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ⓘ Casigliano di Sesana, già Casle è una frazione del comune sloveno di Sesana, nella regione statistica del Litorale-Carso. La località, che si trova a 340 metri ..




Casigliano di Sesana
                                     

ⓘ Casigliano di Sesana

Casigliano di Sesana, già Casle è una frazione del comune sloveno di Sesana, nella regione statistica del Litorale-Carso.

La località, che si trova a 340 metri s.l.m., a 9 kilometri a nord-ovest del capoluogo comunale ed a 12.4 kilometri dal confine italiano, è situata sul Carso a poca distanza dalla sponda sinistra del torrente Rassa. La frazione comprende inoltre anche lagglomerato di Gerisse Jeriše.

La chiesa locale, costruita nel 1634 è situata allesterno dellabitato ed è dedicata a San Lorenzo. Essa appartiene alla parrocchia di Tomadio. Nel 1873 ospitò la scuola del villaggio.

                                     

1. Storia

Dopo la caduta dellImpero romano, e la parentesi del Regno ostrogoto, a seguito della Guerra gotica 553 promossa dallimperatore Giustiniano I il suo territorio entrò a far parte dei domini bizantini. Dopo la calata, nel 568, attraverso la Valle del Vipacco nellItalia settentrionale dei Longobardi, seguiti poi da popolazioni slave, rimase sotto dominio bizantino il confine tra lIstria bizantina e il Regno longobardo era fissato su una linea poco più a nord che da Sistiana passava per Sella del Bivio. Dopo una parentesi di dominazione longobarda dal 751 ad opera del loro re Astolfo, lIstria tornò in mano bizantine dal 774.

Annientati i Longobardi, Carlo Magno, re dei Franchi, nel 788 occupò anche lIstria bizantina inglobandola nel Regnum Italiae affidato da Carlo al figlio Pipino; nell803 venne istituita la Marchia Austriae et Italiae che comprendeva il Friuli, la Carinzia, la Carniola e lIstria. Alla morte di Pipino nell810, il territorio passò in mano al figlio Bernardo. Con la morte di Carlo Magno nell814, la carica imperiale passò a Ludovico I che affidò il Regno dItalia al suo primogenito Lotario, il quale già nell828 dopo aver deposto Baldrico per non aver saputo difendere le frontiere orientali dagli Slavi divise la parte orientale del Regno, ossia la Marca Orientale o del Friuli, in quattro contee: Verona, Friuli, Carniola e Istria comprendente il Carso e parte della Carniola interna. Da allora le contee del Friuli e dellIstria vennero conglobate nella nuova" marca dAquileia”, come parte del Regno dItalia.

In seguito al Trattato di Verdun, nell843, il suo territorio entrò a far parte della Lotaringia in mano a Lotario I e più specificatamente dall846 della Marca del Friuli, in mano al marchese Eberardo a cui succedettero prima il figlio Urnico e poi laltro figlio Berengario.

Cessato il dominio franco con la deposizione di Carlo il Grosso, Berengario, divenuto re dItalia, passò il marchesato aquileiese al suo vassallo Vilfredo che venne poi nell895 da lui nominato marchese del Friuli e dellIstria.

Nel 952 limperatore Ottone I obbligò il re dItalia Berengario II a rinunciare alle contee" Friuli et Istria”, unendole allImpero romano-germanico e subordinandole al ducato di Baviera tenuto dal suo fratellastro Enrico I a cui successe il figlio Enrico II. Nel 976 lIstria passò al Ducato di Carinzia appena costituito dallimperatore Ottone II.

Nel 1040, dopo la morte lanno prima di Corrado II, Enrico III di Franconia fece dellIstria una marca a sé, per dare a questa provincia unorganizzazione più adatta alla difesa e per indebolire i duchi di Carinzia, ai quali lIstria era sottomessa. La nuova marca istriana divenne così" provincia immediata e feudo diretto dellImpero”. Lautorità marchionale della nuova Marchia et Comitatus Histriae venne pertanto conferita dallimperatore al conte Volrico od Urlico I della casa Weimar – Orlamünde.

Morto il marchese Urlico I, nel 1070 limperatore Enrico IV cedette il marchesato dIstria a Marquardo III di Eppenstein; Marquardo III, aveva sposato Edvige o Haldemud, figlia di Wilpurga e Variento, duca del Friuli e signore di Gorizia, dal quale ereditò le signorie isontine.

Nel 1077 limperatore Enrico IV costituì il Principato ecclesiastico di Aquileia che ebbe influenza, mediante apposito diploma emesso lo stesso anno, anche sulla marca di Carniola e sulla contea dellIstria. I Conti di Gorizia, in quanto advocati del patriarca, acquisirono gradualmente una larga parte dei territori aquileiesi, frazionati in feudi minori fra i loro ministeriali, i veri e propri strumenti di governo comitale sul Carso e la vicina Istria.

Dalla fine del 300 Casigliano fu ininterrottamente possedimento goriziano nella Signoria di Schwarzenegg, come risulta dagli urbari dellepoca.

Nel 1500 passò alla Casa d’Asburgo; dal 1512 la Contea di Gorizia entrò nel quindi nel Circolo austriaco del Sacro Romano Impero, per poi far parte, dal 1754, della Contea di Gorizia e Gradisca.

Con il trattato di Schönbrunn 1809 entrò a far parte delle Province Illiriche.

Col Congresso di Vienna nel 1815 rientrò in mano austriaca nel Regno dIlliria come frazione del comune di Stòrie; tale comune passò in seguito sotto il profilo amministrativo al Litorale austriaco nel 1849.

Dopo la prima guerra mondiale fu annesso al Regno d’Italia e venne congiunto alla Provincia di Gorizia. In seguito allabolizione della stessa Provincia nel 1923, passò alla Provincia di Trieste sempre come frazione di Stòrie. Tale comune venne in seguito annesso a quello di Sesana.

Fu soggetto alla Zona doperazioni del Litorale adriatico OZAK tra il settembre 1943 e il maggio 1945 e tra il giugno 1945 e il 1947, trovandosi a ovest della Linea Morgan, fece parte della Zona A della Venezia Giulia sotto il controllo Britannico-Americano del Governo Militare Alleato AMG, ma al confine con la zona B; passò poi alla Jugoslavia e quindi alla Slovenia.