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ⓘ Giuseppe Macedonio. Diplomatosi nel 1923, presso il Reale Istituto dArte Industriale di Napoli, iniziò presto a lavorare presso varie manifatture partenopee, co ..




Giuseppe Macedonio
                                     

ⓘ Giuseppe Macedonio

Diplomatosi nel 1923, presso il Reale Istituto dArte Industriale di Napoli, iniziò presto a lavorare presso varie manifatture partenopee, come la Fonderia Chiurazzi, la Manifattura Mollica, la bottega Angelo Freda & figli e la Stella Ceramiche, avvicinandosi contemporaneamente anche allambiente futurista napoletano stringendo amicizia con Carlo Cocchia Napoli, 1903-1986 ed Emilio Buccafusca Napoli, 1913-1990. Tappa fondamentale per la sua crescita artistica fu la frequentazione saltuaria, tra il 1928 e il 1934, della I.C.S. Industria Ceramica Salernitana di Vietri sul Mare, fondata dallimprenditore tedesco Max Melamerson; è qui che entrò in contatto con numerose personalità vicine allespressionismo di stampo tedesco quali Richard Dölker, Irene Kowaliska e lavellinese Guido Gambone.

Dal 1938 al 1946 entrò in società con lo scultore in metalli, Romolo Vetere Napoli, 1912-1988, dando vita alla manifattura I Due Fornaciari con sede presso il quartiere Vomero di Napoli, una piccola bottega artigiana che aveva lo scopo di rivalutare gli oggetti di uso quotidiano. Nel 1942 i due vinsero il primo premio al IV Concorso Nazionale della Ceramica di Faenza, con il pannello in maiolica policroma Maternità e Infanzia, su disegno di Giuseppe Mazzullo, oggi conservato presso il Museo internazionale delle ceramiche in Faenza. Terminata la collaborazione con Vetere, fondò l’ Impresa Ceramica Macedonio, specializzata in pannelli per larchitettura, lurbanistica e larredamento. Tra i clienti Gino Avena, Carlo Migliardi, Vincenzo Perna, Raffaello Salvatori, Luigi Mustica e soprattutto Carlo Cocchia.

Nel 1950, in occasione della Mostra dellArtigianato Artistico Napoletano, svoltasi presso il Palazzo della Borsa di Napoli, Peppe Macedonio vinse il primo premio con il pannello Date a Cesare quel che è di Cesare/Il pagamento del Tributo. Lopera fu poi acquistata dal Brooklyn Museum di New York per rappresentare la produzione italiana, oggi nella sezione arte europea. Da allora fu invitato più volte a partecipare alle rassegne della produzione artigiana di settore, a Londra, Bruxelles, Roma e alla Triennale di Milano del 1951, ottenendo favorevoli critiche da Gio Ponti sulla rivista Domus.

Lopera più importante di Giuseppe Macedonio fu la decorazione in maiolica policroma della Fontana dellEsedra presso la Mostra dOltremare di Napoli. La fontana è un esempio di architettura del verde, progettata nel 1938 da Carlo Cocchia e Luigi Piccinato Legnago 1899-1983 e inaugurata nel 1940. Il rivestimento ceramico, eseguito tra il 1950 e il 1954, occupa una superficie di 1000 metri quadri e raffigura Levoluzione delluomo nella natura attraverso le attività primigenie della pastorizia, della caccia e dellagricoltura.

Dagli anni Sessanta in poi, Macedonio si avvicinò alle avanguardie storiche, realizzando pannelli e manufatti influenzati dallarte informale e dallart brut, a cui aggiunse un originale sperimentazione nellambito della ceramica, della porcellana e degli smalti. Tra le opere larredo liturgico della Nuova Chiesa parrocchiale di Casal Velino Marina SA, le decorazioni del Cinema Teatro Italia nel Grattacielo di Gallipoli LE le sculture vincitrici al Concorso Nazionale di Ceramica Donato Massa promosso dal Comune di Pietrastornina AV.

In una intervista del 1978 affermò: "Ho guardato alla ceramica come ad un fatto di antica pittura, cosicché il supporto plastico è stato un mezzo su cui poggiare la pittura. Ed ho guardato alla pittura così come la guardavano nel Rinascimento, come elemento di colore nella casa delluomo, necessario alla fantasia delluomo. Luomo non ha bisogno, come dice Le Corbusier, di tanti metri cubi di spazio, o di tanti metri quadri, secondo un criterio rigidamente matematico; oltre che degli elementi materiali che gli sono indispensabili, ha bisogno di espressione, di fantasia, dimmaginazione, che va coltivata attraverso il segno: così come abbiamo un segno che indica la parola, allo stesso modo abbiamo dei segni che indicano sentimenti, e cioè pittura, scultura. Io mi sono sempre attenuto a questo principio, e mi sono sempre rivolto agli altri, collocando le mie opere dappertutto, anche a prezzo irrisorio, pur di arrivare alla gente, a portare il mio contributo di dire di sentimenti’".