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ⓘ Devocalizzazione in iato. La devocalizzazione in iato è un fenomeno di cambiamento linguistico per cui una vocale in iato perde il suo statuto di nucleo sillabi ..




                                     

ⓘ Devocalizzazione in iato

La devocalizzazione in iato è un fenomeno di cambiamento linguistico per cui una vocale in iato perde il suo statuto di nucleo sillabico, diventando asillabica. La devocalizzazione è frequente in ogni lingua, specialmente nel parlato a ritmo allegro o negli stili trascurati, a causa della difficoltà che comporta larticolazione dello iato. Questo fenomeno ha però avuto un ruolo particolarmente importante nel passaggio dal latino alle lingue romanze. In particolare, nel latino volgare la devocalizzazione ha portato alla creazione dei fonemi /j/ e /w, che successivamente hanno portato a modifiche nel sistema consonantico.

Anche nellitaliano contemporaneo è attiva la tendenza ad eliminare gli iati, soprattutto nella pronuncia a ritmo allegro. Ad esempio la stessa parola iato, un tempo sillabata come.

                                     

1. La devocalizzazione in iato del latino volgare

Il sistema fonematico del latino classico comprendeva già i fonemi approssimanti /j/ e /w, ma la loro ricorrenza era ridotta e vincolata a particolari contesti. In seguito alla devocalizzazione in iato la loro frequenza aumento notevolmente a causa dei seguenti mutamenti:

  • Ĭ > /j/
  • Ĕ > Ĭ > /j/
  • Ŭ > /w/

Questo fenomeno ha interessato le sequenze di vocali eterosillabiche, trasformandole quasi tutte le eccezioni sono scarse in dittonghi ascendenti.

Esempio per Ĭ > /j/ lat. classico FILĬA

Il primo passaggio è spiegabile con la naturale tendenza ad eliminare gli iati. Lesito è un dittongo discendente, che però presenta come nucleo sillabico la vocale /i, che ha meno sonorità della coda sillabica. Questo viola il principio della scala di sonorità che regola la sillabazione, e ciò comporta il secondo passaggio, lo spostamento dellaccento sul secondo elemento del dittongo.

Secondo Gerhard Rohlfs, invece, il cambiamento sarebbe cominciato nelle parole come PARIETĬBUS, forma del dativo-ablativo plurale del sostantivo PĂRĬĒS,PARIETIS della III declinazione. In simili forme laccento cadeva normalmente sulla E perché si trattava della terzultima sillaba, e la penultima sillaba era breve. Lo iato veniva quindi eliminato per la semplice devocalizzazione della Ĭ, che era atona, e la formazione di un dittongo ascendente. Successivamente il modello di tali forme si sarebbe esteso anche alle forme del nominativo e dellaccusativo dello stesso sostantivo. Quindi anche la forma PARIES sarebbe stata realizzata con il dittongo ascendente, con il conseguente spostamento dellaccento sulla vocale A. Per ulteriore estensione analogica, la realizzazione dittongata si sarebbe poi estesa a tutti gli altri sostantivi che presentavano sequenze analoghe.

Pavao Tekavčić contesta però allipotesi di Rohlfs il ruolo attribuito allestensione analogica. Secondo Tekavčić, dal paradigma di PĂRĬĒS il dittongo difficilmente poteva estendersi anche ad altri sostantivi come FILĬOLUS, che presentavano sempre laccento sul primo membro dello iato. Inoltre nel latino volgare le forme dellaccusativo si stavano imponendo per tutti i casi, e quindi difficilmente potevano essere le forme del dativo-ablativo a fungere da modello alle altre.