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Renzo De Felice
                                     

ⓘ Renzo De Felice

Renzo De Felice è stato uno storico e accademico italiano, considerato il maggiore studioso del fascismo, alla cui approfondita analisi si dedicò sin dal 1960 e fino allanno della sua morte.

                                     

1. La vita e la carriera accademica

Figlio unico, Renzo De Felice conseguì la maturità nel 1949 presso il liceo classico Marco Terenzio Varrone. Si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza dellUniversità degli studi di Roma La Sapienza e nellanno accademico 1951-1952 ottenne il passaggio al secondo anno del corso di laurea in Filosofia. Durante gli studi universitari si era iscritto al Partito Comunista Italiano e, secondo la testimonianza del suo collega di studi Piero Melograni, decise il suo passaggio al corso di laurea in Filosofia, perché lo studio della stessa gli sembrava – in una prospettiva marxista – indispensabile per fondare adeguatamente gli studi di carattere storico, che lo appassionavano sin dalla sua iscrizione a Giurisprudenza.

Era un militante di ispirazione trotskista e, nel 1952, fu arrestato insieme a Sergio Bertelli mentre preparava una contestazione contro la visita a Roma del generale statunitense Matthew Ridgway, veterano della guerra di Corea e comandante della NATO. Alla fine degli anni ottanta, interrogato su cosa avesse conservato dellideologia coltivata in gioventù, rispose:

Nella facoltà di Filosofia, quale titolare del corso di Storia Moderna, insegnava il professor Federico Chabod: per De Felice quello con Chabod fu un incontro decisivo: prese a frequentare assiduamente le lezioni ed i seminari tenuti dallo storico liberale e, nellambito di uno di questi, scrisse un saggio sui giudei nella Repubblica Romana del 1798-1799, del quale Chabod sollecitò la pubblicazione.

Ma chi più ebbe influenza sul giovane De Felice, secondo quanto da lui stesso riferito, fu il suo maestro e poi amico Delio Cantimori. Ormai definitivamente orientato verso lo studio della Storia, De Felice preparò quindi la sua tesi di laurea – relatore lo stesso Chabod – con titolo Correnti di pensiero politico nella prima repubblica romana, che discusse il 16 novembre 1954 ottenendo il massimo dei voti con lode. Nel 1956 ottenne una borsa di studio presso lIstituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli, fondato da Benedetto Croce e diretto dallo stesso Chabod.

Sempre nel 1956 fu tra i firmatari del Manifesto dei 101, sottoscritto da intellettuali dissenzienti verso lappoggio dato dal partito allinvasione sovietica dellUngheria. Insieme a molti dei firmatari del manifesto, De Felice lasciò il PCI, iscrivendosi al Partito Socialista Italiano. In seguito preferì rinunciare a ogni militanza politica e lasciò anche il PSI. Luscita dal partito costò a De Felice alcuni anni di isolamento, che durarono sino agli incontri con la futura moglie Livia De Ruggiero, figlia dello storico liberale Guido De Ruggiero scomparso nel 1948, e con il sacerdote e studioso cattolico don Giuseppe De Luca.

Con lappoggio di Rosario Romeo, ottenne lincarico di professore ordinario presso lUniversità di Salerno dove insegnò dal 1968 al 1971. Nel 1970 fondò la rivista Storia Contemporanea edita da Il Mulino, che diresse sino alla morte. Nel 1972 si trasferì allUniversità "La Sapienza" di Roma, ove insegnò Storia dei partiti politici, prima alla facoltà di Lettere e poi, dal 1979, in quella di Scienze politiche; infine, nel 1986, passò a occupare la cattedra di Storia contemporanea.

Alla vigilia delle elezioni politiche del 1976 firmò insieme ad altri cinquanta intellettuali un manifesto pubblicato da Il Giornale di Indro Montanelli, nel quale si invitavano gli elettori a votare "dal PLI al PSI", criticando come "moda del giorno" le dichiarazioni di voto di molti intellettuali per il PCI, allora in costante ascesa tanto da far apparire probabile il "sorpasso" sulla Democrazia Cristiana come primo partito. Intervistato sulla sua adesione, De Felice spiegò di avere limpressione che tanti intellettuali "votino comunista nel timore di perdere la qualifica di uomini di cultura. Noi, al contrario, non crediamo che la cultura "liberale", della quale siamo partecipi, abbia come logico sviluppo la scelta comunista. È proprio una scelta opposta".

Durante il novembre 1977 partecipò a Roma a unudienza del Tribunale internazionale Sacharov, dal nome del dissidente sovietico Andrej Dmitrievič Sacharov, sulle violazioni dei diritti umani nellURSS e nellEuropa orientale comunista. Nel 2012, negli archivi della Stasi, polizia segreta della Germania Est DDR, è stata rinvenuta una scheda su De Felice, segnalato per essere intervenuto attivamente nella fase preparatoria dei lavori, nel corso dei quali la DDR fu accusata di abusi. Ha fatto parte del consiglio editoriale del Journal of Contemporary History.

De Felice è morto di tumore, a 67 anni, nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 maggio 1996 nella sua casa romana di Monteverde vecchio in via Antonio Cesari, tumore probabilmente legato allepatite cronica che da ventanni lo affliggeva.

Tra i suoi studenti divenuti a loro volta storici, vi sono Emilio Gentile, Giovanni Sabbatucci entrambi considerati i più importanti storici contemporanei del fascismo, Paolo Mieli, Francesco Perfetti, Giuseppe Parlato e Mauro Canali.

                                     

2. Gli studi

Inizialmente De Felice si dedicò allo studio della storia moderna, concentrandosi in particolare sul giacobinismo italiano. Sebbene abbia prodotto sul tema un considerevole numero di pubblicazioni, la sua attività come studioso del giacobinismo fu in qualche modo oscurata dalla successiva e ben più ampia produzione storiografica sul Novecento, e soprattutto sul fascismo. Ciononostante, secondo Giuseppe Galasso, "De Felice resta nella storiografia sul giacobinismo, se non con lo stesso rilievo che in quella sul fascismo, certo con una non minore legittimità di ricerca e risultati".

Gli studi di storia contemporanea iniziarono con il volume Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo 1961, nato da uno studio commissionatogli dallUnione delle comunità israelitiche. Da tale filone scaturì linteresse che contraddistinse più marcatamente la sua carriera di storico e che lo propose spesso allattenzione del grande pubblico: la storia del fascismo.

                                     

3. Il magnum opus: il Mussolini di De Felice

La sua grande opera affronta il Ventennio fascista partendo dalla vita di Benito Mussolini: il primo volume, Mussolini il rivoluzionario, è del 1965; lultimo, Mussolini lalleato. La guerra civile, fu pubblicato incompleto e postumo nel 1997. Uscita nellarco di 30 anni in 8 volumi per 7.000 pagine, diede uninterpretazione originale del fenomeno fascista, che ancora suscita consensi e critiche. Lettura ostica, per la sua prosa tortuosa e prolissa, con vaste appendici documentarie, note esaustive, il magnum opus defeliciano è stato uno dei più grandi casi storiografici del secondo Dopoguerra, influendo sul dibattito culturale italiano. Linterpretazione che De Felice dà del fascismo si articola su tre temi fondamentali: lorigine socialista del pensiero di Mussolini e la differenza fra il fascismo le dittature di destra contemporanee; la distinzione fra il "fascismo movimento" e il "fascismo regime"; la realizzazione di un consenso determinante a garantire stabilità e successo al regime fascista. De Felice individua unevoluzione ideologica di Mussolini da socialista a interventista e quindi a fascista; le dinamiche che si innescarono portando il fascismo dallessere un movimento "di sinistra" a quello di movimento conservatore e di destra; il successivo trapasso da movimento ricco di sfumature e posizioni divergenti a quello facente perno sulla personalità del duce; lidentificazione del fascismo a forza dellimmobilismo e della conservazione. Il consenso e lappoggio del quale godette il fascismo - e non quindi fondato solo su elementi coercitivi e polizieschi - fu un altro tema sollevato e documentato da De Felice, secondo il quale esso cessò solo tra il 1942-43, quando la sconfitta militare su tutti i fronti di guerra si profilava minacciosa. Al di là degli elogi e delle critiche, linterpretazione che De Felice offre del fascismo e della dittatura mussoliniana ha comunque il merito di aver suscitato una nuova stagione di studi e riflessioni sul fascismo. Secondo Indro Montanelli, "sul Ventennio fascista nessuno potrà più scrivere una riga senza consultare De Felice, nel quale cè tutto. Tutto meno una cosa, purtroppo la più importante: luomo Mussolini, senza il quale del fascismo non si capisce nulla, perché il fascismo fu tutto e soltanto lui".

I volumi mussoliniani di De Felice hanno riscosso grande successo di vendite. Pubblicati da Einaudi, per leditore torinese nel 2001 uscì unedizione in 4 cd-rom, con vasto corredo di apparati fotografici, filmati, documenti sonori; nello stesso anno, i 4 compact disc furono allegati ai settimanali Panorama e Tv Sorrisi e Canzoni. Gli 8 volumi sono stati pubblicati in formato cartaceo per 3 volte in allegato: la prima volta nel 2006 coi settimanali mondadoriani; nellautunno 2015-16 con il quotidiano Il Giornale ; nellautunno 2018-19 nuovamente coi settimanali Mondadori.



                                     

3.1. Il magnum opus: il Mussolini di De Felice Controversie

Quando De Felice pubblicò il primo volume della monumentale biografia di Mussolini, la storiografia e la cultura italiana erano divise da barriere ideologiche molto rigide. Una ricerca che contraddicesse linterpretazione storiografica prevalente del fascismo, di Mussolini e della guerra di liberazione, si esponeva a forti critiche e pesanti polemiche; lo storico venne accusato dalla sinistra di giustificare il fascismo e di eccessiva adesione al personaggio oggetto del suo lavoro.

Daltra parte, le sue ricerche, delle quali buona parte degli accademici ha riconosciuto tanto la serietà quanto che siano scrupolosamente documentate, furono spesso utilizzate con evidenti forzature delle tesi defeliciane dai seguaci delle teorie revisionistiche, al fine di negare le responsabilità storiche del fascismo. Il mondo antifascista reagì accusando De Felice di "revisionismo" e accomunandolo spesso a storici invisi e considerati anchessi revisionisti. De Felice reagì, da una parte ribadendo le sue tesi in libri discussi ma sempre di tono "scientifico", dallaltra, con articoli che pubblicò su Il Giornale, o in alcune interviste rilasciate a Giuliano Ferrara, sul Corriere della Sera, utilizzando il mezzo giornalistico per aprire il dibattito sul fascismo a un pubblico non di soli specialisti.

In definitiva il lavoro svolto da De Felice permise linizio di un nuovo modo di porsi riguardo allo studio degli anni del fascismo, affrancando questultimo "dagli stereotipi e dalle secche dellantifascismo di maniera".

                                     

4. Valutazioni critiche dellopera di De Felice

De Felice viene considerato lo storico italiano che, accedendo agli Archivi di stato ed a quelli del regime fascista, ha ricostruito più in profondità, dedicando lultima parte della sua vita ad unopera ricca di nuove interpretazioni rispetto alle correnti storiografiche tradizionali, rappresenta un esempio di approfondimento storico metodico e documentato del ventennio fascista ed in particolare della parabola mussoliniana.

De Felice ha creato una vera e propria scuola storiografica: oltre a Emilio Gentile, diversi allievi ne hanno proseguito gli studi, molti raccolti intorno alla rivista Nuova storia contemporanea da Giuseppe Parlato a Francesco Perfetti, a Giovanni Sabbatucci. Al di fuori della sua scuola, la sua opera è stata oggetto anche di critiche da parte di storici accademici. Tra i critici Giorgio Rochat ha evidenziato la scarsa attenzione prestata ai problemi fondamentali della politica militare del Duce; lautore afferma che: "De Felice non aveva alcun interesse per le forze armate, dimenticate nei primi cinque volumi della sua biografia di Mussolini malgrado le responsabilità di costui nella politica militare" e che "lo scarso interesse di De Felice per le questioni militari lo porta anche nellultimo volume della biografia a scelte discutibili" oltre a sottolineare anche lassenza nella sua opera di riferimenti al ruolo decisivo svolto da Mussolini nelle politiche repressive in Libia: "nella monumentale biografia che De Felice dedica a Mussolini non è mai citato il vivo interesse con cui il Duce seguiva la repressione". È stata criticata inoltre lassenza di unanalisi della politica bellica di Mussolini in Etiopia e delle sue decisioni sullimpiego dei gas; a tale proposito Angelo Del Boca ha scritto: "A nostro avviso De Felice non ha messo sufficientemente in risalto la gravità dellaggressione a uno stato sovrano e i metodi spietati che hanno caratterizzato la campagna per fare un solo esempio De Felice liquida la questione dellimpiego sistematico degli aggressivi chimici, forse il peggior crimine che si può imputare al fascismo, con una sola riga.".

Relativamente alle occupazioni balcaniche, Teodoro Sala scrive della "sottovalutazione delle questioni balcaniche operata da Renzo De Felice quando ha ricostruito la politica estera fascista" e di "uso magmatico delle fonti introdotto nellopera monumentale dedicata da De Felice a Mussolini".

Riguardo allinterpretazione da parte di De Felice della politica estera intrapresa da Dino Grandi, lo storico britannico MacGregor Knox scrive di: "singolare interpretazione della diplomazia e della strategia fascista" e di "ancor più bizzarra adorazione per lambiguo collaboratore e rivale Dino Grandi", mentre lo storico australiano R. J. B. Bosworth parla di "ricomparsa di Grandi nel 1988 in veste di eroe dellinterpretazione revisionista del regime data da Renzo De Felice". Sempre riguardo allinterpretazione di De Felice della politica estera fascista, Teodoro Sala condivide il concetto di una "continuità" del fascismo rispetto al periodo liberale ma scrive anche che "si insiste in modo francamente artificioso sulla prevalenza che il fascismo avrebbe dato, fino alla metà degli anni trenta, a una politica degli interessi nazionali contrapposta a quella successiva fondata più sugli interessi ideologici".

Lo storico tedesco Lutz Klinkhammer, pur citando varie volte De Felice e apprezzandone alcuni lavori, scrive anche di "impressionante trascuratezza riguardo alle fonti tedesche, cosa che per linterpretazione del periodo bellico porta necessariamente ad uno stravolgimento della prospettiva". Lo storico Thomas Schlemmer elogia gli autori italiani più giovani per "aver messo in dubbio la tesi, che risale a Renzo De Felice, secondo la quale il fascismo sarebbe fuori dal cono dombra dellOlocausto".

Infine è stata criticata la tesi defeliciana di una sostanziale equivalenza morale delle due parti in lotta. Ancora Bosworth: "la tesi revisionista diventa inaccettabile quando storici e memorialisti accampano unequivalenza morale tra le due parti in lotta".

                                     

5. Opere

  • Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, Torino, Einaudi, 1961, ISBN 88-06-13257-1.
  • Storia fotografica del fascismo, con Luigi Goglia, Bari, Laterza, 1981.
  • Il fascismo e lOriente. Arabi, ebrei e indiani nella politica di Mussolini, Bologna, Il Mulino, 1988; Collana Classici della Storia, Milano, Luni Editrice, 2018, ISBN 978-88-7984-551-9.
  • Il Fascismo. Le interpretazioni dei contemporanei e degli storici, Bari, Laterza, 1970.
  • Antologia sul fascismo. Il giudizio storico, Bari, Laterza, 1976.
  • Italiani: amici, nemici, dialogo con Norberto Bobbio e Gian Enrico Rusconi, Collana I libri di Reset, Roma, Donzelli, ISBN 978-88-798-9271-1.
  • Fascismo, Prefazione di Sergio Romano, Introduzione di Francesco Perfetti, Luni Editrice, Milano-Trento, 1998, ISBN 88-7984-109-2; Firenze, Le Lettere, 2011, ISBN 978-88-608-7441-2.
  • Fascismo, antifascismo, nazione. Note e ricerche, Roma, Bonacci, 1996.
  • Intellettuali di fronte al fascismo. Saggi e note documentarie, Roma, Bonacci, 1985; Collana Classici della Storia, Milano, Luni Editrice, 2018, ISBN 978-88-798-4550-2.
  • Intervista sul fascismo, a cura di Michael Ledeen, Bari, Laterza, 1975, ISBN 88-420-5371-6.
  • Aspetti e momenti della vita economica di Roma e del Lazio nei secoli XVIII e XIX, Roma, Ediz. di storia e letteratura, 1965.
  • Antologia sul fascismo. Il giudizio politico, Bari, Laterza, 1976.
  • Il problema dellAlto Adige nei rapporti italo-tedeschi dallAnschluss alla fine della seconda guerra mondiale, Bologna, Il Mulino, 1973.
  • Breve storia del Fascismo, introd. Claudio Siniscalchi, con una nota di Folco Quilici, Collezione Le Scie n.47, Mondadori, Milano, 2001.
  • Le interpretazioni del fascismo, Bari, Laterza, 1969, ISBN 88-420-4595-0.
  • Rosso e Nero, Milano, Baldini & Castoldi, 1995, ISBN 88-8089-675-X.
  • La vendita dei beni nazionali nella Repubblica Romana del 1798-99, Roma, Ediz. di Storia e Letteratura, 1960.
  • DAnnunzio politico. 1918-1938, Bari, Laterza, 1978; Collana Classici della Storia, Milano, Luni Editrice, 2019, ISBN 978-88-798-4660-8.
  • Il triennio giacobino in Italia, 1796-1799. Note e ricerche, Roma, Bonacci, 1990.
  • Note e ricerche sugli "Illuminati" e il misticismo rivoluzionario 1789-1800, Roma, Ediz. di Storia e Letteratura, 1960; Collana I Classici della Storia, Milano, Luni Editrice, 2018, ISBN 978-88-7984-624-0.
  • Italia giacobina, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1965.
  • Mussolini. Il mito, con Luigi Goglia, Bari, Laterza, 1983.
  • Ebrei in un paese arabo. Gli ebrei nella Libia contemporanea tra colonialismo, nazionalismo arabo e sionismo, 1835-1970, Bologna, Il Mulino, 1978.


                                     

5.1. Opere La biografia di Mussolini

  • Mussolini lalleato. Vol. II. LItalia in guerra 1940-1943. Tomo II: Crisi e agonia del regime, Collana Biblioteca di cultura storica, Einaudi, Torino, 1990, ISBN 88-06-14032-9.
  • Mussolini il fascista. Vol. II: Lorganizzazione dello stato fascista, 1925-1929, Collana Biblioteca di cultura storica n.92, Einaudi, Torino, 1968, ISBN 88-06-18093-2.
  • Mussolini il rivoluzionario, 1883-1920, Prefazione di Delio Cantimori, Collana Biblioteca di cultura storica, Einaudi, Torino, 1965.
  • Mussolini lalleato. Vol. I. LItalia in guerra, 1940-1943. Tomo I: Dalla guerra "breve" alla guerra lunga, Collana Biblioteca di cultura storica, Einaudi, Torino, 1990, 88-06-14031-0.
  • Mussolini il duce. Vol. II: Lo stato totalitario 1936-1940, Collana Biblioteca di cultura storica, Einaudi, Torino, 1981, ISBN 88-06-13997-5.
  • Mussolini lalleato. Vol. III. La guerra civile 1943-1945, a cura di Emilio Gentile, Luigi Goglia, Mario Missori, Collana Biblioteca di cultura storica, Einaudi, Torino, 1997, ISBN 88-06-11806-4 pubblicato postumo e incompiuto con una prefazione della vedova Livia De Ruggiero.
  • Mussolini il fascista. Vol. I: La conquista del potere, 1921-1925, Collana Biblioteca di cultura storica. Einaudi, Torino, 1966, ISBN 88-06-13991-6.
  • Mussolini il duce. Vol. I: Gli anni del consenso, 1929-1936, Collana Biblioteca di cultura storica, Einaudi, Torino, 1974, ISBN 88-06-13996-7.
                                     

5.2. Opere Articoli e interviste

  • Scritti giornalistici. Dagli Ebrei a Mussolini. 1974-1977 - Volume I - Tomo II, a cura di G. Parlato, Collana Contemporanea, Milano, Luni Editrice, 2016, ISBN 978-88-798-4502-1.
  • Scritti giornalistici. "Facciamo storia, non moralismo", 1989-1996, Volume III, Prefazione di Gianni Scipione Rossi, a cura di Giuseppe Parlato e Giuliana Podda, Collana Contemporanea, Milano, Luni Editrice, 2019, ISBN 978-88-798-4494-9.
  • Scritti giornalistici. I nemici dello stato di diritto, 1978-1983, Volume II - Tomo I, a cura di G. Parlato, prefazione di Pierluigi Battista, Collana Contemporanea, Milano, Luni Editrice, 2017, ISBN 978-88-798-4493-2.
  • Scritti giornalistici. I nemici dello stato di diritto, 1984-1988, Volume II - Tomo II, a cura di G. Parlato, prefazione di Pasquale Chessa, Collana Contemporanea, Milano, Luni Editrice, 2017, ISBN 978-88-798-4542-7.
  • Lidea di Europa e lUnità dItalia. Conversazioni radiofoniche, a cura di L. Cella ed E. Malantrucco, Collana La nuova meridiana.Sezione storia, Firenze, Le Lettere, 2011, ISBN 978-88-608-7382-8.
  • Scritti giornalistici. Dagli Ebrei a Mussolini. 1960-1974 - Volume I - Tomo I, a cura di Giuseppe Parlato, introduzione di Stefano Folli, Collana Contemporanea, Milano, Luni Editrice, 2016, ISBN 978-88-798-4492-5.
                                     

5.3. Opere Curatele

  • Carteggio DAnnunzio-Mussolini 1919-1938, a cura di R. De Felice e Emilio Mariano, Milano, Mondadori, 1971. - Collana I Classici della Storia, Milano, Luni Editrice, 2019, ISBN 978-88-798-4656-1.
  • Autobiografia del fascismo. Antologia di testi fascisti, 1919-1945, Collana Politica e Società:saggi e documenti, Bergamo, Minerva Italica, 1978. - Collezione Biblioteca di cultura storica, Torino, Einaudi, 2001, ISBN 978-88-061-6106-4; Collana ET Saggi, 2004; Collana Classici della Storia, Luni Editrice, 2019; Collana ET Storia, Einaudi, 2019.
  • Mussolini giornalista, 1912-1922. I migliori articoli dell "Avanti!" de "Il Popolo dItalia", Milano, Rizzoli, 1995, pp. 370. - Prefazione di Indro Montanelli, Collana SuperBur Saggi, Milano BUR-Rizzoli, 2001, ISBN 978-88-171-2541-3.
  • Galeazzo Ciano, Diario 1937-1943, Collana Storica, Milano, Rizzoli, 1980.
  • LItalia fra tedeschi e Alleati. La politica estera fascista e la Seconda guerra mondiale, Bologna, Il Mulino, 1973. - Collana Classici della Storia, Milano, Luni Editrice, 2018, ISBN 978-88-798-4572-4.
  • Bibliografia orientativa del fascismo, Collana I Fatti della Storia, Roma, Bonacci, 1991.
  • I giornali giacobini italiani, Collana di periodici italiani e stranieri n.6, Milano, Feltrinelli, 1962.
  • Giuseppe Bottai-don Giuseppe De Luca, Carteggio 1940-1957, a cura di R. De Felice e Renato Moro, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1989.
  • Dino Grandi, 25 Luglio Quarantanni dopo, Bologna, Il Mulino, 1983.
  • Il Fascismo e i partiti politici italiani. Testimonianze 1921-1923, Bologna, Cappelli, 1966.
  • I rapporti tra fascismo e nazionalsocialismo fino allandata al potere di Hitler 1922-1933. Appunti e documenti, Anno accademico 1970-1971, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1971. - col titolo Mussolini e Hitler. I rapporti segreti 1922-1933. Con documenti inediti, Collezione Quaderni di Storia, Firenze, Le Monnier, I ed. 1975; II ed. con Appendice, 1983; Prefazione di Christian Goeschel, Roma-Bari, Laterza, 2013, ISBN 978-88-581-0429-3.
  • Il Fascismo in Italia. Leningrado 1926. Studio inedito per i quadri dellInternazionale comunista, Milano, Edizioni del Gallo, 1965.
  • Tullio Cianetti, Memorie dal carcere di Verona. Lavoro e organizzazione sindacale in epoca fascista nella testimonianza inedita dellultimo ministro delle Corporazioni, Collana Storica, Milano, Rizzoli, 1983.
  • Dino Grandi, Il mio Paese. Ricordi autobiografici, Bologna, Il Mulino, 1985.
  • Alceste De Ambris-Luigi Campolonghi-Mario Girardon-Maria Rygier, Benito Mussolini. Quattro testimonianze, Firenze, La Nuova Italia, 1976.
                                     

5.4. Opere Prefazioni

  • Mariano Ambri, I falsi fascismi. Ungheria, Jugoslavia, Romania, Roma, Società Editoriale JOUVENCE, 1980.
  • Andreas Hillgruber, La strategia militare di Hitler. Come il Fuhrer progettò la conquista dellEuropa, Collana Storica, Milano, Rizzoli, 1986.
  • Salvatore Bono, I corsari barbareschi, Torino, ERI, 1964.
                                     
  • Voce principale: Renzo De Felice La carriera di Renzo De Felice come storico del Novecento in particolare per i suoi studi sul fascismo fu accompagnata
  • è un libro - intervista di Renzo De Felice a cura di Pasquale Chessa, edito da Baldini Castoldi nel 1995, mentre De Felice era impegnato nella scrittura
  • accademico italiano. Non aveva legami di parentela con il collega Renzo De Felice col quale comunque aveva imbastito un dialogo teorico pur nella diversità
  • Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo è un saggio storico di Renzo De Felice pubblicato dalla Einaudi nel 1961. Oltre ad essere il primo studio
  • Lionello De Felice regista e sceneggiatore italiano Piergiorgio De Felice ex nuotatore italiano Renzo De Felice storico italiano Istituto De Felice - palazzo
  • sportivo italiano Renzo De Felice storico italiano Renzo Helfer, politico italiano Renzo Montagnani, attore, doppiatore e cantante italiano Renzo Novatore, poeta
  • Storia Contemporanea fu una rivista fondata nel 1970 da Renzo De Felice e da lui diretta per 27 anni fino alla morte, avvenuta nel 1996 era edita da
  • 2003. Renzo De Felice Mussolini il Rivoluzionario, Einaudi, 2005. Renzo De Felice Le interpretazioni del fascismo, Laterza, 2005. Renzo De Felice Autobiografia
  • Intervista sul fascismo è una conversazione di Renzo De Felice edita da Laterza nel 1975, nella quale lo storico italiano espone in forma divulgativa
  • con Renzo De Felice Roma, Editalia - Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, 1994. I.2, Società e costume nell Italia unita, con Renzo De Felice e Pietro