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ⓘ Fedele Romani. Il padre, Giovanni, fu avvocato e consigliere provinciale di Teramo. Fedele studiò prima al seminario di Atri e successivamente nei licei di Tera ..




Fedele Romani
                                     

ⓘ Fedele Romani

Il padre, Giovanni, fu avvocato e consigliere provinciale di Teramo. Fedele studiò prima al seminario di Atri e successivamente nei licei di Teramo e LAquila. Frequentò in questi anni anche la scuola di disegno del pittore Gennaro Della Monica, affinando un talento naturale poi espresso nella produzione di caricature.

Si laureò in lettere alla Normale di Pisa, avendo avuto come insegnanti Alessandro DAncona, Michele Ferrucci, Ferdinando Ranalli e, tra i compagni di studio, il dantista Guido Mazzoni. Fu professore di ginnasio a Potenza e a Cosenza, e quindi di liceo a Teramo, Sassari, Catanzaro, Palermo e Firenze. Nel capoluogo toscano, dove visse dal 1893 fino alla morte, fu anche docente nell Istituto di Studi superiori e di Perfezionamento.

I suoi interessi culturali furono estremamente differenziati. Notevole lapporto agli studi danteschi con la pubblicazione di numerosi saggi e con la serie delle conferenze tenute per la Lectura Dantis a Orsanmichele. Si occupò inoltre di dialettologia e pubblicò approfondite indagini relative alle parlate in Abruzzo, Sardegna, Calabria e Toscana.

La sua fama però è legata soprattutto allopera narrativa. Ebbe vasta risonanza la pubblicazione di Colledara Firenze, 1907, libro di memorie che descrive personaggi e vita quotidiana di una località nellarea del Gran Sasso dItalia. Per cura di Guido Mazzoni, nel 1915, fu pubblicato postumo Da Colledara a Firenze che rappresenta in qualche modo la sua autobiografia intellettuale.

Compose inoltre poesie nel dialetto della montagna teramana e collaborò anche a numerosi periodici tra i quali La Gazzetta di Teramo, La Provincia, il Corriere Abruzzese, La Lettura e Il Marzocco edito a Firenze da Adolfo Orvieto. Fu amico di Giovanni Pascoli, che gli dedicò i suoi Poemi italici.

È sepolto nel Cimitero delle Porte Sante di Firenze.

                                     

1. Scritti

  • Il secondo cerchio dellInferno di Dante, Firenze, R. Paggi, 1894;
  • Calabresismi, Teramo, Fabbri, 1890;
  • Sardismi, Sassari, Manca, 1886; II. ed. 1887;
  • Colledara, Firenze, Bemporad, 1907; Colledara, aggiuntovi Da Colledara a Firenze, Firenze, Bemporad, 1915; Colledara e Da Colledara a Firenze, Pescara, Trebi, 1960; Colledara, a cura di Carlo De Matteis, LAquila, Textus, 1996; Colledara e Da Colledara a Firenze, in Fedele Romani, a cura di Fausto Eugeni e Marcello Sgattoni, SantAtto di Teramo, Edigrafital, 1999, vol. II;
  • Poesia pagana e arte cristiana, Firenze, L.S. Olschki, 1902;
  • Laddio di Ettore e di Andromaca, Firenze, Le Monnier, 1903;
  • Abruzzesismi, Piacenza, Porta, 1884; II ed. Teramo, Fabbri, 1890; III ed. Firenze, Bemporad, 1907;
  • Laura nei sogni del Petrarca, Prato, Passerini, 1905;
  • Toscanismi, Firenze, Bemporad, 1907.
  • Ombre e corpi. Il secondo cerchio dell"Inferno" di Dante. La figura, i movimenti e gli atteggiamenti umani nella Divina Commedia e nei Promessi sposi, Città di Castello, Lapi, 1901;