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ⓘ Borore è un comune italiano di 2 060 abitanti della provincia di Nuoro che sorge a 399 metri sul livello del mare ai piedi della catena del Marghine, nellaltipi ..




Borore
                                     

ⓘ Borore

Borore è un comune italiano di 2 060 abitanti della provincia di Nuoro che sorge a 399 metri sul livello del mare ai piedi della catena del Marghine, nellaltipiano basaltico di Abbasanta. È anche conosciuto come il paese delle tombe di giganti, o anche come il "paese dal vino più antico del mondo". Il territorio ospita, infatti, alcuni dei beni archeologici più importanti e conosciuti a livello regionale, oltre allunico Museo del pane rituale della Sardegna. Borore fa parte dellUnione dei comuni del Marghine, del GAL Marghine e dellAssociazione Borghi Autentici dItalia.

                                     

1. Geografia fisica

Territorio

Borore è un paese della provincia di Nuoro situato, a circa 400 metri di altitudine, al centro della Sardegna ai piedi della catena del Marghine, è facilmente raggiungibile dai principali centri isolani tramite la SS 131, le FF.SS. e la SP 33 Borore-Ottana-Nuoro. Confina con i territori di Macomer, Scano Montiferro, Santu Lussurgiu, Norbello, Aidomaggiore, Dualchi e Birori e possiede un territorio di grande interesse ambientale e naturalistico. Per la sua collocazione baricentrica, Borore può rappresentare un comodo punto di riferimento per visitare larea centrale della Sardegna e la parte di costa che va da Bosa a Oristano.

                                     

2. Storia

Il vocabolo Borore, secondo la tesi più diffusa, sarebbe di derivazione fenicia bor-hon, dallunione tra bor fonte, sorgente e hon ricchezza, abbondanza. In questo senso, il significato di bòrone sarebbe "terra ricca dacqua/sorgenti".

Il territorio fu intensamente abitato fin dallantichità sia per la fertilità del terreno e la buona presenza dacqua sia perché luogo di passaggio obbligato fra settentrione e meridione dellIsola. Di questo ne è testimonianza la presenza di numerosi e importanti monumenti archeologici che contribuiscono a rendere la visita turistica, a Borore, di rilevante interesse.

Secondo una leggenda orale le prime abitazioni che diedero vita a Borore furono edificate nel pressi del sito de Sa Crèsia Etza da Bore Istene, un pastore originario di Birori, dove vi edificò la sua pinnetta, in corrispondenza dellomonima via a lui dedicata.

Appartenne al giudicato di Torres con il nome di Gorore, e fece parte della curatoria del Marghine. Alla caduta del giudicato 1259 passò al giudicato di Arborea, e successivamente al dominio aragonese. Sotto gli aragonesi formò un feudo annesso al marchesato del Marghine, di cui furono signori prima i Pimentel e poi i Tellez-Giron, ai quali fu riscattato nel 1839 con labolizione del sistema feudale.

Borore è uno dei due comuni della Sardegna assieme a Siamaggiore, ad avere riportato un caduto nella guerra di Crimea, si tratta del soldato Martino Pes Virdis.

Subito dopo il primo conflitto mondiale, nel 1919, il Ministero della guerra costruì a Borore uno dei primi campi di aviazione in Sardegna assieme a quelli di Cagliari-Monserrato e Sassari, dove avviare in via sperimentale il servizio aeropostale giornaliero. Alla vigilia della seconda guerra mondiale, il campo di Borore venne destinato ad accogliere lattività aerea della RUNA Reale unione nazionale aeronautica, già Aero Club dItalia. A causa del conflitto, le attività diminuirono rapidamente. Nel 1943 il campo fu costantemente presidiato dai militari italiani, ma non ospitò reparti operativi, ospitando temporaneamente velivoli italiani e tedeschi. Con loccupazione americana il campo di aviazione divenne un utile campo di emergenza per i velivoli alleati. Con la fine della guerra lallora sindaco Rodolfo Sarti chiederà di rientrare in possesso dellarea, ma solo nel 1996 con lamministrazione di Salvatore Ghisu il terreno passerà definitivamente al Comune.

Nel recente passato leconomia locale era basata sulla cerealicoltura e Borore fu, grazie alla grande laboriosità dei suoi cittadini, per molto tempo il granaio del territorio. Di notevole importanza era, e lo è tuttoggi, lallevamento ovino ma anche bovino ed equino e la produzione del formaggio, che veniva commercializzato in diversi centri dellIsola.

                                     

2.1. Storia Simboli

Il simbolo ufficiale del Comune di Borore è rappresentato dal gonfalone che raffigura limmagine della tomba di giganti di Imbertighe, che rappresenta il bene archeologico più significativo del territorio, e limmagine di un grappolo duva di color porpora, a rappresentare il legame storico con lagricoltura.

Altro simbolo locale, adottato in varie circostanze e simboleggiato anche allinterno della sala consiliare del comune, è quello raffigurato nellopera xilografica dellartista bororese Edimo Mura intitolato Omaggio a Borore che raffigura una composizione stilizzata di alcuni monumenti e chiese di Borore: la tomba di giganti di Imbertighe, la chiesa della Beata Vergine Assunta, uno scorcio della chiesa di San Sergio Cresia Etza e lantica fontana della piazza del paese.

                                     

2.2. Storia I vinaccioli di Duos Nuraghes e di Toscono

I siti archeologici di Borore sono stati oggetto, in vari momenti, di operazioni di scavo e di studio da parte di archeologi italiani e americani. Da ultimo, in occasione degli scavi condotti nel 2002, sono stati rinvenuti centinaia di vinaccioli di vite i semi contenuti in un acino duva, antichissimi, carbonizzati dal tempo, databili intorno al 1200 avanti Cristo, 3.200 anni fa. Questa scoperta - che ha portato alla ribalta nazionale il sito di Duos Nuraghes - oltre a dimostrare che le popolazioni nuragiche coltivavano la vite e producevano vino, ha permesso di capire che il "cannonau sardo, che fino a oggi si pensava fosse stato importato dalla Spagna, è di una varietà diversa da quella iberica e potrebbe essere nato in Sardegna". La teoria storica ufficiale fino alle recenti scoperte sui vinaccioli sardi raccontava che la domesticazione della vite, nata nellarea del Caucaso e della Mesopotamia, venne trasferita progressivamente in Anatolia e in Egitto, da qui nelle isole egee, in Grecia e nel resto dellEuropa, infine grazie ai Fenici arrivò nel Mediterraneo Occidentale e in Sardegna. Oggi, con le recenti scoperte archeologiche, si può affermare con certezza che con larrivo dei Fenici, in Sardegna la coltivazione e domesticazione della Vitis vinifera era già conosciuta.



                                     

2.3. Storia Borore e la prima torre dopo il diluvio universale

Secondo Juan Pedro Quessa Cappay originario di Borore, rettore della Parrocchia di Borore e Noragugume dal 1736 al 1753, nei dintorni di Borore sorse il primo centro abitato della Sardegna dopo il diluvio universale. Nel suo libro La storia della prima torre e del primo centro abitato della Sardegna dopo il Diluvio Universale ", risalente al 1751 e pubblicato con traduzione italiana nel 2010, Juan Pedro Quessa Cappay racconta che "Bissone, bisnipote di Jafet, figlio di Noè, nellanno duemila e otto dalla creazione del mondo, eresse "nella fertilissima campagna a pianura che si trova nella regione del Marghine", una torre da cui prese il nome di torre di Bissone e accanto a essa edificò il primo centro abitato, secondo le prescrizioni del Patriarca Noè.

Secondo lautore, i resti della torre altro non sarebbero che il nuraghe di Bighinzone. Duecentotrentotto anni dopo la venuta di Bissone, Ercole simpadronì della Sardegna, ne divenne re e stabilì la sua reggia nella torre costruita da Bissone. Fu proprio Ercole, chiamato anche "Oro Re Libio" a dare il nome a Borore: Oro Re con laggiunta di una B iniziale a ricordare Bissone B-Oro-Re.

La teoria di Juan Pedro Quessa Cappay, nonostante appaia ai giorni nostri debole scientificamente, risulta essere di grande interesse se contestualizzata nel Settecento, quando venne scritta, in unepoca in cui il metodo storico prevalentemente seguito per dimostrare qualsiasi ipotesi si basava sul riportare affermazioni di scrittori del passato. Il suo manoscritto in lingua castigliana è conservato presso la biblioteca comunale di Sassari e contiene anche unampia vita di san Lussorio e una commedia dedicata alla vita del santo

                                     

3. Monumenti e luoghi dinteresse

Chiesa del Carmelo

Altra chiesa allinterno del centro abitato è la chiesa della Madonna del Carmelo, che custodisce le statue lignee della Madonna e del Cristo morto.

Chiesa di San Gavino

Unaltra chiesa campestre, lungo la strada che collega Borore a Dualchi, è quella di San Gavino, Santu Bainzu, a cui è dedicata la seconda ricorrenza tradizionale del paese.

                                     

3.1. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa della Beata Vergine Assunta

Nel paese si snoda una rete di vie larghe e ordinate che si intrecciano attorno alla piazza principale fino alla chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta, costruita nel XVII secolo, al cui interno si possono ammirare i quattro evangelisti dipinti da Emilio Scherer nel 1895, recentemente restaurati, la cappella dedicata a santAntonio Abate con laltare ligneo in stile barocco risalente al XVIII secolo, e dove possono essere ammirati alcuni dipinti di notevole valore storico, del XVI secolo, raffiguranti san Lussorio martire, dove appare la prima raffigurazione pittorica del costume sardo.

                                     

3.2. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa del Carmelo

Altra chiesa allinterno del centro abitato è la chiesa della Madonna del Carmelo, che custodisce le statue lignee della Madonna e del Cristo morto.

                                     

3.3. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di San Gavino

Unaltra chiesa campestre, lungo la strada che collega Borore a Dualchi, è quella di San Gavino, Santu Bainzu, a cui è dedicata la seconda ricorrenza tradizionale del paese.

                                     

3.4. Monumenti e luoghi dinteresse Sala consiliare Nino Carrus

Nel 2005 lamministrazione comunale di Borore ha voluto ricordare il suo cittadino Giovanni Carrus, meglio conosciuto come Nino Carrus, dedicandogli laula consiliare del Comune, allinterno della quale si trova un altorilievo in terracotta realizzato dallartista nuorese Pietro Longu, collocato nella parete centrale della sala. Il ritratto di Nino Carrus è posto al centro della sfera della società dal diametro di 1.10 m del territorio di Borore e del Marghine. Ai lati del ritratto sono raffigurate varie figure che rappresentano le professioni esistenti a Borore, dando continuità alla composizione estetica della fascia istoriata. Al lato destro è rappresentato uno stelo con spiga di grano, che lascia cadere un suo chicco dentro la sfera, simbolo della continuità nel tempo del pensiero socio-politico e culturale di Nino Carrus. Intorno alla sfera e alla spiga sirradia una serie di esagoni, simbolo dellaggregazione sociale e della laboriosità delluomo, che penetrando nella parete della sala rafforzano i valori e i significati di questo spazio. Lintera composizione ha uno sviluppo irregolare nei suoi quattro lati, in modo da rendere più efficace leffetto di penetrazione nello spazio della parete. Ai lati esterni della composizione si trovano tre esagoni con i simboli del Comune, della Provincia di Nuoro e della Presidenza della Regione Sardegna.

Gli interventi e materiali presentati in occasione dellevento di inaugurazione sono stati raccolti nella pubblicazione "La figura, il pensiero e lopera di Nino Carrus", a cura dellAssociazione Nino Carrus.

Allinterno della Sala consiliare è esposta, oltre al gonfalone del comune, una piccola mostra permanente di fotografie che ritraggono gli scorci più importanti del centro abitato e dei dintorni, oltre ad alcune foto storiche. I banchi utilizzati dal sindaco e dai componenti del consiglio comunale sono impreziositi dal basso rilievo che riproduce unopera simbolo realizzata dallincisore Edimo Mura, intitolata Omaggio a Borore.



                                     

3.5. Monumenti e luoghi dinteresse Altre strutture

Altre strutture del centro abitato di un certo interesse sono rappresentate da:

  • la casa Delogu, affacciata nella piazza centrale, così conosciuta perché di proprietà della famiglia Delogu, rappresenta uno degli edifici di maggior pregio architettonico del paese;
  • il monumento ai caduti di guerra di Borore.
  • lex monte granatico, detto "Sa Piedade", struttura interamente realizzata in pietra, nel centro storico, di interesse storico-artistico è infatti classificato dalla Regione Autonoma della Sardegna come bene identitario di valenza storica: ledificio è stato uno dei numerosi depositi di grano, diffusi in tutti i centri dellisola, a partire dai primi del 700, con listituzione del Credito agrario; rappresenta, per forme, proporzioni e tecniche costruttive, una testimonianza tangibile delledilizia minore del centro del Marghine, rivestendo un interesse legato al valore storico e socio-economico del crediti agrari diffusi in Sardegna;


                                     

3.6. Monumenti e luoghi dinteresse Nuraghi

Nel territorio di Borore di particolare e suggestivo interesse possono essere visitati numerosi nuraghi se ne contano ben 25, il nuraghe di Porcalzos e quelli di Toscono, Bighinzone, Craba, Oschera e Duos Nuraghes, dove sono stati ritrovati e studiati numerosi vinaccioli di cannonau datati al secondo millennio a.C.

Situato nella periferia nord del paese, il complesso nuragico Duos Nuraghes è, unico nel suo genere, formato da due torri distanti una decina di metri circa luna dallaltra, circondate da un vasto villaggio di capanne, scoperte in occasione delle campagne di scavo condotte da archeologi americani. La più antica è la torre Sud, dove sono stati trovati 14 livelli di depositi culturali, il più profondo e quindi più antico dei quali, che data lintera torre, risale secondo le analisi al 2000 a.C. circa.

                                     

3.7. Monumenti e luoghi dinteresse Tombe di giganti

Sono ben otto le tombe di giganti in territorio di Borore, alcune delle quali di grande bellezza e conservazione, tra cui le monumentali tombe di giganti di Imbertighe e di Santu Bainzu.

La tomba di giganti di Imbertighe si trova fuori dallabitato di Borore, tra le località Su fangarzu e Giunchedu. Larcheologo scozzese Duncan Mackenzie ne curò il rilievo nel 1908. Essa fu definita dallarcheologo Giovanni Pinza come "il prospetto del più bel sepolcro di giganti che si conosce in Sardegna". Lintera sepoltura aveva una lunghezza di 11.50 m, con il vano funerario di 1 m di larghezza per 9 metri. La monumentale stele è alta 3.65 metri, al centro dellesedra, composta di tre filari di conci, ancora in situ che rendono ancora perfettamente la pianta della sepoltura e il tipo di costruzione.

In prossimità della chiesetta di Santu Bainzu, a un chilometro circa dallabitato di Borore e a poche decine di metri dal nuraghe Toscono e Porcarzos, si trova la tomba dei giganti di Santu Bainzu. Originariamente il corpo tombale era lungo 13.70 m con una corda dellesedra di 13.70, mentre il vano funerario che si conserva tuttoggi, è lungo 6.00 m per 1.10 m di larghezza. La grande e imponente stele, colpita da un fulmine e ristrutturata negli anni sessanta, conserva ancora immutato il suo fascino anche se ormai priva quasi interamente della cornice che è presente solo nella parte superiore. Unimmagine del perfetto stato originario della tomba dei giganti di Santu Bainzu, risalente a fine 800, è pubblicata nella raccolta fotografica "Immagini dal passato. La Sardegna archeologica di fine Ottocento nelle fotografie inedite del padre domenicano inglese Peter Paul Mackey".

La tomba dei giganti di Figu si caratterizza per la bellissima stele in basalto spezzata in verticale, alta 3.90 metri. Sulla base dei racconti degli anziani del paese, tale frattura sembra sia stata causata da un fulmine.

La tomba Uore, a differenza delle altre, si caratterizza per avere la stele bilitica, ossia composta da due blocchi di pietra. Si trova a poche centinaia di metri dal nuraghe omonimo e risulta essere alquanto deteriorata.

                                     

3.8. Monumenti e luoghi dinteresse Cresia Etza

Allinterno del centro abitato, infine, si trova larea archeologica di "Cresia Etza", dove si trova il rudere della torre campanaria della chiesa di Santa Maria degli Angeli. Recentemente larea è stata oggetto di scavi archeologici, realizzati su incarico della Soprintendenza ai beni archeologici per le province di Sassari e Nuoro.

                                     

3.9. Monumenti e luoghi dinteresse Elenco dei siti archeologici

Di seguito si riportano tutti i siti archeologici censiti nel territorio comunale:

  • domus de janas: Ortigosu, Preitza, Preitza II, Mura e pungas, Putzu, Serbine, Tannara;
  • menhir: Busola, Putzu;
  • tombe di Giganti: Imbertighe, Santu Bainzu, Figu, Uore, Su acchileddu due tombe, Su Norbanu, Giuanne Pedraghe, Sa mata e sa ide;
  • dolmen: Muttianu, Giuanne Pedraghe, Arghentu, Serbine, Serbine II, Sa mata e sa ide, Pedra in cuccuru corridoio dolmenico, allée couverte;
  • Fonti sacre nuragiche: Uore;
  • nuraghi: Porcarzos, Toscono, Bighinzone, Craba, Oschera, Duos Nuraghes due nuraghi a breve distanza, Figu completamente distrutto con la costruzione del cimitero, Columbos, Cherbos, Tresnuraghes, Imbertighe, Pischedda, Uore, Suerzu, SInfurcadu, SIstrampu potrebbe essere stato un semplice recinto nuragico, Magossula, San Sergio, Urpes completamente distrutto con la costruzione della linea ferroviaria, Ludrau, Busaggione, Interenas, Paule Nivazzi, Casas, Pedru Feghe, Mura sa figu, Padrulazzu andato distrutto da tempo con ampliamento del centro abitato, Interenas, Arghentu, Albu.
                                     

3.10. Monumenti e luoghi dinteresse Murales

Alcuni edifici del centro storico del paese ospitano murales che raffigurano episodi della tradizione locale. Nello spazio antistante lex mercato civico, si trovano tre murales realizzati dallartista sarda Pinna Monne: essi rappresentano, rispettivamente, larte della panificazione, due uomini dediti alla mietitura, un anziano del paese raffigurato mentre rincasa dal lavoro nei campi.

Un altro murale, situato lungo la via principale via Roma, rappresenta vari momenti delle attività quotidiane. Si intitola Omaggio a Borore, realizzato da Massimiliano Muroni.

                                     

3.11. Monumenti e luoghi dinteresse Aree naturali

Dal punto di vista paesaggistico, naturalistico e archeologico, è degno di nota il Monte di SantAntonio, condiviso assieme a Macomer e Sindia. Larea si caratterizza per la presenza arborea di sughere Quercus suber, roverelle Quercus pubescens, lecci Quercus ilex e agrifogli Ilex aquifolium e di varie specie di uccelli come lAstore Sardo Accipiter gentilis arrigonii, lo Sparviere Accipiter nisus, il Barbagianni, il Picchio rosso maggiore Dendrocopos major, lo Scricciolo, il Pigliamosche Muscicapa striata, la Cincia Mora Periparus ater, la Cinciallegra Parus major, la Ghiandaia Garrulus glandarius, lo Zigolo Nero Emberiza cirlus.

Una parte del territorio comunale rientra nella Zona di protezione speciale connotata dalla presenza della Gallina prataiola, denominata "Altopiano di Abbasanta”, identificata con il codice Natura 2000 "ITB023051", di cui fanno parte anche Birori, Bortigali, Dualchi, Silanus, Lei, Bolotana, e Noragugume, per una estensione complessiva di circa 19.577 ettari.

La sorgente dacqua più importante, anche per lapprovvigionamento idrico del paese, è quella di Cherbos. Altre sorgenti minori sono quelle di Toscono, Busola, Buramene, Uore.

                                     

4.1. Società Evoluzione demografica

Al 1º gennaio 2013 ISTAT, la popolazione residente è pari a 2.181 abitanti. Il 51.5% dei residenti sono di sesso femminile, mentre il 48.5% sono di sesso maschile. Sono 266, pari al 12.2% del totale, i giovani tra 0 e 14 anni. Più numerosi e al di sopra della media regionale sono gli over 65 anni, pari al 26% della popolazione totale.

Abitanti censiti

                                     

4.2. Società Lingue e dialetti

La variante del sardo parlata a Borore è il logudorese centrale o comune.

                                     

4.3. Società Costume tipico bororese

Come molti altri paesi della Sardegna, anche Borore si caratterizza per un proprio costume tipico. Grazie ad alcuni appassionati, ma soprattutto al contributo degli anziani del paese, è stato possibile, a partire dal ritrovamento di un antichissimo costume del paese, ricostruire le caratteristiche sia del costume maschile sia di quello femminile. Il costume maschile è composto da: una camicia su entone di colore bianco e con il collo tondo; i pantaloni lunghi su zipone e sa berrita di colore nero. Il costume femminile, invece, è composto da: una camicia di colore bianco con un semplice pizzo sul petto; su zipone è di colore nero con un disegno a fiori; la gonna è di color bordeaux, a pieghe, con due strisce di velluto nero sulla balza; il grembiule, sa falda è di raso nero; il copricapo femminile è il fazzoletto de sa foza e sa ide, sistemato sulla testa che scende a coprire le spalle, di color vinaccio con un disegno della vite.

                                     

4.4. Società Poesia sarda

Borore si è contraddistinto sia per la tradizione della poesia estemporanea sarda, che si svolgeva attraverso delle vere e proprie gare di improvvisazione dai palchi allestiti per le feste patronali, sia per la poesia di meditazione, scritta a tavolino.

Per quanto riguarda la poesia estemporanea, il poeta improvvisatore di Borore più conosciuto è stato Vincenzo Pissente Presti. Tra i poeti di meditazione, invece, i due principali furono Luigi Pinna Borore, 1860-1938, meglio conosciuto come tiu Luisi e Francescangelo Angioni Borore 1885 - Semestene SS 1959). Tuttavia meriterebbero una menzione anche il sacerdote Gian Pietro Chessa Cappai del quale non si hanno notizie certe ma che visse a cavallo tra XVIII e XIX secolo, Salvatore Contini Borore 1893 - Borore 1969 e Gennaro Pala Borore 1907 - Borore 1935. Tra i poeti contemporanei, si ricordano Antonio Carta Cavaglieri Borore 1921 - Cagliari 2002 e Francescangelo Piras Borore 1924-2016.

                                     

4.5. Società Canto sardo a chitarra

Anche nellambito del canto sardo a chitarra Cantu a chiterra, che anima costantemente il programma delle feste paesane, Borore ha dato i natali al cantadore contemporaneo Roberto Murgia.

                                     

4.6. Società Riti pasquali de SIscravamentu de SIncontru

Si tratta di un rito praticato anche in alcuni altri paesi della Sardegna la sera del Venerdì Santo. SIscravamentu è la rappresentazione della deposizione del Cristo morto. Alla profondità e particolarità di questo rito, don Carlo Chenis ha dedicato il libro Siscravamentu: Celebrazione comunitaria sulla deposizione di Gesù secondo luso della Sardegna.

La domenica di Pasqua, nella piazza del paese, si svolge SIncontru, ossia lincontro tra la statua del Cristo risorto e quella della Madonna.

                                     

4.7. Società Festa di SantIsidoro

La devozione di SantIsidoro lAgricoltore Santu Sidore in lingua sarda è legata alla natura prevalentemente contadina della propria popolazione a differenza di altri centri del Marghine in cui era prevalente la pastorizia. In passato lintero paese prendeva parte alla processione, in corteo dietro alleffigie di SantIsidoro lAgricoltore, accompagnato dai buoi con le corna ornate di fiori e dai mazzi di spighe e dai carri addobbati a festa con ghirlande variopinte. Con linizio degli anni Sessanta del XIX secolo, con la scomparsa delle coltivazioni di grano, la festa venne praticamente abbandonata. Dal 2005 si è ripresa questa tradizione, che prevede come in passato la processione per le vie del paese. Dopo la cerimonia religiosa, celebrata allaperto nella piazza del paese, la statua di santIsidoro lAgricoltore, collocata sopra il tipico carro agricolo bororese trainato da un giogo di buoi infiorati, viene accompagnata dai cavalieri e dai mezzi agricoli del paese.

                                     

5.1. Cultura Biblioteche

La biblioteca comunale è ospitata allinterno della ex scuola media A.Fois di via Don Milani, ora destinata ad accogliere le associazioni locali. Nello stesso edificio è presente, inoltre, lArchivio storico comunale.

                                     

5.2. Cultura Scuole

A Borore sono presenti la scuola materna, la scuola primaria e la scuola media inferiore. Fanno parte dellIstituto Comprensivo "Don Antonio Olivieri" che interessa Borore, Dualchi e Noragugume.

                                     

5.3. Cultura Musei

A Borore è ospitato, dal 2006, il Museo del Pane Rituale, che raccoglie una selezione di pani tradizionali e pani delle feste di vari paesi della Sardegna. Nel Museo vengono svolte le attività di laboratorio della panificazione tradizionale e artistica e per visitatori sono possibili le attività di laboratorio della panificazione con la realizzazione dei pani artistici e rituali a cura del Centro Italiano Femminile C.I.F. di Borore. Il Museo, inoltre, ospita annualmente il concorso di panificazione artistica "sa coccoi pintada". Al suo interno, la visita parte con la presentazione della trasformazione del grano in farina, per passare alla sala degli strumenti da lavoro dove sono presenti attrezzi per il lavoro dei campi e attrezzi per la lavorazione domestica del grano, della farina e del pane, alla presentazione di alcuni attrezzi di lavorazione della farina e pannelli descrittivi di alcune fasi di lavorazione del pane. Infine si passa alla sala dei pani quotidiani.

Tra gli strumenti di lavoro è esposto un esemplare originale di carro agricolo. Il carro bororese era di grandi dimensioni, rispetto ad altri modelli utilizzati in Sardegna, capiente e molto robusto, adatto ai carichi onerosi anche superiori ai trenta/trentacinque quintali. Per garantire una maggior robustezza e solidità, montava solamente la ruota piena, dal momento che quella raggiata era ritenuta molto meno resistente. Proprio alla storia di Borore, alla sua tradizione agricola e a quella del carro, è dedicato il libro Bia e carros: appunti e considerazioni intorno ad un borgo rurale del Marghine, scritto nel 2002 da Sebastiano Ghisu.

Tra le esposizioni dei pani rituali, di particolare interesse sono:

  • lesposizione dei pani del ciclo dellanno, che ospita i pani legati alle festività calendariali e agrarie come il Capodanno e la trebbiatura;
  • la sala dei pani del ciclo della vita, dove sono raccolti i pani che tradizionalmente accompagnavano o accompagnano le tappe di passaggio della vita delluomo: la nascita pani dellinfanzia, il matrimonio pani dei fidanzati e degli sposi e la morte pani per la commemorazione dei morti;
  • la sala dei pani del ciclo pasquale ;
  • le feste dei santi patroni e dei santi guaritori ;
  • lo spazio dei pani processionali, preparati o addobbati per essere esposti anche nei momenti processionali delle varie feste religiose.
                                     

5.4. Cultura Eventi

La principale ricorrenza tradizionale è la festa di san Lussorio martire. Il santo viene festeggiato due volte lanno: ad aprile, con cerimonia di carattere quasi esclusivamente religioso, e ad agosto con suggestivi importanti festeggiamenti religiosi e civili che durano tre giorni 20-21-22, ai quali fanno seguito le novene nel santuario campestre dedicato al santo. Le altre ricorrenze religiose festeggiate dalla comunità sono:

  • la festa di san Gavino santu Bainzu 1ª domenica di ottobre.
  • festa di santIsidoro lAgricoltore seconda domenica di maggio, con la sfilata di trattori e altri mezzi agricoli, la cui statua lignea è ospitata allinterno di una nicchia del braccio destro della chiesa parrocchiale;
  • santAntonio Abate e la tuva la vigilia del 16 e il 17 gennaio;
  • le celebrazioni della settimana santa, con i riti de SIscravamentu de SIncontru ;

I principali eventi le feste civili sono:

  • il trofeo di ciclismo" Don Pietrino Masala” giunto alla XXXI edizione;
  • lArdia a cavallo, a conclusione delle feste di san Lussorio e san Gavino;
  • Primavera nel Marghine con lesposizione delle produzioni agroalimentari e artigianali locali;
  • Sa cursa e sa pudda, manifestazione in notturna, in occasione della quale i cavalieri devono prendere in corsa la gallina di pezza appesa a un filo sospeso;
  • il Carnevale con la tradizionale favata del martedì grasso e la zeppolata del giovedì grasso;
  • il palio di san Lussorio;
  • la festa del Pensionato;
  • eventi organizzati dal Centro Commerciale Naturale C.C.N. e dal Museo del pane rituale es. Coccoi e i concorsi di panificazione artistica "Sa coccoi pintada".
                                     

6. Economia

Leconomia locale si caratterizza per la presenza di varie e qualificate attività produttive nei settori dellagroalimentare, dellartigianato, del commercio, della lavorazione dei lapidei e dei servizi, in particolare dei servizi alla persona tali da costituire un importante, moderna ed efficiente rete di attività e di imprese a conferma della laboriosità, della capacità e dello spirito diniziativa che, da sempre, ha contraddistinto i bororesi.

Merita una menzione particolare larte dolciaria e la produzione dei dolci tradizionali bororesi prodotti, ancora oggi, secondo le antiche ricette tramandate da generazioni.

                                     

7. Infrastrutture e trasporti

Strade

Il paese sorge a breve distanza dalla principale strada sarda, la SS 131; è inoltre collegato al territorio circostante dalle strade provinciali SP 33 e SP 66.

Ferrovie

Borore è servita dal 1880 dalla omonima stazione: situata nella periferia est del paese lungo la Dorsale Sarda, è gestita da RFI ed è servita dai treni di Trenitalia.

                                     

8. Amministrazione

Il Comune di Borore fa parte della provincia di Nuovo e dellUnione dei comuni del Marghine. A partire dal 2009 fa parte del partenariato che ha dato vita GAL Marghine, fondazione di partecipazione costituita per la gestione dei fondi europei LEADER destinati allo sviluppo rurale. Dal 2011 è diventato socio della rete dei Borghi Autentici dItalia, una rete di piccoli comuni che insieme vogliono promuovere politiche pubbliche, iniziative e attività che abbiano lo scopo di rendere quanto più accogliente e ospitale il comune e il territorio. Lassociazione è costantemente impegnata in azioni e iniziative di sviluppo locale caratterizzate da obiettivi di valorizzazione delle risorse e delle identità locali, di sostenibilità e tutela dei territori, di promozione delle qualità e delle capacità locali.

                                     

9. Sport

Pallavolo

La squadra di pallavolo di Borore ovvero lASD Pallavolo Borore è il fiore allocchiello dello sport nel paese. Con i suoi 120 tesserati è la società con più atleti nel paese la maggior parte sotto i 18 anni, con la squadra maschile che milita nel campionato di serie C ovvero il massimo campionato regionale.

Calcio

La squadra di calcio della città è l U.S. Borore che milita nel girone B sardo di 1ª Categoria.