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ⓘ Campo profughi di Wagna. Il campo profughi di Wagna fu uno dei principali luoghi dove furono collocate forzosamente, in linea di massima divise per nazionalità, ..




Campo profughi di Wagna
                                     

ⓘ Campo profughi di Wagna

Il campo profughi di Wagna fu uno dei principali luoghi dove furono collocate forzosamente, in linea di massima divise per nazionalità, le popolazioni del Litorale austriaco durante la Grande Guerra. Nel campo di Wagna furono collocati circa 20.000 deportati civili provenienti dallIsontino e dallIstria, in massima parte italiani, ma anche circa 1600 sloveni evacuati da Gorizia nellestate del 1916. Precedentemente, prima del maggio 1915, nel campo erano state sistemate diverse migliaia di sfollati galiziani, in seguito alloffensiva russa dellautunno 1914.

                                     

1. Contesto storico

Nei giorni precedenti al 23 maggio 1915, data della dichiarazione di guerra da parte dellItalia, i comandi militari austriaci e il Ministero dellinterno fecero scattare il piano di evacuazione del Trentino e del Litorale austriaco, predisposto già da mesi. Per quanto riguarda il Litorale, le aree da sgomberare erano quelle lungo la linea di difesa dellIsonzo e del Carso, e la zona di Pola, piazzaforte della marina asburgica.

                                     

2. Il campo

Nellestate del 1914, sia a causa delle disposizioni per levacuazione coatta delle zone militarmente strategiche, sia a causa delle fughe spontanee dalle zone interessate ai combattimenti, la sola parte austriaca dellImpero si trovò a dover gestire oltre mezzo milione di profughi. Il 15 settembre il Ministero dellInterno emanò una serie di disposizioni riguardanti il trasporto e il ricovero dei profughi dalla Galizia e dalla Bucovina. Tali disposizioni prevedevano la costruzione di campi "ad unadeguata distanza dai centri abitati" in cui collocare i profughi privi di mezzi di sostentamento, nella evidente volontà di isolarli dalla popolazione locale, sia per motivi di carattere sanitario e di ordine pubblico, sia per attutire limpatto che la loro presenza avrebbe potuto avere sul morale delle comunità che li ospitavano.

Il campo di Wagna fu progettato e costruito nellottobre/novembre 1914 per ospitare 10.000 profughi polacchi provenienti dalla Galizia. Inizialmente il campo contava 25 baracche, in grado di alloggiare 400 persone ciascuna. Comprendeva anche 7 cucine e alcuni edifici di servizio. In dicembre fu deciso di raddoppiare la capienza di Wagna. Nella primavera del 1915 il campo aveva raggiunto le dimensioni di una vera e propria cittadina, con una chiesa, un bazar, e baracche più piccole e curate per sacerdoti, maestri e impiegati. Anche nellorganizzazione degli spazi, il campo rispondeva quindi a una organizzazione sociale di tipo gerarchico, che unita alla rigida sorveglianza degli ingressi e alla stretta disciplina che regolava le entrate le uscite dei profughi, lo rendeva una sorta di microsocietà avulsa dal territorio circostante.

I primi profughi dal Litorale adriatico giunsero al campo di Wagna, che intanto si era in parte svuotato in seguito alla controffensiva austro-tedesca sul fronte orientale, verso la fine del maggio 1915. In quel momento il campo, per la sua vicinanza alla ferrovia, funse soprattutto da centro di smistamento. Da Wagna i profughi vennero inviati in Ungheria, dove furono dispersi nelle comunità rurali su un territorio vastissimo. Rimasero invece nel campo i regnicoli cittadini del regno dItalia e i sospetti, in attesa di essere inviati nei campi di internamento. Nellestate del 1915 il campo risultava quindi diviso in tre settori: uno per i profughi galiziani ancora presenti circa 6.000, uno per i regnicoli e uno per i cittadini austriaci di lingua italiana internati complessivamente gli italiani erano circa 5.000. I diversi settori erano separati da reti metalliche e i contatti tra internati e profughi erano vietati. A partire da luglio, gli internati vennero progressivamente spostati verso altri luoghi soprattutto a Katzenau e i regnicoli vennero rimpatriati in Italia attraverso la Svizzera, ad eccezione degli abili alle armi che vennero anchessi internati. Anche i profughi galiziani furono rapidamente rimpatriati. Il campo venne quindi svuotato, allo scopo di trasferirvi di nuovo i profughi italiani sparsi nella campagna ungherese. Sloveni e croati invece vennero inviati nel campo di Gmünd in Austria inferiore. Il 12 ottobre 1915, secondo la "Gazzetta di Wagna" nel campo si trovavano 17.500 profughi italiani, di cui 4.040 friulani e 13.400 istriani.

Il campo era dotato di case, baracche, un ospedale e due scuole nel 1917 venne aperta una terza scuola, con lingua di insegnamento slovena. Quasi tremila persone, soprattutto vecchi e bambini, perirono a Wagna per le condizioni igienico-sanitarie, tanto che fu costruito un cimitero a loro dedicato.

Il 4 ottobre del 1917, in seguito ad un arresto ritenuto arbitrario, scoppiò una rivolta a cui presero parte soprattutto donne e ragazzi. La reazione delle guardie provocò la morte di un ragazzo istriano, colpito da un proiettile. In seguito a questi fatti, una delegazione parlamentare, di cui faceva parte anche De Gasperi, visitò il campo per condurre uninchiesta sulle condizioni di vita dei profughi. I risultati dellinchiesta furono dibattuti alla Camera dei Deputati, e da allora i cancelli del campo vennero aperti, e gli internati poterono eleggere una propria commissione interna.