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Palazzo Medici Riccardi
                                     

ⓘ Palazzo Medici Riccardi

Palazzo Medici Riccardi si trova a Firenze al numero 3 di quella che per la sua ampiezza si chiamava Via Larga, oggi via Cavour, ed è lattuale sede del Consiglio metropolitano.

                                     

1. Il palazzo di Cosimo il Vecchio

Il palazzo è unopera del Michelozzo, commissionata dal patriarca delle fortune dei Medici, Cosimo il Vecchio. In un primo momento Cosimo aveva chiesto un progetto a Brunelleschi, ma, essendo un fine uomo politico, lo scartò per la sua troppa magnificenza che avrebbe senzaltro scatenato le invidie dei concittadini riporta il Vasari che il progetto era troppo suntuoso e magnifico, anche se le affermazioni del Vasari non hanno trovato altri riscontri sulleffettiva esistenza del progetto di Brunelleschi. I suoi scrupoli daltronde non erano infondati, dato che appena dieci anni prima, a causa dellaccusa di tirannia da parte dei suoi avversari politici, aveva subito la carcerazione in Palazzo Vecchio e lesilio in Veneto, dal quale però era stato richiamato a Firenze con tanto di soddisfazione per lacclamazione popolare.

Incaricò così Michelozzo, un architetto altrettanto valido ma più discreto, il quale realizzò un palazzo cubico dallaspetto esterno imponente, ma sobrio ed austero 1444-1452 o 1460, intorno ad un cortile centrale quadrato con colonne corinzie, ispirandosi in parte al recupero di elementi classici operato da Leon Battista Alberti nella quasi contemporanea realizzazione di Palazzo Rucellai. Fu però proprio il Palazzo Medici a fissare uno dei modelli dellarchitettura civile del Rinascimento a Firenze e non solo. Un esempio di derivazione è Palazzo Strozzi.

                                     

1.1. Il palazzo di Cosimo il Vecchio Architettura

Il palazzo era ed è situato in un luogo strategico allincrocio fra la Via Larga lattuale via Cavour e via de Gori, vicinissimo alle chiese protette dalla famiglia San Lorenzo e San Marco e al Duomo. Tutta la zona viene per questo chiamata "Quartiere mediceo".

Michelozzo attinse dal rigore classico di Brunelleschi per depurare ed arricchire la tradizione di stampo gotico fiorentina. La forma del palazzo originario era pressoché cubica, con un cortile centrale dal quale un portale permetteva laccesso al giardino, circondato da alte mura.

                                     

1.2. Il palazzo di Cosimo il Vecchio Facciata

La sua facciata è un capolavoro di sobrietà ed eleganza, sebbene presenti caratteri "eccezionali" come luso del bugnato, che nel medioevo era riservato normalmente ai palazzi pubblici dove aveva sede un governo cittadino. Lesterno è quindi diviso in tre registri, separati da cornici marcapiano con dentelli dalla sporgenza crescente verso i piani superiori. Al contrario il bugnato è graduato in modo da essere molto sporgente al pian terreno, più appiattito al primo piano e caratterizzato da lastre lisce ed appena listate al secondo, mettendo così in rilievo lalleggerimento dei volumi verso lalto e sottolineando un andamento orizzontale dei volumi.

Al pian terreno esisteva un porticato dangolo murato nel 1517; allultimo piano, al posto del cornicione a mensole scolpite erano presenti dei merli che ne accentuavano il carattere militare. Lungo i lati est e sud corre una panca di via, un alto zoccolo in pietra, che serviva per ragioni pratiche e estetiche.

Le bifore scandiscono regolarmente la facciata, incorniciate da una ghiera a tutto sesto con un medaglione al centro con larme dei Medici e rosoncini. Le finestre sono leggermente differenziate tra piano e piano, con cornici più larghe in alto in modo da bilanciare la minore altezza del piano. Leffetto è comunque quello di dare maggior risalto al piano nobile.



                                     

1.3. Il palazzo di Cosimo il Vecchio Cortile

Un notevole studio sullarmonia e la varietà decorativa si ritrova anche nel cortile, impostato in modo da suggerire un effetto di simmetria che di fatto non esiste. Il primo registro è composto da un portico con colonne a fusto liscio e capitelli compositi ed è concluso da un alto fregio con medaglioni che contengono stemmi medicei di varia foggia e raffigurazioni mitologiche attribuite a Bertoldo di Giovanni, raccordate da affreschi di festoni oggi frutto di ridipinture, ad opera di Maso di Bartolomeo.

Il secondo ordine, a muratura piena, è caratterizzato dalle bifore in asse con gli archi del portico, che riprendono la foggia di quelle esterne, con in alto un fregio graffito, mentre lultimo registro presenta una loggia trabeata con colonnine dordine ionico, allineate con le linee del portico.

La decorazione, nel complesso, è tratta dal repertorio classico e composta con fantasia e secondo un gusto per la contaminazione. Un raffinato gioco prospettico si ha nelle colonne angolari, dove si ha il maggior carico strutturale, che sono leggermente più basse delle altre. Il conflitto angolare però fa sì che le finestre ai lati siano più vicine delle altre, unirregolarità che altri architetti successivi cercheranno di risolvere diversamente.

                                     

1.4. Il palazzo di Cosimo il Vecchio Decorazione interna

Il palazzo è ricco di decorazioni. Allinterno del Palazzo se ne realizzarono numerose nel tempo. Una delle prime fu la Cappella dei Magi, capolavoro ad affresco del fiorentino Benozzo Gozzoli, allievo di Beato Angelico, su commissione di Piero il Gottoso che seguì direttamente la progettazione e lo sviluppo dei lavori. Questo piccolo spazio era la cappella privata di famiglia e fu realizzata nel 1459. Nelle tre pareti maggiori è raffigurata la Cavalcata dei Magi, un soggetto religioso che fa da pretesto per rappresentare tutta una serie di ritratti di famiglia e di personaggi politici del tempo venuti ufficialmente a Firenze su invito dei Medici, ritratti a celebrazione delle conquiste politiche della famiglia. Fra i personaggi raffigurati ci sono un giovane Lorenzo il Magnifico, suo padre Piero il Gottoso ed il capofamiglia Cosimo il Vecchio. Sullaltare oggi troviamo una copia di fine del Quattrocento delloriginale Natività di Filippo Lippi, oggi conservata a Berlino.

                                     

2. Lepoca aurea di Lorenzo il Magnifico

Sul finire del Quattrocento le grandiose raccolte artistiche medicee erano conservate nel palazzo, come il David di Donatello, che era esposto nel cortile, o come i tre dipinti di Paolo Uccello della Battaglia di San Romano, che adornavano la camera da letto del Magnifico, senza trascurare le opere di Botticelli, Verrocchio, il Pollaiolo, Domenico Ghirlandaio, le collezioni di gemme, cammei e vasi in pietre dure ed in cristallo di rocca, ecc. Nel grande parco sul lato nord del Palazzo, il cosiddetto Orto di San Marco, comprato dalla moglie di Lorenzo, Clarice Orsini, furono collocate le sculture classiche comprate in larga parte a Roma, e sotto la direzione dello scultore Bertoldo, fu creata lantesignana di quella che era una vera e propria Accademia di Belle Arti per la prima volta in Europa, dove i giovani artisti potevano copiare e studiare i modelli classici e apprendere le tecniche artistiche. Il più importante di questi fu Michelangelo Buonarroti, come testimonia Vasari ne Le Vite.

Spesso i giovani artisti venivano anche ospitati nel palazzo da Lorenzo, come successe per esempio a Michelangelo che visse ladolescenza a palazzo. Inoltre grande spessore culturale era dato dalla frequente presenza del circolo neoplatonico degli umanisti fiorentini, fra i quali il filosofo Pico della Mirandola e il poeta Agnolo Poliziano. Si venne così a creare nel palazzo un ambiente di ampio respiro culturale, che favorì lo sviluppo del pensiero e dellarte del Rinascimento.



                                     

3. Il Cinquecento

Con la morte di Lorenzo nel 1492 si concluse unepoca per tutta la città. I fiorentini, aizzati dalle prediche del Savonarola, che tuonava contro i costumi lascivi, ostentatamente sfarzosi e neopagani della città, furono istigati alla sommossa e saccheggiarono il palazzo nel 1494, confiscando in nome della Repubblica fiorentina il tesoro mediceo, fatto di ori, gioielli ed inestimabili opere darte. Loccasione era nata dal vile comportamento del figlio di Lorenzo, Piero, in occasione del passaggio dellesercito del Re francese Carlo VIII, al quale aveva spalancato le porte dei territori fiorentini e, secondo i cronisti più ostili ai Medici, aveva addirittura baciato le pantofole in segno di sottomissione. È a seguito della cosiddetta seconda cacciata dei Medici dopo il primo ostracismo di Cosimo il Vecchio che la scultura bronzea della Giuditta e Oloferne di Donatello, fino allora ornamento di una fontana del giardino del palazzo, fu ricollocata in Piazza della Signoria, a simboleggiare la sconfitta della tirannia da parte del popolo. Analoga sorte toccò al David, sempre di Donatello, che finì a Palazzo Vecchio oggi conservato presso il museo del Bargello.

Una sorte peggiore toccò ad altri beni che furono messi allincanto in Orsanmichele; comunque in larga parte il tesoro rimase fortunatamente a Firenze e fu per lo più ricomposto dai successori della casata. Tre anni dopo infatti, grazie allaiuto delle truppe spagnole, rientravano a Firenze il Cardinale Giovanni poi papa Leone X, anchegli figlio di Lorenzo il Magnifico, e il Cardinale Giulio poi papa Clemente VII, figlio del fratello di Lorenzo, quel Giuliano assassinato durante la Congiura dei Pazzi.

Fra i rinnovamenti al palazzo di questo periodo si contano le grandi finestre al pian terreno, quando fu eliminata loriginaria loggia a ridosso della strada, guadagnando sia in spazio che in sicurezza della dimora. Dotate di timpano triangolare e di un ripiano dappoggio posto su mensole molto accentuate, per cui, a causa della loro forma sono chiamate inginocchiate e sono attribuite a Michelangelo 1517 e rappresentano il prototipo per tantissime altre realizzazioni. Nel cortile fu posta la scultura dell Orfeo di Baccio Bandinelli che vi si ammira ancora oggi.

La notizia del sacco di Roma, che aveva messo in difficoltà la figura allora predominante dei Medici, Papa Clemente VII Giulio de Medici portò allultima cacciata della casata dalla città e ad un nuovo saccheggio del palazzo 1527. Seguì la ripresa della città con il famoso Assedio di Firenze del 1530, al termine del quale gli ultimi discendenti del ramo principale della famiglia fecero ritorno nel palazzo. Ma lassassinio incrociato del duca Alessandro de Medici e del cugino Lorenzino detto Lorenzaccio, portarono al potere un ramo fino ad allora secondario della famiglia quello dei cosiddetti popolani, con la salita al titolo Ducale di Cosimo I, il quale si trasferì con la moglie Eleonora di Toledo a Palazzo Vecchio 1540, abbandonando il Palazzo Medici di Via Larga, ormai privo di qualsiasi funzione di rappresentanza, a discendenti cadetti della famiglia.

                                     

4. I Riccardi

Dopo vari passaggi di proprietà allinterno dei componenti della famiglia dei Medici, a metà del Seicento il Palazzo tornò al granduca Ferdinando II, il quale ormai residente nello sfarzoso Palazzo Pitti, decise di vendere il desueto e vetusto palazzo di famiglia ad una ricca famiglia di banchieri, i Riccardi, i quali avevano reso importanti servizi politici al Granduca e, per questo, erano stati da lui fregiati del titolo di marchesi. Il fedele Marchese Gabriello Riccardi acquistò così per la somma di quarantamila scudi il palazzo che da allora cambiò nome 1659.

Nel 1669 avvenne la prima assoluta di Il ritorno di Ulisse di Jacopo Melani e nel 1670 di Enea in Italia di Melani.

Fino a tutto il Settecento, i Riccardi compirono numerose trasformazioni, conservando però esternamente la morfologia e lo stile quattrocenteschi, come forma di rispetto verso il progetto di Michelozzo, nonché verso gli autorevoli ex proprietari. Il palazzo fu raddoppiato in dimensione, perdendo loriginaria forma cubica e, sulla nuova facciata di Via Larga, fu mantenuto lo stile della parte antica.

Partendo dal pian terreno, si entra nel loggiato che venne decorato dallAndreozzi, con putti in stucco, un materiale che in questi anni a Firenze era molto in voga e che caratterizzò il Barocco fiorentino.

La Galleria al primo piano fu realizzata nel 1685, la quale, pur nelle dimensioni non eccezionali, è uno dei risultati più significativi ed attraenti del Barocco fiorentino. Decorata da stucchi dorati e da specchiere dipinte e provvista di ampie e luminose finestre al lato sud, è famosa soprattutto per la grande volta dipinta, eseguita da Luca Giordano. Il pittore napoletano, soprannominato Luca fa presto per la sua rapidità di esecuzione si trovava in città per gli affreschi della Cappella Corsini in Santa Maria del Carmine e ricevette presto la nuova commissione.

Nella volta della galleria è rappresentata l Apologia della Famiglia Medici, protettori e benefattori dei Riccardi. Lo spettatore, in questo caso, è colpito dai giochi di prospettiva e dalle raffinate sfumature di luminosità, coerenti con il punto di vista e con la luce della galleria in pieno giorno, che danno straordinari effetti illusionistici.

Nella Galleria terrena dello stesso palazzo sono visibili dei racemi che vennero ripresi dalle volte del Cortona in Palazzo Pitti nella Sala dei Pianeti e del Volterrano per la Camera di Violante della Rovere; in questi racemi Foggini inserì conchiglie e fogliami, che poi si ritroveranno nella Biblioteca attigua, nel Camerino di Violante a Pitti e nella Cappella Feroni nella basilica della Santissima Annunziata.

Fu inoltre creata la Biblioteca Riccardiana, come sede delle preziose raccolte librarie della famiglia nellala nuova, anche questa affrescata sul soffitto della sala principale da Luca Giordano. Furono inoltre riorganizzati gli ambienti interni, rialzando i soffitti e decorando le stanze. Fu creato lo scalone di rappresentanza su progetto di Giovan Battista Foggini, che dal cortile originario michelozziano porta alla Cappella dei Magi scantonata nelloccasione, pur di salvarla dalla demolizione ed alle abitazioni private del primo piano.

Una parte della collezione di antichità dei Riccardi, furono posti in estrose cornici barocche nel cortile. Nel giardino, addossata alla parete di fondo, si nota, incorniciata da un grande arco, una fontana costituita da una statua marmorea, che sovrasta una vasca semicircolare. A tale antica scultura acefala - forse Ercole - durante i lavori di rinnovamento del palazzo, venne innestata la testa del marchese Francesco Riccardi, lasciandone così ai posteri le sembianze immortalate in quelle assai più imponenti del famoso eroe della mitologia greca.

Molto interessante è la Stanza oggi chiamata del Prefetto chiusa al pubblico, che fu lultima ad essere decorata a fine Settecento con vedute di capricci architettonici e affreschi a grottesche.

La famiglia dei Riccardi visse nel palazzo per circa due secoli, rinomata per essere una delle famiglie più ricche ed influenti della Firenze dellepoca. Una curiosità del palazzo è la piccola stanza segreta del XVII secolo, posta nel mezzanino fra il primo e secondo piano, non accessibile al pubblico, rimessa in luce solo nel corso della campagna per i rilievi metrici del palazzo realizzata nel 1988/1989 e interamente affrescata con elementi architettonici in trompe doeil. Si trova nella parte vecchia e fu creata sopra allunico soffitto non rialzato delle sale di rappresentanza del primo piano e, per ragioni ignote, fu dimenticata per almeno 170 anni, da quando cioè il palazzo fu venduto dai Riccardi.

                                     

5. Il XIX e XX secolo: lamministrazione pubblica

Nel 1810 i discendenti della famiglia Riccardi erano gravati da dissesti economici sempre maggiori ed essendo il Palazzo ormai troppo grande per le loro esigenze e costoso, fu venduto al governo granducale. I Lorena vi adibirono alcuni uffici amministrativi e la sede della Guardia urbana. Passò in seguito al demanio statale con lunificazione dItalia.

Nel 1839 nacque la Biblioteca Moreniana, dal nome del canonico Domenico Moreni che possedeva una vasta collezione libraria. Questa collezione fu salvata quasi integralmente da un impiegato dellAccademia della Crusca, Pietro Bigazzi, che la acquistò evitando così dalla dispersione. Essa fu affiancata alla Biblioteca Riccardiana, ma ne rimase istituzionalmente distinta, tanto che oggi continua ad essere gestita dalla Provincia, mentre la Riccardiana è gestita dallo Stato.

Nel breve periodo di Firenze capitale, il palazzo ospitò il Ministero dellInterno 1865.

Nel 1874 ledificio fu acquistato dalla Provincia di Firenze, che è tuttora proprietaria del complesso, assieme alla Prefettura. NellOttocento furono eseguiti alcuni lavori di ammodernamento delledificio, a volte molto discutibili, come la realizzazione di una pensilina in acciaio nel giardino, dove furono sistemati gli uffici dellEnte Telegrafico.

Dal 1911 al 1929 vi si realizzarono degli importanti lavori di restauro, per liberare ledificio dalle sovrastrutture imposte dalluso amministrativo dellultimo quarantennio. Si cercò di ricostituire, per quanto possibile, la struttura originaria, senza comunque toccare le più che decorose aggiunte del Sei-Settecento. Per esempio, fu tolta la pensilina in acciaio e fu ricreato il giardino a struttura seicentesca, furono messe in luce alcune colonne originarie coperte da muratura e fu creato nei locali del pianterreno un museo delliconografia medicea, oggi non più esistente.

Un avvenimento storico importante ebbe luogo nel Palazzo l11 agosto 1944, quando vi si insediò il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, dopo la liberazione di Firenze dal giogo nazi-fascista. Già il giorno successivo la Deputazione Provinciale, nominata dallo stesso CTLN, teneva la sua prima adunanza per il governo amministrativo della città. A memoria di quel periodo storico, oggi una piccola sezione del palazzo ha anche ospitato lArchivio della Resistenza italiana.

                                     

6. Lex-museo mediceo e lepoca contemporanea

La creazione del museo in Palazzo Medici Riccardi risale al 1939, ad opera della Provincia di Firenze, con il primo Museo dellIconografia Medicea in alcune sale al pian terreno. Nato nel pieno periodo storico del fascismo, illustrava la storia dei Medici con unimpostazione piuttosto celebrativa, quasi a voler utilizzare i fasti del passato come mezzi di propaganda politica un po come avveniva con le rovine della Roma Imperiale e con lesposizione di memorie, cimeli e persino reliquie dei più famosi componenti della famiglia.

Fu dal palazzo Medici Riccardi appena liberato che il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale proclamò in nome del "popolo toscano" linsurrezione generale della Toscana contro gli occupanti tedesco-nazi-fascisti l11 agosto 1944.

Nel 1966, lalluvione danneggiò seriamente lallestimento, che fu smantellato per gli indispensabili restauri, ma, al termine dei lavori, non si ritenne più necessario ripristinare il vecchio museo. In seguito, dal 1972 si destinarono quelle sale al pian terreno per esposizioni temporanee, con biglietto dingresso, come avviene tuttoggi. La Cappella di Benozzo Gozzoli era visitabile, gratuitamente, solo da studiosi, mentre alcune sale monumentali erano aperte al pubblico su richiesta. I cortili venivano usati soprattutto come parcheggio per le autovetture.

Nel 1992 si decise di aprire al pubblico la Cappella dei Magi, a pagamento, con i dovuti accorgimenti, come limposizione di un numero massimo di 10-15 visitatori ogni quarto dora, per esigenze di tutela.

Dal 2000 è avvenuta una riforma importante del museo: spostati lingresso e la biglietteria nellala riccardiana e chiusa lentrata principale che porta nel Cortile di Michelozzo con leliminazione finalmente del parcheggio, si è messo un biglietto unico per visitare tutto il palazzo: Cappella dei Magi, sale del primo piano, cortili, giardino ed esposizioni temporanee.

Gli uffici provinciali sono ormai ridotti al minimo e il palazzo viene usato per lo più solo come sede del Consiglio Provinciale e come abitazione del Prefetto, che vi deve risiedere stabilmente, e qualche altra stanza di rappresentanza, come la camera del Presidente della Repubblica, che è usata in occasione di una sua visita in città.

Sempre nel 2000 è stata realizzata uninstallazione multimediale per preparare i visitatori alla visita della Cappella dei Magi con informazioni in varie lingue sugli affreschi. Alcune opere dei depositi come le sculture e materiale lapidario antico hanno dato origine nellarea delle cantine al di sotto del cortile a un Museo dei Marmi Romani.Gli ambienti interrati già stalla medicea, poi cantine riccardiane, assumono nel 2018 con il progetto della P&M Architecture una nuova e autorevole dignità coniugando l’architettura contemporanea alle testimonianze del passato.



                                     

7. Opere già a Palazzo Medici

  • Filippo Lippi, Adorazione del Bambino di palazzo Medici, oggi nella Gemäldegalerie di Berlino
  • Donatello, Banchetto di Erode, oggi nel Musée des Beaux-Arts di Lilla
  • Paolo Uccello, Battaglia di San Romano, tre pannelli oggi agli Uffizi, al Louvre e alla National Gallery di Londra
  • Domenico Veneziano, Adorazione dei Magi, oggi nella Gemäldegalerie di Berlino
  • Donatello, Consegna delle chiavi, oggi nel Victoria and Albert Museum di Londra
  • Beato Angelico e Filippo Lippi, Tondo Cook, oggi nella National Gallery di Washington
  • Filippo Lippi, Sette Santi, oggi nella National Gallery di Londra
  • Sandro Botticelli, Pallade e il centauro, oggi agli Uffizi
  • Donatello, David, oggi nel Bargello
  • Donatello, Giuditta e Oloferne, oggi a Palazzo Vecchio
  • Filippo Lippi, San Girolamo penitente, oggi nel Lindenau Museum di Altenburg
  • Sandro Botticelli, Primavera, oggi agli Uffizi
  • Filippo Lippi, Annunciazione, oggi nella National Gallery di Londra
  • Bottega di Donatello, Fanciullo alato, oggi nel Metropolitan Museum di New York
                                     

8. Curiosità

  • Se si osservano attentamente i bugni esterni al piano terreno detti alla rustica, si nota che molti hanno inciso un piccolo cerchietto, che si dice apposto direttamente da Michelozzo alle cave dOltrarno, quale suggello didoneità.
  • Il Palazzo è stato usato come modello per un livello di Assassins Creed II dal titolo Palazzo di Lorenzo il Magnifico.