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ⓘ A Simple Life è un film prodotto a Hong Kong, nel 2011 e diretto da Ann Hui. Il film è stato presentato in concorso alla 68ª Mostra internazionale darte cinemat ..




A Simple Life
                                     

ⓘ A Simple Life

A Simple Life è un film prodotto a Hong Kong, nel 2011 e diretto da Ann Hui.

Il film è stato presentato in concorso alla 68ª Mostra internazionale darte cinematografica di Venezia, dove ha vinto quattro premi e lattrice Deannie Ip ha ricevuto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Anche allAsian Film prize, Deannie Ip ha vinto il premio come migliore interprete femminile. In quelloccasione, A Simple Life ha vinto cinque tra i principali premi: film, regia, sceneggiatura, attore, attrice. Ann Hui, che aveva dichiarato che sarebbe stato il suo ultimo film, ha cambiato idea e, grazie al successo internazionale con cui è stato accolto il film, ha preso in considerazione altri progetti.

                                     

1. Trama

Il racconto è ispirato a una storia vera: la relazione tra il produttore cinematografico Roger Lee che ha anche scritto la sceneggiatura del film, e la sua amah cameriera, Sorella Peach Chung Chun Tao - 桃 姐 / 钟 春桃, che ha lavorato per quattro generazioni nella famiglia di Roger. Andy Lau interpreta Roger Leung 梁罗杰. Wang Fuli è la madre di Roger.

Roger è un giovane produttore di successo. La sua famiglia si è trasferita negli Stati Uniti, lui vive da solo a Hong Kong, accudito dallanziana amah Ah Tao. La donna ha un infarto che le causa unemiparesi. Decide di farsi ricoverare in un istituto per anziani, dove la possono curare e procedere alla riabilitazione del braccio e della gamba paralizzati. Roger, per gratitudine e affetto, le trova il posto giusto, di cui decide di pagare la retta piuttosto salata. Effettivamente la amah di Roger Lee è stata per circa tre anni e mezzo in una di queste case di riposo per anziani, quindi - dice il produttore che le stava vicino tutte le volte che poteva - era come fare ricerca sul tema del film, per tutto il tempo. Ho avuto modo di vedere molte cose divertenti che stavano accadendo nella clinica, cose che non si potrebbero immaginare, senza avere vissuto almeno un po in quei locali". "abbiamo cominciato a trovare piuttosto umoristico quello che stava succedendo intorno a noi, e a prendere in giro bonariamente le persone che erano ricoverate, cercando di vedere il lato divertente di una situazione tragica, perché tutte le persone che avevamo intorno, in realtà, aspettavano solo di morire".

Il film racconta il lento degradare della salute di Ah Tao e la costanza dellaffetto del suo "figlioccio" Roger, che la sente più vicina a sé della propria madre, una signora agitata, che vive negli Stati Uniti, soffre dinsonnia e tormenta il figlio con piccole fissazioni, come il volume troppo alto della TV o il frusciare dei giornali. Ah Tao invece non lo rimprovera mai, non si lamenta ed è di conforto a tutte le persone che la circondano nellistituto. Dopo un secondo infarto e gravi complicazioni cardiocircolatorie, la donna muore. Al funerale Roger fa un semplice e commovente discorso di commiato: Ah Tao è stata un dono del cielo per la nostra famiglia".

Il produttore Roger Lee, ha detto, in unintervista del giugno 2012 a Eastern Kicks: Si tratta di persone come Tao Jie, che hanno lavorato per una famiglia per tutta la vita. Sono ormai anziane, hanno più di ottantanni, sono venute a Hong Kong negli anni quaranta. È una tradizione ormai del passato, nessuno vuole più fare questo lavoro. Hanno dato un enorme contributo alla società di Hong Kong, un contributo che non è mai stato riconosciuto. Alcune di queste storie sono davvero sorprendenti. Cera una donna che aveva servito i giapponesi durante la guerra, imparando a cucinare e a parlare giapponese. Poi è passata a una famiglia cinese che la considerava una traditrice della patria. Ci sono storie molto interessanti su queste Amahs che hanno lavorato a Hong Kong durante o dopo la guerra.

                                     

2. Recensioni

  • "Ecco lesempio di un bel film senza una vera storia. Non cè drammaturgia in A simple life, della regista Ann Hui di Hong Kong. Cè una situazione ferma, la pura descrizione dellimplacabile, lenta e naturale fine di una donna che per sessantanni è stata a servizio di una famiglia poco agiata, nella popolosa periferia della grande metropoli cinese. La casa per anziani a cui fatalmente è destinata raccoglie persone giunte al traguardo della vita". Vincenzo Cerami Il Sole-24 Ore
  • "Un film triste e cupo che utilizza una colonna sonora lamentosa, per toccare le corde del cuore, annegandola in un realismo desolato". Peter Bradshaw, The Guardian
  • "Il soggetto universale dellinvecchiamento ha ispirato un film destinato a un pubblico praticamente universale, anche se A simple life ha un motivo di interesse in più per gli appassionati di cinema asiatico. Infatti la trama è basata sullesperienza di vita del produttore di Hong Kong Roger Lee, che ha scritto anche la sceneggiatura insieme a Susan Chan. E il film è costellato con cameo di nomi di primo piano dellindustria cinematografica di Hong Kong, come Tsui Hark e Sammo Hung". Justin Chang, Variety
  • "A fianco di Lau, diversi i cameo di celebrità del cinema di Hong Kong, tra cui un sorprendente Tsui Hark, che - con Andy Lau e Sammo Hung - riforma, in una breve parentesi di cinema nel cinema, la trimurti a cui dobbiamo Detective Dee e Il mistero della fiamma fantasma. Una lezione di compostezza e raffinata gestione dei sentimenti da uninstancabile osservatrice della vita umana". Emanuele Sacchi, Mymovies
                                     

3. Riconoscimenti

  • 68ª Mostra internazionale darte cinematografica di Venezia
  • Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Deannie Ip
  • Migliore interprete femminile a Deannie Ip
  • Miglior attore
  • Miglior sceneggiatura
  • Asian Film prize
  • Miglior film
  • Miglior regia