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Antica Grecia
                                     

ⓘ Antica Grecia

Con il termine antica Grecia si indica la civiltà sviluppatasi nella Grecia continentale, in Albania costiera, nelle isole del Mar Egeo, sulle coste del Mar Nero e della Turchia occidentale, in Sicilia, sulle zone costiere dellItalia Meridionale, in Nordafrica, in Corsica, sulle coste orientali della Spagna e quelle meridionali della Francia.

La cultura greca, nonostante la conformazione geografica del continente favorisse linsorgere di molteplici unità politiche a sé stanti le poleis, fu un fenomeno omogeneo, che interessò tutte le genti elleniche, accomunate dalla stessa lingua. La cultura greca attribuiva molta importanza alla conoscenza e alla ricerca della verità. Per i greci avvicinarsi alla verità significava avvicinarsi alla divinità; pertanto attribuivano un carattere quasi religioso alla conoscenza e alle scienze. In questo contesto gli antichi greci avevano intuito limportanza della matematica nella ricerca di una conoscenza più vicina alla verità. Questo spiegherebbe come la civiltà greca sia riuscita, nel giro di pochi secoli e con una popolazione limitata in numero, raggiungendo notevoli traguardi nella filosofia, nella matematica e nelle scienze.

                                     

1.1. Storia Età arcaica

Le prime civiltà di cui si ha notizia per la Grecia antica sono la cicladica e quella elladica, influenzata dalla civiltà minoica, che sorse a Creta nelletà del bronzo. Forse provenienti da oriente, si sviluppò a Creta lomonima civiltà che fu fautrice di grandissime opere e che sviluppò la talassocrazia letteralmente "dominio sul mare", commerciando con tutto il mediterraneo orientale e creando una società molto evoluta chiamata minoica. In seguito alla migrazione delle genti micenee intorno al XVI secolo a.C. nellattuale Grecia continentale e alla loro imminente espansione i minoici vennero assimilati ai micenei perdendo il controllo sul mediterraneo in favore di questi ultimi che ampliarono i commerci fino al Mar Tirreno. Successivamente lespansione acheo-ionica interessò anche le coste dellAnatolia, come testimoniato dallepopea omerica della Guerra di Troia. Ma verso il 1000 a.C., due nuove ondate migratorie, una di incerta origine, i cosiddetti popoli del Mare, e una dai Balcani di popolazioni indoeuropee, i Dori, posero fine allegemonia micenea, causando un periodo di decadenza.

                                     

1.2. Storia Medioevo ellenico

Il periodo successivo allinvasione dorica, designato come medioevo ellenico, fu caratterizzato da una profonda crisi culturale ed economica.

Verso la fine del IX secolo a.C. il mondo greco fu interessato da una progressiva trasformazione politica ed economica, caratterizzata dallincremento demografico, dal contatto con le popolazioni ricche e progredite delle isole orientali dellEgeo e delle coste dellAsia Minore e da una ripresa degli scambi commerciali. Lentamente listituto monarchico perse il proprio potere a favore dellaristocrazia, che nellVIII secolo a.C. prese il potere in tutta larea egea.

Sorsero così le poleis, delle città-stato, che divennero veri e propri centri politici, economici e militari, retti da governi autonomi e indipendenti. Tra lVIII ed il VII secolo a.C. vi fu un fenomeno migratorio che ebbe notevoli ripercussioni sullassetto sociale, politico ed economico della Grecia arcaica.

La colonizzazione greca, causata dai gravi contrasti di classe, dalle guerre tra città e dallaumento della popolazione, che fece crescere il fabbisogno di terre e materie prime, interessò sia larea orientale Tracia e Mar Nero, sia quella occidentale Italia meridionale, Francia e Spagna.

Tra le conseguenze socio-economiche di questa colonizzazione vi furono lespansione e lincremento degli scambi commerciali e delle attività artigianali ed industriali e lintroduzione della moneta, favorendo la formazione di una nuova classe di commercianti ed industriali, che progressivamente misero in crisi il predominio dellaristocrazia.

                                     

1.3. Storia Età classica

Il periodo classico, a volte chiamato periodo ellenico, si estende grossomodo dalla caduta dellultimo tiranno ateniese nel 510 a.C. alla morte di Alessandro Magno nel 323 a.C. Il periodo classico in questo senso segue lepoca arcaica ed è a sua volta seguito dallepoca ellenistica.

                                     

1.4. Storia Guerre persiane

Allinizio del V secolo a.C. le guerre persiane opposero i Greci ai Persiani dellImpero achemenide. Esse furono caratterizzate dalla rivolta delle città greche asiatiche contro la dominazione persiana e lintervento di Atene in loro favore. Le due spedizioni militari dei sovrani Dario I e Serse costituirono i due principali episodi militari del conflitto, che si concluse con la vittoria delle città greche condotte da Atene e Sparta.

                                     

1.5. Storia Egemonia di Atene

Dopo la vittoria sui Persiani, nel 477, Atene, consolidata la propria supremazia navale, si fece promotrice dellistituzione della Lega di Delo o Lega delio-attica. Intorno al 460 comparve sulla scena ateniese Pericle, capo del "partito" popolare.

                                     

1.6. Storia Guerra del Peloponneso

La crescita della potenza ateniese entrò presto in conflitto con la Lega peloponnesiaca, guidata da Sparta. Un primo scontro tra le due città si concluse nel 445 con una pace trentennale, di poco posteriore alla pace di Callia, stipulata tra Atene e la Persia.

La guerra fu combattuta tra il 431 a.C. ed il 404 a.C., con protagoniste Sparta e Atene le rispettive coalizioni, e fu caratterizzata da tre fasi: nella prima, la fase Archidamica, Sparta effettuò continui attacchi contro lAttica, mentre Atene utilizzava la propria potente flotta per colpire le coste del Peloponneso. Questo periodo di scontri si concluse nel 421 a.C. con la firma della pace di Nicia; al 415 a.C. risale infatti la spedizione ateniese in Sicilia; nel 413 a.C. si apre la fase Deceleica, caratterizzata dallintenzione spartana di fomentare moti di ribellione tra le forze sottoposte ad Atene; questa strategia, unita agli aiuti economici provenienti dalla Persia e allincapacità ateniese di difendersi, portò nel 404 a.C. alla vittoria della Lega del Peloponneso.



                                     

1.7. Storia Egemonia di Sparta e Tebe

La guerra del Peloponneso cambiò il volto della Grecia antica: Atene, che dalle guerre persiane aveva visto crescere enormemente il proprio potere, dovette sopportare alla fine dello scontro con Sparta un gravissimo crollo in favore della forza egemone del Peloponneso. Tutta la Grecia interessata dalla guerra risentì fortemente del lungo periodo di devastazione, sia dal punto di vista della perdita di vite umane sia da quello economico.

Nel 401 Sparta inviò in Asia un corpo di 13.000 mercenari per sostenere Ciro il Giovane nel suo tentativo di rovesciare il fratello Artaserse II e salire così sul trono dellimpero persiano.

Nellestate del 395 a.C. scoppiò la guerra in Grecia e Tebe, Atene, Argo e Corinto si allearono in funzione antispartana, dando vita alla.guerra corinzia. Questa si concluse nel 387, con la "pace del re" o trattato di Antalcida, le cui clausole sancivano il dominio persiano sulle città dellAsia minore e lautonomia delle città greche della madrepatria. Seguirono altri conflitti tra Sparta e Tebe, fino alla sconfitta spartana nella battaglia di Leuttra luglio 371.

Il risultato della battaglia sancì la fine della supremazia di Sparta, costretta a sciogliere la Lega peloponnesiaca, e laffermazione di Tebe come potenza egemone in Grecia.



                                     

1.8. Storia Regno di Macedonia

Lesasperazione dei cittadini nei confronti delle interminabili guerre tra le città portò alla convinzione che la pace e lunità potessero essere raggiunte solo attraverso lintervento di un principe straniero. Così Filippo II di Macedonia, la cui casa reale si era ellenizzata dai tempi delle guerre persiane, riuscì ad entrare nelle discordie tra i greci e ad imporre la sua talassocrazia.

Con le imprese del figlio di Filippo, Alessandro Magno, cessarono tutte le libertà delle polis greche. I successi del principe macedone furono visti però come il coronamento di un sogno: la grande vittoria della Grecia unita contro il popolo persiano. A rafforzare il sostegno verso Alessandro, fu lambizione stessa del giovane condottiero, che intendeva varcare lEllesponto, per conquistare il mondo e creare un regno universale, coeso dalla cultura greca. La spedizione di Alessandro Magno 334-323 a.C. può, per importanza e conseguenze, essere considerata uno degli eventi epocali nella storia del mondo antico. La portata di quella che è stata chiamata la rivoluzione alessandrina fu talmente rilevante, per le implicazioni politiche e per i mutamenti culturali che ingenerò, da determinare la fine dellera classica e linizio dellera cosiddetta ellenistica.

Dopo le vittorie del Granico e di Isso, Alessandro occupò lEgitto, fondando la città di Alessandria. Nellautunno del 331 Alessandro sconfisse Dario III a Gaugamela ed occupò Babilonia, Susa e Persepoli, decretando la fine dellimpero persiano. Ormai in fuga, Dario III fu assassinato dai suoi stessi generali nel luglio del 330.

Alessandro intraprese la conquista dellIndia, ma, dopo aver attraversato lIndo e vinto il rajah Poro nella battaglia dellIdaspe, fece ritorno a Babilonia. Nel giugno del 323 il grande re macedone morì a Babilonia per una febbre malarica; tramontò così il suo sogno della realizzazione di un impero universale.

Grazie alle sue conquiste, la civiltà greca si diffuse nel mondo mediterraneo e orientale, ingenerando tali mutamenti culturali da determinare la fine dellera classica e linizio dellera cosiddetta ellenistica.

                                     

1.9. Storia Grecia ellenistica

Dopo la morte di Alessandro, ci fu unaccesa lotta fra i suoi successori, i Diadochi. Nel 323 a.C. il generale Perdicca regge lImpero in nome del figlio di Alessandro; Antipatro ottiene il controllo della Macedonia e della Grecia, mentre Antigono controlla la Frigia e la Lidia, Tolomeo I lEgitto e Lisimaco la Tracia.

Ma dopo la morte di Antipatro 319 a.C. e lassassinio dei familiari di Alessandro, cominciano le dispute; infatti Antigono condanna a morte Eumene di Cardia e mira a diventare unico signore ma gli altri non vogliono lasciare i loro domini, si arriva così alla Guerra dei Diadochi 315 a.C 301 a.C. La battaglia di Ipso decreta la sconfitta di Antigono e la creazione di quattro regni, alla fine della quale, nel 281 a.C., il suo enorme impero fu smembrato in tre grandi regni.

                                     

1.10. Storia La conquista romana

A partire dal 215 a.C. Roma intervenne in Grecia più volte in occasione delle guerre macedoniche a causa dellalleanza stretta da Annibale con Filippo V di Macedonia. Dopo aver ottenuto lalleanza di Atene, del regno di Pergamo e della Lega etolica, i Romani sbarcarono in Grecia e nel 197 a.C. il console Tito Quinzio Flaminino sconfisse Filippo nella battaglia di Cinocefale. La pace che seguì stabilì lalleanza tra Roma e la Macedonia ed il ritiro di ogni guarnigione macedone dalla Grecia. La libertà della Grecia fu proclamata da Flaminino durante i Giochi istmici di Corinto mandando la folla in delirio. Lanno dopo i Romani evacuarono la Grecia, ma gli Etoli, delusi dalle clausole della pace che giudicavano penalizzanti per sé stessi, assunsero un atteggiamento ostile verso Roma.

Nel 193 a.C., il re seleucide Antioco III il Grande sbarcò in Grecia deciso a porla sotto la propria egemonia. I Romani sconfissero Antioco nella battaglia delle Termopili, costringendolo ad evacuare la Grecia e tornare in Asia.

Alla morte di Filippo V, nel 179 a.C., salì sul trono di Macedonia il figlio Perseo, il quale desiderava ripristinare legemonia macedone sulla Grecia. In seguito alla sua sconfitta nella battaglia di Pidna la Macedonia fu suddivisa in quattro repubbliche che non dovevano avere alcun rapporto tra loro.

Successivamente nel 146 a.C. gli Achei furono sconfitti nella Battaglia di Corinto, la città fu rasa al suolo e la Grecia e la Macedonia divennero province della Repubblica romana.



                                     

2.1. Cultura Religione

La religione greca è linsieme di credenze, miti, rituali, culti misterici, teologie e pratiche teurgiche e spirituali professate nella Grecia antica, sotto forma di religione pubblica, filosofica o iniziatica.

Le origini di questa religione vanno individuate nella preistoria dei primi popoli abitanti lEuropa, nelle credenze e nelle tradizioni di differenti popoli indoeuropei che, a partire dal XXVI secolo a.C., migrarono in quelle regioni, nelle civiltà minoica e micenea e nelle influenze delle civiltà del Vicino Oriente antico occorse lungo i secoli.

La "religione greca" cessò di essere con gli editti promulgati dallimperatore romano di fede cristiana Teodosio I, il quale proibì tutti i culti non cristiani, ivi compresi i misteri eleusini, e con le devastazioni operate dai Goti lungo il IV e il V secolo d.C.

La mitologia greca è la raccolta di tutti i miti le leggende appartenenti alla cultura degli antichi greci ed elleni che riguardano i loro dei ed eroi, la loro concezione del mondo, i loro culti le pratiche religiose. Essa si compone di un vasto repertorio di racconti λόγοι che spiegano lorigine del mondo ed espongono dettagliatamente la vita le vicende di un gran numero di divinità, eroi ed eroine, mostri e altre creature mitologiche. Questi racconti furono inizialmente composti e diffusi in una forma poetica e compositiva orale, mentre sono invece giunti fino a noi principalmente attraverso i testi scritti della tradizione letteraria greca. La mitologia greca ha avuto una grandissima influenza sulla cultura, le arti e la letteratura della civiltà occidentale e la sua eredità resta tuttora ben viva nei linguaggi e nelle culture europee.

                                     

2.2. Cultura Giochi e festività

Ogni aspetto della vita delluomo greco aveva sempre e comunque una valenza religiosa, tanto che è estremamente difficile distinguere nella società greca lambito "sacro" da quello "profano". Esempi di questa commistione socio-religiosa sono i giochi le festività greche. Gli agoni e in particolar modo i giochi olimpici rappresentavano per il mondo greco unoccasione eccezionale, nel corso della quale le città interrompevano le proprie dispute e riuscivano a riconoscersi reciprocamente come sorelle. In un certo modo rappresentarono il punto più alto della cultura ellenica, riuscendo a rappresentare concretamente gli ideali di aretè ἀρετή cui tendevano i racconti mitici.

Tra le festività greche si ricordano le panatenee, le dionisie le tesmoforie.

Grande importanza ricoprivano i santuari panellenici, fra cui i più importanti erano il santuario di Zeus di Olimpia e quello di Apollo a Delfi, sede delloracolo di Delfi.

                                     

2.3. Cultura Letteratura

La letteratura greca, espressione dellantica Grecia e della sua ricchissima cultura, è tra gli elementi fondanti dellidea moderna di Occidente. Elevatasi fin dalle origini grazie ai capolavori di Omero ed Esiodo, la letteratura greca ha permeato la storia della letteratura con contributi fondamentali in ogni genere letterario, come la poesia, con i versi di Alceo, Saffo, Anacreonte, Pindaro, Callimaco e Teocrito, la tragedia, con i drammi di Eschilo, Sofocle ed Euripide, le commedie di Aristofane, loratoria di Isocrate, Lisia e Demostene, e i grandi storici, da Erodoto a Tucidide, a Senofonte, fino a Plutarco.

Importante anche il teatro greco. Gli Ateniesi organizzavano alcuni giorni lanno grandi festività durante le quali i maggiori autori teatrali dellepoca gareggiavano per conquistare la vittoria. Gli attori, esclusivamente uomini anche nelle parti femminili, indossavano maschere che li rendevano riconoscibili anche a grande distanza. La recitazione era rigorosamente in versi, e alle parti soliste si accompagnava un coro, gruppo di attori che assolveva la funzione di collegamento delle scene, commento e narrazione della trama. La forma darte di ispirazione più elevata era considerata la tragedia, i cui temi ricorrenti erano derivati dai miti e dai racconti eroici. Le commedie, di carattere più leggero e divertente, prendevano spesso di mira la politica, i personaggi pubblici e gli usi del tempo.

                                     

2.4. Cultura Filosofia

La filosofia greca rappresenta, nellambito della storia della filosofia occidentale, il primo momento dellevoluzione del pensiero filosofico. Dal punto di vista cronologico, si identifica questa fase con il periodo che va dal VII secolo a.C. alla chiusura dellAccademia di Atene, avvenuta nel 529 d.C. con leditto di Giustiniano.

Attraverso i secoli i grandi pensatori greci da Talete a Pitagora, dai Presocratici a Socrate, da Platone ad Aristotele, fino ad arrivare alle scuole di pensiero del Cinismo, dello Scetticismo, dellEpicureismo e dello Stoicismo, hanno costruito i capisaldi del pensiero della civiltà occidentale.

                                     

2.5. Cultura Arte

Larte greca ha esercitato unenorme influenza culturale in molte aree geografiche dal mondo antico fino ai nostri giorni, soprattutto nel campo della scultura e dellarchitettura. In Occidente ebbe un forte influsso sullarte romana imperiale, al punto che questultima ne fu a volte considerata una mera derivazione. In Oriente le conquiste di Alessandro Magno avviarono un lungo periodo di scambi tra le culture della Grecia, dellAsia centrale e dellIndia arte greco-buddhista del Gandhāra, con propaggini addirittura in Giappone. A partire dal Rinascimento, in Europa lestetica e lalta capacità tecnica dellarte greca ispirarono generazioni di artisti e fino al XIX secolo; la tradizione classica derivata dalla Grecia ha dominato larte allinterno della cultura occidentale.

                                     

2.6. Cultura Architettura

Larchitettura greca riveste particolare importanza per tutta la storia dellarchitettura occidentale. La codificazione che, in età arcaica, verrà sviluppata per larchitettura templare nei tre ordini dorico, ionico e corinzio diventerà con lellenismo il linguaggio universale del mondo mediterraneo.

Larchitettura romana rielaborerà questo linguaggio, mantenendolo invariato nelle sue componenti essenziali grammaticali, e verrà di nuovo riscoperto senza in realtà essere mai stato dimenticato nel rinascimento e nei secoli successivi fino al XIX secolo.

                                     

2.7. Cultura Scultura

La scultura è probabilmente laspetto più conosciuto dellarte greca, quello che per un contemporaneo meglio esprime il bello ideale e la perfezione plastica.

Solo una piccola parte della produzione scultorea greca è giunta fino a noi. Molti dei capolavori descritti dalla letteratura antica sono ormai perduti o gravemente mutilati, e la stragrande maggioranza e in particolare le statue in bronzo, il cui materiale era più facilmente riutilizzabile, ci è conosciuta solo da copie di epoca romana, più o meno fedelmente riprodotte. Infine la nostra visione della scultura antica è distorta, poiché ritrovamenti e studi scientifici hanno dimostrato come la policromia di statue e architetture fosse una caratteristica imprescindibile delle opere, ma solo in rarissimi casi essa si è preservata fino a noi.

Tradizionalmente si distinguono nella scultura greca cinque periodi: il periodo dedalico VII secolo a.C., il periodo arcaico, il primo periodo classico V secolo a.C., rappresentato da scultori quali Fidia, Mirone e Policleto, il periodo tardo classico, rappresentato da Prassitele, Skopas e Lisippo ed il periodo ellenistico dalla morte di Alessandro Magno nel 323 a.C. alla conquista romana del 146 a.C.

                                     

2.8. Cultura Ceramica

Larte della ceramica e della pittura vascolare raggiunse nella Grecia antica un alto livello di qualità artistica ed è anche una testimonianza privilegiata della vita e cultura degli antichi Greci.

I vasi greci sono pervenuti ai giorni nostri in gran numero, ma la quantità dei ritrovamenti ceramici rappresenta probabilmente solo uninfima parte della produzione dellepoca, anche in considerazione del fatto che esistono oggi più di 50.000 vasi provenienti dalla sola Atene.

La ceramica greca è caratterizzata dalla grande varietà di forme vascolari e dallevoluzione degli stili decorativi, dallo stile geometrico alla ceramica a figure nere e a quella a figure rosse.

                                     

2.9. Cultura Musica

Nellantica Grecia la musica occupava un ruolo di grande rilievo nella vita sociale e religiosa. Per i greci la musica era unarte che comprendeva, oltre alla musica stessa, anche la poesia, la danza, la medicina le pratiche magiche. Limportanza della musica nel mondo greco è testimoniata da numerosi miti che la riguardano, come quello di Orfeo, considerato linventore della musica.

Durante il periodo arcaico dalle origini al VI secolo a.C. la musica era praticata solamente da professionisti: gli aedi e i rapsodi. Questi declamavano i miti accompagnandosi con uno strumento musicale e tramandavano la musica oralmente. In seguito nel periodo classico dal VI secolo a.C. al IV secolo a.C. la musica entrò a far parte del sistema educativo e così venne divulgata. A questo periodo risalgono pochissime fonti di scrittura musicale che erano soltanto di aiuto ai professionisti, perciò la musica veniva ancora tramandata oralmente. Sempre nel periodo classico si sviluppò la tragedia. I soggetti della tragedia erano presi dai miti letterari e consistevano in dialoghi tra due o tre personaggi alternati da canti corali. Gli attori erano tutti uomini, indossavano maschere e recitavano con laccompagnamento della musica. La struttura architettonica del teatro era costituita da una gradinata a semicerchio per il pubblico, di fronte cera il palco dove si esibivano gli attori e tra gradinata e palco cera lorchestra dove si trovava il coro.

I greci usavano diversi strumenti. I più comuni erano la lira o cetra, sacra al dio Apollo, e laulos, sacro al dio Dioniso. Erano in uso anche strumenti a percussione tra cui i tamburi e i cimbali, meglio noti come piatti.

                                     

2.10. Cultura Scienza

Le acquisizioni scientifiche delle civiltà preesistenti, soprattutto egiziane e babilonesi per le conoscenze matematiche, geometriche e astronomiche, ma anche mediche, chimiche e relative a varie tecnologie, vennero non solo elaborate e integrate dalla speculazione scientifica greca in una organica costruzione sistematica, ma anche ampliate ed arricchite di nuove teorie. Queste, soprattutto a partire dalla metà del II secolo a.C., andarono in gran parte perdute e misconosciute e solo con gli arabi e in seguito con il Rinascimento furono in parte riprese e diedero impulso alla rinascita scientifica del mondo occidentale.

Ad un periodo delle origini, contraddistinto dalle speculazioni filosofiche dei presocratici, come Anassimandro, Anassimene ed Eraclito, seguì quello caratterizzato da una vasta elaborazione teorica, parzialmente presentata in alcune opere di Platone ed Aristotele. La vera fioritura scientifica, caratterizzata dalla distinzione tra filosofia e scienza, avvenne solamente con letà ellenistica, grazie allincontro tra tecnologie delle millenarie civiltà mesopotamica ed egizia con lo spirito critico le capacità logiche sviluppati nelle città greche. Un ruolo importante ebbe Alessandria dEgitto, il più importante centro degli studi scientifici e dellelaborazione culturale dellepoca sviluppatosi anche grazie allimpulso dei primi sovrani della dinastia tolemaica v. a. Biblioteca di Alessandria. Questo periodo culturale può vantare lo sviluppo di metodologie di indagine razionali e rigorose, accurate specializzazioni in varie discipline particolari e realizzazioni tecnologiche che resteranno ineguagliate per molti secoli.

                                     

3.1. Politica e società Politica

Le città greche sono le prime di cui abbiamo notizia ad aver concentrato lattenzione sul processo decisionale, invece che sui requisiti di un governo efficiente e sulle modalità di attuazione delle delibere. Essi crearono e perfezionarono le tecniche per lesercizio del potere deliberativo in ambito pubblico, il cui principale strumento era la persuasione ottenuta con argomentazioni razionali. I Greci svilupparono anche quel particolare metodo di affrontare i problemi le procedure politiche per cui, partendo dalla situazione particolare, si arriva ai principi generali: in questo senso possiamo dire che i Greci inventarono la politica e il pensiero politico. Il loro primato nella storia del pensiero politico e sociale occidentale si evince dal fatto che tutte le parole e i concetti più importanti della teoria politica derivano dal linguaggio greco.

Tuttavia parole di origine greca come "politica", "democrazia" e "tirannide" avevano per loro significati assai diversi da quelli attuali: per i Greci le questioni del potere e del controllo erano marginali, lo scopo della politica era far emergere la volontà generale dellazione, non elaborando una teoria della sovranità. La comunità koinonia era tutto, i sistemi politici greci avevano il compito di subordinare il gruppo alla comunità, con il risultato che i gruppi che riuscivano ad acquisire importanza politica non erano gruppi marginali.

Lo scopo ultimo della politica era di conseguire "il bel vivere", che aveva a che fare con il riposo o lattività. È proprio questo il salto di qualità che è attribuibile tuttoggi ai Greci: sperimentarono di rado quel conflitto fra società ed individuo che è causato dalla distanza fra chi governa e chi è governato, ed era evidente che gli interessi dellindividuo fossero quelli della comunità.

Nella polis i diritti e i doveri del cittadino comprendevano lattività politica, il servizio militare e la partecipazione alla vita religiosa della comunità. Il godimento dei pieni diritti politici spettava solo ai figli maschi adulti di status libero che erano considerati politai, ossia in possesso del diritto di cittadinanza in base a diversi criteri. Dal godimento dei pieni diritti erano escluse le donne, gli stranieri residenti liberi e gli schiavi.

Sul piano politico i diritti fondamentali consistevano nellesercitare la sovranità le magistrature archein, praticare lattività giudiziaria dikazein, partecipare alle assemblee ekklesiazein. Essere cittadini comportava una serie di vantaggi di carattere puramente economico, dalla retribuzione delle cariche pubbliche, al possesso di beni immobili, allaccesso ai sussidi statali e alle distribuzioni di denaro, grano e carne.

Per quanto riguarda il ruolo militare, la guerra costituisce una delle attività principali del mestiere di cittadino. Ad Atene si era tenuti a prestare il servizio militare dai 20 ai 40 anni di età, mentre fino al compimento dei 59 anni si entrava a far parte della riserva, e dopo i 60 anni si usciva definitivamente dalle liste agli abili.

Linquadramento del cittadino nelle strutture della città era regolato da strumenti quali le tribù, un tipo di organizzazione della popolazione ampiamente diffuso nelle città greche. Tutti i cittadini al compimento dei 18 anni giuravano sulla Costituzione, impegnandosi a difendere la patria ed a obbedire alle leggi. I cittadini erano inseriti in strutture preesistenti alla realtà delle polis e risalenti alle antiche tradizioni di carattere genetico, organismi paralleli a quelli statali.

                                     

3.2. Politica e società Economia

Leconomia della Grecia antica era caratterizzata da una forte predominanza del settore agricolo, mentre le materie prime venivano fornite soprattutto mediante la creazione di colonie. Più di una fonte di sostentamento, lagricoltura era alla base dei rapporti sociali: la maggioranza della popolazione del mondo greco era rurale e la proprietà fondiaria rappresentava un ideale.

Lartigianato e il commercio principalmente marittimo si svilupparono a partire dal VI secolo a.C. In ogni caso i greci provavano una certa ripugnanza per il lavoro retribuito, in particolare il lavoro manuale: la politica era lunica attività considerata degna per un cittadino, il resto del lavoro era svolto principalmente da schiavi.

                                     

3.3. Politica e società Schiavitù

La schiavitù nellantica Grecia si espanse, nel corso dei secoli, dai pochi schiavi di proprietà dei sovrani ad un vero e proprio mercato. La maggior parte degli schiavi erano prigionieri di guerra.

In epoca omerica, infatti, i pochi schiavi a servizio del re e dei nobili erano soprattutto donne impiegate come domestiche, ma anche come concubine. Gli uomini si occupavano del pascolo e dellagricoltura. Tra l800 e il 600 a.C. con la colonizzazione dalle sponde del Mar Nero a quelle del Mediterraneo, il commercio di schiavi si sviluppò notevolmente. Nei secoli seguenti con lo sviluppo dellindustria lutilizzo degli schiavi si estese anche in questo settore, prevalendo sullimpiego di uomini liberi e estendendosi anche alle miniere, ai lavori pubblici e alle case private.

                                     

3.4. Politica e società Educazione

Leducazione svolse un ruolo significativo nella vita greca dalla fondazione delle poleis fino al periodo ellenistico e romano. Dalle sue origini nelletà omerica nella tradizione aristocratica, la formazione greca si è gradualmente "democratizzata" nel V secolo a.C., grazie anche allinfluenza dei sofisti, di Platone e di Isocrate. Nel periodo ellenistico, listruzione in una palestra era considerata un presupposto imprenscindibile per la partecipazione alla vita greca.

Cerano due forme di educazione nella Grecia antica: quella formale, attraverso la frequenza di una scuola pubblica o fornita da un precettore assunto, e quella informale, fornita da un insegnante non pagato in un contesto privato. Listruzione era una componente essenziale dellidentità di un cittadino greco e il tipo di educazione impartita era basata sulla classe sociale di appartenenza e sulla cultura della propria polis.

                                     
  • La storia dell antica Grecia riguarda gli eventi che caratterizzarono la civiltà sviluppatasi nella Grecia continentale, in Albania, nelle isole del Mar
  • Voce principale: Antica Grecia Voce principale: Storia della musica. L antichità greca ha rappresentato per la cultura occidentale un autentico modello
  • della Grecia Nelle guerre seguenti con Sparta, l esercito tebano, addestrato e guidato da Epaminonda e Pelopida, si dimostrò il migliore della Grecia Tebe
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