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ⓘ Relazioni bilaterali tra Libia e Svizzera. La Svizzera riconobbe lo Stato libico immediatamente dopo la sua indipendenza nel 1951. Allepoca nel paese viveva sol ..




Relazioni bilaterali tra Libia e Svizzera
                                     

ⓘ Relazioni bilaterali tra Libia e Svizzera

La Svizzera riconobbe lo Stato libico immediatamente dopo la sua indipendenza nel 1951.

Allepoca nel paese viveva solo una dozzina di cittadini elvetici, commercianti, stabilitisi nel paese alla fine dellOttocento. Il loro numero crebbe in seguito allo sviluppo economico del paese: dalla Svizzera giunsero geologi e tecnici soprattutto al seguito delle compagnie petrolifere. Giuristi elvetici, come Eduard Zellweger 1901-1975 lavorarono invece come consulenti dellamministrazione pubblica libica.

Nel 1962 il compito di rappresentare la Svizzera presso il governo di Tripoli venne delegato allambasciata elvetica di Tunisi. Tre anni più tardi venne aperto un consolato svizzero a Tripoli e nel 1968 unambasciata. Le relazioni economiche fra i due paesi divennero sempre più intense: la Svizzera acquistò petrolio libico nonostante lembargo decretato contro Gheddafi nel 1982 dagli Stati Uniti.

Uomini daffari libici, vicini al regime, utilizzarono i servizi delle banche elvetiche. Proprio in Svizzera, nel Canton Vallese, è localizzata la principale raffineria di petrolio della compagnia petrolifera Tamoil, controllata a sua volta dal Libyan Investment Authority. Nel 2008, prima della crisi diplomatica, linterscambio fra i due paesi ammontava a circa 3.600 milioni di franchi: la Svizzera importava petrolio e gas dalla Libia ed esportava principalmente macchinari, prodotti farmaceutici, orologi, strumenti di precisione e prodotti alimentari.

                                     

1. La vicenda Tinner

I rapporti diplomatici fra la Libia e la Svizzera subirono un primo deterioramento tra il 2004 e il 2008 nellambito della" vicenda Tinner”. Nel 2004 lAIEA fornì alle autorità elvetiche una lista di società e individui sospettati di un traffico di materiale e conoscenze nucleari fra lIran sottoposto ad un embargo internazionale e la Libia sospettata di volersi dotare – come era già accaduto in passato – di armi nucleari.

Nellottobre 2004 venne arrestato in Germania Urs Tinner, ingegnere svizzero, sospettato di partecipare al traffico di materiale nucleare fra la Libia e lIran. Contemporaneamente a Urs Tinner, vennero arrestati in Svizzera anche suo fratello Marco Tinner e suo padre Friedrich Tinner. I tre erano sospettati di aver partecipato a una rete di traffico nucleare fra lIran, la Libia e lingegnere pakistano Abdul Qadeer Khan, creatore della bomba nucleare pakistana. Nel 2007 Urs Tinner venne estradato dalla Germania alla Svizzera e presso il Tribunale Penale Federale di Bellinzona prese avvio il procedimento penale nei confronti dei tre cittadini sangallesi.

Tuttavia, mentre si svolgevano le indagini, da parte degli Stati Uniti iniziarono pressioni sulla Svizzera affinché distruggesse i documenti che compromettevano i Tinner. Il Consiglio Federale, cedendo alle pressioni statunitensi, il 14 novembre 2007 distrusse i documenti compromettenti. Media svizzeri avanzarono lipotesi che i documenti contenessero le prove di un coinvolgimento della CIA nella vicenda e che i fratelli Tinner avessero in realtà lavorato per i servizi di intelligence americani.

                                     

2. Crisi diplomatica dal 2008 al 2010

Le relazioni economiche fra Svizzera e Libia vennero di fatto interrotte il 24 luglio 2008 quando a Ginevra, allhotel Président Wilson, venne arrestato Hannibal Gheddafi, figlio del dittatore libico Muammar Gheddafi per violenza nei confronti di due domestici provenienti dal Marocco alle sue dipendenze. Il volume degli scambi fra i due paesi precipitò.

Il regime di Gheddafi decretò un embargo nei confronti della Svizzera e giunse a minacciarne direttamente lesistenza proponendo lo smembramento del paese alpino allAssemblea generale dellONU. Per rappresaglia allarresto di Hannibal Gheddafi, in Libia vennero arrestati e poi rapiti due ingegneri svizzeri, Max Göldi e Rachid Hamdani. Durante tutta la durata della crisi, il regime di Gheddafi incassò il sostegno dei paesi della Lega araba, di Malta e soprattutto dellItalia. La Svizzera ottenne una benevola neutralità da parte americana, il sostegno dei diplomatici dei paesi dellEuropa occidentale di stanza in Libia e una mediazione neutrale da parte di Spagna e Germania che portò al rimpatrio degli ostaggi.