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ⓘ Matteo Spinelli da Giovinazzo, o Matteo Spinello da Giovenazzo è il nome di un personaggio fittizio del XIII secolo. È stato a lungo creduto lautore dei Diurnal ..




                                     

ⓘ Matteo Spinelli da Giovinazzo

Matteo Spinelli da Giovinazzo, o Matteo Spinello da Giovenazzo è il nome di un personaggio fittizio del XIII secolo. È stato a lungo creduto lautore dei Diurnali, una cronaca medievale riguardante le fasi conclusive dellepoca federiciana e sveva del Regno di Sicilia, delle cui vicende si dichiarava contemporaneo e testimone diretto. Lopera, apparsa per la prima volta nel Cinquecento, ha ottenuto una credibilità mantenutasi indenne per vari secoli, pur tra diversi dubbi e incongruenze, fino alla prima metà dellOttocento e oltre, quando si è iniziato a svelarne la vera natura di clamoroso falso storico: oggi è definitivamente screditata e universalmente relegata tra le creazioni apocrife, confezionata da un falsario sulla cui identità non vi è accordo tra gli studiosi.

                                     

1. Diurnali

I Diurnali Giornali sono menzionati per la prima volta nel Cinquecento da Angelo di Costanzo 1507-1591, che dichiara di essersene avvalso nella redazione della sua Istoria del regno di Napoli. La cronaca copre lepoca dal 1247 ultimi anni di Federico II di Svevia fino al 1268.

La pubblicazione avvenne nei Rerum Italicarum Scriptores di Ludovico Antonio Muratori, seppure con qualche dubbio dellerudito, sulla base di una copia consegnatagli da Bernardino Tafuri.

                                     

1.1. Diurnali Peculiarità dellopera

Lopera si presentava importante per diversi aspetti: innanzitutto vi era il carattere di fonte sincrona con cui si presentava; altro pregio era lessere la testimonianza di un personaggio direttamente coinvolto negli eventi narrati; pregevole era poi il fatto che essa andava a collocarsi in unepoca, quella dellavvicendamento tra gli Svevi e gli Angioini, cruciale dal punto di vista storico; infine, andava a collocarsi in unepoca che, pur decisiva, si presentava tuttavia arida di fonti storiografiche. La sua narrazione si andava poi a saldare, con lieve sovrapposizione, alla Historia de rebus gestis Frederici II imperatoris, genuina testimonianza diretta del periodo anteriore, opera questultima del cosiddetto pseudo-Jamsilla: la sua disponibilità apriva una luce sugli ultimi anni delletà di Federico II di Svevia morto nel 1250, e sullintera sulla parabola degli epigoni della dinastia Hohenstaufen: da Corrado, a Manfredi morto a Benevento nel 1266, fino a Corradino morto a Tagliacozzo nel 1268. Risultava inoltre importante come testimonianza di un percorso politico che, sullo sfondo della parabola degli Hohenstaufen, accomunava lautore a unampia schiera di nobili del Regno che transitarono dalla militanza ghibellina alla parte guelfa rappresentata da Carlo dAngiò.

                                     

1.2. Diurnali Collocazione letteraria

La cronaca, inoltre, presentava un notevolissimo interesse dal punto di vista della storia linguistica italiana, presentandosi come la prima opera in prosa a far uso del volgare, in luogo della consueta prosa in latino medievale, in anticipo quindi sulla genesi della prosa italiana della tradizione cronachistica toscana. In questo modo, essa conferiva anche al Regno di Napoli un primato nella storia della lingua e nella storia della letteratura italiana.

                                     

1.3. Diurnali Falsità dei Diurnali

I dubbi sullautenticità si addensarono nellOttocento, originati soprattutto delle incongruenze cronologiche di cui la narrazione è disseminata. Si sviluppò una diatriba che vide confrontarsi aspramente vari studiosi su sponde opposte: Wilhelm Bernhardi 1834-1921 ne dimostrò la falsità in uno scritto del 1868 e la sua posizione fu strenuamente appoggiata da Bartolomeo Capasso che vi dedicò due memoria nel 1871 e nel 1895. La genuinità della cronaca fu sostenuta invece da un amico e collega di Capasso, lo storico Camillo Minieri Riccio, che si spese con vari contributi, arrivando perfino a individuare la data di nascita dellautore nel 1231.

La diatriba è oggi considerata definitivamente risolta le effemeridi di Matteo Spinelli sono universalmente considerate apocrife, assemblate con materiale di Flavio Biondo e Giovanni Villani. Lindividuazione del falsario in Angelo di Costanzo è stata rigettata dal Capasso e da Benedetto Croce.



                                     

2. Pseudo-biografia

Lopera contiene diversi appigli autobiografici che hanno permesso, ai sostenitori dellautenticità della cronaca, di ricostruire una biografia dellautore. Quanto segue è tratto dalla nota introduttiva a una pubblicazione della cronaca risalente al 1868.

Matteo Spinelli afferma di essere nato a Giovinazzo nel 1230 1231, secondo la correzione cronologica proposta dal Minieri Riccio da unantica e nobile famiglia, che poteva contare parentele con i Conti di Gioia, Valenzano e Turetto, imparentati con altri esponenti nobili di Napoli.

Si sarebbe legato damicizia al nobile napoletano Francesco Loffredo, poi nominato giustiziere in terra di Bari. Al suo servizio, lo Spinelli si sarebbe distinto a Sora, nelle prime avvisaglie della defezione dei baroni meridionali nei confronti di Manfredi: in quelloccasione, la sua opera diplomatica avrebbe ricondotto molti nobili ribelli alla fedeltà al Regno.

Tramontata definitivamente la dinastia sveva, da ghibellino che era avrebbe abbracciato la causa di parte guelfa impersonata da Carlo dAngiò, al pari di tanti altri nobili nel regno. Dalla cronaca si deduce che lo Spinelli avrebbe goduto di molta stima tra i suoi conterranei, che lo elessero syndĭcus della città nel 1260: nella doppia veste di funzionario e barone, avrebbe partecipato al parlamento generale indetto da Carlo dAngiò nella città di Napoli.

Lultima immagine che la cronaca offre di lui, lo vede rendere omaggio a re Carlo, al quale, insieme ad altri nobili sodali, porta in dono 2600 once.

                                     
  • città omonima Gruppo Sportivo Giovinazzo Calcio a 5 società di calcio a 5 della città omonima Matteo Spinelli da Giovinazzo personaggio fittizio del
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  • deceduto da appena un anno. Il dotto bollandista fu il primo a pubblicare, nel 1685, i Notamenti o Diurnali di Matteo Spinelli da Giovinazzo traducendo
  • falsi documenti antichi, tra i quali I Diurnali attribuiti a Matteo Spinelli da Giovinazzo e l anonimo Chronicon Neretinum, opere che Ludovico Muratori
  • Minieri Riccio. Tip. Alberto Detken: Napoli 1865 Cronaca di Matteo Spinelli da Giovinazzo ridotta alla sua vera dizione e dalla primitiva cronologia con
  • d Occident, I, Paris - Florence - Berlin 1889, App., p. 60 G. Romano, N. Spinelli da Giovinazzo diplomatico del secolo XIV, in Arch. stor. per le prov. napol.
  • dell XI secolo, che si arresta al 1268, probabilmente opera di Matteo Spinelli di Giovinazzo Il napoletano sostituì il latino nei documenti ufficiali e
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