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ⓘ Decorazioni scultoree del duomo di Fidenza. Il duomo di Fidenza ricopre un particolare ruolo nella storia dellarte sia a motivo delle sue strutture architettoni ..




Decorazioni scultoree del duomo di Fidenza
                                     

ⓘ Decorazioni scultoree del duomo di Fidenza

Il duomo di Fidenza ricopre un particolare ruolo nella storia dellarte sia a motivo delle sue strutture architettoniche, sia per le sue decorazioni scultoree che riflettono levoluzione della scultura romanica nellarea padana e lombarda tra la fine del fine del XII e linizio del XIII secolo.

                                     

1. Lapparato decorativo della facciata

Il duomo di Fidenza, come altre cattedrali romaniche, presenta in facciata numerosi bassorilievi e alcune statue che si mostrano al pellegrino e al fedele con intenti didascalici, come un libro dinsegnamenti religiosi fatto di immagini. Si tratta di opere scultoree eseguite da Benedetto Antelami e dalla sua scuola tra la fine del XII e linizio del XIII secolo; tra esse particolarmente raffinate sono le due statue poste nella nicchie ai due lati del portale maggiore, opere che unanimemente si ritengono direttamente eseguite dal maestro. Il racconto per immagini risulta alquanto complesso e intreccia tra loro lomaggio alla Gloria di Cristo, con episodi del Vecchio e Nuovo Testamento, con temi cari alla devozione locale La vita di San Donnino, con riferimenti a tradizioni storiche, leggende e immagini fantastiche care alluomo medievale.

                                     

1.1. Lapparato decorativo della facciata La torre di sinistra

Troviamo nella torre detta del folletto o delle cicogne due bassorilievi di buona fattura, ornati da unelegante greca: vi sono raffigurati rispettivamente Re Erode in trono rappresentato mentre ordina ai propri scherani la Strage degli Innocenti ed I Re Magi effigiati in movimento con i loro destrieri che calpestano lerba

                                     

1.2. Lapparato decorativo della facciata Il portale di sinistra

Il frontone del piccolo protiro che ricopre il portale è sormontato da un acroterio elemento decorativo con due suonatori di tromba a cavallo posti ai lati di un personaggio forse larciprete della basilica di San Donnino. Allinterno del frontone sono poste tre scene:

  • Il miracolo dellammalato guarito, miracolo compiuto da San Donnino.
  • Limperatore Carlo Magno, con un armigero alla sua destra;
  • Papa Adriano II che porge allarciprete di San Donnino la mitria e il pastorale simboli della dignità episcopale;

Le colonne del protiro sono rette da due telamoni con i volti corrosi dal tempo ingobbiti sotto il peso sorretto; esse terminano con eleganti capitelli traforati sormontati da bucrani che ornano il fronte delle mensole del protiro. Altre due figure di telamoni nudi fingono lo sforzo di reggere le mensole. Nella strombatura del portale si osserva una serie di colonnine semicircolari e quadrate; la lunetta che sovrasta la porta contiene il bassorilievo della Madonna della Vita o Madonna odigitria fiancheggiata da gruppi di donne oranti, riccamente vestite. Nellarchivolto sono poste 14 losanghe figurate, con diverse figure di animali.



                                     

1.3. Lapparato decorativo della facciata Tra il portale di sinistra e quello centrale

Spostando lo sguardo sulla destra, si osserva una grande semicolonna che regge un capitello riccamente istoriato, con le figure di Daniele nella fossa dei leoni e del Profeta Abacuc. Sulla colonna si erge una statua di modesta fattura raffigurante, in posa ieratica, Simone apostolo con in mano un cartiglio che recita Simon Apostolus eundi Romam Sanctus demonstrat hanc viam Lapostolo San Simone indica che questa è la via per andare a Roma. Si sottolinea in tal modo il ruolo della basilica di San Donnino come luogo di ospitalità lungo la via Francigena. In una nicchia che precede il portale centrale troviamo la statua a tutto tondo di Re David che, stante la squisita fattura, è attribuita senzaltro alla mano di Benedetto Antelami. Il re guarda verso il portale principale e tiene in mano un cartiglio che spiega: David Propheta, Rex. Haec porta Domini. Iusti intrant per eam. Il significato simbolico conferito alla porta della chiesa è dunque quello di "Porta del Cielo".

Nella calotta della nicchia che accoglie la statua di David troviamo un elegante bassorilievo che raffigura la Presentazione di Gesù al Tempio. Ai lati della calotta sono poste due formelle con le figura di un grifo e di un capricorno ; al di sopra di esse si osserva un bassorilievo raffigurante verosimilmente un Angelo che mostra la via per Roma ad una famiglia di pellegrini ricchi. Più in alto, sopra un bassorilievo ornamentale a motivi geometrici, sono poste le lastre scolpite che danno inizio alla Storia di San Donnino: le scene effigiate sono:

  • Donnino incorona limperatore Massimiano in qualità di cubicularius maestro di camera
  • Donnino chiede allimperatore il permesso di mettersi totalmente al servizio di Cristo.

La storia del santo continua, alla stessa altezza, nei bassorilievi posti nelle strombature del portale maggioree e sopra la porta in legno.

Guardando più in alto ancora, sopra unelegante fascia decorativa con motivi floreali decorazione a tralcio vegetale, troviamo le scene della Adorazione dei Magi e del Sogno di San Giuseppe che continuano idealmente il racconto del testo evangelico iniziato nella torre sinistra.

                                     

1.4. Lapparato decorativo della facciata Il portale centrale

Il protiro che sovrasta il portale maggiore – come in molte basiliche romaniche di area lombarda – è sorretto da due leoni stilofori distesi su un basamento a forma di parallelepipedo: quello di sinistra è intento ad uccidere un drago serpentiforme, quello di destra sta sbranando una giovenca. Le colonne sostenute dai leoni sono in marmo rosso di Verona e presentano capitelli riccamente istoriati. Quello di sinistra, detto capitello della Vergine, mostra un folto gruppo di personaggi racchiusi tra archi e torrette: vi si riconoscono le scene della Presentazione di Maria al Tempio, dell Annunciazione e della Visitazione. Quello di destra mostra i simboli dei quattro evangelisti.

Due bassorilievi sotto le mensole del protiro raffigurano telamoni vestiti che paiono sorreggerne il peso. Sul fronte della mensola di sinistra, sopra il capitello della Vergine, è effigiato, con una curiosa raffigurazione, il patriarca Abramo che reca in grembo, proteggendole, tre figure umane simboleggianti "i giusti". In contrapposizione a tale figura, sul fronte della mensola di destra, troviamo la figura di un diavolo che tormenta il giusto Giobbe.

Larcone sovrastante mostra diverse figure umane: a sinistra i Profeti dellAntico Testamento, a destra gli Apostoli. Al centro, nella chiave di volta dellarco, è posta la figura di Cristo in trono portato in cielo dagli angeli che viene ad assumere il significato di garante della continuità tra lAntica e la Nuova Legge, come attestano anche i due cartigli che egli tiene in mano nei quali si legge Audi Israel mandata vitae Ascolta Israele i comandamenti della vita e Beati pauperes spiritu Beati i poveri in spirito. Il messaggio trasmesso è che ciò che prima di Cristo si osserva per timore, dopo di lui diventa atto di amore.

Nello strombo del portale troviamo una serie di semicolonnine cilindriche alternate a pilastini ornamentali. In alto negli strombi e sopra la porta in legno, alcuni bassorilievi accuratamente eseguiti riprendono il racconto delle Storie di San Donnino, con alcune scritte che facilitano lidentificazione delle varie scene. A sinistra:

  • Il santo fugge assieme ai suoi compagni Donnino è il primo da sinistra, con laureola abbellita da un cerchio di piccoli fori.
  • Limperatore Massimiano si accarezza la barba meditando la vendetta;

Al centro:

  • Un soldato mozza con la spada la testa del Santo; due angeli la sollevano e la portano in cielo senza barba; la testa terrena ricompare con la barba su una specie di ara; il Santo la prende tra le mani e sincammina per attraversare il torrente Stirone.
  • Donnino prosegue la fuga verso Piacenza che gli chiude le porte, poi verso unaltra città finché gli sgherri a cavallo lo raggiungono;

A destra:

  • Donnino si adagia tra le piante sulla sponda del torrente Stirone e muore ;
  • Donnino fa ritrovare al miracolato il cavallo che gli era stato rubato mentre stava in chiesa.
  • Donnino guarisce un ammalato che si era recato a pregare nella chiesetta edificata sul luogo del martirio;
                                     

1.5. Lapparato decorativo della facciata Tra il portale centrale e quello di destra

In modo simmetrico rispetto alla parte sinistra della facciata, troviamo una nicchia con la statua del Profeta Ezechiele, della stessa grandezza ed eseguita con pari perizia tecnica rispetto alla corrispondente statua di Re David. Anche in questopera - eseguita da Benedetto Antelami - si nota come il profeta guardi verso il portale maggiore e sorregga un cartiglio che rimanda al significato della chiesa come "Porta del Cielo"; vi si legge: Ezechiel Propheta; vidi portam in domo Domini clausam Ezechiele Profeta; ho visto chiusa la porta nella casa del Signore. Nella calotta della nicchia è posto un bassorilievo raffigurante una Madonna col Bambino circondata da racemi di fiori e di frutta sormontata da una scritta che ne spiega il significato teologico.

Ai lati della nicchia, sempre in simmetria con la parte sinistra della facciata, vediamo due formelle rappresentanti un arpia e un centauro che colpisce un cervo, e, più in alto, la figura di un Angelo intento verosimilmente ad indicare ad una famiglia di pellegrini poveri la strada della via francigena.

Sopra una fascia ornata con motivi geometrici decorazione a rete troviamo un bassorilievo che completa la serie dedicata alle Storie di San Donnino. Si tratta delle scene del:

  • Miracolo della donna gravida, che racconta con drammaticità lepisodio del crollo di un ponte eccessivamente affollato e il salvataggio della donna incinta per intervento del Santo.

Salendo con lo sguardo verso lalto troviamo, colorato in rosso con residui della primitiva coloritura che ricopriva i bassorilievi, una scena dellAntico Testamento. Si tratta dellepisodio del Profeta Elia rapito in cielo con il suo carro. Ancora più in alto troviamo, allinterno di una greca decorativa, la scena del Patriarca Enoch seduto in trono, circondato da due figure umane, in un giardino di alberi carichi di frutti. Spostando lo sguardo verso destra troviamo una semicolonna circolare identica a quella che, sulla sinistra, regge la statua di San Simone: anchessa doveva sostenere una statua poi andata perduta. Degno di nota è lelegante semicapitello corinzio.



                                     

1.6. Lapparato decorativo della facciata Il portale di destra

Il piccolo protiro antistante il portale presenta due colonne di marmo bianco che poggiano su due figure di ariete. Dai loro capitelli traforati sinnalza un arco ornato esternamente da 16 formelle con figure di animali. Sopra larco, al centro del frontone, è posta la figura di un prelato con la mitria e il pastorale: verosimilmente larciprete di San Donnino. Al culmine del frontone si osserva un acroterio con una curiosa figura di uomo, con il cappuccio da pellegrino e una grande gerla sulle spalle. Una scritta lo identifica come Raimondinus vilis lumile Raimondino sulla cui identità vi sono più dubbi che certezze. Diverse ipotesi lo qualificano come: un povero romeo morto a Borgo San Donnino; un personaggio diventato simbolo della povera gente che ha contribuito manualmente ai lavori di edificazione della chiesa; San Raimondino da Piacenza, un santo pellegrino.

Allinterno del protiro troviamo, a sinistra, un bassorilievo raffigurante Ercole che mostra il leone nemeo da lui ucciso ; a destra un grifo che artiglia un cervo. Nella lunetta, al di sopra della porta, troviamo la figura di San Michele che uccide il drago ; al di sotto, posta allinterno di una rosetta vegetale, la mano dovina con tre dita sollevate, simbolo del mistero trinitario.

                                     

1.7. Lapparato decorativo della facciata La torre di destra

I bassorilievi della torre detta torre del Trabucco da tempo hanno posto agli studiosi non facili problemi interpretativi. Sul davanti della torre troviamo, alquanto corroso, un bassorilievo che la tradizione popolare ha battezzato "Berta che filava", per la presenza di due oggetti allungati scambiati per fusi. Si tratta in verità della raffigurazione del Volo di Alessandro Magno. Una leggenda ripresa dal Romanzo di Alessandro dello Pseudo-Callistene narra che Alessandro, per potersi levare in volo, attaccò al proprio cocchio due grifoni; poi infilzò su due lance grossi pezzi di carne in modo tale che, tenendole in alto, i grifoni fossero costretti, nella brama di afferrare la carne, a librarsi in volo trascinando così il cocchio verso lalto.

Più ardua è linterpretazione del fregio composto da cinque formelle delimitate da due grandi teste di leone. La tesi oggi più accreditata vi individua le Storie di Berta, Milone e Rolandino raccontate da due chanson de geste tra la fine del XII e linizio del XII secolo. La lettura delle formelle deve essere condotta da destra a sinistra, individuando le seguenti scene:

  • Milone lotta con un bandito che vorrebbe rapire Berta rimasta incinta ;
  • Un leoncino – allegoria di Rolandino – azzanna al collo un cavallo.
  • Carlo Magno va a caccia, mentre Milone seduce Berta, sorella di Carlo Magno ;
  • Milone, seguito dal figlio Rolandino, va nel bosco per procurarsi legna da vendere ;
  • Pipino il Breve salva a mani nudi due "lombardi" dalle fauci di un leone ;

Sul lato destro della torre è posto un altro fregio composto da sei formelle delimitate a destra da una testa di leone che mostrano il dispiegarsi di un corteo. Il bassorilievo, focalizzando lattenzione soprattutto sulle due formelle che mostrano persone appiedate in cammino, è stato interpretato in passato come la raffigurazione di pellegrini sulla strada per Roma al punto da diventare una delle icone simbolo della via Francigena. La lettura ritenuta oggi più affidabile vi vede il Corteo di Carlo Magno di ritorno in Francia dopo aver liberato Roma dai Saraceni. Tale interpretazione è avvalorata soprattutto dalla formella che raffigura un cavaliere che tiene alla briglia un cavallo con in groppa il ghepardo che limperatore impiegava nella caccia.

                                     

2. I bassorilievi allesterno dellabside

Troviamo alcuni bassorilievi anche nella superficie esterna dellabside, disposti in un modo che pare del tutto casuale. Oltre ad una scena di caccia cane che insegue un cervo, si osservano quattro formelle che raffigurano verosimilmente quanto resta di un ciclo dei mesi ; segnatamente i mesi di Gennaio con Giano bifronte che si scalda vicino ad un camino con appesi i salami, Marzo e Aprile con un uomo che soffia nel corno e un principe che regge un fiore; Maggio con un cavaliere che parte per la guerra e sopra, una principessa che rappresenta allegoricamente la primavera e operai al lavoro nella vigna, il segno zodiacale della Vergine intenta a cogliere grappoli duva Si è avanzata lipotesi che tali formelle possano derivare da un portale smembrato.

                                     

3. Interno del duomo

Anche allinterno del duomo troviamo alcune decorazioni scultoree di scuola antelamica. Particolarmente significativo è il bassorilievo del primo pilastro destro della navata centrale raffigurante la Cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso. Esso si sviluppa su tre diversi registri: in alto la figura di Dio Padre in trono che regge un cartiglio con liscrizione Fecit iudicium et iustitiam Ho fatto giudizio e giustizia; i due pannelli sottostanti, che costituiscono una sorta di capitello, mostrano scene della lotta contro gli angeli ribelli che precipitano capovolti

Notevoli sono anche, nelle vele del catino absidale originate da eleganti costoloni in pietra, la statua del Cristo Pantocratore seduto maestosamente in trono, vestito di tunica e pallio e, ai suoi lati, i rilievi con i simboli dei quattro evangelisti, nonché una coppia di Angeli che reggono un filatterio. Le opere sono di scuola antelamica; Il Cristo Pantocratore e i simboli degli evangelisti sono attribuiti al cosiddetto "Maestro di Abdon e Sennen", autore dei rilievi dellarca che, nel Duomo di Parma, custodisce reliquie dei due martiri.