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ⓘ Villa Massimo era una delle maggiori ville suburbane situate lungo la via Nomentana di Roma. Non va confusa, in ragione della medesima famiglia che ne fu propri ..




Villa Massimo
                                     

ⓘ Villa Massimo

Villa Massimo era una delle maggiori ville suburbane situate lungo la via Nomentana di Roma. Non va confusa, in ragione della medesima famiglia che ne fu proprietaria in epoche diverse, con Villa Massimo Colonna e con villa Giustiniani Massimo, sempre ubicate in Roma.

La tenuta si estendeva per oltre venticinque ettari ed era compresa tra la Villa Torlonia e lodierna piazza Bologna.

La progressiva urbanizzazione della zona, avvenuta nella prima metà del Novecento, ha comportato la scomparsa di gran parte della proprietà. Le uniche aree che mostrano laspetto originario dei luoghi sono il parco dell Accademia Tedesca Villa Massimo, il casino e la pineta pubblica del viale di Villa Massimo.

                                     

1. La tenuta

Il territorio della tenuta si costituì, a partire dal Cinquecento, attraverso una serie di acquisti compiuti dalla famiglia Massimo di vigne e canneti. Al momento della sua massima espansione confinava verso nord con il vicolo di Pietralata ora via G. B. de Rossi, a sud e est con il vicolo di Sant’Agnese che corrisponde allattuale asse viario XXI Aprile-Piazza Bologna-via Ravenna-via Catanzaro ed a ovest con la Villa Torlonia.

Il fondo era formato da terreni seminativi, pascoli e boschi, oltre che da un casino padronale e da una serie di edifici rustici. Nelle vicinanze del fabbricato principale la proprietà era suddivisa, tramite una fitta trama di viali ortogonali, in lotti di terreno coltivati a vigna.

Lingresso principale della villa, descritto per la prima volta nella pianta del Nolli del 1748, era su via Nomentana, su un fronte di circa settanta metri. Da qui partiva un lungo viale daccesso che correva in unarea di passaggio stretta fra le proprietà Torlonia e Bolognetti; una volta superata la strettoia il viale girava verso est sino a raggiungere larea padronale. Il caratteristico andamento a gomito del tracciato corrisponde alle attuali vie Spallanzani, Siracusa e di Villa Massimo.

                                     

2. Il Casino

Lunico edificio della Villa Massimo che ha conservato le sue caratteristiche originarie, assegnabili alla prima metà del Settecento, è il casino, sito in via di Villa Ricotti. Il fabbricato, a due piani e mezzanino, è formato da un corpo centrale sormontato da torretta belvedere e da due avancorpi laterali molto pronunciati, di cui uno con arcate per il passaggio pedonale. Sul piazzale antistante alla facciata era presente una fontana di epoca romana, trasferita in seguito nella Villa Abamelek del Gianicolo, residenza dellaambasciatore di Russia. Il retro era arricchito da un giardino con parterre allitaliana.

Alla fine degli anni trenta, una volta terminata la costruzione del quartiere Nomentano, la villa fu ristrutturata dallarchitetto Michele Busiri Vici per adattarla alle esigenze cittadine.

Nel 1914, nella palazzina fu istituita, su impulso dellattrice Eleonora Duse, una casa della cultura per aiutare le giovani artiste esordienti. Negli anni venti è stata residenza del diplomatico Carlo Sforza. Tra gli anni cinquanta e settanta è stata sede dellAmbasciata d’Algeria, e nel 1975 fu colpita da un attentato compiuto da fuoriusciti dallorganizzazione paramilitare OAS.

                                     

3. La lottizzazione

La febbre edilizia che seguì alla proclamazione di Roma a Capitale dItalia segnò la fine della Villa Massimo.

In particolare, la proprietà fu venduta nel 1882 da Emilio Massimo e da sua madre Ippolita Boncompagni Ludovisi, ultimi rappresentanti del ramo dei Massimo di Rignano, alla nobildonna francese Henriette Kellerman, figlia del terzo duca di Valmy, che era molto vicina alla corte dei Savoia.

Nel giro di pochi anni i terreni furono rivenduti, per un valore cinque volte superiore, a due cordate di imprenditori. La prima che faceva capo al costruttore ticinese Enrico Maraini ed a un gruppo di banche del nord Italia, investì in unarea di ridotte dimensioni in prossimità dellingresso sulla via Nomentana. La zona si sviluppò molto rapidamente intorno alla nuova via Spallanzani, con prevalenza della tipologia edilizia a villino.

La gran parte dellappezzamento fu invece acquistato dal piemontese Giulio Ricotti, in proprio ed in rappresentanza del politico Sidney Sonnino e della ditta Rodocanacchi di Livorno. Complice la crisi del mercato immobiliare, larea che era più periferica si sviluppò lentamente; al punto che fino alla divisione operata dallarchitetto Pio Piacentini nel 1908, il terreno rimase a destinazione agricola e indiviso.

Negli anni successivi sul lotto di Ricotti, che comprendeva il casino padronale, si venne a creare una villa a sé stante di quasi sei ettari con accesso dal vicolo di Pietralata dove ora inizia la via di Villa Ricotti; mentre su quello di Sonnino, il finanziere Eduard Arnhold edificherà, su progetto dello svizzero Massimiliano Zürcher, unaccademia per i giovani artisti tedeschi.



                                     

4. LAccademia Tedesca Roma Villa Massimo

Edificata tra il 1910 ed il 1914 sullappezzamento di terreno facente parte di Vigna Massimo, lAccademia Tedesca venne donata da Arnhold allo stato prussiano nel 1913, anno in cui furono accolti in residenza i primi artisti tedeschi selezionati dallAccademia delle Arti di Prussia. LAccademia Tedesca, oggi proprietà del governo tedesco, istituisce delle borse che costituiscono il riconoscimento più importante per artisti tedeschi allestero. A Villa Massimo vengono ospitati ogni dieci artisti, a cui vengono messi a disposizione un appartamento ed un atelier per un totale di dieci mesi. Altre due borse vengono poi assegnate per lAccademia Tedesca di Roma Casa Baldi, con sede ad Olevano Romano. LAccademia Tedesca Roma Villa Massimo gestisce inoltre Villa Serpentara sempre ad Olevano Romano, che offre ospitalità ad artisti inviati dallAkademie der Künste di Berlino. LAccademia Tedesca Roma Villa Massimo organizza numerose conferenze, concerti, incontri culturali, dando la possibilità agli artisti residenti di immergersi nel mondo artistico romano e di far conoscere i propri progetti artistici. Joachim Blüher è stato direttore dellAccademia dal 2002 fino allinizio di luglio 2019, quando si è insediata la nuova direttrice, Julia Draganović.