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ⓘ Studi sulla situazione economica dellItalia al momento dellUnità nazionale. Gli studi sulla situazione economica dellItalia al momento dellunità nazionale, sono ..




                                     

ⓘ Studi sulla situazione economica dellItalia al momento dellUnità nazionale

Gli studi sulla situazione economica dellItalia al momento dellunità nazionale, sono stati più volte oggetto di discussione dal punto di vista storico per oltre un secolo. A questo si è aggiunto in tempi relativamente recenti lo studio quantitativo, basato sullanalisi e sulla comparazione di indicatori economicamente significativi. La principale difficoltà di questo approccio è la mancanza di dati omogenei a livello nazionale precedenti al 1891: tutti i dati precedenti sono di conseguenza da considerare ricostruzioni più o meno attendibili. In particolare i dati perdono di significato prima del 1871, a causa delle radicali trasformazioni del decennio successivo allunificazione. Gli indicatori ricostruiti dagli storici tendono a descrivere una situazione articolata.

                                     

1. Storia

Secondo il censimento del 1861 la popolazione italiana era di circa 22 milioni, di cui 12 55% al nord e 10 distribuiti tra Sud, isole e Lazio; a parità di PPC, la distribuzione del PIL doveva essere analoga.

Nel marzo 2007 la rivista di economia politica ha pubblicato una raccolta di saggi che analizzano i dati regionali noti dal 1871 in poi. I risultati da un lato tendono a ridimensionare le differenze di tra i redditi pro capite disponibili nelle varie regioni, dallaltro ribaltano quanto noto sulla minore produttività dellagricoltura meridionale, e mostrano uninferiorità relativa del Sud riguardo ai principali indicatori di sviluppo sociale: aspettativa di vita, istruzione, statura e quindi alimentazione della popolazione.

Vittorio Daniele e Paolo Malanima, si concentrano sul PIL pro capite in quanto indicatore del benessere nelle varie regioni italiane.

Effettuando una ricostruzione, peraltro contestata delle serie storiche sulla base di dati successivi rispettivamente del 1891, 1911, 1938 e 1951, gli autori arrivano a ipotizzare una distribuzione piuttosto uniforme tra Nord e a Sud, al momento dellUnità. Essi sostengono infatti che "quando il prodotto pro capite declina, come era accaduto nellItalia del Settecento e del primo Ottocento, e si approssima al livello della sussistenza, per differenze notevoli fra aree regionali non cè spazio". Il diverso reddito tra le regioni sarebbe quindi dovuto alla maggiore densità di popolazione del Nord, superiore in media di 15 unità per km quadrato rispetto al Sud.

Essi concludono:

Uno studio del 2010 di Banca dItalia ricostruisce invece landamento industriale a livello di singole province, per gli anni dal 1871 in poi. Lo studio conclude che:

Gli studi sembrano quindi indicare che le differenze, minime allUnità, avrebbero subito unaccelerazione a partire dagli anni 80 del 1800, in corrispondenza della fase di industrializzazione, fino a raggiungere un massimo assoluto nel 1951 per poi decrescere. È interessante però osservare come la "questione meridionale" fosse già stata segnalata almeno dal 1870