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ⓘ San Pancrazio Salentino è un comune italiano di 9 683 abitanti della provincia di Brindisi in Puglia. Sorge in Salento e fa parte dellAssociazione nazionale Cit ..




San Pancrazio Salentino
                                     

ⓘ San Pancrazio Salentino

San Pancrazio Salentino è un comune italiano di 9 683 abitanti della provincia di Brindisi in Puglia. Sorge in Salento e fa parte dellAssociazione nazionale Città del Vino. Nel 2018 Skyscanner ha premiato San Pancrazio Salentino come borgo più bello di Puglia.

                                     

1. Geografia fisica

Situato nella piana brindisina, al confine delle province di Brindisi, Lecce e Taranto San Pancrazio Salentino dista circa 30 km da Brindisi e dalla costa adriatica, e circa 26 da Lecce; la costa ionica è a circa 10 km di distanza.

Il territorio ha unestensione di 55.93 km² e un profilo orografico pressoché uniforme: risulta compreso tra i 40 e i 67 m s.l.m., con la casa comunale a 62 m s.l.m. e unescursione altimetrica complessiva pari a 27 metri.

Le coltivazioni agricole coprono unarea di 33.2 km² circa; la principale coltivazione, come numero di aziende impegnate e superficie utilizzata, è quella dellolivo, con la produzione dellolio Terra dOtranto DOP, seguita in ordine dalla vite, coltivata ad alberello pugliese e dal frumento. Lallevamento, nel totale di scarsa entità, è principalmente ovino.

Scarsi anche i terreni boschivi, che coprono unarea di appena 48 ettari, di cui circa 37 costituiti dalla pineta di SantAntonio alla macchia in contrada Caretta, un bosco artificiale di pinus halepensis che risale agli anni 1950, situato a circa 3 km dal paese.

Sono presenti nel territorio comunale diverse cave in disuso di calcarenite, impropriamente detta "tufo".

La superficie totale delle abitazioni occupate da persone residenti è pari a 41.4 ettari, con una media di 117.13 m² per abitazione.

San Pancrazio Salentino è uno dei luoghi meno piovosi dItalia. Il suolo presenta diverse manifestazioni carsiche tipiche: pozzi carsici, doline e campi carreggiati. Unico corso dacqua è il Canale della Lamia, a carattere stagionale, punto di scarico della rete di drenaggio urbana.

                                     

2. Origini del nome

Il toponimo San Pancrazio deriva dal nome del santo patrono del paese, San Pancrazio martire, a cui era dedicata una chiesetta attorno alla quale sorse il primo casale fra il X e lXI secolo. Lattributo "Salentino" è stato aggiunto solo in seguito, con Regio Decreto del 13 novembre 1862, in base alla delibera del Consiglio comunale del 21 settembre 1862, per distinguere San Pancrazio dal comune di San Pancrazio Parmense ora frazione di Parma.

                                     

3. Storia

I primi insediamenti nel territorio comunale risalgono allepoca messapica, come dimostrano i ritrovamenti archeologici nella zona di Muro Maurizio, fra Mesagne e San Pancrazio, e in contrada Li Castelli, a 1.5 km a est dal paese. In questultima area sono stati ritrovati resti di un villaggio di capanne risalente allVIII - VII secolo a.C., sostituite alla fine del VI secolo a.C. da abitazioni più complesse. Un forte processo di sviluppo urbanistico, alla fine del IV secolo a.C., portò alla nascita di un notevole centro fortificato. Larea venne abbandonata verso la fine del I secolo d.C., e utilizzata, con larrivo dei Romani, come campo di sosta e avamposto militare.

Nel territorio sanpancraziese sono presenti tracce concrete del passaggio dei monaci basiliani, in fuga dallOriente. I Basiliani, per scampare alle persecuzioni bizantine, furono costretti a nascondersi in luoghi solitari come grotte e foreste, che divennero luogo dalloggio e di preghiera. A volte, quando non potevano adattare le grotte naturali, scavavano nella roccia più friabile, dove creavano dei rifugi simili a pozzi. Ritroviamo in contrada Torrevecchia la Grotta dellAngelo, finemente affrescata con immagini di santi, raffigurati secondo liconografia bizantina; altre grotte con altari, giacigli e pozzi sono in contrada Caragnuli e in contrada Caretta.

Un nuovo nucleo abitativo, un casale, sorse fra il X e lXI secolo attorno a una chiesetta dedicata al martire, la venerabilem ecclesiam S. Pancratii menzionata in un atto di donazione del 1063 allArcidiocesi di Brindisi ed eretta probabilmente con laiuto dei monaci basiliani. È credenza che il martire sia transitato per queste terre nel viaggio verso Roma.

NellXI-XII secolo il territorio sanpancraziese era possedimento di Goffredo, conte di Conversano. Nel 1107 queste terre furono donate dalla moglie Sichelgaita allArcidiocesi di Brindisi; gli arcivescovi brindisini assunsero dunque il titolo di Baroni di San Pancrazio. Rimase mensa brindisina fino al 1866, quando passò in mano allo Stato in seguito alla soppressione dei beni ecclesiastici. Agli inizi del XIII secolo la popolazione fu decimata da unepidemia di peste. Nel 1221 larcivescovo Pellegrino ripopolò quindi il centro trasferendovi cittadini provenienti da Brindisi, che per loccasione furono esentati dal pagamento delle decime; nei pressi della Chiesa Parrocchiale fece costruire il Castello arcivescovile, o Palazzo baronale, utilizzato come residenza estiva e come dimora nel corso delle visite pastorali nel circondario.

San Pancrazio fu razziato dai Turchi una prima volta nel 1480, dopo loccupazione di Otranto; secondo quanto racconta Antonello Coniger ne Le cronache, il 5 settembre di quellanno un drappello di 400 cavalieri turchi sbarcò a San Cataldo, devastando i paesi e massacrando la popolazione dellentroterra leccese. Un secondo attacco avvenne nella notte del 1º gennaio 1547; cinque galeoni turchi sbarcarono a Torre Colimena, nellattuale territorio di Manduria, sulla costa jonica. Girolamo Marciano di Leverano, in Descrizione, origini, e successi della provincia dOtranto, riporta che un drappello di un centinaio di uomini, guidati da un certo Chria o Cria, un traditore di Avetrana, saccheggiò e distrusse San Pancrazio, cogliendo il paese di sorpresa dopo il fallito tentativo di assalto della cittadina tarantina; quasi tutti gli abitanti furono rapiti e venduti in Turchia come schiavi. Tali avvenimenti sono narrati anche nellaffresco che decora la parete sopra lingresso laterale della Chiesa di SantAntonio da Padova. Laffresco mostra inoltre lesecuzione di Cria, catturato dai sopravvissuti alla strage, legato nudo a un palo e finito a colpi di pietra e freccia.

Nella prima metà del XVI secolo, larcivescovo di Brindisi Girolamo Aleandro, spinto dalla qualità dellaria del paese, elesse San Pancrazio sua dimora estiva, soggiornando presso il Castello arcivescovile. Il casale, che nel 1798 contava 510 abitanti, rimase frazione di Torre Santa Susanna sino al 1º gennaio 1839, divenendo comune autonomo della provincia di Terra dOtranto in seguito, Provincia di Lecce con il decreto regio del 17 dicembre 1838. Si racconta che il re Ferdinando II concesse lautonomia al paese dopo che, mentre vi transitava, una bambina di nome Chiara Micelli gli offrì un mazzo di fiori. Nel 1927, con altri 17 comuni della Provincia di Lecce e due comuni della Provincia di Bari, entrò a far parte della nuova Provincia di Brindisi.

Fra il XIX secolo e il XX secolo furono portate avanti diverse opere pubbliche e interventi di bonifica del territorio:

  • Chiesa matrice 1872;
  • Rete fognaria 1956;
  • Illuminazione pubblica elettrica 1929;
  • Rete stradale asfaltata 1948;
  • Scuola elementare 1920;
  • Palazzo comunale 1883
  • La ferrovia 1907;
  • La prima Cassa Rurale 1905;
  • Lufficio postale 1881;
  • Primo Piano Regolatore Generale 1974.
  • Stazione dei Carabinieri a cavallo 1880;
  • Il mercato settimanale 1926;
  • Aeroporto Militare 1943;
  • Collegamento allacquedotto 1926;


                                     

3.1. Storia Simboli

Lo stemma comunale, approvato con Regio Decreto del 23 aprile 1931, è composto da uno scudo bordato doro con sfondo rosso, sul quale è riportata unaquila coronata ad ali spiegate, con una stella a cinque punte nel petto e una spiga di grano dorato nel becco. Lo scudo è sormontato da una corona merlata dorata e con bordi rossi. Nella parte inferiore, sono accostati un ramo dulivo e un ramo dalloro, legati da un nastro blu. Lo stemma è in qualche modo correlato allarma della famiglia Aleandro: Girolamo e Francesco Aleandro furono arcivescovi di Brindisi e baroni di San Pancrazio, rispettivamente dal 1524 al 1542 e dal 1542 al 1560. Il gonfalone è un drappo rettangolare rosso, con i fregi le scritte "COMUNE" e "SAN PANCRAZIO SALENTINO" dorati.

                                     

4. Monumenti e luoghi dinteresse

Chiesa Matrice

La chiesa Matrice chiamata anche chiesa Madre è situata al centro del paese di fronte al municipio, in Piazza Umberto I. La chiesa, dedicata a San Pancrazio martire e a San Francesco dAssisi, ha una pianta a croce latina a navata unica, una facciata neoclassica e una cupola recentemente restaurata dallArchitetto Mario Passaro da Francavilla Fontana, attraverso intervento di consolidamento, impermeabilizzazione e ricollocazione delle piastrelle maiolicate. I lavori di costruzione iniziarono nel luglio del 1860 e terminarono nel 1872, anno in cui fu inaugurata.

Altri edifici

  • Santuario di SantAntonio alla Macchia.
  • Castello arcivescovile o Palazzo baronale;
  • Palazzo comunale;
  • Municipio vecchio.
  • Chiesa di SantAntonio da Padova;
  • Chiesa di San Giuseppe Lavoratore;
  • Chiesa della Santissima Annunziata;
                                     

5. Società

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2014 nel territorio comunale si registrava la presenza di 122 stranieri regolari pari all1.2% della popolazione residente. Si riportano le nazionalità più rappresentate:

  • Albania: 31
  • Romania: 29
  • India: 23