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ⓘ Montalto Uffugo è un comune italiano di 220 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria. È parte integrante dellarea urbana cosentina. Sorge probabilmente s ..




Montalto Uffugo
                                     

ⓘ Montalto Uffugo

Montalto Uffugo è un comune italiano di 220 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria.

È parte integrante dellarea urbana cosentina. Sorge probabilmente sullantica Aufugum.

                                     

1. Geografia fisica

Clima

Il territorio di Montalto, principalmente collinare, ha unaltitudine con variazione da 120 e 1380 m s.l.m. Nella zona montuosa si hanno inverni rigidi con nevicate, ed estati relativamente fresche, scendendo di quota le temperature crescono. Nelle valli e nelle zone soggette a inversioni termiche il freddo invernale tocca punta di -5 °C o -7 °C; le estati sono calde, ma con minime notturne che difficilmente superano i +20 °C. La zona è molto piovosa, con precipitazioni concentrate tra autunno e inverno.

                                     

2. Storia

Le origini di Montalto non sono certe, non sappiamo se ciò è dovuto ad una volontà inquisitoria motivata da fatti gravissimi Montalto Uffugo fu teatro di una delle più terribili stragi inflitte ai danni di una minoranza religiosa, di certo "lomertà" di tutti coloro che hanno trovato innumerevoli reperti lungo il territorio, e quella di coloro che hanno volutamente cementificato imponenti manifestazioni architettoniche attestanti un passato illustrissimo, non ha aiutato gli storici.

                                     

2.1. Storia Storia antica, dominazione romana

Presso Pantoni numerosi testimoni oculari e alcuni reperti consegnati a musei calabresi di Sibari e Reggio C. alcuni dei quali visibili al pubblico, testimoniano il ritrovamento di un imponente necropoli situata a ridosso dellautostrada reperti ritrovati vicino allo svincolo Montalto -Rose dellA3 e più precisamente sotto quello che oggi è il parcheggio del centro commerciale. A poca distanza da questo sito esiste una contrada chiamata Trisoria, la località deve il suo nome proprio al fenomeno dei numerosi ritrovamenti rilevantissimi, testimonianti una storia che forse avrebbe in qualche modo bloccato lo "sviluppo" edilizio moderno e non solo, tuttavia, anche qui le prove archeologiche catalogate sono pochissime e spesso, arrivano nei musei attraversando vie burocratiche occulte lantefisse di Ercole contro con il leone Nemèo non è lunico reperto rinvenuto nel territorio di Montalto consegnato ai musei, di fatto, alcune prove evidenti ci inducono a pensare che in questi luoghi un tempo si ergeva una grandiosa città ed il nome della località restringe di molto il campo; la zona infatti si chiama Pantoni alcuni storici dellantichità sostennero che Panton fosse localizzata proprio a Montalto.

Ad oggi esistono reperti archeologici custoditi presso i musei su menzionati che fanno risalire la sua fondazione almeno al V Sec A.C. così come le antiche fontane in località SantAngelo, che fino a agli anni 80 recavano ancora preziosi mosaici raffiguranti antiche terme romane i mosaici sono stati cementificati, attestano che nei pressi del colle Serrone esisteva un insediamento romano rilevantissimo, del resto Lucio Aurelio Stefano, procuratore dei pubblici corrieri e sovrintendente delle poste dellImperatore, viveva proprio a Montalto tanto che la sua Urna funeraria ritrovata ai piede del colle è custodita nel comune limitrofo ad una manciata di chilometri dal colle serrone che un tempo era frazione di Montalto di San Benedetto Ullano.

Montalto di fatto oltre ad essere un Municipio Romano era anche stazione di una delle più importanti strade pubbliche e militari dellImpero secondo alcune fonti una delle prime due strade. Tito Livio nel passo Ab Urbe Condita la nomina come uno dei centri importanti della terra dei Bruzi, nominando infatti i paesi che, vedendo il rallentamento dei punici si allearono al console Gn. Servillo, scrive: Consentia, Aufugum, Bergae, ecc.di fatto già allepoca Aufugum era seconda solo a Consentia.

Alcuni nomi di zone montane sono di origine celtica Monte UTA, lungo lAppennino esistono ancora cumuli di pietre situati in luoghi "particolari", che lasciano pensare appunto alla presenza di popolazioni celtiche stanziate nei pressi dellodierno Parco Naturale.

La cultura locale ricorda ancora lattacco dei Saraceni testimoniato dalla distruzione dellantica chiesa del soccorsoin contrada soccorso, a tal proposito una tradizione orale poco conosciuta vuole che i conquistatori arabi seppellirono il loro generale tale Maddham o Maddam o similare morto per la malaria, proprio nelle campagne di Montaltonelle vicinanza della frazione San Nicola costruendo unintera collina per seppellirlo collina che esiste ancora oggi, tra laltro fino a qualche decennio fa nel comune era celebrata la ricorrenza della cacciata dei saraceni con una ricostruzione storica che vedeva impegnati molti cittadini.



                                     

2.2. Storia Periodo medioevale

Se la storia antica è poco documenta e incerta, quella del periodo normanno testimoniata dalla torre in via Foscarini e quella del periodo Aragonese, con il convento di San Domenico e altre importanti costruzioni, attestano inequivocabilmente un passato molto importante che almeno per un periodo indicano Montalto come il luogo centrale del potere politico degli Aragona in tutta la regione.

La prima università della Calabria nacque proprio a Montalto sul finire del 1400, ad opera del concittadino carmelitano Paolo Antonio Foscarini, già rettore delluniversità di Napoli, fondatore di importanti conventi tra cui quello di Tropea e grande astronomo scienziato e filosofo. Luniversità di Montalto fu importante, tanto che richiamava studiosi da diversi stati europei, qui si studiavano materia come la Filosofia, la teologia e naturalmente lastronomia, del resto il suo fondatore è passato alla storia proprio a causa delle sue convinzioni scientifico astronomiche.

                                     

2.3. Storia La dominazione spagnola: il Ducato di Montalto

Montalto raggiunse grande importanza sotto gli Aragona i quali vi stabilirono parte del loro potere esecutivo, crearono infatti il titolo Duchi di Montalto, che divenne presto tra i più ambiti dEuropa e tale restò per tutto il periodo che abbraccia il loro regno.

Di fatto limportanza politica del ducato si deve a San Francesco di Paola, lodierna città della costa cosentina era compresa nel territorio di Montalto, quindi il Santo allepoca era di fatto un montaltese che tra laltro si recava di sovente nel centro per conferire con il Ferrante ovvero, il figlio di Federico dAragona le cui spoglie sono custodite presso la chiesa di san Francesco situata nella piazza che non ha mai portato il suo nome principale del centro storico a tal proposito i religiosi hanno di fatto occultato le spoglie del duca dichiarando che sono andate perse durante un terremoto che in realtà non ha causato danni, a testimonianza esiste soltanto unantica iscrizione situata dietro laltare della chiesa di San Francesco da Paola. Il santo percorreva una via di montagna che ancora oggi viene praticata dai pellegrini ogni anno durante i primi giorni di maggio, migliaia di persone partono di notte a piedi attraversando lAppennino per seguire le orme di quello che fu lilluminato più potente della religione Cristiana. Sembra inoltre che Francesco si servisse di uno dei numerosi passaggi sotterranei che caratterizzavano il centro del Ducato, alcuni dei quali ancora parzialmente esistenti, di sicuro usati durante tutto il dominio Borbonico per sfuggire agli improvvisi controlli.

Il Duca Ferdinando di Montalto, figlio del Re Ferdinando I avuto con la concubina Diana Guardato e padre di Giovanna duchessa di Paliano, diede grande impulso alla crescita architettonica dellodierno comune, lo testimonia la piazza centrale, gli antichi caseggiati, lImponente chiesa e convento di San Francesco da Paola ed altri palazzi illustri, alcuni dei quali mostrano ancora chiaramente larchitettura spagnola Montalto può vantare molte chiese alcune delle quali imponenti.

Da ricordare la sala dedicata ai duchi di Montalto situata allinterno del palazzo reale di Palermo, che testimonia appunto limportanza del titolo e dello stesso ducato. Linquisizione e gli Aragona si macchiarono di fatti gravi, Ferrante infatti mise in atto delle vere e proprie persecuzioni religiose, tra queste vi fu quella che portò ad una delle più drammatiche esecuzioni di tutti i tempi, quella a danno dei valdesi i quali furono rastrellati in tutto il sud Italia per essere deportati nelle carceri del ducatosede dellodierno municipio quindi furono decapitatiuomini donne e bambini in un sol giornopiù di 1400, così come riportano alcuni documenti custoditi presso larchivio di Napoli, La chiesa voleva lanciare un messaggio ben chiaro alle minoranze religiose e di fatto questa strage rimase allungo nella coscienza collettiva di tutto il territorio della Calabria Citra, la leggenda vuole che quel giorno il sangue delle uccisioni arrivò fino allantica via Popilia situata a diversi chilometri di distanza durante i lavori di ristrutturazione della scalinata della chiesa di San Francesco da Paola avvenuti negli anni 80 del secolo trascorso, vennero alla luce diversi scheletri di ogni grandezza. Oltre a quella a danno dei Valdesi, vi fu inoltre il duro censimento inflitto agli ebrei che furono costretti a subire restrizioni gravose e ad indossare il drappo rosso, Montalto allepoca era abitato da molti valdesi e da molti ebrei che si stanziarono qui proprio per limportanza che rivestiva il ducato.

I Fasti di Montalto andarono scemando con il passare dei secoli, tanto che ad oggi la sua importante storia è stata soppressa da un oblio artificioso.

                                     

3. Società

Evoluzione demografica

Giuseppe Maria Alfano, nel suo libro "Istorica Descrizione del Regno di Napoli" pubblicato nel 1798 scrive:

Oggi, Montalto Uffugo, con i suoi 20.000 abitanti, è un Comune in continuo sviluppo industriale e commerciale.

La zona valliva,attraversata dallautostrada SA/RC e servita dallo svincolo di Montalto Uffugo -Luzzi-Rose, sta facendo registrare un notevole sviluppo industriale e commerciale.

La Frazione Taverna è diventata punto di riferimento per molti Comuni della Media Valle del Crati, è sede di Distretto Sanitario e di numerose attività commerciali,agro-industriali e del terziario avanzato. Abitanti censiti

                                     

4.1. Cultura Montalto e Leoncavallo

Montalto Uffugo è nota per ladozione del compositore Ruggero Leoncavallo, che alletà di 5 anni vi si trasferì con la famiglia. Durante ladolescenza, il piccolo Ruggiero, assistette proprio a Montalto ad un tragico avvenimento verificatosi nel chiostro dellallora convento domenicano: Durante una rappresentazione teatrale, la sera del 5 marzo 1865, il domestico di casa Leoncavallo, Gaetano Scavello, fu assassinato dai fratelli DAlessandro. Da questo evento il compositore prese ispirazione per la composizione dellopera Pagliacci.

Nel 1942, dopo 23 anni dalla sua scomparsa, uscì il film I Pagliacci con la regia di Giuseppe Fatigati e con la giovanissima Alida Valli, affiancata dagli attori Paolo Ferrari e Carlo Romano.

Dallanno 2000, nel mese di agosto, su iniziativa dallAmministrazione Comunale, al tempo guidata dal Prof. Franco Saullo, si tiene il Concorso Lirico Leoncavallo. Nel 2002, madrina del Concorso Lirico Leoncavallo è stata il celebre soprano Katia Ricciarelli.

Nel 2007, Montalto si è trasformato in un nuovo set cinematografico per le riprese del nuovo film Pagliacci, realizzato dall"Associazione Culturale I Pagliacci" in dialetto calabrese. Nel 2010, è stato realizzato ed aperto al pubblico il Museo Ruggero Leoncavallo.



                                     

5.1. Geografia antropica San Raffaele

Piccola frazione di Montalto a 241 metri s.l.m. Ricca zona di apicolture e assai panoramica, di conseguenza, è raggiungibile dalla SS19 di Settimo di Montalto Uffugo risalendo verso il comune circa 3 km dal bivio.

                                     

5.2. Geografia antropica Caldopiano

Caldopiano è una piccola frazione di Montalto Uffugo, a 560 metri s.l.m., di circa trecento abitanti, che rivive soprattutto in estate.

Localizzato a circa 25 km dal capoluogo di provincia, si raggiunge percorrendo la strada del mare in direzione di Paola svoltando a San Fili e proseguendo per circa 8 km in direzione di Montalto.

                                     

5.3. Geografia antropica Parantoro

Frazione di Montalto posta a circa due km dal centro, situata a 488 metri s.l.m. Vi si arriva percorrendo la SP31 che poi continua verso il comune di San Benedetto, mentre laltra diramazione pedemontana arriva fino a San Fili 10 km congiungendosi con la ss107 Paola-Crotone. Da Parantoro inizia la salita di Mancagallina, che si inerpica tra il verde dei castagni e gli scorci panoramici della media Valle del Crati che porta direttamente al Parco Montano "San Francesco. Dal Parco comincia la salita che porta alla sommità della montagna dove è posta una statua di San Francesco di Paola. A Parantoro inoltre nei primi giorni di maggio si radunano migliaia di pellegrini che da piazza De Gasperi cominciano attraversando la catena costiera il pellegrinaggio che li porterà al convento di San Francesco di Paola. Parantoro era famosa per la coltivazione del baco da seta e per la produzione e la lavorazione dei fichi. Fiorente è stata anche lapicultura con la produzione del miele di castagno al quale gli venne riconosciuto il marcio DOP. Parantoro è anche famosa per lolio di oliva produzione familiare dovuto un particolare microclima ed ai minerali presenti nel terreno, e soprattutto per i salumi e gli insaccati. Numerose sono le sorgenti idriche fiume Ferrero. A Parantoro troviamo la massima altitudine con il monte Cozzo Cervello che raggiunge i 1389 m.



                                     

5.4. Geografia antropica Settimo di Montalto Uffugo

Posta a 167 metri s.l.m., al confine con il comune di Rende, è la prima frazione che si incontra per chi proviene da Cosenza o Rende, e dista poche centinaia di metri in linea daria dallUniversità della Calabria. Nel 2008 ha avuto un forte incremento di nuove abitazioni, ed è considerata la seconda zona residenziale del comune, dopo Taverna di Montalto Uffugo.

                                     

5.5. Geografia antropica Taverna di Montalto Uffugo

Situata a 141 metri s.l.m., subito dopo Settimo di Montalto Uffugo, è la prima zona residenziale del comune. Conta ad oggi 8000 abitanti. Negli ultimi anni si è verificato una grande crescita di nuove abitazioni, diventando ben presto più grande di Montalto stesso. Sede del Taverna calcio e di numerose attività commerciali.

                                     

5.6. Geografia antropica Vaccarizzo

Vaccarizzo è una frazione di Montalto Uffugo posta a 459 metri s.l.m., dal quale dista pochi chilometri in direzione catena costiera. Ci si arriva percorrendo la strada provinciale SP31, subito dopo aver attraversato la frazione di Parantoro. La SP31 prosegue infine a nord verso il comune arbereshe di San Benedetto Ullano, con il quale fa da "limes" il fiume Argentino, chiamato dai locali "arzintina". Vaccarizzo è situato a ovest ai piedi della catena costiera paolana in corrispondenza della vetta Monte Cozzo Cervello, la quale raggiunge i 1389 m di quota e identificabile anche a distanza per via delle grandi antenne di telecomunicazioni situate sulla cresta. Sulla sommità della vetta è presente anche una statua di San Francesco di Paola che i fedeli venerano ogni anno il 1º maggio in pellegrinaggio a piedi verso Paola. Queste cime fanno parte dell´area protetta "Parco Naturale della Comunitá Montana Media Valle Crati".

La piazza principale di Vaccarizzo è intitolata a Giuseppe Garibaldi. Nella parte alta del paese, detta "timbuni", è situato un campo sportivo ed una statua di Padre Pio. Il paese è dotato di scuola elementare e di ufficio postale.

Sono presenti due chiese. La prima della Visitazione di Maria Santissima risale al 1600. La popolazione la festeggia la terza domenica di Settembre con una processione per tutto il paese e banda musicale al seguito, fuochi d´artificio, luminarie ed esibizioni canore. La seconda è quella di San Rocco eretta dai Valdesi intorno al XIII secolo, festeggiato la domenica dopo ferragosto. La popolazione di Vaccarizzo è altresì molto devota alla Madonna della Serra, santo Patrono di Montalto Uffugo. La leggenda narra che la statua della Madonna della Serra un giorno fu ritrovata ruotata rispetto alla sua posizione originale e rivolta verso Vaccarizzo. Riportata nella sua posizione originale, il giorno dopo fu ritrovata ancora una volta ruotata verso Vaccarizzo, così che alla terza volta si capii che si trattava di un segno divino. La Madonna venne così lasciata rivolta verso Vaccarizzo e l´ingresso della chiesa modificato. La statua della Madonna della Serra è scolpita in un unico pezzo di legno di quercia ed è rappresentata seduta in maestá su un trono con in braccio il Bambino. La popolazione di Vaccarizzo rende omaggio alla Madonna della Serra con un pellegrinaggio a piedi nel mese di Febbraio per ringraziarla dallo scampato pericolo del terremoto del 1981.

Gli abitanti di Vaccarizzo sono chiamati "vaccarizzari". I tradizionali giochi sono la gara con i carretti a cuscinetti a sfera e la gara della "pazzotta", la quale consiste nel lanciare una forma di formaggio pecorino mediante un filo avvolto, lungo le strade del paese, facendogli percorrere curve e traiettorie ardite.

Tra i mestieri dell´antica tradizione artigianale di Vaccarizzo é da annoverare l´intrecciatore di vimini o maestro cestaio, detto "u spurtunaru". Cioè colui che dall´intreccio di rami di salice o castagno o canne, realizzava cesti di diversa dimensione e forma, detti "panari", "spurtuni", "cannizzi", che venivano usati per il trasporto di ortaggi e frutta. A Vaccarizzo era praticata la lavorazione e la filatura della seta, infatti alle spalle della chiesa Visitazione di Maria Santissima, sono visibili i resti di unantica Filanda, detta "filanna". L´allevamento dei bachi da seta, in passato, era affidato alle donne che spesso li allocavano nel petto per una migliore protezione

Un rito antico della tradizione di Vaccarizzo è la macellazione del maiale. In una economia di sussistenza, l´allevamento del maiale era considerato un elemento indispensabile per la sopravvivenza della famiglia. L´uccisione del maiale avveniva in un contesto assai pittoresco, dove ognuno aveva un ruolo, che da anno in anno manteneva fisso. C´era chi "scannava" l´animale, chi ne depilava le cuoia con l´acqua bollente, chi lo sezionava ne separava le carni per i diversi prodotti finiti: soppressata, salsiccia, capicollo, prosciutto, guanciale detto "bujiio". Altri riti legati alla tradizione che vedevano la comunità rinsaldare un legame secolare erano la salsa di pomodori, detta "a cunserva", la vendemmia e relativa produzione di vino, la raccolta delle olive e relativa produzione di olio presso il locale frantoio detto "trappito", la raccolta di fichi, di castagne.

Nel marzo 2019, Vaccarizzo è entrato a far parte della lista dei paesi "adottati" dal MIT di Boston USA, al fine di contrastarne lo spopolamento.

                                     

6.1. Amministrazione Gemellaggi

  • Brissago, dal 12 maggio 2007.
  • Calciano, dall11 febbraio 2008.
                                     

6.2. Amministrazione Sindaci

  • 1848 Carlo Marigliano
  • 1810 Fedele Nardi
  • 2009-14 Ugo Gravina
  • 1952 Eduardo Scotti
  • 1979-80 Francesco Caruso
  • 1860-67 Giuseppe Siniscalchi
  • 2014 Pietro Caracciolo
  • 1890-91 Stanislao Alimena
  • 1815-1816 Giuseppe Bartali
  • 1906-07 Federico Turano
  • 1946-47 Luigi Moraca
  • 1961-65 Francesco De Munno
  • 1841-1843 Tommaso Della Cananea
  • 1965-75 Ettore Canonaco
  • 1853-56 Filippo Bartoli
  • 1984-85 Aldo Semeraro
  • 1845 Nicola Bartoli
  • 1946 Vittorio Cerisano comm. pref.
  • 1949-52 Francesco Palmieri
  • 1868-77 Giuseppe Siniscalchi
  • 1829-1832 Francesco Caracciolo
  • 1913-20 Ercole Paglilla
  • 1886-89 Luigi Eugenio Nardi
  • 1994-95 G. Mario Marrelli
  • 1813 Domenico Maria Carelli
  • 1883 Fabio Rossi
  • 1811-1812 Pietro Marigliano
  • 1892-93 Raffaele Catanzaro
  • 1844-1845 Pasquale della Cananea
  • 1818-1819 Carlo Nardi
  • 1938-43 Saverio Zingone podestà
  • 1977-79 Giuseppe Settino
  • 1933 Raffaele Pellegrini comm. pref.
  • 1832-1834 Saverio Bernaudo
  • 1817 Vincenzo Alimena
  • 1905 Fedele Longobardi
  • 1896-99 Francesco Paglilla
  • 2004-09 Ugo Gravina
  • 1850-53 Vincenzo Rossi
  • 1894-95 Vincenzo Sacchini
  • 1990-92 Eugenio Garrafa
  • 1956-61 Aldo Alimena
  • 1848-49 Vincenzo Turano
  • 1983-84 Emilio Viafora
  • 1944 Giuseppe Ceci comm. pref.
  • 1820-1822 Giuseppe Marimonti
  • 1908 Francesco Paglilla
  • 1835-1840 Carlo Marigliano
  • 1980-83 Ugo Gravina
  • 1909-10 Ignazio Alimena
  • 1999-04 Francesco Saullo
  • 1976 Francesco De Munno
  • 1911-12 Pietro Pizzullo comm. prefettizio
  • 1878-81 Giacomo Della Cananea
  • 1933-37 Eraldo Caracciolo podestà
  • 1845-47 Nicola Bartoli
  • 1921-25 Giuseppe Paglilla
  • 1847-48 Pietro Catanzaro
  • 1990 Angelo Cesareo
  • 1899-1904 Ignazio Alimena
  • 1993-94 Francesco Guido
  • 1986-90 Ugo Gravina
  • 1884 Vincenzo Sacchini
  • 1845 Vincenzo Sacchini
  • 1952-56 Francesco Palmieri
  • 1856-59 Francesco Alimena
  • 1882 Stanislao Lupinacci
  • 1859-60 Francesco Bianco
  • 1948 Vincenzo Bianco
  • 1885 Luciano Caracciolo
  • 1809 Francesco Della Cananea
  • 1926 Giuseppe Paglilla comm. pref.
  • 1944 Carlo Taormina comm. pref.
  • 1826-1828 Tommaso Longobardi
  • 1823-1825 Antonio Caracciolo
  • 1945-46 Pietro Micarelli comm. pref.
  • 1995-99 Emilio Bianco
  • 1992-93 Angelo Cesareo
  • 1927-32 Giuseppe Paglilla podestà
  • 1944-45 Camillo Nigro comm. pref.
  • 1867 Francesco Bartoli
                                     

7. Sport

Calcio

Il Comprensorio Montalto è una squadra di calcio militante in Eccellenza.

Nella stagione 2011-2012 il Comprensorio Montalto riesce a vincere il campionato di Eccellenza dopo due secondi posti nelle ultime due stagioni. Questa promozione verrà ricordata per Montalto e per i tifosi come una promozione storica, infatti questa è la prima volta che il Comprensorio Montalto giocherà a livello nazionale.