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ⓘ Lisola di ferro. Su una petroliera in disarmo, alla fonda presso la costa sud-orientale dellIran, hanno trovato alloggio profughi e diseredati, spinti dalla nec ..




Lisola di ferro
                                     

ⓘ Lisola di ferro

Su una petroliera in disarmo, alla fonda presso la costa sud-orientale dellIran, hanno trovato alloggio profughi e diseredati, spinti dalla necessità. Hanno dato vita ad una comunità con la sua scuola le sue attività produttive, le sue feste, gli animali, i piccoli giardini. Capo e amministratore è il paternalistico Nemat, che è riuscito ad ottenere dagli armatori la gestione della nave. Proponendosi come paladino della piccola società contro le minacce di evacuazione provenienti dallesterno, egli, dietro una facciata di sollecitudine per i bisogni degli abitanti, ha confezionato un oliato congegno di arricchimento.

Estrae profitti dalle attività con cui i residenti pagano laffitto ad esempio la confezione di burqa, oppure utilizza i più giovani in attività anche rischiose quali il trasporto a riva, a nuoto, dei barili col petrolio che ancora riesce a raschiare dal fondo. Anche il commercio di medicinali le comunicazioni telefoniche con lesterno sono sotto il suo controllo. I giornali giungono sullimbarcazione solo con grande ritardo e grande è la sua furia quando scopre che è stato introdotto un televisore con antenna satellitare.

Quando il progressivo inabissamento della nave, cui Nemat ha contribuito con il saccheggio di materiale ferroso destinato al commercio di rottami, dopo ripetuti avvertimenti delle autorità, rende improrogabile labbandono, la popolazione dellisola continuerà a farsi abbindolare dal grande comunicatore e lo seguirà in una landa desertica, spacciata come una nuova terra promessa. Solo in due si sottrarranno alla sua influenza: il giovane Ahmad che già, per amore, si era ribellato ad un matrimonio arrangiato da Nemat ed era stato per questo crudelmente punito, e il bimbo-pesce, così chiamato perché trascorreva lunghe ore nella stiva allagata della nave, per catturare i pesci entrati attraverso le falle e restituirli, poi, alla libertà del mare.

                                     

1. Note critiche

Questo secondo film del giovane regista iraniano nato nel 1973 - dopo il successo di Gagooman - è stato tratto da una sua pièce teatrale di dieci anni prima. Prodotto durante una di quelle fasi di stop and go che caratterizzano il regime iraniano in materia di libertà di espressione, è unevidente allegoria della situazione di diffidenza verso lesterno ed isolamento culturale in cui si trova il paese. In bilico tra simbolismo e realismo è diretto con tocco fine e con lo sguardo e la forza evocativa tipica del cinema iraniano.

                                     

2. Distribuzione

Presentato nella sezione Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes 2005, il film è distribuito in Italia dalla Lucky Red in lingua originale, con sottotitoli.