Топ-100
Indietro

ⓘ Mistretta è un comune italiano di 4 559 abitanti della città metropolitana di Messina in Sicilia. Si trova nel territorio del Parco dei Nebrodi. ..




Mistretta
                                     

ⓘ Mistretta

Mistretta è un comune italiano di 4 559 abitanti della città metropolitana di Messina in Sicilia. Si trova nel territorio del Parco dei Nebrodi.

                                     

1. Geografia fisica

La cittadina è sita su un monte tra gli 850 e i 1100 metri sul livello del mare, nei boscosi monti Nebrodi, ricchi di selvaggina e famosi fin dallantichità per il loro splendore.

La cittadina, detta anche la Sella dei Nebrodi per la particolare conformazione, si trova a metà strada tra Palermo e Messina e la statale 117 collega in 15 minuti Mistretta al mare 15 chilometri circa creando un suggestivo binomio montagna-mare. Il panorama che si può ammirare dalle parti più alte del paese, infatti, è spettacolare: dai boscosi monti si scende con lo sguardo fino al mare, con sullo sfondo le Isole Eolie. Se a questo si aggiunge che durante linverno il paese è ricoperto di neve, lo scenario cui si può assistere è davvero incantevole.

                                     

2.1. Storia Le origini, protostoria ed età arcaica

Gli studi non hanno ancora chiarito le origini di Mistretta. A partire dal XVIII secolo si è pensato che il toponimo possa derivare dal fenicio AmAshtart o MetAshtart città o popolo di Astarte, facendo dunque pensare a unorigine fenicia del luogo, che le fonti archeologiche, almeno in questo momento, non attestano.

Certo è che larea era già abitata nelletà protostorica, come dimostra il ritrovamento di un ripostiglio delletà del bronzo finale avvenuto alla fine del XIX secolo e dal quale Paolo Orsi riuscì ad acquistare una cuspide di lancia oggi conservata a Siracusa nel museo archeologico regionale a lui intitolato.

Sempre riferibile alletà protostorica è una oinochoe geometrica conservata nel locale museo "Ortolani" appartenente allo stile di Polizzello. Materiali ascrivibili alla presenza greca compaiono a partire dal VI secolo a.C., periodo in cui larea incominciò a essere di passaggio per i calcidesi in movimento tra Zancle, Pizzo Cilona e Himera.

                                     

2.2. Storia Letà classica, ellenistico-romana,imperiale e tardo-antica

Non è chiaro quale fosse il nome di Mistretta tra V e III secolo a.C.

A partire da Adolf Holm nacque una disputa riguardante ciò. Si è sempre ritenuto che a Mistretta fossero riferibili sia il toponimo Mytistraton sia quello Amestratos, ma presunti rinvenimenti di monete mytistratine nellarea del monte Castellazzo di Marianopoli fecero pensare che il primo dei due toponimi potesse appartenere a quel sito, cosa non ancora accertata. La sconosciuta Mytistraton, dotata della facoltà di battere moneta, secondo il racconto di Polibio, ereditato da Filino di Agrigento, si ribellò alla conquista romana e venne assediata tra il 263 e il 258 per ben tre volte, prima sotto i consoli Ottacilo e Valerio e poi, con successo, da parte dei consoli Attilio Calatino e Caio Sulpizio.

Certo è che nel III secolo a.C., la città antica sorgente dove ora è Mistretta, facente parte del gruppo di civitates decumanae col nome di Amestratos, batteva moneta si conoscono due emissioni in bronzo, di cui una con liscrizione ΛΕΥ ΑΜΗΣΤΡΑΤΙΝΩΝ, ebbe un certo sviluppo e probabilmente il suo nome è identificabile alla riga 113 della lista dei theorodokoi di Delfi. Fece parte di una symmachia insieme con le città di Halaesa, Kalè Aktè e Herbita con le quali sconfisse i pirati provenienti dalle Eolie. Fu inoltre attraversata dalla strada romana Halaesa-Agyrion-Katane, che, distaccandosi dalla Valeria, giungeva sulla costa ionica siciliana, divenendo punto di riferimento imprescindibile per chi viaggiava tra il cuore della Sicilia e il Tirreno.

Silio Italico nel suo poema storico in versi "Punica" ci presenta Mistretta come un centro che forniva ai romani oltre al grano anche soldati ben addestrati. Tracce storiche inerenti alla città di Mistretta si trovano nelle "Verrine" di Cicerone in cui si narra dei soprusi commessi dal governatore Caio Verre in varie città siciliane, tra le quali anche Amestratos, che condivideva con Calacte decime esose che venivano depositate nel locale tempio di Venere sotto protezione del servo Bariobale. A partire dalletà imperiale le fonti citano di rado Amestratos, che verrà comunque continuata a essere abitata e produttiva come può testimoniare la villa del III sec. d.C. ritrovata in contrada Vocante. Testimonianze paleocristiana sono presenti in contrada Francavilla, dove piccole catacombe sono impiantate allinterno di megaliti quarzarenitici. Risalenti alletà bizantina sono una necropoli ritrovata in contrada Santa Maria La Scala e alcuni rinvenimenti sul monte del castello.



                                     

2.3. Storia Letà medievale

Dopo la caduta dellimpero, Mistretta divenne preda dei Vandali, invasa poi dai Goti e infine ritorna ai domini imperiali con Bizantini che conquistarono lintera Sicilia nel 535 d.C. In questo periodo, Mistretta dovette sostenere una forte fiscalizzazione e il suo territorio fu in seguito sottoposto a ruberie e saccheggi da parte islamica. Gli Arabi dominarono il paese tra l827 e il 1070 e ristrutturarono il Castello bizantino edificato nel punto più alto della città. Dopo il dominio dellimpero romano doriente, la conquista dei musulmani, guidati da Ibrahim Ibn Ahmed, rappresenta un momento di incontro con le culture le economie del Nord Africa; vi erano, tra gli invasori, mercanti e coltivatori che introdussero la coltivazione del dattero e numerosi palmeti. Dal punto di vista religioso veniva garantita la libertà di culto, a coloro che non volevano convertirsi allislam, con il pagamento di una imposta. Per ciò che concerne gli aspetti sociali e politici e lintroduzione di nuove tecniche costruttive in edilizia o lintroduzione di nuove colture e tecniche di coltivazione, la presenza araba ha arricchito ulteriormente la cittadina mistrettese.

Alla dominazione araba succedette quella normanna durante la quale il castello fu ulteriormente ampliato. Con i Normanni, i grandi latifondi, smembrati dagli Arabi, si ricostituirono e si rafforzò ancora di più il baronaggio. Il re normanno Ruggero I dAltavilla, nel 1101, donò Mistretta con le sue chiese, i suoi splendori e con tutto il suo territorio al fratello Roberto, Abate della Santissima Trinità in Mileto Calabro e dallatto di donazione si possono ricavare notizie storiche sul paese che in quel periodo si stava ampliando lungo le falde del monte su cui sorgeva il castello arabo-normanno ed entro le mura di difesa di cui resti sono visibili nel Vico Torrione e lungo la Strada Numea dove si apre la Porta Palermo, una delle due antiche porte della città. Oltre allinsediamento urbano circondato dalle mura, vi erano numerosi "bagli", aggregati sociali e produttivi circondati da orti, ed è proprio dagli antichi "bagli" che hanno avuto origine i quartieri medioevali di Mistretta ricalcati ancora oggi nellattuale tessuto urbano del centro storico. Il castello è più volte al centro di operazioni militari, come nel 1082, quando Giordano, figlio illegittimo di Ruggero, approfittando dellassenza del padre recatosi nelle Calabrie, tenta con la complicità dei suoi cortigiani di usurpare il potere, insediandosi stabilmente al governo della Sicilia, o ai tempi di Guglielmo il Malo, quando Matteo Bonello, ricevuta nel 1160 linvestitura della città, si fa promotore di una cospirazione contro il monarca, che diede i risultati sperati ebbe come unico effetto luccisione del ministro Maione di Bari.

La città fu insignita da Federico II di Svevia del titolo di "Città imperiale", limperatore procede a una serrata lotta contro i briganti musulmani in tutta la Sicilia, sradicando totalmente ogni resistenza. Mistretta fu successivamente infeudata a Federico dAntiochia e quindi a suo figlio Corrado. Fu in questo periodo che nacque lattuale stemma della città raffigurante unaquila, stemma degli Hohenstaufen nel Regno di Sicilia.

Finita la dominazione sveva, vi fu loccupazione angioina. Carlo I dAngiò importò in Sicilia un feudalesimo arcaico danneggiando leconomia di molti importanti centri, tra cui Mistretta che fondava la sua prosperità sullagricoltura e sul commercio. La città di Mistretta insorse e, nel 1282, i cittadini di Mistretta si unirono alla rivolta dei "Vespri Siciliani". Per il gran contributo apportato nella lotta contro i francesi, la città fu inserita tra quelle demaniali ed accolta nel Parlamento del Regno di Sicilia con capitale Palermo, sotto gli Aragonesi. Nel 1447, re Alfonso dAragona, sancì la demanialità di Mistretta ed i suoi Casali e, nel consentire al ceto artigiano di entrare a far parte del governo della città, creò i presupposti affinché, nel XVI secolo, la città si arricchisse di numerosi monumenti religiosi e civili. Notevoli testimonianze del Cinquecento, fase storica di splendore per Mistretta, ci sono date dalla magnificenza dei lavori con i quali gli scalpellini del paese arricchirono la Chiesa Madre, aggiungendoli ai raffinatissimi interventi dei Gagini. Di questo periodo è pure la fondazione dellOspedale e della "Casa dei Pellegrini", edifici ancora oggi esistenti con le loro originarie caratteristiche. La città, tuttavia, mentre si arricchiva di arte, subiva la stessa sorte del resto della Sicilia, la perdita del peso politico, dominata dai re di Castiglia.

                                     

2.4. Storia Letà moderna

Il Settecento fu anchesso periodo di benessere per i mistrettesi, per la crescita economica dovuta allesportazione di prodotti agricoli ed allo sfruttamento dei boschi comunali. Mistretta diviene quindi importante centro commerciale e sede duffici e magazzini che consentivano una efficiente lavorazione e commercializzazione dei prodotti. A questa ricchezza corrisponde laffermarsi di una ricca borghesia che, grazie alle proprie commesse, consentì il fiorire di una serie di attività artigianali per la lavorazione del ferro e del legno. Questa ricca classe sociale provvide a far edificare palazzi signorili e urbanizzò larea di proprietà della Chiesa di Santa Caterina dAlessandria ai confini del bosco che sovrasta la cittadina.

Nel 1713 Trattato di Utrecht, la Spagna cedette i suoi possedimenti in Italia allAustria, ma il principe Vittorio Amedeo di Savoia cui spettava la Sicilia la barattò in cambio della Sardegna e lisola passò a Carlo VII di Baviera e più tardi a Carlo III di Borbone; per i mistrettesi e tutti i siciliani iniziava la dominazione borbonica.

                                     

2.5. Storia Storia contemporanea

Sotto i Borbone, assunse un ruolo ancora più centrale in quanto elevata nel 1812 a capoluogo dellomonimo distretto. La borghesia locale si preoccupò di abbellire a ampliare la città e durante lOttocento furono costruiti palazzi, fu messo in opera un poderoso riassetto urbanistico, culminante con lapertura del corso Libertà nel 1848, furono abbellite le chiese con numerose opere darte, fu aperta la biblioteca comunale. La città riacquistò così lantica importanza e divenne il punto di riferimento commerciale e culturale per tutti i centri vicini.

Il malcontento diffusosi a Mistretta presso la nascente classe media costituita da professionisti, artigiani e massari, che sfociò nella rivolta di San Sebastiano del 1859, fecero sì che la cittadina mistrettese fosse tra le prime ad insorgere contro i borboni dopo Palermo nel 1860, contribuendo alla causa dellunità dItalia. Successivamente Mistretta subì le vicende di tutta la Sicilia nellItalia post-unitaria fino ai giorni nostri. Nel 1860 fu soppresso lomonimo distretto amministrativo, immediatamente sostituito però dallente analogo del Circondario di Mistretta, governato dal Sottoprefetto.

Allinizio del 900 la Sicilia aveva quasi del tutto consumato limmagine forte che il secolo appena concluso le aveva permesso di costruire e consegnare, la sua storia regionale superava in varietà e prestigio quella delle altre regioni. Mistretta, come molte altre città sicule in quel periodo, aveva raggiunto lapice del suo splendore economico, artigianale, artistico e culturale, ma dietro ai palazzi nobiliari, ai circoli culturali, alle fiere, alle feste di paese, si nascondevano le sorti infauste che hanno segnato le vicende di numerose cittadine della Sicilia. Il 31 Ottobre del 1967 il centro nebroideo, unitamente ai comuni di Capizzi e Nicosia, fu colpito da un sisma di magnitudo 5.6 sulla scala Richter, evento che provocò il danneggiamento di edifici storici, nonché il crollo di parte della chiesa dedicata al Santo Patrono S.Sebastiano, resa inagibile e riaperta al culto solo nel 1994. Non si registrarono né morti né feriti, tuttavia fu necessario dislocare diversi nuclei familiari dai quartieri maggiormente colpiti. Sebbene il sisma possa considerarsi di secondario interesse se paragonato a catastrofi naturali sia posteriori quanto anteriori, il fenomeno ebbe un impatto notevole sulla vita cittadina di Mistretta, poiché incentivò labbandono di parte del centro storico del paese, tuttora segnato da uno stato di desolazione e degrado.

La cittadina ha seguito il destino di gran parte dei centri di montagna siciliani nel Novecento, ha subito i colpi inferti dalla disoccupazione fino allo spopolamento per emigrazione dai 20.000 abitanti dellOttocento, oggi sono circa 5.000, subisce la fuga dei più giovani che per motivi di studio o per cercare nuove opportunità lasciano il centro nebroideo, vede scomparire ogni giorno parte del suo patrimonio artistico-culturale sotto i colpi inferti dalla negligenza e dal vandalismo. La forte crisi che interessa Mistretta attualmente è anche dovuta ai tagli voluti dalla Spending Review, che hanno portato alla soppressione del Tribunale nel settembre 2013, accorpato a Patti, del carcere nel 2014 e al depotenziamento dellospedale, privo del punto nascita. Le prospettive di futuro a Mistretta pare possano essere legate allagricoltura e al turismo. Il 26 Marzo 2019 la storia cittadina di Mistretta subisce lonta di veder sciolta la propria amministrazione comunale a causa di infiltrazioni mafiose. Due giorni dopo si insediano i commissari prefettizi.



                                     

3. Monumenti e luoghi dinteresse

Palazzo Passarello

Il Palazzo Passarello, situato sulla via principale, è stato edificato nel 1865 dalla famiglia Passarello Giaconia, con un pregevole portale neoclassico.

                                     

3.1. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

  • Chiesa di San Francesco dAssisi
  • Chiesa del Rosario
  • Chiesa di San Sebastiano
  • Chiesa della Santissima Trinità, o di San Vincenzo
  • Chiesa di Santa Lucia o Chiesa Madre, consacrata Santuario della Madonna dei Miracoli
  • Chiesa dellAnnunziata
  • Chiesa di Santa Caterina
  • Chiesa del Santissimo Salvatore
  • Chiesa di San Giovanni Battista
                                     

3.2. Monumenti e luoghi dinteresse Castello

Sul punto più alto della città si trovano i resti del Castello, edificato dai bizantini e ristrutturato e ampliato prima dagli arabi e poi dai normanni. Nei secoli successivi ledificio subì diversi crolli che lo hanno portato allo stato attuale.

                                     

3.3. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzo Tita

Sito nel Quartiere della SS. Trinità, di fronte alla chiesa omonima chiamata anche chiesa di San Vincenzo, il Palazzo Tita fu ricostruito nel 1885 con la facciata in stile bugnato. I balconi sono decorati con putti scolpiti da Noè Marullo. Il portale principale è in forma di arco sulla cui chiave di volta è scolpita la Medusa, mentre lestradosso è arricchito da bassorilievi di mostri marini. È uno dei più bei palazzi di Mistretta e prende il nome da una delle antiche famiglie signorili di Mistretta.

                                     

3.4. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzo Salamone-Giaconia

Il Palazzo Salamone-Giaconia, esistente già nel Seicento e ristrutturato nel 1865, è caratterizzato da sculture e bassorilievi in mensole, chiavi di volta e lo stemma della famiglia nel portale. Si affaccia sulla Piazza Concordia, totalmente in muratura, con unalta scala in monoblocchi di pietra arenaria.

                                     

3.5. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzo Passarello

Il Palazzo Passarello, situato sulla via principale, è stato edificato nel 1865 dalla famiglia Passarello Giaconia, con un pregevole portale neoclassico.

                                     

3.6. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzo Scaduto

Palazzo Scaduto è uno dei più antichi d Mistretta. Venne edificato nel 1660, in stile barocco, il cui portale principale è arricchito da due maestose sculture laterali e da bassorilievi; allinterno il palazzo conserva tra le più rilevanti "scale alla trapanese" di Sicilia.

Costruito dal Barone Pietro Scaduto, Giurato della Città, diventò di proprietà dei Baroni Bosco, alla fine del Settecento, in via ereditaria. Nel 1816, il Barone Biagio Lipari costruisce un corpo di casa fra lattuale Vicolo Cuscè e la via Catania, a fianco del Palazzo Bosco. Il Barone Antonino, figlio di Biagio, acquista dai Bosco il palazzo e larea circostante ed inoltre diventa proprietario della casa beneficiale Cuscè, attigua al palazzo. Nel 1826, amplia il palazzo inglobandovi la casa costruita dal padre e la casa Cuscè costituendo un nuovo corpo, in via Cairoli.

Lo stemma della famiglia Lipari, il leone rampante ai piedi di un albero, è scolpito nella chiave di volta della porta dingresso della via Cairoli. Il palazzo viene ereditato dal nipote Giuseppe, che nel 1891 lo ristruttura in occasione del matrimonio della figlia con il Barone Giaconia.



                                     

3.7. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzo Russo

Il Palazzo Russo è un esempio di architettura del Settecento, con portale ad arco a tutto sesto in pietra arenaria con alla sommità laquila rampante dello stemma nobiliare. Allinterno vi è una loggia che risale sicuramente ad unepoca precedente. Il palazzo fu ultimato nel 1775 come testimonia la data incisa su una pietra sottostante il tetto. Ledificio fu costruito dal Barone Armao e acquistato dal Cavalier Giovanni Russo in occasione del suo matrimonio con Remigia Catania, circa un secolo dopo.

                                     

3.8. Monumenti e luoghi dinteresse Fontana San Vincenzo

Adiacente alla chiesa di San Vincenzo nello spiazzale denominato "Largo Progresso", nel 1875 fu costruita una fontana in pietra, dal mastro scalpellino Vincenzo Arcieri, il quale appaltò i lavori di costruzione dellacquedotto. Dalla fontana oggi non sgorga più acqua, ma è possibile ammirare il mirabile lavoro realizzato dallartigiano mistrettese.

                                     

3.9. Monumenti e luoghi dinteresse Fontana Palo

La città di Mistretta essendo in montagna è ricca di acqua che sgorga in molte fontane e confluisce nellacquedotto comunale. Nel quartiere "Palo" chiamato così perché nel "Largo Buonconsiglio" durante il Seicento venivano "messi al palo", cioè impiccati i dissidenti, vi è una maestosa fontana.

Questa fontana venne costruita nel 1860 dai maestri scalpellini locali e dai fratelli Pellegrino. Oggi si alimenta tramite lacquedotto comunale, ma in passato era e collegata attraverso un sistema idraulico alle sorgenti dette "Virdicanne".

                                     

3.10. Monumenti e luoghi dinteresse Fontana del Santissimo Rosario

Vicino alla chiesa del Santissimo Rosario, definita e pavimentata tra il 1868 e il 1870 in seguito ad un riassetto urbanistico della città, vi era una fontana in pietra, eseguita dagli scalpellini Giaimo e Cannata riutilizzando pezzi provenienti dalla "Fontana del Fruscio", prima sita nella P.zza Vittorio Veneto.

La fontana negli anni sessanta fu spostata di qualche centinaio di metri per facilitare il percorso delle macchine che diventavano sempre più numerose.

                                     

3.11. Monumenti e luoghi dinteresse Villa Garibaldi

Nel 1873, il terreno antistante al monastero dei Padri Cappuccini trasformato in carcere, divenne di proprietà del comune che ne delimitò il perimetro con mura di cinta in pietra ed inferriate in ferro battuto. La Villa Fu dedicata a Garibaldi collocato un busto marmoreo raffigurante la sua immagine, scolpito dallartista mistrettese Noè Marullo.

La "Villa Garibaldi" sispira allo stile italiano che deriva dal modello del giardino medievale, circondato da alte siepi di disegno geometrico. Il comune acquistò a Palermo numerose piante, anche rare e particolari, che andarono ad affiancare quelle già presenti sul posto e curate dai frati. Vi sono anche alberi secolari che imponenti spiccano in questa oasi di verde nel cuore della cittadina.

                                     

3.12. Monumenti e luoghi dinteresse Cimitero monumentale

Costruito nel 1889 su progetto dellarchitetto Giovan Battista Basile, il Cimitero monumentale si fregia di numerose cappelle e monumenti funebri di pregevole valore. Si segnalano, tra le altre, le cappelle Sergio, Mastrogiovanni Tasca, Salamone, Panebianco e Giaconia.

                                     

3.13. Monumenti e luoghi dinteresse Urio Quattrocchi

Posto a quota 1.030 metri sul livello del mare, in zona" B” allinterno del parco dei Nebrodi. Si tratta di un laghetto che ricade nel territorio di Mistretta, alle pendici del monte Castelli. Si trova in una posizione strategica, in quanto collocato allinizio della dorsale dei monti Nebrodi, in un percorso di circa 70 chilometri che unisce il territorio di Mistretta con quello di Floresta.

Il laghetto è circondato da distese di boschi di faggio Fagus sylvatica. Nelle zone limitrofe, dalla primavera sino al tardo autunno, si rivestono di colori lussureggianti e di diverse essenze. Alla tipica vegetazione xerofila si aggiungono specie appartenenti alle graminacee, leguminose e alle composite, tra cui lendemico cardo di Valdemone.

Piccoli mammiferi, donnole, martore e volpi predano occasionalmente nei dintorni del laghetto. Lavifauna nebroidea è una delle più ricche di Sicilia. Tra le specie più curiose annoveriamo cicogne bianche e nere e cormorani, attirati dallabbondante presenza di pesce. Morette, fischioni, marzaiole e codoni fanno da cornice al paesaggio del lago.

                                     

3.14. Monumenti e luoghi dinteresse Cascate di Ciddia

Queste cascate, ben nove, sono maggiormente visibili nel mese di Marzo, quando lo scioglimento della neve ne alimenta il corso. La più alta, la Pietrebianche, di ben 35 metri, è la maggiore, insieme con la Cascata Occhialino di Caronia, presente sui Nebrodi. Le cascate di Ponte Ciddhia e Cuttufa scorrono anche in estate.

                                     

4. Società

Evoluzione demografica

Mistretta è sempre stata un punto di riferimento per i paesi vicini. Fino allavvento del fascismo la cittadina superava i 15000 abitanti. Dopo un aumento verificatosi nellimmediato dopoguerra, levoluzione demografica della cittadina sui Nebrodi fu caratterizzata soprattutto dal calo della popolazione seguito dopo il 1951, quando molti mistrettesi emigrarono al Nord-Italia. Dal 1971 al 1991 la popolazione è rimasta in diminuzione e ancora oggi molti giovani si spostano in altri centri in cerca di lavoro. Abitanti censiti

                                     

5. Economia

Gli allevamenti producono carni pregiate e formaggi ritenuti tra i migliori della Sicilia. Da sempre pastorizia e agricoltura sono stati lattività prevalente a Mistretta, tanto che in molti documenti degli antichi romani, questa città è menzionata come una delle più fertili di quella che loro consideravano il granaio di Roma, lisola siciliana. Leconomia cittadina si basa, quindi, principalmente sul pascolo, sullagricoltura e sulla discreta presenza di boschi, ma non si può dimenticare lattivo ruolo rivestito dallartigianato locale che abbraccia settori fiorenti come quello dei fabbri e degli intagliatori di legno che tanto hanno impreziosito gli edifici cittadini con le loro opere ed il settore dei lavoratori della pietra a Mistretta vi è pure una cava dalla quale si estrae una pietra dura che per il suo colore prende il nome di" dorata”.

                                     

6.1. Cultura, costumi e folklore Gastronomia

Sono molte le prelibatezze preparate nella cittadina nebroidea, alcune di esse sono:

Pasta ncaçiata La pasta ncaciata è presente in quasi tutto il territorio del messinese, ma a Mistretta è un piatto tipico. Gli ingredienti sono semplici, come in tutti i prodotti popolari, ma il combinare insieme certi ingredienti e in certi modi crea dei piatti molto gustosi. Provole, caciotte, caciocavallo I formaggi assumono un posto di rilievo nella cucina mistrettese giacché il paese gode di unantica tradizione di pastorizia. Tra i formaggi spicca la Provola dei Nebrodi, formaggio a pasta filata caciocavallo che viene prodotta principalmente in primavera con il latte fresco delle vacche che pascolano nei vasti terreni dellagro di Mistretta ricchi di essenze odorose e che ha la caratteristica forma classica a pera. Con la pasta della provola si modellano i Caci figurati, vere e proprie opere darte.
                                     

6.2. Cultura, costumi e folklore Festa di San Sebastiano

La festività di San Sebastiano è celebrata dal mondo occidentale il 20 gennaio e dal mondo orientale il 18 dicembre. A Mistretta il culto del Santo sembra sia stato introdotto nellanno 1063, ma la devozione a S. Sebastiano si accrebbe tra 1625 e il 1630, quando sinvocò la sua intercessione per fermare la terribile epidemia di peste che affliggeva tutta la Sicilia. Oggi la festa di San Sebastiano di Mistretta è considerata una delle più belle, suggestive e sentite processioni di tutta la Sicilia.

A Mistretta la festa del Santo si svolge due volte lanno, proprio il 20 gennaio, la data in cui la chiesa ricorda la morte di San Sebastiano e il 18 agosto per ricordare la liberazione dalla peste di Mistretta avvenuta per intercessione di San Sebastiano nel Diciassettesimo Secolo.

A gennaio la festa si svolge in tono minore, ma si tratta ugualmente di un giorno solenne, molto sentito. La statua del Santo esce dalla chiesa e viene portata in giro per le vie del paese nel prezioso fercolo vara, di corsa in diversi tratti, sulle spalle di decine di uomini, che vestono in abiti tradizionali e portano il tipico fazzoletto rosso. Invece, è in agosto che la processione raggiunge gli apici di folklore e religiosità. La pesante vara il legno massiccio e oro su cui è posta la statua del Santo è portata a piedi scalzi da 60 devoti che ricevono il privilegio di portare il fercolo per eredità, tramandato dai padri, ed è preceduta nella sua corsa per tutta la processione, dalla varetta, un fercolo in cui due angeli, circondati da ceri votivi, sorreggono le reliquie di San Sebastiano che vengono portate in processione dai devoti più giovani. La processione tocca i luoghi più significativi della città con diverse tappe in essi.

Tutto il popolo corre dietro San Sebastiano per le vie del centro storico. In occasione del 18 agosto la città si riempie di gente venuta da fuori per vedere la festa, attirata dallo sfarzo e dalla grandiosità.

La festa si chiude la notte quando il Santo viene ricollocato nella sua chiesa dopo una lunga corsa, tra applausi, pianti, invocazioni e musica che lo salutano. La serata si chiude sempre con giochi pirotecnici suggestivi e spettacolari. Moltissime persone dopo la processione si recano al Castello Saraceno, situano nellomonimo molte, ad aspettare "lAlba", simbolo della fine della festa e dellestate.

                                     

6.3. Cultura, costumi e folklore Festa della Madonna della luce

La festa si celebra ogni anno per due giorni nelle date del 7 e dell8 settembre. La modalità di svolgimento della festa è curiosa e caratteristica, una coppia di guerrieri giganti chiamati "Cronos" e "Mitia" seguono la statua della Madonna trasportata per le vie della città. I giganti sono di cartapesta e vengono portati a spalla per le vie del paese già molti giorni prima della festa ballando e raccogliendo le offerte. La statua della Madonna è custodita nella Chiesa del cimitero, fuori città, dove vi è unantichissima immagine dipinta su una roccia sopra la quale è stata costruita la chiesa. La leggenda narra che per caso venne scoperta limmagine sacra e che vicino ad essa vi fossero delle ossa umane di dimensioni fuori dal comune, appunto i giganti posti a guardia della Madonna.

Il primo giorno la statua della Madonna "esce" dalla chiesa per salire nel paese incontrandosi ad un certo punto con i giganti che laffiancano facendole la guardia per tutto il tempo. Emozionante lincontro tra i giganti e la Madonna, infatti nel momento dellincontro i giganti si inginocchiano e fanno un inchino a Maria in segno di riverenza.

La Madonna e i giganti vanno poi nella Chiesa Madre di Mistretta e sul piazzale antistante alla Chiesa, i giganti ballano per festeggiare larrivo della Madre Santa.

Il giorno dopo, Mitia e Cronos si affiancano alla statua della Madonna portata anchessa in spalla da uomini robusti e la scortano per tutto il percorso della processione. Il simulacro risale al Seicento e raffigura SantAnna che regge in mano la Madonna bambina. Il popolo in massa prende parte alla processione.

Alla sera, dopo avere attraversato le vie del paese illuminate da luci colorate, la processione si avvia lungo la strada di campagna che porta alla Chiesa del Cimitero dove si arriva in tarda serata. Giunti in Chiesa, dopo la lunga processione, la statua rientra per essere ricollocata al suo posto e i giganti ballano per lultima volta illuminati da un grande falò, ritirandosi infine tra gli applausi di tutti.

                                     

7. Musei

  • Museo dello Scalpellino Strada Tommaso Aversa
  • Museo diocesano Via Anna Salamone, 1: Conserva paramenti sacri, pitture, sculture, argenti, preziosi mosaici provenienti dalla Chiese di Mistretta.
  • Museo Regionale delle Tradizioni silvo-pastorali" Giuseppe Cocchiara” Via Libertà, 184 - Ex palazzo di Giustizia.
  • Museo della Fauna Strada Tommaso Aversa: ubicato nei locali del palazzo Loiacono-Portera ospita centinaia di preparati tassidermici provenienti, in larga parte, dalla storica collezione "Giambona", acquisita negli anni dallEnte Parco dei Nebrodi. Il percorso espositivo parte dalla presentazione di alcune specie fossili le specie più significative del territorio siciliano e si sofferma, in ultimo, sullavifauna caratteristica dellarea protetta. Accanto alle teche espositive, inoltre, numerosi pannelli consentono al fruitore di acquisire le necessarie informazioni scientifiche su ogni singola specie.
  • Museo civico Polivalente Largo dei Vespri, Palazzo Mastrogiovanni Tasca: esposizione di dipinti e statue provenienti da siti monastici locali e pergamene aragonesi della città di Mistretta - reperti provenienti dalla zona del Castello e dal centro storico.
                                     

8. Infrastrutture e trasporti

Ferrovie

La stazione di riferimento è quella di Santo Stefano di Camastra-Mistretta, collegata alla città di Mistretta con autobus di linea.

Linee marittime

Dal 2005 Mistretta è collegata, tramite uno svincolo situato nei pressi di S.Stefano di Camastra, con lAutostrada A20 che collega Palermo con Messina.

                                     

8.1. Infrastrutture e trasporti Strade

Mistretta è attraversata dalla strada statale 117 che collega S. Stefano di Camastra con Leonforte En, che permette di raggiungere il solo 15 minuti lo svincolo autostradale e la strada statale 113 che mette in collegamento Trapani con Messina.

Nel territorio passano quattro strade provinciali.

  • Strada Provinciale 173 di Motta dAffermo: dalla Strada statale 117 Centrale Sicula alla SP176.
  • Strada Provinciale 176 Castelluzzese, dalla Strada statale 113 Settentrionale Sicula alla Strada statale 117 Centrale Sicula.
  • Strada Provinciale 174 Vecchia Statale per Mistretta: dalla SP173 alla SP176.
  • Strada Provinciale 172 Romei: dalla Strada statale 117 Centrale Sicula alla Contrada Romei, di Mistretta.
                                     

8.2. Infrastrutture e trasporti Ferrovie

La stazione di riferimento è quella di Santo Stefano di Camastra-Mistretta, collegata alla città di Mistretta con autobus di linea.

                                     

8.3. Infrastrutture e trasporti Linee marittime

Dal 2005 Mistretta è collegata, tramite uno svincolo situato nei pressi di S.Stefano di Camastra, con lAutostrada A20 che collega Palermo con Messina.

                                     

8.4. Infrastrutture e trasporti Bus di linea

Mistretta è collegata con Nicosia, Santo Stefano, Motta dAffermo, Reitano e Pettineo tramite le corse Interbus. Il collegamento con Tusa è garantito dalla Levanto, mentre quello con Castel di Lucio tramite Matasso.

                                     

9. Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Il comune di Mistretta fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.1 Montagne interne Nebrodi nord-occidentali.

                                     

10.1. Sport Calcio

La principale squadra di calcio della città è la Polisportiva Dilettantistica Città di Mistretta che milita nel girone B siciliano di Prima categoria calcio. I colori sociali sono lazzurro ed il bianco. È nata nel 1967. Oltre alla prima squadra sono presenti alcune categorie giovanili spesso raggiungenti importanti risultati anche a livello provinciale e regionale.

                                     

10.2. Sport Atletica

A partire dagli anni 60 Mistretta ha visto tra i suoi giovani un diffuso interesse verso latletica leggera, mezzofondo in particolare, promossa da professori del locale Liceo Ginnasio in occasione dei Giochi della Gioventù. Negli anni 90 e 2000 Mistretta è stata al centro delle cronache sportive in quanto patria di diversi campioni come Vincenzo Modica e Sebastiano Mazzara, nonché di molti amatori. Nella cittadina si sono spesso riuniti in estate, per occasionali allenamenti pre-altura lungo le carrate limitrofe il centro abitato che si snodano sui Nebrodi, diversi atleti di fama internazionale provenienti da diversi paesi. Citiamo, tra gli atleti siciliani, Anna Incerti. È presente una pista di atletica a due corsie, oggi in cattivo stato di conservazione. Oggi latletica cittadina è rappresentata dall A.S.D. atletica Città di Mistretta, diretta erede della storica A.S. Atletica Amastratina.