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ⓘ Vicovaro è un comune italiano di 3 949 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio. Dista dalla capitale circa 45 km e si trova lungo il perco ..




Vicovaro
                                     

ⓘ Vicovaro

Vicovaro è un comune italiano di 3 949 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio. Dista dalla capitale circa 45 km e si trova lungo il percorso della S.R. 5 Tiburtina.

                                     

1. Geografia fisica

Territorio

Vicovaro sorge a 300 metri di altezza sul livello del mare, sulle propaggini meridionali dei monti Lucretili. Il territorio comunale è attraversato anche dai monti Tiburtini. LAniene scorre nel territorio comunale.

                                     

2. Storia

Linsediamento umano allinterno dellattuale comune di Vicovaro risale ad epoca preistorica: nei dintorni del paese furono rinvenuti, nel 1912, resti del Neolitico - Bronzo finale.

Labitato contemporaneo sorge nella località stessa dellantica Varia. La sua posizione sulla grande arteria che metteva alla pianura di Roma, procurò a Varia ripetuti attacchi di Longobardi che nel 589 e nel 593 la saccheggiarono. Ma furono i Saraceni che nell877 vi resero impossibile la permanenza degli abitanti. La vecchia località venne allora abbandonata e solo nel sec. XII, a invasioni finite, sulle rovine cadenti tornò a formarsi un modesto villaggio, cui troviamo dato il nome di Vico Varie, da cui Vicovaro. Nel 1191 Celestino III donò Vicovaro agli Orsini, conti di Tagliacozzo e Albe, che lo fortificarono e lo ampliarono, facendone il vero antemurale di Roma. Nel castello Valde forte di Vicovaro Alessandro VI ebbe nel 1494 un convegno con Alfonso II di Aragona che si vedeva minacciato dalle mire di Carlo VIII; nel 1503 Vicovaro resistette agli assalti del Valentino; ma venne preso nel 1556 dal duca dAlba viceré di Napoli, alleato dei Colonna contro il papa, che lo recuperò nel 1577. Nel 1672 cessò a Vicovaro il dominio degli Orsini e con esso ebbe termine limportanza militare della località. Lelio Orsini vendette la terra a Paolo e Ferdinando Bolognetti che ne furono gli ultimi signori.

Antecedentemente il XVIII secolo il paese viene chiamato Vicus Varronis ", Vicus Vari o Vicus Valerius ".

                                     

3. Monumenti e luoghi dinteresse

Architetture militari

  • Mura ciclopiche secolo IV a.C.; sono costruite in opus quadratum tipo "cardellino". Le mura sono suddivise in 2 tratti, tratti separate dal tratto romano di Via Valeria.

Aree naturali

  • Valle dellAniene
  • Parco regionale naturale dei Monti Lucretili
                                     

3.1. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

  • La chiesa di San Salvatore; questa chiesa è stata costruita su ruderi romani preesistenti. la cappella gotica oggi è dedicata a Loreto.
  • La chiesa di San Sabino: costruita su resti di una palazzo in opus mixtum e pavimento in cocciopesto. Gli stipiti siti presso la porta daccesso sono provenienti da una costruzione non ben identificata andata distrutta.
  • Il tempietto di San Giacomo; questo tempio è stato ideato da Giovanni Antonio Orsini, feudatario di Vicovaro e Conte di Tagliacozzo. Il tempio è a forma ottagonale ed è sito di fronte alla chiesa di San Pietro. La zona bassa, creata da Domenico da Capodistria, è occupata dal portale, suddiviso in 24 nicchie con frontoni, pinnacoli, piccole colonne, ecc. La zona alta è di Giovanni da Traù, il Dalmata, e della sua scuola. Dopo la morte dellarcivescovo Giovanni, il tempietto di San Giacomo fu lasciato incompiuto, non permettendo così la tumulazione degli Orsini in questo edificio. Nel XX secolo vennero rifatti alcuni intonaci. Allinterno è conservata la tela della Madonna di Vicovaro 1738, opera del pittore romano Giacomo Triga 1674-1746.
  • La chiesa di Santa Maria del Sepolcro: questa chiesa, invece, è sita sulla Via Valeria, presso la convergenza del Ronci e dellAniene, a qualche chilometro di distanza da Vicovaro. Fu già chiesa e convento dei Francescani del TerzOrdine Regolare. Sullaltare maggiore vi erano degli affreschi e in una cappella un gruppo della Pietà costituito da statue in terracotta policroma, distrutto da vandali alcuni anni fa.
  • La chiesa di Santa Maria delle Grazie;
  • La chiesa di San Pietro, disegnata dallarchitetto romano Girolamo Theodoli 1677-1766; la pianta della chiesa è a croce greca con dipinti su tela di Salvatore Monosilio, mentre allesterno vi sono altri 2 dipinti sulle facciate, una sul lato sito di fronte al Palazzo Bolognetti ed un altro presso il lato della Cappella di San Giacomo.
  • La chiesa di San Rocco; la chiesa è del Cinquecento, ma fu restaurata nel tardo XVII secolo, per poi raggiungere laspetto odierno nel secolo seguente
  • La chiesa di SantAntonio abate: questa chiesa è sita poco fuori il paese. È stata costruita a cavallo tra i secoli XV e XVI, ma rimaneggiata nei secc. seguenti. Allesterno vi è un portico con colonne romane, mentre allinterno è una statua in terracotta di santAntonio abate.
  • sullaltare maggiore del Cipriani vi è un crocifisso ligneo.
  • nella 3ª cappella: un trittico di D. Monacelli del 1868.
  • nella 1ª cappella: un parapetto di marmo del XII - XIII secolo.
  • nella cappella di SantAnna restaurata nel 1628 un altare, delle tempere e un cenotafio.
  • Il convento di San Cosimato; nel VI secolo ospitò un monastero di proseliti. Il nome San Cosimato parrebbe essere una contrazione dei nomi: Santi Cosma e Damiano. Nel VI secolo fu distrutto dalle scorrerie dei barbari tra i quali Totila, Autari e Agilulfo e dei saraceni. Questi ultimi, secondo una leggenda furono battuti dalle milizie di Giovanni X nel 916. In seguito il tempio risorse come abbazia cluniacense nel X secolo sotto un certo Alberico, ma nel fu aggregato allabbazia di San Sebastiano alle Catacombe per intercessione di Gregorio IX. Mediante la Riforma Innocenziana, nel 1656 labbazia fu interamente abbandonata per essere di nuovo occupata nel 1668 dai frati Francescani Riformati dei Ritiri o "Recolletati". La chiesa è stata restaurata di recente. La chiesa ospita nellinterno
  • nella 5ª cappella in stile gotico: altri affreschi, dello stesso periodo di quelli della cappella precedente.
  • nella 4ª cappella: degli affreschi di arte sacra del tardo XV secolo.
  • nellabsidiola dellaltare vari affreschi, tra cui alcuni raffiguranti storie francescane e benedettine.

Mentre allesterno ospita unedicoletta con un dipinto raffigurante San Benedetto vestito da abate con un mano un libro con su scritto: BENEDICTUS QUI VENIT IN NOMINE DOMINI.



                                     

3.2. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture civili

  • il palazzo Cenci Bolognetti;,Nel 1191 Papa Celestino III concede il feudo di Vicovaro ai nipoti Orsini, conti di Tagliacozzo. Grazie al loro dominio durato dal 1273 al 1464, l antico insediamento di Vicus Variae divenne una roccaforte ghibellina. Intorno al 1600 gli Orsini, a causa dei numerosi debiti, furono costretti a vendere i loro feudi, ed anche Vicovaro fu messo allasta. Venne acquistato nel 1692 da una nobile famiglia bolognese, da cui derivòil loro nome, Bolognetti. Dal 1693 al 1721 la famiglia Bolognetti trasforma il castello medioevale in residenza e centro di amministrazione agricola, secondo il progetto dellarchitetto Sebastiano Cipriani. La nuova sistemazione prevedeva un ampliamento ed un riordino dei locali, connettendo il Palazzo con la nuova Chiesa di San Pietro Apostolo mediante una preziosa galleria affrescata con vedute e paesaggi, ad opera del pittore Salvatore Monosilio. Dellantico castello resta unala nord con due torrioni cilindrici, la cordonata di accesso ed un delizioso portale gotico. Il pregio artistico del nuovo edificio sta nella facciata dalla linea austera, illuminata dal portale e dal finestrone centrale. Uno scalone donore conduce al corridoio che collega da un lato i saloni del vecchio castello e dallaltro conduce alle stanze degli ospiti ed a una scalinata che porta alle stanze superiori della servitù. Entrando nel palazzo, sulla parete del primo pianerottolo, il conte Ferdinando fece apporre una lapide, ancora oggi presente, con liscrizione Eccellentissimo Signor Conte Ferdinando Bolognetti, Principe di Vicovaro e Barone Romano.
                                     

3.3. Monumenti e luoghi dinteresse Altro

  • il sepolcro di Caio Menio Basso; il sepolcro è sito al km 42.300 di Via Tiburtina-Valeria
  • Monumento Martiri delle Pratarelle monumento è stato eretto nel 1964 a perenne memoria delle vittime della strage avvenuta il 7 giugno 1944 in località Pratarelle per mano dei nazisti. Le truppe alleate comandate dal sottotenente francese Louis Domissy erano alle porte, quando unultima guarnigione di truppe tedesche trucidarono 26 cittadini Vicovaresi, dopo aver ucciso altri 3 contadini appena due giorni prima 5 giugno 1944 nei pressi di Villa Spada in contrada S.Vito. Tali atroci fatti furono preceduti dallarresto, il 7 novembre 1943 a Vicovaro di 10 presunti anti-fascisti, tra cui Riccardo Di Giuseppe; dopo essere stati torturati presso il Palazzo Cenci-Bolognetti vennero trasferiti a Regina Coeli, dove furono trattenuti per molto tempo in attesa di giudizio. Riccardo Di Giuseppe, considerato un sovversivo per essersi rifiutato di fare atto di sottomissione al regime fascista, fu ripetutamente torturato presso via Tasso ed infine processato dalla corte militare tedesca che lo condannò a morte per fucilazione: morì a Forte Brevetta il 22 novembre 1943. Il monumento riporta i nomi dei martiri delle Pratarelle, di Villa Spada e di Riccardo di Giuseppe. LA.N.P.I sezione Riccardo Di Giuseppe e Franco Perozzi, insieme al Comune di Vicovaro, lAssociazione Martiri delle Pratarelle e lAssociazione per la Memoria e la Storia della Resistenza nella Valle dellAniene ogni anno ricordano le 30 vittime del massacro nazi-fascista attraverso la deposizione di fiori presso il monumento ai Martiri delle Pratarelle, ai Martiri di Villa Spada e a Riccardo di Giuseppe, una messa solenne in loro ricordo, e varie manifestazioni. In questo modo si contribuisce a non far dimenticare un pezzo tragico della storia del nostro paese, mantenendo viva nella mente della popolazione la grave perdita subita durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale.


                                     

3.4. Monumenti e luoghi dinteresse Siti archeologici

Dei secoli IV e V sono rimaste delle tombe nelle località presso il paese di "Colle Ambu", "Pratarelle", "Ronci", ecc.

Nei dintorni del paese vi sono gli acquedotti dell" Acqua Claudia e dell" Acqua Marcia ".

A Piazza San Sabino vi è un edificio in opus coementicium e opus mixtum a pianta rettangolare.

Eremi di San Benedetto

Grazie ad un recente restauro, gli Eremi di San Benedetto sono stati aperti al pubblico, dopo linaugurazione del 3 ottobre 2015.

Scendendo le scale scavate nella roccia, è possibile osservare la particolarità e la bellezza del complesso roccioso plasmato e modellato dallazione carsica, creando un gioco di specchi e insenature, insolito e suggestivo.

Al termine della scalinata, sulla sinistra, si scorge una piccola grotta, destinata ad ossario e successivamente murata, ed una grotta più grande, trasformata in cappella rupestre e dedicata a San Michele Arcangelo.

Lentrata è caratterizzata dalla presenza di un portale a pietra modanata del XV secolo, proveniente dalla soprastante chiesa e qui di seguito riadattato.

Entrando è possibile osservare un vano scavato nella roccia con nicchia absidale e, nelle pareti laterali due grandi affreschi: a destra la rappresentazione del tentato avvelenamento di San Benedetto ; a sinistra S. Francesco che tenta di convertire il Sultano; mentre al centro, nella nicchia absidale una Regina Angelorum in trono tra gli Arcangeli Raffaele e Gabriele.

Tutte le decorazioni e i dipinti sono opera del Rosati e risalgono alla fine del 600. In realtà il complesso rupestre è caratterizzato da un secondo gruppo di grotte non più comunicanti con questa prima area, dove è possibile visitare la cappella dedicata a San Benedetto, ritenuta la sua cella personale. Per accedervi è presente una seconda entrata, in corrispondenza del giardino posto sul retro del convento, ma lincuria e lazione del tempo non ne permettono la fruibilità.

Il vano della cappella di San Benedetto, sorretto da un pilone naturale, è in parte scavato nella roccia ed in parte chiuso in una muratura. Al suo interno vi sono due altari: uno più piccolo con una nicchietta a mezzaluna, laltro realizzato nel 1683 dal Rosati con piccola edicola quadrata al cui interno sono rappresentati San Francesco e San Benedetto in adorazione.

Nella parte in muratura della cappella, un finestrone permetteva ai fedeli che non potevano accedere alla clausura, di vedere laltare dalla strada, beneficiando dellindulgenza.

                                     

3.5. Monumenti e luoghi dinteresse Aree naturali

  • Valle dellAniene
  • Parco regionale naturale dei Monti Lucretili
                                     

4. Società

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di 414 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

  • Romania 375 9.33%
                                     

5. Infrastrutture e trasporti

Strade

  • Autostrada A24 Roma - LAquila casello di Vicovaro-Mandela
  • Strada statale 5 Via Tiburtina Valeria

Ferrovie

  • Stazione di Vicovaro, lo scalo ferroviario della città, praticamente senza traffico.
  • Ferrovia Roma-Pescara, attraversa il comune di Vicovaro servendolo con due stazioni
  • Stazione di Valle dellAniene-Mandela-Sambuci, nel comune di Vicovaro, a pochi chilometri dal centro, a servizio anche dei comuni di Mandela e Sambuci.
                                     

6. Sport

Calcio

  • A.S.D. Vicovaro colori sociali Verde Arancione che, nel campionato 2019-20, milita nel campionato maschile di Promozione.

Calcio a 5

  • Vicovaro colori sociali Verde Arancione che, nel campionato 2019-20, milita nel campionato maschile Dilettanti.