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ⓘ Jacob Burckhardt è stato uno storico svizzero, tra i più importanti del XIX secolo. La sua opera più nota è La civiltà del Rinascimento in Italia. ..




Jacob Burckhardt
                                     

ⓘ Jacob Burckhardt

Jacob Burckhardt è stato uno storico svizzero, tra i più importanti del XIX secolo. La sua opera più nota è La civiltà del Rinascimento in Italia.

                                     

1. Biografia

Quarto dei sette figli di Jacob, pastore protestante, arcidiacono e presidente degli ecclesiastici basilensi, e di Susanna Maria Schorndorff, dal 1836 al 1839 per volontà del padre studiò filologia, storia antica, storia dellarte e teologia al Collège Latin di Neuchâtel. In seguito abbandonò tale indirizzo e si dedicò per gran parte alla storia e alla filosofia, fino al 1843. Si trasferì allUniversità di Berlino per studiare storia, frequentandovi le lezioni di Leopold von Ranke, fondatore di unimportante accademia storica che incentrava il proprio modello critico sullanalisi delle fonti e dei fatti piuttosto che su opinioni personali.

Non fu una carriera atipica la sua, gran parte dei critici dellarte suoi contemporanei si laurearono in materie scientifiche come Giovanni Morelli, altri frequentarono corsi di mineralogia come John Ruskin, altri ancora si laurearono in legge come Alois Riegl. Per Burckhardt la Storia dellArte era una passione, un interesse che coltivava da vicino, alternandolo alle altre materie a lui preferite. Prima di laurearsi in Storia nel 1843, Jacob pubblicò unimportante opera sugli artisti nord europei, essa si intitola I capolavori delle città Belghe ", edita nel 1842. Nel 1843 Jacob si laureò e divenne storiografo, ma fu larte ciò che continuò ad appassionarlo e così, quando si trovò a Berlino, frequentò senza indugiare la casa di Franz Kugler. Questultimo, oltre ad essere uno dei maggiori esponenti della Scuola Berlinese di Critica darte fu un maestro e un punto di riferimento per il giovane Jacob.

Casa Kugler a quel tempo era un luogo di ritrovo per artisti, poeti tra cui Theodor Storm, intellettuali e giovani allievi, ai quali Burckhardt mostrò tutto il suo carisma, la sua eloquenza le sue capacità, tanto da guadagnarsi il soprannome di malvagio ". Era abile, intelligente, dotato, caratteristiche che non sfuggirono allocchio attento di Franz Kugler, che ripose tutte le sue speranze in lui affidandogli nel 1847 la seconda edizione di Storia della pittura e di Storia dellarte ". Nel 1844 iniziò a insegnare presso lUniversità di Basilea, ateneo al quale resterà particolarmente legato, ottenendovi lanno successivo un contratto come professore straordinario.

Nel 1846 partì per lItalia, dove soggiornò per un biennio, restando affascinato dalla ricchezza del patrimonio culturale italiano e scoprendo soprattutto nelle opere del Rinascimento una bellezza senza pari. Tornato in patria, dopo due anni riprese linsegnamento, ma nel 1853 lUniversità di Basilea lo licenziò a causa di ristrettezze economiche; questo avvenimento lo amareggiò a tal punto che non si riprese mai completamente.

Si affidò alla letteratura, e nel 1853 pubblicò la sua prima grande opera Il tempo di Costantino il Grande seguita da Il Cicerone. Guida al godimento delle opere darte in Italia ", edizione originale Basilea 1855 ristampata a Firenze nel 1955, una guida per tutti coloro che si apprestavano a effettuare un soggiorno in Italia. Lopera, pur non completa, è di agevole comprensione, il che ne favorirà la diffusione soprattutto tra i non "esperti in materia", divenendo un modello di interpretazione estetica e di ricostruzione storica, dallantica Grecia sino al Barocco, molto apprezzato e seguito; il suo maggiore merito fu quello di aver descritto lopera darte ripescando il suo proprio linguaggio.

Nietzsche, suo allievo ed amico, dopo aver letto "Der Cicerone" si pronunciò in modo favorevole e citò lopera in alcuni suoi scritti. Grazie alla pubblicazione del Cicerone ottenne una cattedra presso lUniversità di Zurigo, dove insegnò dal 1855 fino al 1858.

Alla fine di quellanno fu richiamato dallUniversità di Basilea che gli "restituì" il posto di professore di storia; entusiasta, si rimise al lavoro e nel 1860 pubblicò una delle sue opere più importanti La civiltà del Rinascimento in Italia ", in cui formulò una netta separazione e antiteticità fra il periodo medioevale, definito oscurantista, e il rinnovamento rinascimentale. Lopera incontrò consensi, ma fu anche criticata, per esempio dal filologo e storico tedesco Konrad Burdach, nellopera Dal Medio Evo alla Riforma, in cui si sosteneva la tesi opposta, ossia della continuità tra Medio Evo e Rinascimento.

Molto approfondita fu lanalisi del Rinascimento, lepoca da lui preferita; lopera non ebbe però grande seguito e vendette meno di duecento copie. Tuttavia, il suo Autore non si perse danimo, e nel 1867 diede alle stampe Storia del Rinascimento in Italia ", opera che doveva comprendere unanalisi della scultura, pittura e architettura rinascimentali, anche se fu pubblicata con riferimento alla sola architettura. Dopo il 1867 Burckhardt non pubblicò più nulla. Egli si concentrò sulla sua attività di insegnante universitario e da profondo conoscitore delle civiltà greca, dal 1870 tenne lezioni sulla cultura e la storia greca, lezioni riprese nel 1885 e registrate dagli allievi più illustri.

Nel 1874 ricevette la proposta di insegnare storia dellarte presso lUniversità di Berlino, ma rifiutò, essendo il suo legame con Basilea troppo forte; in quella città, infatti, resterà fino alla morte, nel 1897. La nona edizione de Der Cicerone fu pubblicata a Lipsia nel 1904 a cura di Wilhelm Bode e Cornelius von Fabriczy.

C’e una medaglia per Burckhardt fatto dopo la morte, nel 1898.

                                     

2. La storiografia di Burckhardt

Critico nei confronti della moderna società industriale e contrario alle tendenze idealistiche e storicistiche dominanti nel mondo accademico dellepoca, egli elaborò una particolare disamina storiografica, chiamata Kulturgeschichte storia della cultura - cultura nel senso di civiltà nella quale enfatizzava lo studio dellarte, della cultura e dellestetica. Tra le opere postume si ricordano Considerazioni sulla storia universale ", pubblicata nel 1905, e "Storia della civiltà greca" 1898-1902, edizione italiana 1955, dove la civiltà greca è considerata essere il primo passo sul cammino di sviluppo dellindividualità e spiritualità umane.

Ebbe un ruolo marginale nel panorama dellOttocento, ma venne rivalutato tra le due guerre mondiali quando tornarono in auge le opere storiche di carattere scettico e pessimistico del secolo precedente. Indifferente al nazionalismo germanico e alle rivendicazioni della presunta superiorità culturale e intellettuale tedesca, egli si occupò intensamente degli sviluppi economici e politici contemporanei, portando lattenzione ai possibili scenari futuri e agli allarmanti militarismi e nazionalismi in crescita.

Friedrich Nietzsche, alletà di ventiquattro anni, seguì alcune sue lezioni tenute presso lateneo di Basilea. Si conobbero, scoprirono la loro comune ammirazione per Arthur Schopenhauer e strinsero un legame. Burckhardt, uomo altezzoso e pieno di sé, non concesse mai a Nietzsche una vera e propria amicizia: egli era invidioso per il successo che il giovanissimo collega raccoglieva nei primi anni di Basilea, proprio in un campo vicino al suo, e nemmeno durante levidente follia del filosofo ne fu particolarmente scosso. Burckhardt fu anche destinatario di due biglietti della follia di Friedrich Nietzsche.

                                     

3. Opere

  • Der Cicerone. Eine Anleitung zum Genuss der Kunstwerke Italiens 1855
  • Conrad von Hochstaden 1843
  • Die Zeit Constantins des Großen finito nel 1852, pubblicato nel 1853
  • Kunstwerke der belgischen Städte 1842
  • Carl Martell 1840
  • Costantino il Grande e i suoi tempi, traduzione di Anna Michelson, Collezione I Cento Libri n.4, Milano, Longanesi, 1954.
  • Il Cicerone. Guida al godimento dellarte in Italia, traduzione di Paolino Mingazzini, Introduzione di Federico Pfister, Firenze, Sansoni, 1952-1992. - Collana SuperSaggi, Milano, BUR, 1994.
  • La civiltà del Rinascimento in Italia. Un tentativo di interpretazione, A cura di Maurizio Ghelardi, Torino, Nino Aragno, 2006.
  • La civiltà del Rinascimento in Italia, traduzione di Domenico Valbusa sulla II ed. tedesca, 2 voll., Firenze, Sansoni, 1876. - IV ediz. accresciuta a cura e con Prefazione di Giuseppe Zippel, Sansoni, 1899-1943; nuova ediz. riveduta e corretta, Introduzione di Eugenio Garin, Sansoni, 1952-1992; con una nota biobibliografica di Marcello Monaldi, Sansoni, 1996; Introduzione di Ludovico Gatto, Roma, Newton Compton, 1994-2020.
  • Die Kultur der Renaissance in Italien, Basilea, 1860; II ed., Lipsia, 1869
  • La civiltà del Rinascimento in Italia, traduzione di Francesco Tarquini, Roma, Avanzini e Torraca, 1967. -Introduzione di Ruggero Moscati, Roma, 1974; La Spezia, Club del Libro Fratelli Melita, 1987.
  • Geschichte der Renaissance in Italien 1878


                                     

3.1. Opere Pubblicazioni postume

  • Sullo studio della Storia, traduzione di Mazzino Montinari, Collezione Enciclopedia di autori classici n.11, Torino, Boringhieri, 1958.
  • Historische Fragmente aus dem Nachlass gesammelt von Emil Dürr, 1942
  • Griechische Kulturgeschichte 1898–1902
  • Erinnerungen aus Rubens 1898
  • Weltgeschichtliche Betrachtungen 1905
                                     

3.2. Opere Opere raccolte

  • Briefe. Vollständig und kritisch bearbeitete Ausgabe mit Benützung des handschriftlichen Nachlasses hergestellt von Max Burckhardt. Elf Bände. Schwabe, Basel 1949–1994.
  • Gesammelte Werke. Zehn Bände. Schwabe, Basel 1955–1959.
  • Werke. Kritische Gesamtausgabe. Hrsg. von der Jacob-Burckhardt-Stiftung, Basel. 29 Bände. Schwabe, Basel, und C. H. Beck, München, ab 2002 bisher 16 Bände erschienen; Editionsplan.
  • Jacob Burckhardt-Gesamtausgabe. Schwabe, Basel 1929–1934.