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ⓘ Rio Marina è una frazione del comune italiano di Rio, nella provincia di Livorno, in Toscana. È stato un comune dellisola dElba dal 1881 al 31 dicembre 2017, co ..




Rio Marina
                                     

ⓘ Rio Marina

Rio Marina è una frazione del comune italiano di Rio, nella provincia di Livorno, in Toscana.

È stato un comune dellisola dElba dal 1881 al 31 dicembre 2017, comprendente anche la frazione di Cavo e lisola di Palmaiola. Al momento della sua soppressione registrava 2 191 abitanti.

Rio Marina, dopo lunione con il comune di Rio nellElba, ospita la sede comunale con il sindaco e la giunta, mentre il consiglio comunale si riunisce a Rio nellElba.

                                     

1. Geografia fisica

Situata sulla costa orientale dellisola dElba, è bagnata dal Canale di Piombino. È posizionata circa 130 km a sud-est di Firenze e 80 km a sud di Livorno. Lex-comune di Rio Marina comprendeva nel proprio territorio anche lisola di Palmaiola.

                                     

2. Storia

La zona di Rio Marina, come quella di Capoliveri, è stata sempre molto sfruttata - dai tempi degli etruschi fino alla chiusura delle miniere nel 1981 - per scopi minerari, a causa della forte presenza di minerale di pirite, ematite e, in misura minore, di limonite nel terreno. A differenza che nelle miniere di Capoliveri, nel territorio circostante Rio Marina le miniere sono a cielo aperto. Nel periodo etrusco, i minerali, dopo essere stati estratti venivano fusi sul posto, facendo ergere colonne di fumo visibili sin dalla costa proprio per questo i greci chiamarono questisola Aethalìa, che significa appunto "fumosa"; i minerali venivano trasportati anche via mare nella vicina Populonia per poi essere fusi nelle fornaci. Con la nascita del più grande e meglio protetto porto di Piombino, tutti i minerali estratti a Rio Marina e Capoliveri venivano imbarcati, tramite appositi pontili, sulle navi commerciali che li portavano appunto a Piombino; proprio lintenso traffico commerciale di minerali tra Rio Marina, Capoliveri e la costa ha fatto nascere a Piombino numerose acciaierie, facendo diventare la città piombinese il principale polo siderurgico della Toscana e uno tra i principali in Italia.

A breve distanza dallabitato, in località Il Piano, si trova limportante necropoli rupestre di Rio Marina, una sepoltura collettiva risalente allEneolitico.

I primi insediamenti documentati risalgono intorno al XV secolo: in quel periodo la zona era conosciuta come "Piaggia di Rio", e costituiva il punto di accesso al mare del vicino centro abitato di Rio nellElba. In quel periodo, infatti, le incursioni dei pirati spingevano gli abitanti a costruire i paesi sulle colline; le uniche costruzioni presenti allepoca erano la "torre di Rio Marina" essa compare come "Torre di Spiaggia" in una cartografia del 1420 attribuita a Cristoforo Buondelmonti, loratorio di San Rocco ed alcuni edifici di servizio.

È nel XVIII secolo, quando ormai le incursioni piratesche sono un ricordo, che il borgo comincia a svilupparsi: alcuni padroni di bastimenti e marinai liguri e corsi si trasferiscono alla Marina di Rio ed insieme alle guardie, ai pesatori, ad alcuni pescatori e ad altri padroni e marinai scesi da Rio nellElba, danno origine alla prima comunità piaggese. Ai tempi dellinvasione francese del 1799 il paese conta circa 800 abitanti. È in quel periodo che comincia lo sfruttamento industriale delle miniere di ferro: vengono importate nuove tecnologie e aperte nuove cave. Nel 1841, nonostante la viva opposizione da parte della parrocchia di Rio nellElba, un decreto vescovile sancisce la nascita della parrocchia paesana, che troverà sede nella chiesa di Santa Barbara.

È dedicata a questa santa poiché Rio Marina è un paese a vocazione mineraria fin dai tempi più antichi e che per questo motivo lha scelta come protettrice. Non fu costruita subito nel luogo dove si trova attualmente, allingresso del paese, bensì nel suo centro, dove si trova la piazza del municipio, nellanno 1843. Quella struttura ebbe vita breve, in quanto sin dal 1850 si verificarono problemi di staticità che consigliarono nel 1860 di abbandonarla e demolirla. Rimase in piedi, fino al 1958, solo il campanile.

Ma la popolazione reclamava una chiesa parrocchiale da intitolarsi a Santa Barbara, essendo il piccolo oratorio esistente di San Rocco poco capiente per una popolazione che era cresciuta in maniera esponenziale assieme allo sviluppo delle attività estrattive; la società ILVA, che aveva costruito gli archi di trasporto a mare del minerale sul passante della vecchia chiesa, sovvenzionò la costruzione della nuova struttura su un proprio terreno. La nuova chiesa venne aperta solennemente al culto il 4 dicembre del 1934 dal vescovo di Massa e Populonia Faustino Baldini e dal parroco Andrea Corsetti.

La costruzione e la decorazione in formelle delle porte lignee è opera di Giuseppe "Tonietto" Carletti, già sindaco del paese per due anni dopo la fine della prima guerra mondiale, che in bassorilievo volle rappresentare la santa patrona, in atteggiamento altero, immersa nellambiente di cui era referente salvifica. Il 13 aprile 2003 la chiesa è stata nuovamente inaugurata dopo un importante restauro conservativo.

Nel 1853 si insediò nel paese una piccola comunità valdese, attiva fino al giorno doggi. È infatti presente la "Casa Valdese", che ospita i turisti nel periodo estivo, e un tempio dove si professa il valdismo.

Con la spinta delle miniere, il paese vide una forte crescita demografica, fino a raggiungere lapice alla fine del XIX secolo, quando possedeva una delle migliori flotte della penisola ed era diretto da uomini economicamente forti e politicamente determinati. È di questo periodo la costituzione del comune autonomo: per celebrare loccasione, sulla cima della torre ottagonale, ormai inutilizzata, venne costruita una torretta con lorologio, dando al monumento laspetto attuale. A cavallo del 1900 il paese visse una profonda crisi, che terminò quando la Società ILVA ottenne il possesso dellintera catena produttiva delle miniere di Rio, dallestrazione al trasporto. Furono momenti di ricchezza per il paese, ma le condizioni di lavoro in miniera erano proibitive: turni di dodici ore in un ambiente malsano, con la povertà degli operai che costringeva anche gli anziani le donne a lavorare. In questo periodo giunsero a Rio le nuove idee socialiste ed anarchiche e nacque nel 1904 la sede locale del Partito Socialista Italiano. Nel 1911 si aprì una dura lotta degli operai contro i dirigenti delle miniere, che si concluse con la cocente sconfitta del proletariato e il licenziamento di molti operai. Nove anni dopo, in pieno biennio rosso, venne addirittura tentata loccupazione e lautogestione delle miniere ma, nonostante laiuto della giunta comunale socialista, anche questo tentativo fallì. Con lavvento delle nuove tecnologie, le miniere subirono un brusco ridimensionamento, fino alla chiusura definitiva nel 1981. Dopo la chiusura delle miniere, lattività estrattiva ha lasciato il passo allo sviluppo turistico, trasformando così Rio Marina in una fiorente località balneare. Durante una forte mareggiata 28 ottobre 2018 è crollato il vecchio pontile, detto "Ponte di Vigneria", per limbarco del minerale ferroso.

Il 1º gennaio 2018 il comune di Rio Marina si è fuso con quello di Rio nellElba, dando origine al comune di Rio.

                                     

3. Monumenti e luoghi dinteresse

Architetture religiose

  • Chiesa di Santa Barbara
  • Chiesa di San Rocco
  • Tempio evangelico valdese

Architetture civili

  • Faro di Rio Marina
  • Stazione di vedetta di Capo Ortano, sullomonimo promontorio ruderi
                                     

4. Società

Evoluzione demografica

Sono qui riportati gli abitanti dellex comune di Rio nellElba dal 1861 al 2011, che comprendeva oltre alla frazione capoluogo anche quella di Cavo.

Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2016 la popolazione di Rio Marina era per circa il 92.85% di cittadinanza italiana. La popolazione straniera residente ammontava a 157 persone, il 7.15% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

  • Ucraina, 10 – 0.46%
  • Moldavia, 26 – 1.18%
  • Polonia, 14 – 0.64%
  • Romania, 55 – 2.51%
  • Germania, 12 – 0.55%
                                     

5. Economia

Rio Marina è stata in passato un centro di fervida attività mineraria. I cantieri principali erano due: la miniera di Rio, situata a nord-ovest rispetto allabitato, e la miniera di Rioalbano, situata circa dieci chilometri a nord. Inoltre a sud del paese si trovavano le miniere di Ortano, Terra Nera e Capo Bianco. In tutte le miniere vi era una forte presenza di ematite e, in misura minore, limonite. Molto alta anche la presenza di minerali accessori, come la pirite ed altri solfuri.

Miniera di Rioalbano

Procedendo da nord a sud si incontra la miniera di Rioalbano, che si estende dal tratto di costa tra Cala del Telegrafo e Rialbano a tutto il Monte Calendozio. Già ai tempi degli Etruschi e dei Romani il minerale veniva estratto da questa miniera e lavorato in loco. Il cantiere più a nord è quello delle Fornacelle. Si trova leggermente distaccato rispetto agli altri cantieri della miniera. Lattività in questo cantiere è durata dal 1950 fino al 1968, quando il filone si è esaurito. A sud delle Fornacelle si trova il cantiere più grande della miniera, detto del Monte Calendozio. Oltre che in epoche antiche è stato sfruttato per oltre 100 anni dal 1860 agli anni 70 del XX secolo, quando il filone si è esaurito. Altri cantieri erano quelli di Venezia, attivo dal 1920 al 1960, Puppaio, attivo dal 1880 a circa il 1975, e Pistello, attivo dal 1900 allesaurimento avvenuto nel 1954. Il cantiere delle Conche è il cantiere più a sud della miniera di Rioalbano. Attivo dal 1940 al 1968, il cantiere si distingue dagli altri per la presenza di un piccolo lago rimasto sul fondo dello scavo, caratterizzato da un forte colorito rosso dovuto agli ossidi di ferro.

Miniera di Rio

In prossimità delle ultime case del paese cè la miniera di Rio Marina, che arriva fino al Monte Giove. Qui si ricavavano in abbondanza ematite e pirite.

Miniera di Ortano

Si trova sulle pendici del Monte Fico, a nord della spiaggia di Ortano. La pirite estratta veniva utilizzata per produrre acido solforico. In questa miniera sono stati rinvenuti cristalli di hedembergite e ilvaite di dimensioni eccezionali.



                                     

6. Infrastrutture e trasporti

Rio Marina è collegata con gli altri centri dellElba tramite una stretta strada provinciale che, proseguendo verso nord, termina dopo aver attraversato la frazione di Cavo; andando verso est e verso sud giunge ai vicini comuni di Porto Azzurro e Capoliveri fino a Portoferraio, centro principale dellisola. Rio Marina è collegata a Portoferraio anche da unaltra strada molto più breve che, evitando di attraversare gli altri centri sopra citati, valica il monte Volterraio dove è presente la Fortezza del Volterraio, seconda cima dellElba per altezza dopo il Monte Capanne, da cui è possibile osservare, soprattutto nei tramonti estivi, uno splendido panorama sulla rada di Portoferraio e da cui si possono persino intravedere, nelle giornate più nitide, le isole di Gorgona e di Capraia.

Rio Marina è collegata tramite traghetto con Piombino e, ogni martedì, con lisola di Pianosa tramite la compagnia di navigazione Toremar; fino al settembre 2008 era collegata, sempre dalla Toremar, anche al vicino comune di Porto Azzurro. Il trasporto su gomma è gestito da CTT Nord.

Il porto di Rio Marina è stato considerevolmente ristrutturato nel 2001, portando la lunghezza della banchina di attracco per traghetti a 90 metri e costruendo una nuovo muro a protezione del porto e per creare nuovi ormeggi per barche; è stato innalzata anche una schiera di grandi massi bianchi a protezione del suddetto muro e di quello della banchina dattracco.

Larea portuale di Rio Marina è stata in parte danneggiata dalla forte mareggiata del 28 e 29 ottobre 2018.