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ⓘ Ma gCig. Machig Labdrön nota anche come Adrön Chödron è stata una monaca buddhista e insegnante tibetana. È ritenuta la capostipite di diversi lignaggi tibetani ..




Ma gCig
                                     

ⓘ Ma gCig

Machig Labdrön nota anche come Adrön Chödron è stata una monaca buddhista e insegnante tibetana.

È ritenuta la capostipite di diversi lignaggi tibetani della tradizione Vajrayana del Chöd. Secondo il Rinpoche Namkhai Norbu, avrebbe sviluppato il Chöd combinando elementi dello sciamanismo nativo con tecniche di insegnamento del Dzogchen.

Altri studiosi ed insegnanti buddisti offrono teorie diverse sullorigine del Chöd. Non tutti sono daccordo nellattribuire a questa pratica origini Bön o sciamaniche.

                                     

1. Iconografia

Dal punto di vista iconografico, Machig Labdrön viene spesso rappresentata con laspetto di una dākinī, una rappresentazione dellenergia femminile illuminata. Regge un tamburo damaru nella mano destra e una campana ghanta, Tibetano: དྲིལ་བུ་ nella mano sinistra. Le gambe sono in movimento, la destra in particolare è alzata. Machig possiede tre occhi, ha una carnagione bianca e indossa i sei ornamenti dosso degli ossari, tipici degli yogini. Questi accessori rappresentano la saggezza pāramitā.

                                     

2.1. Biografia Nomi

Oltre al nome Machig Labdrön, il nome della monaca e insegnante tibetana si trova espresso anche nelle seguenti traslitterazioni:

  • Machik Lapkyi Drönma Wylie: ma gcig lab kyi sgron ma,
  • Machik Labdron Wylie: ma gcig lab sgron,
  • Maji Lab Dran Wylie: ma gcig lab sgron,
  • Machig Lapdrönme Wylie: ma gcig lab sgron ma,
  • Machig Laphyi Wylie: ma-gcig la-phyi sgron-ma riferito al suo luogo di nascita, La-phyi, nella regione dello Ü-Tsang.

Uno dei maestri di Machig Labdrön, Sönam Lama, le ha dato il suo nome tantrico Dorje Wangchuma Wylie: rdo rje dbang phyug ma, che significa "Dea Diamanate Indipendente."

                                     

2.2. Biografia Ipotesi sulla sua nascita

Nel Life of Yeshe Tsogyel Padmasambhava predisse che Yeshe Tsogyel, consorte del grande maestro tantrico indiano Padmasambhava, fondatore della tradizione Nyingma del buddhismo tibetano, sarebbe rinata come Machig Labdrön, e il suo consorte, Atsara Sale, sarebbe diventato Topabhadra, il marito di Machig. La sua assistente e consorte secondaria di Padmasambhava, Tashi Khyidren, sarebbe rinata come lunica figlia di Machig e così via. Tutte le figure importanti nella vita di Tsogyel sarebbero rinate nella vita di Machig Labdron, incluso Padmasambhava stesso, che sarebbe diventato Phadampa Sangye.

I Buddisti credono che Machig sia stata lemanazione del flusso mentale tulku di un altro grande yogini, Yeshe Tsogyal, ossia l "emanazione della Grande madre della Saggezza, Yum Chenmo, prajnaparamita e di Arya Tara che le avrebbe trasmesso insegnamenti e iniziazioni."

Ritengono inoltre che questo schema di reincarnazioni e emanazioni sia continuato fino a poco prima della sua nascita come Machig Labdrön, e che nella sua esistenza precedente fosse lo yogi indiano Mönlam Drub. Dopo la sua morte, il corpo del ventiduenne Mönlam Drub sarebbe rimasto "in vita" nella caverna di Potari, situata nellIndia meridionale.

Secondo la tradizione, fu il flusso mentale di Mönlam Drub che entrò nellutero di Bum Cham "Grande nobile donna", vissuta nellarea di Labchi Eli Gangwar in Tibet, a far nascere Machig.

Secondo unaltra versione della biografia di Machig Labdron, la madre di Machig Labdron dopo il concepimento avrebbe sognato dei dākinī recanti il vaso e la conchiglia di Ashtamangala:



                                     

2.3. Biografia Infanzia e gioventù

Da bambina Machig si guadagnava da vivere come lettrice liturgica. Essendo istruita, i patroni la ingaggiavano per leggere nelle loro case il Sutra Prajnaparamita o La Perfezione della Saggezza un testo dei Sūtra Mahāyāna come forma di benedizione, e per guadagnare valore spirituale. Machig era conosciuta per essere una lettrice molto veloce; molto richiesta per questo motivo, era in grado di completare il testo intero in breve tempo, facendo risparmiare ai patroni il costo del suo compenso.

Il namtar intitolato Secret Biography of Machig Labdron narra i sacrifici a cui Machig Labdron venne sottoposta per evitare il matrimonio tradizionale. Essendo la pratica del Dharma la sua vocazione, Machig riuscì infine a lasciare la sua casa.

                                     

2.4. Biografia Maternità

Dopo aver abbandonato lordine monastico a Yuchong, Machig si sposò con il Pandita indiano Topa Draya thod-pa gra-ya, anche lui un praticante buddista, che la supportò nelle sue pratiche. Insieme ebbero due figli e una figlia o tre figli e due figlie secondo altri resoconti.

Uno dei suoi figli in gioventù commise dei crimini, ma Machig riuscì a portarlo al Dharma diventando suo insegnante: "Puoi pensare che gli Dei siano quelli che ti danno benefici e i Demoni ti causano danni; ma potrebbe essere il contrario. Quelli che causano dolore ti insegnano ad essere paziente e quelli che ti danno dei doni potrebbero impedirti di praticare il Dharma. Quindi dipende dalleffetto che hanno su di te se essi sono Dei o Demoni."

Il secondo figlio, Tonyon Samdru thod-smyon bsam-grub, monaco alletà di 15 anni sotto il tutorato di Dampa Sangye, divenne uno dei principali successori di Machig e un divulgatore dei suoi insegnamenti.

Si ritiene che Machig abbia ricevuto insegnamenti da Dampa Sangye come suo guru e reincarnazione di Padmasambhava. Tuttavia, per molti anni la principale pratica di Machig consistette nellunione tantrica tra lei e il suo consorte spirituale e marito Topabhadra, unemanazione del Gautama Buddha, con il quale allevò dei figli vivendo lessenza del "Rosso e bianco", secondo una previsione data a Machig da Arya Tara.

                                     

2.5. Biografia La vita di Machig Labdrön come insegnante spirituale

Durante la vita di Machig Labdrön, gli insegnamenti buddisti che arrivarono dallIndia vennero considerati autentici. A nessuno di essi si attribuirono origini tibetane. Come riporta una delle biografie di Machig:

Esistevano varie controversie sugli insegnamente di Machig Labdrön e dunque una delegazione dei Brahmani venne mandata dallIndia in Tibet per valutare i suoi titoli e i suoi insegnamenti. Dopo che i suoi studenti si riunirono con lei a Zangri Khangmar residenza di Machig in Tibet dalletà di 39 anni fino alla sua morte alletà di 99 anni, Machig insegnò e discusse con i panditi.

Una delegazione inviata nellIndia meridionale per trovare le reliquie di Mönlam Drub seguendo le istruzioni di Machig, dopo averle trovate, confermò e rafforzò il suo status di insegnante e detentrice dei lignaggi. A seguito di questo e di altri eventi, venne stabilito che gli insegnamenti di Mchig erano autentici.I Chöd erano i primi insegnamenti buddhisti diffusi in Tibet.



                                     

2.6. Biografia Studenti

Molti degli insegnamenti di Machig Labdrön si configurano come risposte alle domande poste dai suoi studenti.

Fra i discepoli di Machig Labdron, oltre ai figli, ci furono quattro donne chiamate i Gyen o gli Ornamenti di Machig Labdrön.

                                     

3. Emanazioni

Secondo alcune fonti Machig Labdrön si sarebbe incarnata sia in Tibet che in Occidente. In Tibet si sarebbe incarnata come Jomo Menmo 1248–1283 e successivamente come Khyungchen Aro Lingma 1886–1923.

La prima Samding Dorje Phagmo il terzo grado più alto nella gerarchia buddista dopo il Dalai Lama, Chökyi Drönma 1422–1455, una discendente tulku femminile di Vajravarahi, è stata considerata come unincarnazione di Machig Laborön.

In tempi più recenti, in Tibet, il grande yogini Jetsun Rigdzin Chönyi Zangmo 1852–1953 - chiamato anche Ani Lochen - venne riconosciuto come incarnazione di Machig. Egli riuscì ad elevare spiritualmente il monastero Shuksep or Shugsep shug gseb, situato a trenta miglia da Lhasa sul pendio del monte Gangri Thökar.

Il Lama Tsultrim Allione 1947-, uninsegnante buddista americana, è stata recentemente riconosciuta dal Lama Karma Nyitön Kunkhyab Chökyi Dorje. come emanazione di Machig Labdrön a Zangri Khangmar, in Tibet.

                                     

4. Il "Chöd" di Machig Labdrön

Il Chöd di Machig Labdrön, chiamato "lofferta del Mendicante" o "il rituale del limite estremo" e conosciuto anche come Mahāmudrā Chöd, è stato diffuso in Tibet sin dallesistenza di Machig.

Il Chöd è una pratica buddista che consiste nellinterruzione dellattaccamento alla propria forma corporea in termini di tendenza dualistica del relazionare la propria figura corporea come punto di riferimento comprovante la propria esistenza.

Un praticante offre il mandala del proprio corpo in un rito chiamato ganachakra ". Utilizzando esclusivamente la propria mente, visualizzando le offerte e praticando in luoghi solitari e temuti come i cimiteri, egli lavora per superare tutte le proprie paure. Anche per questo la pratica del Chöd è spesso usata per sconfiggere le malattie in modo da curare se stessi e gli altri.

I chodpa e i chodma praticanti del Chöd usano una campana rituale, uno speciale tamburo chiamato damaru e un Kangling spesso ottenuto dagli ossari delle sepolture celesti.

                                     

4.1. Il "Chöd" di Machig Labdrön "Demoni" nel Chöd di Machig Labdron

Dagli insegnamenti e dagli scritti di Machig Labdrön appare chiaro che le entità con cui si a che fare nelle pratiche Chöd sono frutto della mente umana, e non esseri sovrannaturali. Una delle carattettistiche distintive del Chöd di Machig Labdrön è il suo focalizzarsi su quelli che a volte sono chiamati demoni dre o diavoli bdud.

Come spiegò Machig Labdrön in una risposta alle domande di uno dei suoi studenti, Gangpa Muksang:

In un altro insegnamento, Machig Labdrön disse:

Secondo Anila Rinchen a Kagyu Ling Borgogna in Francia, il termine tibetano per "demone" potrebbe essere tradotto come "nevrosi".

                                     

4.2. Il "Chöd" di Machig Labdrön Diavoli esterni e Diavoli interni

Machig divide i diavoli che sono oggetto della pratica Chöd in "Diavoli interni" nang byi bdud ed esterni. Questi sono i quattro "interni":

  • Thogs med bdud Diavolo della mente, non concreta.
  • Dga brod bdud Diavolo della lussuria e del desiderio.
  • Snyems byed bdud Diavolo della superbia.
  • Thogs bcas bdud Diavolo dei sensi, concreti.

I quattro "Diavoli interni" si uniscono ai quattro "Diavoli esterni" phyi bdud:

  • Phung po bdud Diavolo del corpo
  • Lha bu bdud Diavolo della lussuria
  • Nyon mongs bdud Diavolo delle passioni
  • Chi Bdag bdud Diavolo della morte

Nel sistema Mahāyāna questi quattro corrispondono ai quattro Māra:

  • Devaputramāra, il diavolo che genera lussuria.
  • Kleśamāra, il diavolo che genera malattia e sofferenza.
  • Skandhamāra, il diavolo che genera le cinque costituenti psicofisiche.
  • Mrtyumāra, il diavolo che porta lindividuo alla morte.

Loggetto principale della pratica del Chöd sono i Māra che portano alla morte spirituale la radice della parola sancrita Māra è mr, che significa: "morire".



                                     

4.3. Il "Chöd" di Machig Labdrön Il raggiungimento della mente illuminata nella disciplina Chöd

Il campo in cui i Māra operano è la cosiddetta "mente discorsiva", il processo intellettuale che causa il dualismo, credendo che un soggetto pensante sia diverso dalloggetto che è il pensiero. La mente discorsiva è la causa della sofferenza e della paura; è il mondo del nostro ego, ansioso riguardo alla vita e alla morte. Sarà questo mondo individuale che concluderà il proprio processo esistenziale, quella stessa parte di noi che identifichiamo con i nostri pensieri e con il nostro mondo razionale.

La mente illuminata byang chub kyi sems, innata ma latente in ogni individuo, deve essere "riconosciuta" dal praticante in modo da ottenere la liberazione. Essa non è coinvolta nel vivere o nel morire, vive in un processo di continua trasformazione con il tutto, essendo indissolubilmente unita ad esso.

La pratica del Chöd è indirizzata alla distruzione dei processi "discorsivi" e porta alla comprensione del fatto che: "tutto ciò che appare, persino gli Dèi, sono una creazione e un fantasma del nostro pensiero non ancora conquistato."

Questa visione del mondo mostra un collegamento della pratica del Chöd con quella del Prajñāpāramitā, che enfatizza la natura non dualistica della realtà. La pratica del Chöd risulta quindi essere una pratica meditativa diretta poiché la comprensione della vacuità della realtà porta ad un improvviso rilascio dal ciclo del Samsāra. Si può raggiungere questo obbiettivo attraverso le offerte e il sacrificio: lofferta del corpo e della vita dellindividuo e la distruzione dei cinque componenti dellessere umano. Come raggiungere la mente illuminata lo dice chiaramente Ma gcig nella "Grande Raccolta degli Insegnamenti sulla Nobile Pratica della recisione dei demoni, Perfezione della Sapienza.":

Il modo in cui si manifesta il demone intangibile

Quel concetto discriminante di bene o di male

che si viene a formare nella mente allapparire di un fenomeno,

viene detto demone intangibile.

Se ci si separa dallo stato spontaneo

e naturale della mente

e ci si aggrappa allidea

di divinità benevole e di spiriti malefici,

a causa dellalternanza di speranza e timore,

il nostro proprio demone si manifesta in noi stessi.

Dal vasto e chiaro spazio

della dimensione essenziale della realtà Dharmadhatu

sorgono in tutte le direzioni i pensieri e i ricordi,

così come dalloceano immobile

sorgono le onde le increspature.

Chiunque abbia questa conoscenza

non necessita di alcun artificio:

rimanga naturalmente in se stesso!

Si è liberati nello spazio in cui non nascono

né beneficio né danno.

Poiché la conoscenza

sorge spontaneamente in se stessi

dallo spazio della realtà essenziale,

non è necessario nutrire invidia,

avversione o desiderio.

Se non si provano avversione o desiderio,

ecco si manifesta la mente spontanea.