ferreri con la piazzetta adiacente, occasione per sostare ed ammirare il panorama del Golfo di Policastro e da percorrere i sentieri dei sovrastanti monte Coccovello di 1505 m s.l.m., di formazione carsica con "inghiottitoi pozzi carsici o doline, e monte Serra del Tuono, alla cima del quale cè un belvedere sia del golfo di Sapri che di quello di Maratea.

La località è definita regionalmente "Terrazzo panoramico lucano sul golfo di Policastro"

                                     

4.5. Geografia antropica Le principali contrade

  • Città zona dove sorgeva lantica "città" della Magna-Grecia - secondo alcuni studiosi "Sirinos"
  • Crocifisso
  • Campo Dei Monaci luogo dove i monaci del convento di S. Antonio avevano il diritto di approvvigionamento di legna da ardere
  • Filòto den. di origine greca
  • Prato toponimo etimologicamente indicativo di luogo umido e quindi ricco di pascoli
  • Chiani
  • Capo Elci "in capo al luogo ricco di Elci"
  • Palazzo luogo dove un tempo vi era un grande edificio, prob. adibito a taverna e cambio cavalli
  • Monticello
  • Pietà
  • Sorba luogo dove vi erano ricche piantagioni di Sorbo
  • Sovereto
  • Vallone Antico
  • Bottarile in realtà si chiamava "Buttarìno"; luogo dove si batteva il lino
  • Asprina
  • Vignale-Santa Margherita luogo anticamente vocato alla viticoltura e per la presenza della chiesa di Santa Margherita Maria Alacoque, contrada più popolosa del comune.
  • Roccazzo luogo pietroso
  • Molingiuòlo prob. luogo con numerosi mulini
  • Mascalcia luogo dove anticamente si praticava la "mascalcia", ovvero la ferratura e la bardatura degli equini in generale
  • S. Freno
  • Fiumicello luogo dove il fiume scorre dolcemente
  • Sirino
  • Carpineta
  • Colla luogo dove si pagavano le tasse per vendere le merci: dogana
  • Aradonica den. di origine greca
  • Cammartino da Cà Martino"
  • Sonante - Sede del tempio dedicato a Mefitis, divinità legata al culto delle acque e da dove prende il nome il fiume Sonante
                                     

5. Economia

Artigianato

Tra le attività più tradizionali e rinomate vi sono quelle artigianali, legate alla cultura contadina e pastorale. Queste attività, ben lungi dallo scomparire stanno invece rifiorendo, e si distinguono per la lavorazione del rame, del ferro, oltreché per larte della ceramica e della maiolica.

                                     

6. Infrastrutture e trasporti

Strade

  • Fondovalle del Noce - uscita Rivello-Sapri-Lagonegro-Maratea
  • Strada Provinciale 27 Lagonegrese Superiore
  • Strada Statale 104 di Sapri
  • Autostrada A2 del Mediterraneo - uscite Lagonegro Nord-Maratea-Praia A Mare, Lagonegro Sud, Lauria Nord-Policoro e Lauria sud