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ⓘ Istituto regionale per la storia del Movimento di liberazione nel Friuli-Venezia Giulia. L Istituto regionale per la storia del Movimento di liberazione nel Fri ..




                                     

ⓘ Istituto regionale per la storia del Movimento di liberazione nel Friuli-Venezia Giulia

L Istituto regionale per la storia del Movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia è associato allIstituto nazionale per la storia del Movimento di liberazione in Italia. La sua sede è in salita di Gretta 38 a Trieste.

                                     

1. Le attività

LIstituto regionale per la storia del Movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia è unistituzione scientifica che si occupa della Storia contemporanea, in particolare novecentesca, dellAdriatico orientale. Svolge attività di ricerca e di divulgazione e fornisce un pubblico servizio culturale mediante la biblioteca e larchivio, liberamente consultabili. La biblioteca conta circa 23.000 volumi ed è specializzata nella storia contemporanea italiana ed internazionale, oltre che in quella regionale. Il catalogo è inserito nel polo SBN del sistema bibliotecario dellAteneo triestino. Larchivio storico è stato riconosciuto "di particolare interesse" dalla Sovrintendenza regionale archivistica e pertanto è sottoposto alla sorveglianza da parte della Sovrintendenza medesima. Linventario è inserito nella Guida degli Archivi di Stato. AllIstituto ha collaborato e collabora tuttora la maggior parte degli studiosi di materie storiche contemporanee attivi presso lUniversità di Trieste.

                                     

2.1. La storia Le origini

LIRSMLFVG è stato fondato il 20 aprile del 1953 con il nome di Deputazione regionale per la storia del movimento di liberazione italiano nella Venezia Giulia da un gruppo di ex partigiani aderenti al Comitato di Liberazione Nazionale di Trieste, fra i quali Ercole Miani, Antonio Fonda Savio, Galliano Fogar, Alberto Berti. Il 2 marzo 1982 la denominazione è stata modificata in Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli-Venezia Giulia, per esprimere la volontà di studiare tutte le esperienze resistenziali verificatesi nella ex Venezia Giulia, sia italiane, che slovene, che croate.

                                     

2.2. La storia Il processo della Risiera

Nel corso degli anni Sessanta e Settanta lIstituto in quanto tale ed i suoi collaboratori, assieme allANED ed alla comunità ebraica di Trieste, si sono impegnati fortemente per portare alla luce i misfatti commessi dai nazisti alla Risiera di San Sabba. Un forte supporto scientifico è stato offerto alla magistratura per favorire le indagini conclusesi con la celebrazione del processo per i crimini della Risiera. Uguale attenzione è stata dedicata al problema delle deportazioni dalla Zona doperazioni del Litorale adriatico, in particolare grazie agli studi di Alberto Berti e Marco Coslovich.

                                     

2.3. La storia La collaborazione internazionale

Nel medesimo periodo lIstituto ha avviato la collaborazione fra storici italiani e sloveni, grazie soprattutto allapporto di studiosi quali Elio Apih, Enzo Collotti, Giovanni Miccoli e Teodoro Sala, stabilendo in particolare frequenti rapporti con lIstituto per la storia del movimento operaio di Lubiana. La collaborazione è proseguita anche quando, dopo lindipendenza della Slovenia, lIstituto di Lubiana ha mutato il suo nome in Istituto per la storia contemporanea. Buone relazioni sono state stabilite anche con gli storici austriaci, grazie soprattutto allopera di Karl Stuhlpfarrer.

                                     

2.4. La storia Il laboratorio giuliano

Fin dagli anni Settanta lIstituto ha superato loriginario interesse prevalente per la storia della Resistenza, ampliando il suo campo di studi a tutta la storia contemporanea giuliana, nei suoi collegamenti con quella dei vari stati di cui larea giuliana ha fatto parte nelletà contemporanea. A tale riguardo i collaboratori dellIstituto hanno forgiato il concetto di "laboratorio giuliano", per significare che "La storia dei territori al confine orientale dItalia costituisce una sorta di laboratorio in cui si trovano condensati su di una scala geograficamente circoscritta alcuni dei grandi processi della contemporaneità: contrasti nazionali intrecciati a conflitti sociali, effetti devastanti della dissoluzione degli imperi plurinazionali che per secoli avevano occupato larea centro-europea, regimi autoritari impegnati ad imporre le loro pretese totalitarie su di una società locale profondamente divisa, scatenamento delle persecuzioni razziali e creazione delluniverso concentrazionario nazista simboleggiato dalla Risiera di San Sabba, spostamenti forzati di popolazione secondo la logica della semplificazione etnica, conflittualità est-ovest lungo una delle frontiere della guerra fredda".



                                     

2.5. La storia La didattica

Sempre a partire dagli anni Settanta, lIstituto si è impegnato nel campo della didattica della storia contemporanea, organizzando sia iniziative nelle scuole che percorsi di aggiornamento per gli insegnanti. Al medesimo fine sono stati pubblicati numerosi strumenti didattici, come nel 1979 Storia regionale contemporanea: guida alla ricerca, nel 1997 Friuli e Venezia Giulia: Storia del 900, sempre nel 1997 Il confine mobile. Atlante storico dellAlto Adriatico 1866-1992: Austria, Croazia, Italia, Slovenia, nel 2007 il Cd-rom Storia del confine orientale italiano 1797-2007. Cartografia, documenti, immagini, demografia consultabile on line e la guida Un percorso tra le violenze del Novecento nella provincia di Trieste, cui è seguito nel 2010 un DVD dal medesimo titolo.

                                     

2.6. La storia Esodo e foibe

Nel corso degli anni Ottanta e Novanta lIstituto ha svolto un ruolo di primo piano nella riscoperta sul piano scientifico dei problemi delle foibe e dellesodo dei giuliano-dalmati. Al riguardo lIstituto ha promosso fra laltro la pubblicazione di volumi quali, nel 1980, il pionieristico libro di Cristiana Colummi, Liliana Ferrari, Gianna Nassisi, Germano Trani, Storia di un esodo: Istria 1945-1956 e nel 1997 il libro a cura di Giampaolo Valdevit, Foibe. Il peso del passato, con saggi di Raoul Pupo, Roberto Spazzali, Nevenka Troha, Giampaolo Valdevit, che ha raccolto i risultati della stagione di studi avviatasi alla fine degli anni Ottanta grazie anche alla disponibilità di uningente mole di nuove fonti, italiane ed ex jugoslave.

LIRSMLFVG è divenuto il punto di riferimento della rete degli Istituti facenti capo allIstituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia per quanto riguarda le attività connesse alla celebrazione del Giorno del ricordo. Ne è stato direttore lo storico Roberto Spazzali, carica dalla quale Spazzali si è dimesso il 20 febbraio 2016.



                                     

3. Pubblicazioni

LIstituto ha sviluppato unintensa attività editoriale, iniziata nel 1958 grazie alla collaborazione con leditore Del Bianco di Udine, con la collana "Lotta politica e Resistenza nel Friuli e Venezia Giulia", nella quale sono stati pubblicati 11 volumi. Attualmente lIstituto dispone di una propria collana "I Quaderni di Qualestoria", mentre fuori collana sono state pubblicate opere di grandi dimensioni quali Franco Cecotti, Il tempo dei confini. Atlante storico dellAdriatico nord-orientale nel contesto europeo e mediterraneo 1748 - 2008, Fulvio Papucia, Unepoca senza rispetto. Antologia sulla questione adriatica tra 800 e 900 e guide storiche come Un percorso tra le violenze del Novecento nella provincia di Trieste. Inoltre, lIstituto sostiene finanziariamente la pubblicazione di opere inserite nel catalogo di alcuni editori nazionali, come Bruno Mondadori, Franco Angeli, Marsilio.

LIstituto pubblica la rivista semestrale "Qualestoria", fondata nel 1973, con il nome di "Bollettino dellIstituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli-Venezia Giulia", modificato nel 1978 in "Qualestoria". I saggi pubblicati nella sezione "Studi e ricerche" sono sottoposti a peer review a doppio cieco.