Топ-100
Indietro

ⓘ Società Sportiva Teramo Calcio. La Società Sportiva Teramo Calcio s.r.l., meglio nota come Teramo Calcio 1913, o più semplicemente Teramo, è una società calcist ..




Società Sportiva Teramo Calcio
                                     

ⓘ Società Sportiva Teramo Calcio

La Società Sportiva Teramo Calcio s.r.l., meglio nota come Teramo Calcio 1913, o più semplicemente Teramo, è una società calcistica italiana con sede nella città di Teramo, Abruzzo.

Il club venne fondato il 25 agosto 1929, ma la sua origine viene fatta tradizionalmente risalire al 1913 quando, per la prima volta, fu disputata una partita di calcio nella città di Teramo. La squadra nel corso della sua storia ha militato principalmente in Serie C, con prevalenza di anni in Serie C2 rispetto a quelli passati in Serie C1.

Nel palmarès della società figurano due campionati di Serie C2 1985-1986 e 2001-2002 e tre campionati di Serie D 1973-1974, 1993-1994 e 2011-2012. Spicca, nel 1984 un secondo posto nel Trofeo Anglo-Italiano dopo la sconfitta nella finale con il Francavilla 2-0.

I colori sociali sono il bianco e il rosso. Disputa le sue gare interne nello Stadio Gaetano Bonolis, impianto capace di ospitare circa 13.000 spettatori ma omologato per 7.498.

Ad oggi milita in Serie C Girone C.

                                     

1.1. Storia 1913-1928: le origini del calcio teramano

Alle ore 15.00 del 15 luglio del 1913, i teramani, per la prima volta in città, assistono ad una partita di calcio. In Piazza dArmi, infatti, si affrontano, in gara amichevole, due formazioni di" bravi giovanotti” teramani; luna in casacca biancoceleste, laltra in casacca rossa; vince la prima, col rotondo risultato di 3-0. Il calcio ha ufficialmente fatto la sua comparsa a Teramo. La curiosa novità del giuoco del calcio, che pure incontra i favori del pubblico e pur segnalato dalla stampa locale non è, tuttavia, sufficiente a far nascere una struttura societaria articolata ed affiliata alla Federazione, che faccia del foot-ball la sua attività principale e che partecipi a manifestazioni ufficiali.

Eppure, nel gennaio del 1914, il lungimirante prof. Giuseppe DAlessandro, presidente della Gran Sasso, si era pure procurato, da Pezzarossa di Bari, un pallone da foot-ball ed altri accessori, tra cui due reti per porta. Passato il fragore dei cannoni ed il terrore della" inutile strage” della Grande Guerra, il Paese ricomincia a vivere e con esso il calcio. Tuttavia, nel periodo 1920/1924, il calcio teramano non riesce a decollare, limitandosi ancora ad attività di gare amichevoli. In verità riscuote grande successo il torneo di calcio organizzato dalle Società Sportive teramane nel 1921, ma il crescente entusiasmo per il calcio non porta ancora alla costituzione di una Società ufficiale, iscritta alla Federazione; anche perché, a Teramo, non vi è un vero e proprio campo di gioco.

Luso della Piazza dArmi viene concesso di rado e gli unici posti per giuocare al calcio si riducono ai cortili, ai giardini e agli spiazzi, come quelli dei" Tigli” o di Porta Madonna. Nel 1925 si svolge il primo campionato di calcio regionale, mentre nel 1926 la Lega Sud della Federazione riserva alla nostra Regione un Campionato di Seconda divisione, oltre ad Campionato di Terza Divisione e di Quarta Divisione. Manifestazioni tutte che non vedono la partecipazione di nessuna squadra della Città di Teramo. Nel 1928, finalmente, viene individuata unarea sulla quale allestire un terreno di gioco.

                                     

1.2. Storia 1929-1943: i primi anni di vita

Il 25 agosto 1929 viene fondata lAssociazione Sportiva Teramo, società con proprio statuto, che il 5 settembre si riunisce in Assemblea generale ed elegge il proprio Consiglio Direttivo. Presidente viene nominato, per acclamazione, il cav. Francesco Paolone.

Ora Teramo ha una società di calcio ed anche un terreno di giuoco e così, il 27 ottobre 1929, alle ore 15.00, viene inaugurato il nuovo impianto sportivo, il "Comunale". La A.S. Teramo, che ospita la U.S. Osimana, si impone per 2-1; la prima rete della storia del Teramo la mette a segno la mezzala Gaiani II, un fornaio di origine felsinea. Seconda amichevole al Comunale il 3 novembre 1929, contro la Cluana Portocivitanova; più che il risultato finale 4-0, da segnalare il particolare curioso che la squadra teramana indossa una casacca giallorossa.

Nella stagione 1929/1930, la prima della sua storia, la A.S. Teramo partecipa al campionato di Terza Divisione Marche-Abruzzo. I colori societari sono ancora il giallo e il rosso, la squadra teramana infatti assumerà i colori biancorossi solo nella stagione successiva quando lA.S. Teramo si trasformerà in Associazione Sportiva Società Ginnastica Gran Sasso Teramo. Domenica 17 novembre 1929 il Teramo disputa la sua prima partita di campionato, ospitando al Comunale, ampliato nel frattempo grazie ad una tribuna di legno interamente pagata dalla società, gli anconetani della Emilio Bianchi, con il risultato finale di parità, 1 a 1. Un mese dopo, giovedì 26 dicembre, va in scena, in un incontro amichevole, il primo derby contro la S.S. Pro Italia di Giulianova. Pochi forse sanno che si trattò del primo derby tra i teramani in maglia giallorossa e i giuliesi in maglia azzurra. Lambiente è elettrico, il Comunale è stracolmo e sono moltissimi i tifosi arrivati dalla città costiera. Sulla tribuna si verificano incidenti già prima della partita. Atmosfera elettrica e tensione alle stelle, caratteristiche peculiari di una rivalità che accompagna la storia del Teramo Calcio e la sua tifoseria da ormai cento anni. Per la cronaca il risultato finale fu di 1-1, con il Teramo acciuffato nel finale dal Giulianova col gol di Coppola. Il 1930 rappresenta per la Teramo calcistica, un anno molto importante, il 6 aprile infatti, presso lo stadio Comunale, si svolge una solenne manifestazione per linaugurazione del gagliardetto sociale dellA.S. Teramo, alla quale partecipano tra gli altri lallora Prefetto di Teramo Natali e il Vescovo Micozzi. La stagione 1929/1930 vide il Teramo perdere il treno per la Seconda Divisione alle ultime battute e, a causa della difficile situazione economica, lA.S. Teramo chiude i battenti dopo una sola stagione. Ma i teramani hanno voglia di calcio.

Nellagosto del 1930 lormai fallita A.S. Teramo diventa Associazione Sportiva Società Ginnastica Gran Sasso Teramo, dal nome della" Società per lEducazione fisica e Sport Gran Sasso dItalia”, alla quale gli appassionati di calcio teramani si erano rivolti per allargare il campo delle proprie attività sportive creando una sezione calcio. A metà settembre la formazione del A.S.S. Ginnastica Gran Sasso Teramo è pronta, formata completamente da giocatori teramani pronti a vender cara la pelle sul terreno del glorioso Comunale. Anche i colori sono quelli che ancora oggi ci appartengono, il bianco e il rosso, i colori di Teramo. In quella stagione il Teramo milita nella Seconda Divisione Marche Umbria Abruzzo senza grandi risultati, anzi, una profonda crisi economica e societaria ostacola il cammino dei biancorossi. Le stagioni successive sono stagioni difficili e piene di problemi per il Teramo. Tra mancate iscrizioni ai campionati di seconda e terza divisioni e partite giocate a ranghi ridotti, lA.S.S. Ginnastica Gran Sasso Teramo non riesce a prendere vita completamente. Nel 1935, la conclusione del campionato abruzzese di seconda divisione decreta la fine della società Gran Sasso e nella stagione 1935/1936 Teramo resta al palo senza una squadra e senza una società.

I teramani però dovranno aspettare poco: verso la metà del 1936 uno" storico” telegramma di Francesco Paolini, grande appassionato e artefice della rinascita calcistica teramana, dà agli sportivi la notizia. Nasce lAssociazione Polisportiva Interamnia, che giocherà nella Prima divisione Abruzzese. Dopo due stagioni l"Interamnia" nel 1939 approda per la prima volta in Serie C. Cambia anche la denominazione, ora la prima squadra della città di Teramo si chiama Associazione sportiva Teramo. Questultima denominazione resterà immutata fino allinterruzione dellattività calcistica a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale.

Il campionato di serie C della stagione 1940/1941 è lultimo disputato dal Teramo prima del precipitare degli eventi bellici: i campionati calcistici nazionali riprenderanno solo a guerra conclusa, nel 1945.

                                     

1.3. Storia 1944-1947: il dopoguerra

Nelleuforia susseguente la Liberazione e la fine della guerra, il calcio teramano riprende nuovo vigore e nuovo slancio e nellestate del 1945 viene organizzato un torneo a cui parteciparono alcune squadre direttamente organizzate dai partiti politici: caldo ovviamente è lincontro che vede di fronte la squadra della DC e quella del PCI. Sul fronte del calcio professionistico la squadra biancorossa riparte dalla Prima divisione ed il campionato viene strutturato in tre gironi: un girone marsicano, uno montano e uno marino.

Nel dopoguerra la stella dellInteramnia si spegne e la squadra prende il nome di Libertas Teramo ritrovando nella Prima divisione la seconda squadra di Giulianova, mentre il Giulianova Calcio militava in serie C. Nel dopoguerra solo il" Messaggero” ricominciò a piccoli passi, ad interessarsi di calcio giocato ma nonostante ciò i risultati e gli incontri di quegli anni sono scarsamente raggiungibili ai posteri.

La stagione 1946/1947 si apre con una fusione dalla quale la squadra di Teramo esce con una diversa denominazione. Il Presidente della Libertas Teramo, Ernesto Fumo, ed alcuni componenti dellA.S. Gran Sasso Teramo decidono di fondere i due sodalizi: nasce così la S.S. Teramo che provvede subito ad inoltrare la domanda per lammissione alla Serie C.

Il 27 agosto 1946 la F.I.G.C. comunica lammissione della S.S. Teramo al campionato di Serie C. Il Teramo disputa una stagione di tutto rispetto giocando a tratti un calcio esaltante anche contro formazioni con un tasso tecnico più elevato. La permanenza in Serie C è raggiunta a fine stagione senza patemi danimo.



                                     

1.4. Storia 1947-1955: linferno della Prima Divisione e il ritorno in IV Serie

Nella stagione successiva 1947/48, la S. S. Teramo milita nel girone Q e la società punta nuovamente su elementi locali, teramani veri pronti a vender cara la pelle indossando la casacca della propria città.

Anche la suddetta stagione si conclude ottimamente per il Teramo visto che arrivò fino al quarto posto in classifica. Come per quasi tutte le altre squadre del girone però ai biancorossi aspetta una retrocessione indiretta in Promozione Interregionale vista la decisione della Federazione di ridurre i gironi della serie C, da 15 a 4. Il Teramo quindi viene inserito nel Girone L del campionato di Promozione Interregionale che in pratica rappresentava la quarta serie nazionale.

Le stagioni 1948/49 e 1949/50 rappresentano per i biancorossi e soprattutto per la società un periodo di cambiamenti, sia societari ma soprattutto economici, con problemi monetari che influirono inevitabilmente anche sui risultati del campo.

Il 1950/51 è lanno della retrocessione dalla Promozione appunto al Campionato di Prima Divisione. Un inferno vero e proprio dove il Teramo, pur avendo una rosa di tutto rispetto, è costretto a vivere per diverse stagioni. Limperativo per la stagione in corso era solo uno: vincere e tornare nella categoria che spettava al Teramo. In prima divisione infatti i biancorossi ritrovano i" cugini” del Giulianova, ma sono costretti anche a calcare campi di città e paesi al limite del giocabile. Ma il Teramo raggiunge lobiettivo promozione: alla fine del campionato la squadra vince lo spareggio con il Pratola e torna dopo solo una stagione in Promozione. Nella stagione 1952/53 la S.S. Teramo non riesce per un pelo a vincere il campionato, superato nellultima giornata decisiva dal Sulmona Calcio.

Così lanno successivo si milita ancora in Promozione con lunico obiettivo di tornare in IV Serie. Nella stagione successiva infatti il Teramo era ad un passo dal salto di categoria ma soltanto i nemici giallorossi riescono nellimpresa. L S.S. Teramo però non si scoraggia e con forza ed ostinazione nella stagione successiva si riallinea ai nastri di partenza con la volontà di non mancare, questa volta, lobiettivo. I biancorossi disputarono una stagione fantastica 1955/56, vincendo su campi difficili e confermando la loro superiorità tra le mura del Comunale. Finalmente si torna in C.

Questi i componenti della rosa che scrissero un importante pezzo di storia per la città e per i nostri colori: Alcini, Antonelli, Benedetti, Biancucci, Bonnici, Bulgarelli, Di Battista, Di Francesco, Di Ludovico, Falconio, Foschi, Franchini, Lanciaprima, Mottola, Pupillo, Simoncelli, Tomei, Vallone.

                                     

1.5. Storia 1955-1960: dal ritorno in quarta serie alla promozione in Serie C

Dopo il trionfale campionato di Promozione abruzzese 1954/1955 il Teramo si accinge a tornare in IV serie con buoni propositi di ben figurare. Tornare ad incontrare squadre come il Pescara, LAquila, Chieti e Giulianova è motivo di grande soddisfazione sia per la società biancorossa che per i teramani che non vedono lora di tornare a calcare i gradoni del Comunale da protagonisti. Il campionato scorre via senza nessun patema danimo, il Teramo chiude il campionato al quarto posto disputando unottima stagione.

Nella stagione successiva cè aria di rivoluzione: il campionato di IV serie si sdoppierà, nascerà infatti un campionato di IV serie di prima categoria o di" Eccellenza”, al quale parteciperanno le squadre classificatesi dal secondo al sesto posto, mentre, ovviamente accederà direttamente in Serie C la squadra prima classificata. Le formazioni che si classificheranno oltre il sesto posto invece parteciperanno ad un campionato di IV serie definito di seconda categoria e quindi subiranno una retrocessione. Ci si organizza per fare bene e il Teramo compie unintensa preparazione ma le aspettative di unimmediata promozione svaniscono ben presto. I biancorossi infatti si dimostrano una buona squadra ma senza quel quid che può fargli fare il salto di qualità. Il sesto posto sfuma e la squadra si piazza al decimo posto: è di fatto una retrocessione. Dopo una stagione simile in città si respira delusione e malcontento, oltre ciò, come ogni anno, nascono i soliti problemi societari per ripartire. I dirigenti devono quindi far fronte a difficoltà enormi per allestire una buona compagine. Dopo un brutto avvio di stagione i biancorossi però, grazie a qualche innesto nella campagna acquisti invernale, riescono a finire la stagione al settimo posto con ottimi propositi per lanno successivo.

Una volta tanto nella stagione 1958/1959 il Teramo parte senza problemi economici. La rosa sembra davvero buona e il Teramo infatti disputerà un campionato quasi perfetto con un finale appassionante, chiudendo al secondo posto al pari del Molfetta. In soccorso dei teramani giunse la riforma dei campionati intermedi voluta dal commissario della FIGC, Bruno Zauli: il dirigente sportivo volle che tutte le quattro province dellAbruzzo fossero ugualmente rappresentate, e incluse dunque a tavolino tutti e quattro i capoluoghi nella nuova terza serie.

                                     

1.6. Storia 1960-1967: il ritorno in Serie C, laltalena della Serie D e lincubo della Prima Categoria

Nella stagione 1959/60 e fino alla stagione 1966/67 la Serie C passa da due gironi a 18 squadre a tre gironi sempre composti da 18 squadre. La prima classificata di ciascun girone sarà promossa direttamente in B, le ultime di ciascun girone retrocederanno in Serie D. In casa Teramo lambiente è euforico, la Teramo Calcio è stata ammessa in Serie C dopo un lungo periodo. Gli acquisti sono naturalmente tanti, ma anche le conferme non sono così poche. La Serie C è un campionato difficile, formazioni come Foggia, Crotone, Avellino, Lecce, fanno davvero paura e i biancorossi non riescono ad ingranare. Solo poche buone apparizioni, il Teramo chiude il campionato allultimo posto con 26 punti, lultima squadra ad evitare la Serie D è la Reggina distante solo due punti. A fare compagnia ai biancorossi invece Salernitana e Casertana. Così dopo una sola stagione in Serie C il Teramo torna a fare i conti con la difficile Serie D. Lumore degli appassionati è ai minimi storici, durante lestate pochi hanno continuato a parlare di foot- ball dopo la grande delusione della retrocessione. Ma urge ripartire anche se da una serie inferiore. Tanti ovviamente gli addii come tanti i passaggi di proprietà, acquisti e cessioni che fanno tornare i tifosi a parlare di calcio giocato. Nessun patema danimo questa volta, i biancorossi si dimostrano una buona squadra che arriva a fine campionato al settimo posto. I teramani però desiderano di nuovo un campionato allavanguardia, per cercare di riconquistare la C.

1961/1962: il Teramo deve fare i conti con una profonda crisi societaria. Il mese dagosto si presenta come un mese difficile. La società, dopo il campionato, è invisa alla maggior parte dei teramani. Si cerca di trovare alcuni operatori economici che si spera possano apportare il loro contributo, ma ciò non avviene. LA.S. Teramo non riesce ad esprimere un consiglio direttivo e al suo posto viene nominato un comitato di reggenza con il compito di convocare entro trenta giorni i soci vecchi e quelli nuovi per eleggere un nuovo consiglio direttivo. Nel frattempo cè un campionato da onorare e, nonostante le difficoltà societarie, i giocatori devono dimostrare ancora una volta amore ad attaccamento alla maglia. La crisi però si risente anche nello spogliatoio, con stipendi mai pagati e mensilità arretrate. La situazione si fa difficile ma nonostante tutto il Teramo riesce a salvarsi senza problemi, chiude a 30 punti assieme al Giulianova.

La stagione successiva, quel 1962/1963 si rivelerà drammatica per i tifosi teramani. Una squadra a pezzi, un ambiente difficile per giocatori ed addetti ai lavori, i tifosi che iniziano a sentire i primi scricchiolii di una crisi incombente. Il Teramo non riesce a scalare posizioni in classifica e a fine campionato è destinato a partecipare agli spareggi per rimanere in D assieme agli acerrimi nemici del Giulianova e con il Molfetta. La squadra teramana affronta il match con il Giulianova allo" Zappelle” di Ascoli in una giornata piovosa nonostante la stagione estiva. Il Giulianova, accompagnato da centinaia di tifosi meno numerosi i teramani vince per 2 a 0 e, vincendo anche col Molfetta, riesce a salvarsi. I teramani invece perdendo entrambi gli incontri con le rivali è costretto a retrocedere in Promozione: un incubo per tutti. Nonostante le vicissitudini societarie però il Teramo vivrà solo un anno in Promozione. Ad inizio stagione si era pensato al fallimento generale della società, evitato grazie ad un commissario straordinario, il Dott. Bellini che assicurerà liscrizione al campionato. Lo spareggio di fine campionato con il Termoli è il prezzo da pagare: i biancorossi si dimostrano una grande squadra andando a vincere sul campo ospite nella gara di ritorno. LA. S. Teramo torna in Serie D. È lapoteosi.

La stagione 1964/1965 è una stagione tranquilla per i Teramani, la squadra naviga sempre a metà classifica e lì finirà il campionato. La stagione successiva sarà quella del ritorno in Prima Categoria: lincubo diventa realtà. Nel frattempo laltra società teramana, lInteramnia, milita in Prima Categoria.

Un campionato disastroso fa ripiombare i biancorossi nel duro campionato di Prima, da lì a pochi anni però la fusione tra le due compagini diventerà realtà.



                                     

1.7. Storia 1967-1975: la Prima Categoria, la storica fusione e lagognata Serie C col" Teramo delle meraviglie”

Nella stagione 1966/67 il Teramo Calcio si trova impelagato ancora in Prima categoria, Girone B. Durante la stagione estiva lipotesi di una fusione fra Teramo e Interamnia si è arenata nel tempo con le due compagini di nuovo ai nastri di partenza, questa volta nella stessa categoria. I biancorossi disputano una buona stagione, concludendo il campionato al terzo posto. LInteramnia invece conclude al primo posto e gioverà clamorosamente anche di un ripescaggio da parte della Lega che la farà giocare direttamente in Serie D, visto laumento del numero di gironi della categoria. Il Teramo invece, per la stagione successiva, dovrà ancora militare in Prima Categoria, lottando per conquistare il posto che merita. 1967/68: il Teramo ci riprova. Questa volta i cuori biancorossi si uniscono intorno alla società con lunico obiettivo di risalire in D. I teramani disputano una stagione entusiasmante vincendo il campionato con 53 punti davanti al Pratola. Per accedere in Serie D dovranno vedersela con il Pro Lanciano. Il Teramo perde entrambe le sfide, sia quella in trasferta, sul campo dei frentani per 1 a 0, sia la seconda tra le mura amiche, col passivo di due gol a zero. Niente Serie D, quindi, neppure per lInteramnia, costretta a retrocedere dopo una sola stagione. A fine campionato molti recriminano sulla mancata fusione. Detto fatto: la stagione 1968/69 è quella della storica fusione. Dopo tre anni di attività calcistica lInteramnia confluisce nella più vecchia società per portarvi nuove energie e per tentare di riportare il calcio teramano nelle categorie che contano. Il campionato di Promozione sembra ormai una pura formalità, infatti il Teramo chiude i battenti al primo posto con 54 punti. Lo spauracchio spareggio è alle porte, questa volta lavversario è il Città SantAngelo. I teramani dopo un deludente 0 a 0 nel glorioso comunale, saranno costretti a perdere il treno Serie D dopo la sconfitta nel match di ritorno per 1 a 0.

Cè grande delusione tra gli sportivi, tuttavia i biancorossi saranno riammessi in Serie D grazie ad un miracoloso ripescaggio. Il Teramo riapproda in Serie D e la piazza biancorossa già sogna la C. Ma ci vorranno diverse stagioni affinché il sogno si realizzi. Cinque per la precisione, cinque stagioni in cui il Teramo lotterà con le unghie e con i denti per la categoria che conta. Domenica 7 settembre 1969 si gioca il primo" Derby dellamicizia” tra Teramo e Giulianova, organizzato dalle due compagini per riconciliare le due tifoserie contrapposte in vista dei derbies di campionato. Uniniziativa poco proficua visti gli incidenti post gara nel match Giulianova Teramo del 29 marzo 1970. I biancorossi nelloccasione perdono la gara per 1 a 0 e fuori dal Fadini le due tifoserie si rendono protagoniste di diversi tafferugli. Da ricordare la spiacevole" azione" dei giallorossi ai danni delle auto dei teramani fuori lo stadio. Goliardica invece la presa di posizione dei teramani che impedirono, il giorno dopo, la vendita del" pesce giuliese” lungo Corso S. Giorgio.

Nella stagione 1971/72 è da ricordare la nascita del primo" Club Biancorosso”, nato in via Tripoti con il suo Presidente Vincenzo Ferri. I campionati successivi saranno caratterizzati da un andamento sempre costante, il Teramo chiude sempre a metà classifica senza patemi danimo, fino ad arrivare allindimenticabile stagione 1973/74, lanno del mitico ritorno in Serie C. I biancorossi disputano un campionato eccezionale, sugli scudi il bomber Pulitelli 27 presenze, 13 gol, Diodati De Berardinis. Saranno questi i nomi che faranno del Teramo la" squadra delle meraviglie” del 1974/75, e del Comunale" la scala del calcio” come inneggiava uno striscione ai bordi del Comunale. I biancorossi arrivano al terzo posto, a solo tre punti dal Modena, sfiorando così la Serie B. Un anno indimenticabile che ancora oggi riecheggia nella memoria calcistica della nostra città.

                                     

1.8. Storia 1975-1983: la Serie C1, la crisi societaria, il ritorno in C2

Il bellissimo campionato disputato dai biancorossi nella stagione 1974/75 ha creato intorno alla società ed intorno alla squadra un entusiasmo che resiste alla parentesi estiva e si proietta anche nella stagione successiva. La rosa però è destinata a cambiare: assieme a Chiodi e Zanetti, infatti, parte anche il bomber Pulitelli ceduto allAlessandria per una grossa cifra. Domenica 14 settembre 1975 parte il campionato del Teramo, Serie C, Girone B. Assieme ai biancorossi ci sono gli abruzzesi del Chieti e gli acerrimi nemici del Giulianova. Il Teramo parte subito bene con 5 punti in 3 partite e nel corso di tutta la stagione la squadra non deluderà le aspettative dei tifosi. Un campionato di tutto rispetto quindi, il Teramo chiude la stagione al terzo posto con 44 punti dietro a Rimini e Parma. La stagione successiva si apre con una calda estate. Molte le critiche per lo smantellamento della squadra, il Presidente Carmine Pedicone impone a tutto lo staff tecnico la ferma volontà di far ritornare nel glorioso Comunale lex Pulitelli, reduce da una stagione non entusiasmante ad Alessandria. I tifosi della Est lo aspettano a braccia aperte, la tifoseria grazie a questa operazione riacquista fiducia nella società. La squadra si dimostra allaltezza della categoria ancora una volta, anche se non si ripetono i grandi risultati del campionato precedente. Nella stagione 1976/77, infatti, il Teramo arriva soltanto a metà classifica, con 36 punti. La salvezza comunque è raggiunta senza patemi danimo. Da segnalare, per gli amanti dei numeri, il rapporto presenze-gol fatti di Pulitelli: 36 presenze e 15 gol. Capocannoniere del campionato, ancora una volta con la maglia biancorossa. Il campionato 1977/78 segna il passaggio allagognata Serie C1. Il Teramo infatti godrà della riforma del campionato che prevedeva il passaggio alla Serie C1 per le squadre classificate dal secondo al dodicesimo posto. La squadra di Mister Bruno raggiunge i 40 punti chiudendo il campionato al settimo posto. 1978/1979: il primo campionato della nuova Serie C1. Il Teramo è incluso nel difficile girone B: tante le trasferte al sud, Reggina, Catania, Cavese, Salernitana gli ostacoli più grandi. Nonostante ciò la squadra fa del Comunale la sua roccaforte, guadagnando importanti punti salvezza tra le mura amiche. La Serie C1 è al sicuro. Nella stagione che segna il passaggio dagli anni settanta agli ottanta il Teramo deve affrontare una grossa crisi. La spaccatura tra la vecchia dirigenza e i nuovi sembra insanabile. I due gruppi sono contrapposti, lAvv. Giuseppe Lettieri affianca il gruppo dei" vecchi”, lAvv. Lino Nisii invece affianca il gruppo dei" nuovi”. Nella mattinata di mercoledì 16 settembre viene annunciata che la crisi societaria è risolta. Il nuovo Presidente è Piero Chiodi, ora la parola spetta al campionato. Un campionato che non rispetta le aspettative iniziali, i biancorossi infatti sono costretti alla retrocessione in C2 relegati allultimo posto della classifica con 25 punti. Lambiente adesso si aspetta una stagione di C2 degna della maglia e della città per risalire subito in C1. Nel campionato 1980/81 avviene un altro cambio di presidenza. Il nuovo dirigente è Ercole de Berardis, che non nasconde alla tifoseria la ferma volontà di tornare in C1. Nonostante le sue dichiarazioni il Teramo raggiunge soltanto la salvezza a metà classifica. Intanto Bruno Piccioni abbandona il calcio attivo, con la maglia del Teramo ha disputato la bellezza di sette stagioni, 233 partite, ed ha realizzato complessivamente 11 reti.

                                     

1.9. Storia 1983-1990: Rumignani x2, gli spareggi di Terni, la promozione in C1 e il ritorno in C2

La stagione 1983/1984 è quella dellarrivo dellindimenticato Rumignani, tecnico preparatissimo dal punto di vista tecnico ma definito dagli addetti ai lavori una" testa matta”. Ercole De Berardis, presidente del Teramo, si affida a lui per puntare decisamente al salto di categoria." Rumi” punta sulla qualità e dirige in prima persona la campagna acquisti per la stagione. Clamorosi gli arrivi di Canzanese e Bruno Del Pelo. Questultimo difficilmente potrà essere dimenticato dai teramani negli anni a venire, protagonista della magica notte di Ascoli. Laltro acquisto invece, quello di Canzanese, è ricordato per gli strascichi al gusto damaro. Ex idolo del tifo caldo giuliese, Canzanese ebbe non pochi problemi ad essere accettato dalla piazza biancorossa ed anche il direttore sportivo, Carmine Rodomonti, ebbe non pochi problemi con la tifoseria giallorossa. Indimenticabile a tal proposito il gol dellex di Canzanese, siglato nellincontro di Coppa Italia Teramo–Giulianova a poche ore dal suo acquisto. La prima amichevole disputata dal Teramo è quella del 10 agosto 1983, contro lAscoli. Punteggio finale Teramo 3 Ascoli 2, con una fantastica tripletta del neo arrivato Del Pelo che fa infiammare la città. Sul fronte campionato tutto è pronto per iniziare. Il Teramo nella stagione 1983/1984 si dimostra un avversario ostico per le compagini, soprattutto tra le mura amiche. Sfortunatamente però il girone dei biancorossi non è dei più facili, difatti i ragazzi di mister Rumignani chiuderanno la classifica al terzo posto, fallendo lobiettivo promozione. La delusione in città è tanta ed a questa si aggiunge labbandono di Rumignani e Rodomonti che lasceranno il Teramo a fine stagione. La stagione 1984/1985 è ricordata come quella degli spareggi di Terni. Il Teramo è ancora una corazzata, ma questa volta a gestire ambiente e spogliatoio sarà il neo arrivato mister Corelli. A fine campionato i biancorossi raggiungono il secondo posto con 42 punti dietro al Brindisi ed a pari merito con Fano e Civitanovese." Sallunga il campionato”, titola il Centro, infatti a Terni si terranno le tre partite che decideranno chi potrà salire nella categoria superiore. Nel primo incontro, quello tra Fano e Civitanovese, il punteggio finale fu di 0 a 0. Nel secondo match il Teramo doveva affrontare il Fano. Ben 25 pullman di tifosi partirono coi colori biancorossi, alla fine eravamo più di 1700. La trasferta al" Liberati” di Terni però fu amara per i teramani, il Fano si aggiudicò Terni sono ancora oggi ricordati con rabbia e rammarico dai teramani, ma anche un pizzico di emozione ricordando quella trasferta così numerosa. Lanno successivo è lanno del ritorno di Mister Rumignani. È lanno dellapprodo in C1, lanno della rivincita di" Rumi”. Il presidente De Berardis fece di tutto per farlo tornare allovile e i suoi sforzi furono ripagati al meglio. Il cammino del Diavolo è un cammino impeccabile, sei risultati utili consecutivi decretarono la vittoria del Teramo che vince il campionato con 46 punti. Rumignani ha raggiunto il suo obiettivo, lanno prossimo sarà lanno di Luzii.

Antonio Luzii è un mister preparato e lo dimostra anche sul campo. La C1 stagione 1986/1987 è un campionato difficile ma la matricola Teramo dimostra di potersela cavare perfettamente. Squadre di rango come Foggia, Salernitana, Nocerina, Catanzaro, Cosenza non spaventano il Diavolo che rimane nelle prime posizioni per tutto il girone dandata e alla fine raggiunge una comoda salvezza con 35 punti a metà classifica. Il campionato targato 1987/1988 è ricordato come uno dei peggiori disputati dai biancorossi. Sulla panchina torna lindimenticato Bruno al posto di Luzii ma il Teramo si dimostra da subito una squadra non allaltezza della categoria, che chiuderà la stagione allultimo posto, retrocedendo in C2. Anche De Berardis vacilla, lasciando la squadra per alcuni giorni alla meteora Costantini, limprenditore ascolano che seguì le vicende teramane solo per 3 mesi. Il Teramo deve affrontare una gravissima crisi societaria, i debiti sono molti e si è costretti a una fideiussione per garantire alla squadra liscrizione alla stagione seguente. Così la stagione 1988/1989 sancisce la fine dellidillio De Berardis-Teramo Calcio. Il nuovo Presidente è Quintino Stanchieri, un imprenditore edile che è stato vice presidente nellera De Berardis. Ma il peggio deve ancora arrivare. Nella stessa stagione Stanchieri e company sono costretti a dimettersi per favorire il commissariamento del Teramo, indispensabile per sanare i grossi debiti accumulati negli anni. Sul piano campionato almeno le cose non peggiorano, il Teramo chiude a metà classifica assicurandosi la salvezza. La situazione finalmente si sbroglia nel 1990. Il Teramo esce dal commissariamento e viene preso in braccio dal nuovo arrivato Giovanni Cerulli che sarà il Presidente del Teramo per diversi anni a seguire. Con Romano Mattè alla guida tecnica i biancorossi disputano un ottimo campionato, si rimane ancora in C2 ma il Diavolo è ancora vivo.

                                     

1.10. Storia 1990-1997: gli spareggi di Terni, il ritorno in C2

Il nuovo allenatore per la stagione 1990/1991 è un tale Luigi Delneri, che in seguito, allenerà in piazze ben più importanti a livello prettamente calcistico. Viene da una realtà interregionale e non ha nessuna esperienza nei campionati di Serie C2. Egli però si rivela un uomo serio e molto preparato e lascerà Teramo, a fine stagione, nel generale rimpianto. Nella rosa biancorossa milita anche il diciottenne Enrico Chiesa che negli anni a venire diventerà uno dei più grandi attaccanti del panorama italiano. Il Teramo disputa un ottimo campionato nel complesso, arrivando terzo, dietro e Chieti e Sambenedettese direttamente promosse in Serie C1. La speranza di un ripescaggio sfuma e la piazza teramana è costretta ad unaltra estate di speranze e auspici per salire di categoria. Stagione 1991/1992: il post Del Neri è affidato al mister Marco Torresani. Si allestisce una buona squadra e nulla fa presagire che, a fine campionato, si dovrà disputare un" tragico” spareggio per non retrocedere tra i dilettanti. I biancorossi, inseriti in un girone molto difficile, non trovano il bandolo della matassa per tutto il campionato, così alla fine di questa travagliata stagione, il Teramo è quartultimo ed è costretto a disputare uno spareggio a tre per non retrocedere contro Valdagno e Cerveteri in quel di Terni, che avrà il suo epilogo proprio con i laziali in quel triste 12 luglio del 1992, quando il Teramo retrocedette mestamente in Campionato Nazionale Dilettanti davanti ad oltre 3000 teramani presenti. Il campionato 1992/1993 è il primo campionato dilettanti per il Diavolo dopo quasi ventanni di Serie C e rappresenta un crocevia per il ritorno nel professionismo. Il Presidente Cerulli, nonostante la situazione non sia delle migliori, non lascia la barca e continua per la sua strada. Mister Piccioni sostituisce, a campionato in corso, il neo allenatore Pallozzi ed il Teramo chiude a metà classifica questannata interlocutoria, assicurandosi almeno la permanenza in CND. 1993/94: si torna in C. Mister Ammazzalorso e un organico di grande prestigio riportano il Diavolo, alla fine di un entusiasmante testa a testa con la Ternana, nella serie che gli compete. Grandi protagonisti della stagione sono lindimenticato portiere Fabrizio Grilli che vestirà la maglia del Diavolo per tante stagioni ancora, il beniamino Massimo DAprile, il giuliese Ciarrocchi, il bomber Pino Tortora e Marcello Di Giuseppe, solo per citarne alcuni. Così domenica 17 aprile 1994, a tre giornate dalla fine, Teramo e i teramani possono festeggiare, in un Comunale stracolmo, il ritorno in Serie C nella partita casalinga contro lOstia Mare con una pacifica invasione di campo e successivi festeggiamenti in città fino a notte fonda. Dopo il ritorno in C2 la piazza teramana è euforica. Nelle stagioni successive saranno tante le emozioni che i biancorossi sapranno regalare ai propri tifosi. Il Presidente è sempre lo stesso, Cerulli Irelli, che riuscirà ad allestire delle rose dignitose che sapranno far accendere la Curva Est e tutto il Comunale nel corso degli anni. Sempre accesi i derby di campionato e coppa Italia con gli acerrimi nemici del Giulianova, indimenticabile il gol su punizione di Ciarrocchi sotto la Est nel derby della stagione 1995/1996, Fabrizio Grilli che partita dopo partita entrerà nel cuore dei tifosi, divenendo una vera bandiera forse lultima del calcio teramano. Sono anni di grande genuinità quelli, anni di un calcio sano e divertente, anni che verranno rimpianti non molto tempo dopo. Il 15 luglio 1997 Cerulli passa il testimone a Romano Malavolta junior. Inizia lera della famiglia romana, gioie e dolori. Cerulli assicura che il Teramo, patrimonio di tutta la città è in mani sicure. I fatti degli anni a seguire non gli daranno ragione.



                                     

1.11. Storia 1997-2000: inizio dellera Malavolta

Ettore Donati è il nuovo allenatore e nella stagione 1997/1998 conquisterà il primo storico play-off perso in semifinale con lArezzo. Quello è il Teramo del capitano ultimo vero capitano Fabrizio Grilli, del bomber Nicoletti, e di un maestoso Rocco Pagano. Nella stagione 1998/1999, sulle ali dellentusiasmo, Malavolta allestisce una squadra per tentare il salto di categoria in C1; lentusiasmo in città è tanto, ma nonostante un precampionato con 10 vittorie su altrettante amichevoli di cui 3 contro squadre di serie B e 3 contro squadre di C1 che alimentano ancor più entusiasmo, il Teramo a fine stagione non riesce a entrare neanche nei play-off. La stagione 1999/2000, vede lapprodo come allenatore dellex bomber della Roma Roberto Pruzzo." Spero che Pruzzo faccia grande il mio Teramo”, diceva Malavolta a inizio campionato. A fine stagione non verrà riconfermato. Il Teramo nonostante un campionato non esaltante riesce ad acciuffare lultimo posto utile per disputare i play-off, persi unaltra volta questa volta contro il Rimini. Questa stagione segnerà la rottura fra la tifoseria organizzata e la dirigenza dei Malavolta: lacquisto di Manari, storica bandiera del Giulianova e anti teramano per eccellenza, non verrà mai perdonata, neanche negli esaltanti campionati a seguire.

La grande delusione per la sconfitta di Rimini e la fine del sogno promozione trovano ben poco spazio negli addetti ai lavori. Romano Malavolta jr è pronto a ripartire per centrare lobiettivo C1. In estate la novità: al posto di mister Pruzzo arriva sulla panchina biancorossa mister Lombardo che lanno prima allenava il Catanzaro. Il Teramo parte male e dopo qualche giornata si arriva allesonero di Lombardo, in panchina torna Ettore Donati. Da lì in poi, tra alti e bassi, il Diavolo disputa un campionato di buono livello e grazie a prestigiose vittorie fuori casa raggiunge nuovamente la zona play-off. Primo avversario il Rimini, che viene superato in semifinale dopo i due scontri diretti. Lultimo ostacolo prima di festeggiare la promozione si chiama Chieti. Il derby non è la partita ideale in questi casi ed infatti la strada per la C1 è quanto mai difficile. Nonostante il Comunale fosse un catino infernale, il Teramo non va oltre luno a uno ed è costretto ad abbandonare il sogno promozione a Chieti perdendo per 1 a 0. I neroverdi festeggiano, per gli undici di Donati ancora una cocente delusione.

                                     

1.12. Storia 2000-2008: anni 2000 ed il fallimento

La svolta avviene nel 2001/2002 quando, con in panchina Luciano Zecchini, e Malavolta presidente passato al timone della società nel 1997 e a cui si dovrà il fallimento del Teramo qualche anno più tardi la squadra ottiene la promozione in C1 dopo 14 anni. Lundici titolare era: Servili, Arno, Facci, Castelli, Terlizzi, Carrozzieri; Faieta, Biso, Bagalini, De Angelis; Margheriti Pasca, Myrtaj.

La stagione successiva 2002/2003, la prima in C1 dopo tanti anni, parte con tanto entusiasmo, e la squadra viene rinnovata solo in attacco, con Motta e Pepe. Il campionato vede la società teramana confrontarsi con le squadre del girone, e vede fare sue tante partite: le vittorie al Partenio di Avellino, a San Benedetto, a Fermo, a Sassari, i derby vinti largamente, anche con gli odiati cugini del Giulianova, fanno gravitare la squadra nelle sfere alte della classifica: alla fine è quarto posto, che viene vanificato dai play off con il Martina, sconfitto allandata 1-0 ma vincente al ritorno 1-0 e per questo promosso alle finali per il miglior piazzamento 3º. Da qui inizia la parabola discendente della società abruzzese che, qualche anno più tardi, complice scelte errate e ingaggi alti, si ritroverà sommersa da un mare di debiti.

Per il campionato di Serie C1 girone B 2003/2004 lallenatore rimane Luciano Zecchini e la rosa subirà notevoli cambiamenti per laccasarsi di numerosi giocatori della passata stagione nelle categorie superiori. Alla fine sarà 10º posto.

La stagione 2004/2005 si apre con la sconfitta interna contro la Fermana e lesonero di Zecchini avvicendato da Luciano Foschi. La sua gestione, apertasi con la vittoria di Pesaro per 2-1, sarà sciagurata: 7 punti in 8 partite. Richiamato Zecchini, la squadra risale dapprima la classifica arrivando al quinto posto con cinque vittorie consecutive a cavallo del giro di boa, per poi subire un crollo nel ritorno. La stagione termina con la salvezza agguantata alla penultima giornata 0-0 in casa col Padova e il 13º posto. In questo campionato fa la sua prima comparsa limprenditore Polverino, che tra marzo e aprile prima diventerà presidente del Teramo per poi cedere il timone della società nuovamente nelle mani di Malavolta il quale, nel giugno 2005, in una sala comunale gremita, annuncia di aver pagato 1.069.000 euro di debiti al fisco, passo necessario per vivere lavventura in C1.

E lanno seguente stagione 2005/2006 con Marco Cari in panchina il Teramo che viene spostato nel girone A di Serie C1: con il passare delle giornate arriva nelle zone alte della classifica e conquista la quinta piazza per poi essere retrocessa in settima posizione per una decisione della Commissione Disciplinare con una penalizzazione di 4 punti. Tra le gare disputate in questa stagione cè da ricordare il pareggio per 0-0 al Marassi contro il Genoa e l1-1 del ritorno, nonché il 3-2 contro la Fermana a fine primo tempo si perdeva 0-2.

La stagione successiva 2006/2007, che segnerà la retrocessione del Teramo in C2, si apre con 9 punti nelle prime 3 partite a scapito di Ancona, Juve Stabia e Giulianova. Il ruolino dei biancorossi è buono in casa, ma fuori è disastroso e per questo Gabetta viene esonerato alla seconda giornata di ritorno. Il suo successore Fiorucci raccoglie una sola vittoria in mezzo girone di ritorno e richiamare Gabetta non servirà, nonostante i risultati buoni, a cambiare una situazione compromessa. Agli spareggi salvezza il Teramo arriva atleticamente stanco e mentalmente logoro, lAncona ha la meglio e dopo 5 anni di C1, il Teramo ritorna in C2.

Nonostante un ottimo campionato di C2 2007/2008, conclusosi con lottavo posto, lombra del fallimento, che aleggiava già un anno prima, si è materializzato e ha costretto la società a ripartire dalla Promozione. Il 15 luglio 2008, nel giorno del suo 95º compleanno, il Teramo è stato radiato dalla C2.

                                     

1.13. Storia 2009-2015: rinascita e risalita dalla Promozione alla Lega Pro

In seguito al fallimento della Teramo Calcio, una nuova società dal nome Real Teramo viene fondata ed inizialmente guidata da Ernesto Martegiani, unitamente ad altri professionisti teramani. Richiedendo laffiliazione al titolo sportivo, è stata iscritta quindi di diritto al campionato di Promozione regionale, girone A 2009/2010. Appena dopo, la presidenza viene però assunta interamente dallimprenditore del dolciario Luciano Campitelli. I biancorossi hanno chiuso la stagione al primo posto toccando quota 91 punti dopo averlo ipotecato già dopo lundicesima vittoria consecutiva allandata contro lHatria. La gara decisiva fu la vittoria contro lHatria con gol di Mario Orta autore di 30 reti nella partita di ritorno che sancì la promozione in Eccellenza.

Nel 2009/2010 i biancorossi, pur partendo bene 20 punti nelle prime otto giornate hanno incontrato qualche difficoltà, soprattutto a cavallo del giro di boa, che hanno portato allesonero dellallenatore Domenico Izzotti. Da lì in poi, con la squadra affidata a Candido Di Felice, sono arrivate 5 vittorie di fila che hanno condotto il diavolo alla promozione in Serie D con 8 punti di vantaggio sulle inseguitrici, virtualmente conquistata con la vittoria a Castel Di Sangro 1-2. Cannoniere ancora una volta Mario Orta, autore di 47 reti in due stagioni 30 in Promozione e 17 in Eccellenza. Tra le vittorie più importanti quelle con Alba Adriatica 4-0, Notaresco 0-1 allandata e 5-0 al ritorno, Rosetana 1-3, Montesilvano 2-0, Castel di Sangro 1-0 and. 1-2 rit. e Mosciano 2-0. Partita decisiva per la promozione in Serie D fu la vittoria con il Guardiagrele con reti di Lukasz Lenart e Bolzan.

La stagione 2010/2011 nel girone F della Serie D, parte con grandi propositi e con lobiettivo dichiarato di fare almeno i play-off. Alla guida dei biancorossi Rinaldo Cifaldi, e una campagna acquisti di tutto rispetto: tra gli altri Giuseppe Gambino, Luis Federico Arcamone, Davide Borrelli, Gaetano Di Mauro e Carmine Cerchia successivamente Daniele Scartozzi, Emanuele Gabrieli e Filippo Borgogni, oltre al riconfermato Mario Orta. Il campionato parte con tre vittorie di fila contro Cesenatico, Venafro e Luco Canistro, poi due pareggi e la pesante sconfitta di Santarcangelo. La squadra riprende subito la marcia vincendo con la Santegidiese 2-0 e a Bojano 0-2, mantenendo un cammino abbastanza regolare bella la vittoria sulla Jesina per 2-1 e lo spettacolare 4-3 sulla Sambenedettese si issa al primo posto. I risultati continuano ad arrivare anche a inizio girone di ritorno da ricordare la vittoria di Canistro 3-0, ma un alcuni alti e bassi di troppo fanno sì che la società arrivi ad esonerare Cifaldi dopo la sconfitta di Recanati 3-1 per far posto ad Aldo Ammazzalorso tornato a Teramo a 16 anni dallultima vittoria del campionato. La sua esperienza, con 2 punti in 5 partite nel mese di marzo, finisce con la sconfitta interna contro il Rimini 1-2 e sancisce il ritorno di Cifaldi. Da qui in poi la squadra si riprende, con 13 punti nelle ultime 5 giornate importante l1-2 con la Sambenedettese fuori casa e il beffardo 2-2 di Forlì: questo non basta a risalire la vetta, arrivando quindi secondo. Ai play-off liquida 1-0 la Jesina in semifinale, ma nel finale di girone perde una brutta partita col Rimini 1-3 dicendo addio al sogno promozione.

La stagione 2011/2012, nel girone F della Serie D, parte con lobiettivo dichiarato di vincere il campionato. Torneo difficile che presenta lAncona neopromossa e una Sambenedettese con maggiori spunti tecnici rispetto allanno precedente. Alla guida dei teramani arriva Roberto Cappellacci, ex Santegidiese e Valle del Giovenco con un passato da giocatore nel Teramo, e una campagna acquisti che rivoluziona la squadra: dellanno passato rimangono i soli Borrelli e Arcamone, mentre la bandiera della rinascita Orta, non rientrando nei quadri tecnici, va via dopo 3 anni e 57 reti in biancorosso per andare nella vicina San Nicolò. Arrivano però gli attaccanti Bucchi, Lazzarini, Masini e Berra poi ceduto allAngolana a gennaio, i centrocampisti Valentini, Traini, Laboragine, Petrella e Vitone e i difensori Ferrani, la coppia centrale ex Gaeta Calabuig-Speranza e i vari Chovet, De Fabritiis, Filipponi e lestremo Serraiocco. Il campionato parte con un pari contro la Civitanovese, poi 5 vittorie consecutive tra cui l1-3 a San Benedetto del Tronto dimostrano subito le potenzialità della squadra; dopo il pari con il Miglianico, arrivano altre 7 vittorie di fila cui seguono il pari di Riccione e la vittoria con lAtessa. Successivamente arrivano le prime due sconfitte di Ancona e Civitanova al giro di boa, ma ad anno nuovo il Teramo si riprende subito con 3 vittorie di fila prima del pari 1-1 casalingo con la Sambenedettese. A questo punto della stagione i punti di vantaggio sulle rivali sono 4 sulla stessa Samb e 5 sullAncona. Tra febbraio e marzo 5 vittorie, intervallate dal pari di Miglianico, portano allallungo degli aprutini e ad uno sfaldamento delle avversarie che si trovano a 10 e 12 punti di distacco, spalancando di fatto le porte della promozione. In seguito un pareggio e due sconfitte consecutive certificano il calo della capolista, messo a tacere dalla vittoria con il Riccione 2-1 che ipoteca il campionato e dal pari di Atessa 1-1 del 29 aprile, che porta così la squadra stessa a vincerlo con una giornata danticipo. Inutile la sconfitta casalinga con lAncona nellultima giornata. Alla poule scudetto, il Teramo perde la finale col Venezia 3-2 dopo aver battuto Forlì 2-3 e Pontedera 3-1 nel mini-girone, e superato il Salerno 5-3 d.c.r. in semifinale.

La stagione 2012/2013 in Lega Pro Seconda Divisione inizia con qualche difficoltà per la compagine abruzzese. Nel girone di ritorno, il Teramo cresce in gioco, forma atletica e grazie al ritorno in campo del bomber Bucchi dopo un grave infortunio, raggiunge i play off allultima giornata a discapito del Poggibonsi. Al primo turno dei playoff supera lAprlia pareggiando 1-1 in casa e vincendo 0-1. Nella finale dei play-off il Teramo viene battuto dallAquila.

Nella stagione successiva 2013/2014, la squadra si issa subito nei piani alti della classifica e, col 3-0 sul Cosenza, chiude il girone dandata al primo posto con 33 punti e due sole sconfitte. Il ritorno certifica un calo dei biancorossi che concludono la stagione al terzo posto 55 punti-dietro solo a Messina e Casertana e il diritto ad essere ammessi alla nuova Lega Pro unica.

                                     

1.14. Storia Dal 2015 ad oggi: il sogno della B, la retrocessione in Lega Pro e la fine dellera Campitelli

La stagione 2014/2015 vede gli abruzzesi inseriti nel girone centrale dellinedita Lega Pro unica e, dopo le prime due gare a zero punti contro il Pisa 3-1 e il Grosseto 1-3, le successive 4 vittorie portano il Teramo al primo posto. Tra settembre e ottobre i 3 punti in 5 partite e conseguente nono posto certificano un calo che culmina col cambio di modulo: da S. Marino la squadra infila una serie di 24 risultati utili che lo riportano a ridosso della vetta e, nella partita di Ascoli 0-0, a cambiare i propri obbiettivi, ovvero giocarsela fino alla fine. Inizia il girone di ritorno e il Teramo pareggia contro un Pisa decisamente meno forte della prima gara dandata 1-1 gol di Bucchi. Il Teramo ora fa paura agli avversari e nella settimana dopo vince meritatamente 0-1 a Grosseto. Segue un testa a testa con i marchigiani ma dopo i pareggi contro Spal e LAquila, il diavolo va a -4. Qui non si scompone: dopo l1-5 vincente di Carrara, in otto giorni passa dal -4 alla vigilia della gara con la Pistoiese poi 2-0 al +2 post S. Marino inframezzati dallo 0-3 di Piacenza con la Pro. Intanto lAscoli racimola 5 punti in 6 partite e il vantaggio sale a +7 a metà aprile con il pari di Reggio Emilia le vittorie in casa con Tuttocuoio e Lucchese. A Prato si interrompe la striscia dei 24 risultati utili, a cui seguono le vittorie col Pontedera 2-0 e 6790 spettatori ed in trasferta a Savona 1000 tifosi al seguito alla 37ª giornata di campionato, ottenendo inizialmente, con un turno danticipo, la promozione in Serie B. Il campionato si chiude con il 2-2 contro lAscoli in un clima di festa 8.362 paganti e record dincasso e con Lapadula e Donnarumma autori di 21 e 23 reti. Ma il 29 agosto 2015 con la definitiva sentenza di secondo grado della Corte dAppello Federale della Figc, viene retrocesso in Lega Pro con una penalizzazione di 6 punti per responsabilità diretta del presidente Campitelli nel concordare col Savona la decisiva vittoria per la promozione, alla penultima giornata.

La stagione successiva quindi riparte dal -6 e lesordio avviene proprio col Savona alla 4ª giornata per dare tempo al Teramo di riorganizzarsi col mercato. Senza i due attaccanti e senza il ds Di Giuseppe squalificato, la squadra staziona nelle parti medio basse nella prima parte del campionato, ma al giro di boa alcuni risultati utili consecutivi bella la vittoria a Pisa per 2-1 fanno tornare la squadra abruzzese nella parte sinistra della classifica. Si cerca in tutti i modi di raggiungere i playoff ma la sconfitta in casa della Lupa Roma 3-0 spegne definitivamente la speranza di conquistarli. La salvezza arriva con la vittoria casalinga contro la Lucchese per 3-0 e un ottavo posto finale a 43 punti. A fine stagione salutano Vivarini e i giocatori Perrotta, Cenciarelli e Amadio.

La stagione 2016/2017 si presenta con uno staff tecnico rinnovato Zauli all. e Lupo ds ma lesordio è da dimenticare: 1 punto in 4 partite e Zauli viene esonerato. Chiamato Nofri al suo posto, la squadra continua a stazionare nella zona bassa 15 punti in 13 partite e si decide di richiamare Zauli, che riesce a fare peggio della prima esperienza 4 punti in 7 partite. A questo punto si opta per prendere Ugolotti che, da allenatore di categoria, riesce a correggere gli errori difensivi pur rinunciando a dare alla squadra unimpronta offensiva. Il suo modo di giocare porta 20 punti in 14 partite e il quintultimo posto con 40 punti finali. Ai play out la doppia sfida col Lumezzane 1-1 fuori e 0-0 in casa conduce ad una sofferta salvezza.

Il giorno 25 Maggio 2019 con una comunicazione stampa societaria viene dichiarata la cessione delle quote societarie pari al 100% allimprenditore teramano Franco Iachini. Lesito positivo della trattativa sancisce la fine dellera Campitelli durata 11 anni. La stagione 2019/20 sarà la prima dellera Iachini.

                                     

2.1. Colori e simboli Colori

I colori sociali del Teramo sono il bianco e il rosso, dai quali è composta la prima maglia del Teramo che è bianca con strisce rosse verticali, con sopra verso destra il logo del Teramo, pantaloncini rossi e calzettoni bianchi o talvolta rossi. Il colore della seconda livrea del Teramo è rosso con fregi bianchi in basso e sul colletto, calzoncini e calzettoni rossi. La terza divisa è solitamente di colore grigio, blu o nero con lo stemma del Teramo e linee biancorosse, calzoncini e calzettoni neri o rossi.

                                     

2.2. Colori e simboli Stemma

Il simbolo del Teramo Calcio è stato ripreso dal logo storico del Comune di Teramo: uno scudetto sannita bicolore, blu nella parte superiore a forma rettangolare con allinterno la scritta in maiuscolo Teramo Calcio 1913 di colore giallo ocre, rosso nella parte inferiore, a forma di scudetto di dimensioni ridotte, attraversato dalla scritta teramum di colore blu su fondo bianco, posizionata in modo obliquo da sinistra in basso a destra in alto; in ciascuno dei due campi in rosso, creati dallintersecazione della scritta teramum, insiste una croce a punte lobate di colore grigio. Altro simbolo del Teramo Calcio è il diavolo stilizzato.

                                     

2.3. Colori e simboli Inno

Linno ufficiale del Teramo Calcio si intitola Forza Teramo scritto da Gianni DAlessandro e Franco Pellegrini nel 1985 e cantato dal gruppo "Gianni Dale & Company". Esso ha accompagnato i biancorossi sia nelle partite del Vecchio Comunale, sia nel Bonolis.

                                     

2.4. Colori e simboli Mascotte

La mascotte del Teramo è il diavolo, in virtù del fatto che la maglia della squadra abruzzese è rossa, colore tipico della rappresentazione artistica del demonio. Dal 2017 nelle partite casalinghe la squadra è accompagnata in campo dalla mascotte, un diavoletto appunto, chiamato in dialetto dai tifosi "Sajettino" peperoncino.

                                     

3.1. Strutture Stadio

Il Teramo Calcio dal 1928 al 2008 ha giocato le sue gare interne allo Stadio comunale di Teramo, mentre ora gioca le partite casalinghe allo Stadio Gaetano Bonolis inaugurato nel 2008 con un triangolare nel quale si sono affrontati Teramo, Pescina Valle del Giovenco e Celano.

Secondo una convenzione stipulata con il comune, lo Stadio sarà gestito da una società privata Verdebosco S.r.l. per 30 anni dalla data di inaugurazione. La Verdebosco S.r.l. è stata creata per dividere al 50% lazionariato della società tra la ditta costruttrice dellimpianto e la Teramo Calcio. I problemi sorgono allindomani del fallimento sportivo, anno in cui il precedente Presidente, Romano Malavolta Jr., vende le proprie quote della Verdebosco alla ditta costruttrice. Questo genera ancora numerose difficoltà nella gestione e negli accordi tra privato e la nuova società biancorossa. Nel 2019 in seguito alle richieste della Lega Calcio, il Bonolis ha subito un restyling: nellestate vengono aggiunti seggiolini colorati con schienale nei settori di Tribuna e Distinti, inoltre il manto di gioco, ormai deteriorato, è stato sostituito con una superficie sintetica di ultimissima generazione.

                                     

4. Palmarès

Competizioni nazionali

  • Campionato italiano Serie C2: 2
1985-1986, 2001-2002

Competizioni interregionali

  • Campionato italiano Serie D: 2
1973-1974, 2011-2012
  • Campionato Nazionale Dilettanti: 1
1993-94

Competizioni regionali

  • Campionato provinciale ULIC Abruzzo: 1
1933
  • Prima Divisione: 1
1951-1952
  • Promozione: 2
1954-1955, 2008-2009
  • Prima Categoria: 3
1963-1964, 1967-1968, 1968-1969
  • Eccellenza: 1
2009-2010

Altri piazzamenti

  • Lega Pro
Primo posto: 2014-2015 titolo revocato
  • Serie C
Terzo posto: 1940-1941, 1974-1975, 1975-1976
  • Serie C2
Terzo posto: 1983-1984, 1990-1991 Finalista play-off: 2000-2001
  • Lega Pro Seconda Divisione
Terzo posto: 2013-2014 Finalista play-off: 2012-2013
  • Serie D
Secondo posto: 1971-1972, 1972-1973
  • Supercoppa di Lega Pro
Terzo posto: 2015
  • Scudetto Dilettanti
Finalista: 2011-2012
  • Coppa Anglo-Italiana
Finalista: 1984
  • Coppa Italia Dilettanti Abruzzo
Finalista: 2009-2010
                                     

5. Statistiche e record

Partecipazione ai campionati

Campionati nazionali

Il Teramo ha collezionato 66 stagioni a livello nazionale.

Campionati regionali

Il Teramo ha collezionato 18 stagioni a livello regionale.

Statistiche individuali

I due giocatori primatisti di presenze e reti nella storia del team sono Francesco Esposito 313 presenze e Giancarlo Pulitelli 61 reti. Il record di gol di coppia appartiene a Donnarumma-Lapadula che nel campionato di Serie C 2014-2015 segnarono complessivamente 44 reti.

                                     

6.1. Tifoseria Storia

Il principale gruppo ultras della tifoseria teramana era il Devils Korps e dopo il suo scioglimento nel 2007 non cè più stato nessun gruppo di riferimento fino al 2013. Tra gli altri gruppi presenti sui gradoni della Curva Est nel corso degli anni ricordiamo Mods, Teste Calde ed il Commando Ultras Curva Est. La tifoseria, da anni schierata contro il calcio moderno, ha subito una dura repressione da parte delle forze dellordine ed è stata falcidiata da numerosi arresti e diffide, perdendo molti dei suoi componenti e attraversa un periodo di transizione. Dal 2009 in curva è presente il gruppo Teramo Zezza che dalla stagione 2014-2015 segue la squadra in trasferta con adesione alla tessera del tifoso. Da controaltare, nasce nel 2014 il gruppo I 16 Gradoni quelli della vecchia curva Est che continua a mantenere le distanze dalla tessera. Nelle ultime stagioni garantiscono il sostegno nelle trasferte ed in casa posizionandosi nel settore Distinti i gruppi "1913", "Club 1913 Spartaco Piotto" e "Club Biancorosso".

                                     

6.2. Tifoseria Gemellaggi e rivalità

Le amicizie, non veri e propri gemellaggi, attive sono quelli con gli ultras di Martina Franca e di Perugia attivo soprattutto negli anni novanta tra i Mods e gli Ingrifati per la condivisa rivalità con la Ternana. Buoni sono i rapporti con la tifoseria cavese, leccese e reggiana.

La rivalità più grande è sicuramente quella con i "cugini" giallorossi del Giulianova tanto che il derby fra biancorossi e giallorossi viene comunemente chiamato Derby dAbruzzo. Altre rivalità sono con lAscoli, sono con Chieti, LAquila, Ternana, Sambenedettese, Rimini, Fano, Fermana, Maceratese, Civitanovese, Anconitana Jesina e Viterbese.