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ⓘ Carpignano Salentino è un comune italiano di 3 733 abitanti della provincia di Lecce in Puglia. Situato nel Salento orientale, a 13 km dalla costa adriatica e a ..




Carpignano Salentino
                                     

ⓘ Carpignano Salentino

Carpignano Salentino è un comune italiano di 3 733 abitanti della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel Salento orientale, a 13 km dalla costa adriatica e a 25 km dal capoluogo provinciale, comprende anche la frazione di Serrano.

Dal 2005 fa parte dellUnione dei Comuni della Grecia salentina, larea di influenza greca del Salento caratterizzata dalla presenza della lingua grika. Tuttavia nel comune di Carpignano non si parla il griko dallinizio del XIX secolo.

                                     

1.1. Geografia fisica Territorio

Il territorio del comune di Carpignano Salentino occupa una superficie di 48.04 km² e sorge a 76 m s.l.m. Malgrado la ridotta estensione dellabitato, il feudo è fra i più vasti della provincia comprende la località di Santa Marina di Stigliano, diverse masserie e una vasta zona nominata Pasulu".

Dista circa 25 km dal capoluogo in direzione sud-est e 13 km dalla costa adriatica. La località marittima più vicina è Torre SantAndrea, afferente al comune di Melendugno, mentre Otranto è a circa 15 km.

Confina nord con il comune di Melendugno, a est con il comune di Otranto, a sud con i comuni di Cannole e Castrignano de Greci e a ovest con i comuni di Martano e Calimera.

  • Classificazione sismica: zona 4 sismicità molto bassa, Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
                                     

1.2. Geografia fisica Clima

Dal punto di vista meteorologico Carpignano Salentino rientra nel territorio del Salento orientale che presenta un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +14.5 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +34.5 °C. Le precipitazioni, frequenti in autunno ed in inverno, si attestano attorno ai 626 mm di pioggia/anno. La primavera e lestate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità. Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica, oppure calde di origine africana.

  • Classificazione climatica di Carpignano Salentino
  • Zona climatica: C
  • Gradi giorno: 1232
                                     

2. Origini del nome

Secondo una diffusa ma poco plausibile interpretazione, il nome del paese deriverebbe da quello del centurione romano Carpinius, sul modello di altri toponimi salentini ricondotti al nome di condottieri romani ritenuti loro fondatori. In realtà gli studiosi propendono per la tesi di una derivazione messapica della radice karp "pietra", "roccia", per cui Carpignano significherebbe "luogo posto su unaltura".

                                     

3. Storia

La presenza delluomo risale a tempi remoti; questo è testimoniato dalla presenza di alcuni menhir: il menhir Grassi e il menhir Croce Grande o Staurotomèa in greco Σταυροτομέα. Inoltre, recentemente è stata rinvenuta nel centro storico una tomba risalente a qualche migliaio di anni prima di Cristo.

Il territorio fu sicuramente assoggettato al dominio romano; il centro sorge infatti lungo lantico asse della strada Traiana Calabra. In seguito alla dominazione bizantina del Salento, Carpignano appartenne al Thema di Longobardia fondato nell892 circa. Di questo periodo resta limportante cripta bizantina di Santa Cristina con affreschi risalenti al X secolo.

La storia della Terra di Carpignano durante il Basso Medioevo e per tutta letà moderna fu contrassegnata, già a partire dal XII secolo, da una serie di feudatari che si succedettero nel governo del feudo durante la dominazione normanna XI-XII sec., sveva XII-XIII sec., angioina XIII-XV sec., aragonese XV sec. e, infine, spagnola XVI-XVIII sec. Intorno alla fine del XIII secolo la Terra di Carpignano, non ancora inclusa nel territorio di pertinenza, della Contea di Lecce, ne entrò a far parte a pieno titolo. Il considerevole elenco dei feudatari che si alternarono nel possesso di questa terra, ad un certo momento, si restringe fino a comprendere un numero ben più limitato di famiglie nobili che ebbero stabilmente e per lunghi periodi la signoria sul feudo in questione. La prima di queste famiglie fu quella dei del Balzo - Orsini, il cui capostipite, Giovanni Antonio, fu signore della Contea di Lecce nonché della Terra di Carpignano fino al 1436, anno della sua morte. Della presenza dei del Balzo - Orsini nel territorio carpignanese parlano due stemmi della famiglia posti sulla porta della torre colombaia sita in contrada Cacorzo. Quando, agli inizi del XVI secolo, lItalia meridionale passò sotto il dominio spagnolo, il re Ferdinando il Cattolico concesse la Terra di Carpignano al feudatario Federico Uries, nobile originario della Spagna, trasferitosi poi in Terra dOtranto. Nel 1574 un discendente di Federico, Ugo Uries, vendette il feudo a Niccolò Personè. Per trentanni, più precisamente dal 1574 al 1604, i Personè furono i signori del feudo. Verso la fine del 1604 il feudo di Carpignano fu venduto da Gio. Camillo Personè a Fabrizio Lanario, conte di Sacco, per 33000 ducati. Dopo i Lanario la signoria passò ai Matuda de Azzevedo, i quali la esercitarono col titolo di" principi di Carpignano”. Tra gli anni venti e trenta del Seicento il feudo fu acquisito dai duchi Ghezzi, orvietani dorigine. Carlo Ant. Ghezzi fu il primo duca di Carpignano.

Durante il Regno dItalia fu sede di pretura.



                                     

4.1. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

  • Cripta di Santa Marina e Cristina: conserva uno dei cicli di affreschi bizantini più antichi della Puglia.
  • Chiesa matrice Assunzione Maria Vergine rifacimento sec. XVII su edificio di fine sec. XV

Situata nel cuore di Carpignano Salentino, la chiesa madre è dedicata a Maria SS. Assunta. Fu ricostruita nel XVII secolo su una costruzione quattrocentesca di modeste dimensioni.

Presenta un elegante prospetto in pietra leccese, movimentato da paraste e caratterizzato da unampia scalinata dalla quale si accede nelledificio. Allinterno sono custodite pregevoli opere settecentesche e sontuosi altari barocchi. Databili al Cinquecento e al Seicento sono alcune tele ad olio provenienti dallantica struttura.

  • Cappella dellImmacolata sec. XVIII

La Cappella dellImmacolata fu costruita verso la fine del XVIII secolo dalla locale famiglia Spiri. Linterno, ad aula unica, presenta lungo il perimetro delledificio, gli scanni in legno per i confratelli. Pregevole è laltare dedicato alla Vergine.

  • Cappella del Carmine annessa al Palazzo Mortari-Libetta, sec. XVIII
  • Santuario Madonna della Grotta sec. XVI

Il Santuario, dedicato alla Madonna della Grotta, venne edificato nel XVI secolo come ricorda una iscrizione sulla facciata della chiesa "1575". Sorge sui resti della cripta bizantina dedicata a san Giovanni Battista. Secondo la tradizione il 2 luglio 1568, un cieco, per ripararsi da un violento temporale, si rifugiò in una grotta abbandonata. Mentre pregava, si addormentò ed avvenne il miracolo dellapparizione della Vergine, la quale chiese di edificare in quel luogo una chiesa. Inoltre nella grotta fu rinvenuto un dipinto della Madonna. Ledificio sacro presenta al suo interno la cripta in cui è custodito il dipinto ritrovato nel 1568. Lungo le pareti del transetto, di notevole valore artistico sono gli affreschi di fine Cinquecento raffiguranti alcuni santi. Inoltre sono conservate diverse tele, fra cui si distinguono quelle dei Santi Pietro e Paolo e quella raffigurante la Vergine del Purgatorio, opera di Ippolito Borghese datata 1601.

  • Chiesa di Santa Marina di Stigliano

A Santa Marina è dedicata una chiesa bizantina che sorge esattamente sui resti di Stigliano a circa 3 chilometri dal centro abitato, antico casale del periodo bizantino distrutto dai turchi e appartenuto, tra gli altri, ai marchesi Granafei, già titolari del feudo di Sternatia. La chiesa è legata tradizionalmente alla frazione di Serrano. Realizzata nel 1762 insieme ad un complesso masserizio, fu voluta dal barone Domenico Salzedo. Sorge sui resti di una cripta bizantina a pianta quadrangolare sulle cui pareti rimangono deboli tracce di affreschi tra le quali si può distinguere una Madonna col Bambino e unimmagine di Santa Marina. La chiesa, a croce greca, presenta tre altari dedicati alla titolare e ai santi San Nicola ed Eligio.

                                     

4.2. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture civili

  • Palazzo ducale Ghezzi rifacimento sec. XVIII su resti ancora visibili del periodo angioino precedente

Il palazzo ducale Ghezzi, è una struttura seicentesca edificata sui resti di un impianto precedente databile al XIV secolo. Il palazzo, che si sviluppa su due piani, sorge a metà strada fra la Chiesa Madre e il Castello, di cui rimane poco o nulla. Di esso, la parte più antica – definita nel progetto del 1881 come "… informe rovina medioevale – lugubre ricordo di un tempo che non verrà più" – venne distrutta proprio in quegli ultimi anni dellOttocento, quando il paese fu interessato, come tantissimi centri, piccoli e grandi, della penisola, da interventi volti a modernizzarne limmagine e limpronta urbanistica, distruggendo così interessanti testimonianze di un passato illustre. Di quellantico castello, tanto per citare un esempio, furono abbattute le mura e al posto della precedente struttura fu eretto palazzo Chironi.

Tuttora esistente il palazzo ducale ampliato nel XVIII secolo sfruttando parti e muri della precedente dimora baronale. Il lungo prospetto è caratterizzato da un elegante e imponente portale barocco, incorniciato da quattro colonne scanalate, sormontato da un balcone su cui è visibile lo stemma dei duchi Ghezzi, feudatari di Carpignano nel Settecento, e liscrizione latina NON SIBI SED ALIIS "non per sé ma per gli altri", che richiama alla memoria la generosità dellantico signore.

  • Palazzo Municipale sec. XIX
  • Villa De Donatis-Villani sec. XX
  • Casa Zaminga sec. XVI
  • Palazzo Chironi-Sansonetti sec. XVI con successivi ampliamenti
  • Palazzo Mortari-Libetta sec. XVIII
  • Palazzo De Maglie terminato agli inizi del sec. XX su precedente casa Greco
  • Villa Pranzo sec. XX
  • Casa Zaminga sec. XVII
  • Casa Mico sec. XVIII
  • Casa Ruggeri sec. XVII
  • Palazzo Chironi fine sec. XIX
  • Palazzo Orlandi-Congedo sec. ampliamento XX
  • Palazzo Spiri-Orlandi sec. XIX
  • Palazzo De Donatis sec. XX
  • Palazzo Della Tommasa ampliamento secc. XVIII-XIX
  • Palazzo Brunetta ampliamento sec. XIX
  • Torre Colombaia
  • Palazzo Pasca-Caggese precedente al sec. XVII
  • Palazzo Salomi ampliamento del sec. XX su palazzo precedente
  • Casa Brunetta XVII sec. recentemente ampliato e ristrutturato

La torre colombaia palumbaru in dialetto salentino, è unampia struttura cilindrica dotata di cellette interne che ospitano dei volatili soprattutto colombe. Nel paese se ne contano tre, una delle quali, vicina al Santuario della Madonna della Grotta zona Cacorzu è la più grande del Salento. Fu fatta costruire nel corso del Quattrocento dagli antichi nobili del posto come si evince dagli stemmi dei Del Balzo e dei Del Balzo-Brienne.

  • Orologio comunale 1912 Progetto ing. Generoso De Maglie
  • Monumento ai Caduti. Progetto ing. Generoso De Maglie sec. XX
  • Portale di ingresso al giardino di delizia Pita con lo stemma Ghezzi-Lubelli sec. XVIII
  • Resti sistema difensivo secc. XIV-XV
  • Mura e Porta Nord principale con resti dellantico fossato.


                                     

4.3. Monumenti e luoghi dinteresse Menhir

  • Menhir Grassi

Il menhir Grassi è situato a 2 km dal centro del paese in contrada Mauriani. Ha unaltezza di 3.30 m, la faccia principale è larga 50 cm mentre quella laterale 21. Nel 1910 il monolite era disteso per terra e sradicato dalla buca che lospitava. Venne riposizionato il 4 aprile 1953.

  • Menhir Croce Grande Staurotomea

Il menhir, posto nelle vicinanze del Santuario, ha unaltezza di 1.58 metri. Nel 1942 era alto 4.10 metri e lattuale altezza fu causata alcuni decenni fa, quando il monolite fu rimosso e spaccato per la ricerca del mitico tesoro dei folletti acchiatura seppellito sotto la pietra. Il termine staurotomea deriva dal griko e significa croce grande.

  • Chianca di Santo Stefano trilite
                                     

5. Società

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2017 a Carpignano Salentino risultano residenti 66 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:

  • Romania - 28

Lingue e dialetti

Il dialetto parlato a Carpignano Salentino è il dialetto salentino nella sua variante centrale che corrisponde al dialetto leccese. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

                                     

6. Cultura

Eventi

  • Festa di San Vito; 15 giugno
  • Festa di SantAntonio di Padova; 13 giugno
  • Festa della Madonna della Grotta; 2-3 luglio

Ogni anno, in coincidenza del primo fine settimana di settembre, si tiene la "Festa te lu mieru", una delle sagre più famose e frequentate dellestate salentina. La prima edizione risale al 1974. Originariamente la festa era una presentazione reciproca e popolare dei vini novelli. La sua fama è soprattutto legata alla distribuzione gratuita di vino.

Risale probabilmente a prima del 1000 la fiera dei santi Cosma e Damiano, legata alla fiera che si celebra il 1º novembre di ogni anno.

                                     

7. Infrastrutture e trasporti

Carpignano è attraversata dalla strada provinciale 48, che in direzione nord-ovest conduce a Martano e alla strada statale 16 Adriatica e in direzione sud-est porta a Otranto. Il comune è servito inoltre dalle strade provinciali 3 per Borgagne e Melendugno, 212 per Cursi, 153 per Castrignano de Greci e 276 che si innesta sulla provinciale 147 Martano-Borgagne e prosegue con altra numerazione per Melendugno.

                                     

8. Racconti popolari

Una tradizione molto diffusa nei piccoli comuni sono dei racconti popolari sulla storia del luogo, tramandati oralmente e spesso legati indissolubilmente alla tradizione cattolica della zona. La più celebre storia popolare di Carpignano è quella del vecchio cieco di Cacorzu Lu vecchiu cicatu te sutta a Cacorzu, zona attualmente fuori dallabitato comunale. Nel XVI secolo un vecchio cieco si rifugia in una grotta della zona, si addormenta e sogna la Madonna che gli chiede di edificare un tempio per lei. Guarito miracolosamente, luomo avverte il parroco e si scopre, il giorno seguente, unimmagine bizantina della Madonna con Bambino nella stessa grotta. La storia, tramandata nei secoli, è anche raccontata in una canzone cantata durante la tradizionale processione per la "Madonna della Grotta" 2 luglio, anniversario dellevento narrato nel racconto. Lavvenimento del ritrovamento di unimmagine bizantina nel 1568 è storicamente sicuro, essendo suffragato da documenti ufficiali scritti. Il cosiddetto "cieco" in realtà si chiamava Frangisco Vincenti e nei registri parrocchiali si trova anche il suo atto di morte.

Unaltra storia è nota soprattutto fuori da Carpignano, ed è rievocata nei comuni limitrofi per "prendere in giro" i carpignanesi: durante la processione del Corpus Domini, cominciò a piovere. Gli abitanti, per impedire che lostensorio contenente lostia consacrata si bagnasse, lo misero sotto una pila di pietra e andarono poi a riprenderlo al termine della pioggia. Nella frazione di Serrano, si narra che, durante la processione con la statua di San Giorgio, arrivò una pioggia improvvisa. I fedeli abbandonarono la statua per andare a raccoglie "marruchi", ossia una varietà di lumache. I carpignanesi sono così chiamati "giudei" e i serranesi "marrucari".