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ⓘ Palazzo Sannazzari, o Sannazari o Sannazzaro, era un palazzo settecentesco di Milano, in stile neoclassico. Progettato dal Piermarini, architetto del vicino tea ..




Palazzo Sannazzari
                                     

ⓘ Palazzo Sannazzari

Palazzo Sannazzari, o Sannazari o Sannazzaro, era un palazzo settecentesco di Milano, in stile neoclassico. Progettato dal Piermarini, architetto del vicino teatro alla Scala, apparteneva storicamente al Sestiere di Porta Nuova e si trovava in via Marino. Spogliato e saccheggiato durante la sommossa che vide la defenestrazione del Prina e il suo successivo linciaggio nel 1814, venne in seguito demolito dopo che alcuni affreschi superstiti dellAppiani furono strappati per essere trasferiti alla Pinacoteca di Brera.

                                     

1. Storia e architettura

La residenza fu edificata dopo il 1776 sullarea di faccia alla Chiesa di San Fedele prima occupata dalla casa del conte Antonio Greppi che laveva presa in affitto dai Gesuiti di San Fedele, che lì avevano delle case. Il palazzo fu eretto per volere del mercante e filantropo conte Giacomo Sannazzari della Ripa 1755-1804, disponeva di interni particolarmente sfarzosi e di un giardino pensile sulla grande terrazza, che sopperiva allimpossibilità di realizzarne uno vero e proprio per il palazzo. Facevano parte della collezione darte al tempo qui conservata lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, l Assunta di Marco dOggiono e il Guerriero di Ambrogio Figino, che passarono alla morte del conte Sannazzaro 1804 allOspedale Maggiore, erede universale dei beni del Conte. Il quadro di Raffaello fu trasferito presso il palazzo dellAccademia di belle arti di Brera e in generale il palazzo perse tutte quelle attrattive artistiche e naturali che lo avevano reso famoso finché il Sannazzari era rimasto in vita.

Dopo il 1808, anno in cui la casa era ancora vuota dopo la morte del Conte, il palazzo, che conservava comunque gli affreschi dellAppiani, invece passò allo Stato, che ne fece la casa del Ministero delle Finanze del Regno dItalia Giuseppe Prina, qui defenestrato e trucidato dalla folla furente il 20 aprile 1814. In quelloccasione il palazzo venne saccheggiato, depredato e spogliato persino delle inferriate, dei chiodi e delle grondaie; successivamente a questo fatto e vista limpossibilità di salvare ledificio completamente danneggiato, il 25 maggio 1814, il Ministro dellInterno della nuova amministrazione austriaca ne decretò la demolizione e la piazza, così allungata, riprese nuovamente il suo aspetto precedente alla costruzione delledificio.

Allinterno era presente anche il capolavoro dellAppiani noto come Le storie di Apollo, ciclo di affreschi del 1799 comprendente il Carro dApollo le figure in chiaroscuro de Le muse ; gli affreschi vennero strappati nel 1814 in seguito alla rovina del palazzo e trasferiti in parte alla Pinacoteca di Brera e alla Galleria darte moderna.