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ⓘ Assedio di Parigi, 885-886. L assedio di Parigi dell885-886 fu un assedio portato dai Vichinghi a Parigi, allora capitale del regno dei Franchi Occidentali. Fu, ..




Assedio di Parigi (885-886)
                                     

ⓘ Assedio di Parigi (885-886)

L assedio di Parigi dell885-886 fu un assedio portato dai Vichinghi a Parigi, allora capitale del regno dei Franchi Occidentali. Fu, senza dubbio, il più importante evento del regno dellimperatore Carlo il Grosso, e il punto di svolta per le fortune della dinastia carolingia e per la storia della Francia.

Lassedio viene raccontato da un testimone oculare nella poesia latina Bella Parisiacae urbis di Abbone il Curvo.

                                     

1. Contesto storico

I Vichinghi soprattutto i Dani nellarcipelago britannico ed altri Norreni in Europa continentale, erano la principale minaccia per i regnanti europei della fine del IX secolo, periodo di alto splendore dellepoca vichinga. Si erano ritagliati un Danelaw in Inghilterra, ed erano i Rus dominanti a Ladoga e Novgorod. Le loro razzie arrivarono fino al Mar Mediterraneo, dove attaccavano cristiani e musulmani, saccheggiando le pianure costiere ed i fiumi navigabili di Francia, Spagna ed Italia. Le aree più colpite del vasto Impero carolingio furono i Paesi Bassi le vicine regioni di Gallia e Germania, zone in cui i numerosi fiumi navigabili favorivano le scorribande.

Nell845 i Vichinghi, con le loro temibili navi, risalirono la Senna ed attaccarono Parigi. Lo fecero di nuovo per altre tre volte nel decennio dell860, andandosene ogni volta solo quando lacquisizione di bottino o doni era per loro accettabile. Nell864, grazie allEditto di Pistres, furono costruiti ponti fortificati lungo la Senna, non solo a Pistres lodierna Pîtres, ma anche a Parigi, dove ne sorsero due, uno su ogni lato dellÎle de la Cité, e che furono particolarmente utili durante lassedio dell885. Colui che comandava la regione attorno a Parigi Île-de-France era il duca di Francia anche conte di Parigi, il quale gestiva le terre tra Senna e Loira. Allinizio si trattava di Roberto il Forte, margravio di Neustria e missus dominicus per la valle della Loira: egli inizio a fortificare la vecchia capitale e combatté i norreni continuamente fino alla morte, giunta contro di loro nella battaglia di Brissarthe. Suo figlio, Oddone, gli successe e proseguì la fortificazione di Parigi.

Nel frattempo la Francia Occidentale il cuore dellattuale Francia patì il susseguirsi di numerosi brevi regni finché Carlo il Grosso, già re di Germania e dItalia, divenne re. Nacquero nuove speranze con la riunificazione dellimpero che era stato di Carlo Magno, ma lanno della successione di Carlo 884, i Vichinghi lanciarono un nuovo durissimo attacco a Parigi.

                                     

2. Lassedio

Sigfred, capo dei Dani, aveva chiesto a Carlo un tributo, ma la richiesta fu rifiutata. Immediatamente risalì la Senna con 700 navi ed oltre 30 000 uomini, cifra molto discutibile. Anche un esercito grande un decimo sarebbe stato incredibilmente potente, comparato alla potenza media degli eserciti del tempo. Parigi in quel tempo era una città posta su unisola. La sua importanza strategica era data dalla capacità di bloccare il passaggio delle navi con i due ponti bassi, uno in pietra e laltro in legno. Nonostante questo le basse navi vichinghe riuscivano a superare Parigi. Oddone si preparò allarrivo dei Vichinghi fortificando le teste dei ponti con due torri di guardia su ognuno. Aveva pochi uomini a disposizione, non più di 200 abili a combattere. Ebbe laiuto del fratello, Roberto, di due conti, un marchese e Joscelin, abate di Saint-Germain-des-Prés.

I Vichinghi giunsero il 25 novembre 885, chiedendo subito tributi. Gli furono negati, il che li convinse a porre la città sotto assedio. Il 26 novembre i Dani attaccarono la torre nord-orientale con baliste, manganelle e catapulte colpendola con frecce e pietre. Furono respinti da un misto di cera e pece. Quel giorno tutti gli attacchi Vichinghi furono respinti, e durante la notte i parigini costruirono un nuovo livello della torre.

Il 27 novembre i Vichinghi provarono ad attaccare scavando gallerie, usando arieti e fuoco, ma non ebbero successo. Lo stesso giorno labate Joscelin penetrò valorosamente in una fenditura del muro con arco e scure. Piantò una croce sulle difese esterne esortando la popolazione, suo gregge. Anche il fratello Ebles si unì ai combattimenti.

Per due mesi i Vichinghi scavarono, creando trincee e recuperando terra. Nel gennaio dell886, tentarono di riempire il fiume di detriti, resti di piante ed animali e persone morte prigionieri giustiziati, in modo da aggirare la torre con la fanteria, ma di nuovo fallirono. Questi tentativi continuarono per due giorni, ma il terzo giorno incendiarono tre navi, le lanciarono verso il ponte in legno. Le navi si insabbiarono prima di incendiare il ponte, ma la costruzione di legno fu comunque danneggiata. Il 6 febbraio la pioggia fece esondare il fiume (ancora pieno dei detriti che i Vichinghi avevano gettato settimane prima, ed il ponte crollò. Senza il ponte, la torre nord-orientale era isolata con soli dodici uomini al suo interno. I Vichinghi chiesero loro di arrendersi, ma essi rifiutarono, e furono uccisi.

I Vichinghi lasciarono sul posto una guarnigione, ma la maggior parte di loro proseguì oltre Parigi per saccheggiare Le Mans e Chartres. Oddone era riuscito a mandare alcuni uomini oltre le linee nemiche, per raggiungere lItalia e pregare Carlo di giungere in soccorso. Enrico di Franconia, rappresentante di Carlo in Germania, marciò su Parigi. Gli assediati ottennero nuove provviste e rinforzi. Il morale degli assedianti era basso e Sigfred chiese sessanta libbre dargento. Tolse lassedio ad aprile. Rollone, laltro capo vichingo, rimase con i suoi uomini.

A maggio, tra le truppe parigine iniziò a scoppiare unepidemia, e Joscelin, grande spronatore e uomo di chiesa combattente, morì. Oddone stesso oltrepassò le linee nemiche per chiedere aiuto a Carlo: e Carlo acconsentì. Oddone combatté per rientrare a Parigi. Carlo ed Enrico di Sassonia marciarono verso nord. Purtroppo per gli assediati, Enrico morì nel viaggio.

In estate i Dani fecero un ultimo tentativo di prendere la città, ma furono respinti. Il grande esercito imperiale giunse ad ottobre, e scacciò i Vichinghi. Carlo circondò Rollone ed il suo esercito stabilendo un campo a Montmartre. Carlo non aveva comunque intenzione di combattere. Inviò uomini lungo la Senna per devastare la Burgundia, allora in rivolta. Quando i Vichinghi si ritirarono dalla Francia la primavera seguente, diede loro 700 libbre dargento come promesso.

                                     

3. Conseguenze

I parigini ed Oddone si rifiutarono di permettere ai Vichinghi di scendere lungo la Senna, e gli invasori dovettero tirare in secca le barche e trascinarle fino alla Marna. Quando Carlo morì nel 888, i Franchi elessero Oddone quale nuovo re. Il fratello di Oddone fu in seguito eletto re a sua volta. Per tutto il secolo seguente i Robertingi, discendenti di Roberto il Forte, combatterono i Carolingi per la riconquista del trono franco. Il loro ducato Francia deve il nome al regno divenuto poi Francia, e limpero carolingio non fu mai più riunito.

                                     
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