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ⓘ Leggende metropolitane giapponesi. Le leggende metropolitane giapponesi sono un insieme di fiabe moderne che trattano di creature paranormali e dei loro attacch ..




                                     

ⓘ Leggende metropolitane giapponesi

Le leggende metropolitane giapponesi sono un insieme di fiabe moderne che trattano di creature paranormali e dei loro attacchi, il più delle volte a discapito di vittime innocenti, oppure racconti non soprannaturali, voci e pettegolezzi facenti parte della cultura di massa.

Del primo gruppo fanno parte occasionalmente le storie che trattano di apparizioni di yōkai, creature appartenenti alla mitologia giapponese, e sono per lo più incentrati sulla figura delle onryō, fantasmi giapponesi in grado di ritornare nel mondo dei vivi per cercare vendetta. Alcune leggende metropolitane moderne tendono ad essere ambientate allinterno delle scuole giapponesi e, con elementi accomunanti le leggende yōkai, incorporano racconti educativi nelle loro storie, avvertendo le persone di non prevaricare gli altri, a non girovagare la notte e di non parlare con gli sconosciuti.

Esistono anche leggende metropolitane non sovrannaturali in varie città del Giappone, come il tunnel segreto di Tokyo o la voce su un presunto lavoro come" lavatore di cadaveri”.

                                     

1.1. Leggende metropolitane cultura di massa Incendio e intimo femminile

Il 16 dicembre 1932, un incendio nel centro commerciale Shirokiya di Tokyo provocò 14 morti. Durante lincendio, molte commesse in kimono furono costrette a salire sul tetto delledificio allottavo piano. Le voci diffuse dissero che alcune di queste donne si rifiutarono di saltare sulle reti di sicurezza adibite dai vigili del fuoco sul terreno. Tradizionalmente infatti le donne dellepoca non portavano indumenti intimi sotto il kimono, e preferirono morire piuttosto che saltare e andare incontro a una pubblica umiliazione. Questa notizia attirò lattenzione mediatica anche in Europa. Si dice che dopo quanto accaduto, fu ordinato alle commesse di indossare lintimo sotto i kimono, contrariamente allusanza dellepoca. Contrariamente a queste voci, Inoue Shoichi, professore di costumi giapponesi e architettura presso il Centro Internazionale di Ricerca per gli Studi Giapponesi, ha rigettato la tesi delle donne morte per troppo pudore. Secondo Inoue, la maggior parte delle persone sarebbero state salvate dai vigili del fuoco, e la storia delle donne che preferirono morire con il loro pudore intatto è stata creata ad hoc per gli occidentali. La storia è stata pubblicata in molti libri a tema, tra cui alcuni pubblicati dallAgenzia antincendio. Inoltre, si ritiene che lincendio allo Shirokiya sia stato un catalizzatore per il cambiamento della moda giapponese del tempo; in particolare fu introdotta lusanza di indossare biancheria intima alloccidentale, anche se non ci sono prove a sostegno di questa tesi.

                                     

1.2. Leggende metropolitane cultura di massa Made in Usa

Nel 1960, quando leconomia era ancora in difficoltà a seguito della seconda guerra mondiale, si vociferava che il governo del Giappone avesse rinominato una città "Usa", in modo che i prodotti esportati potessero essere etichettati come "MADE IN USA, GIAPPONE". Questo presumibilmente per dare limpressione che i prodotti fossero originari degli Stati Uniti, avvantaggiarsi nelle ispezioni doganali, ma ancora più importante contrastare lo stigma che vedeva i prodotti giapponesi inferiori a quelli americani. Tuttavia, la città di Usa, nella prefettura di Ōita, possedeva questo nome già prima della guerra, in quanto associata al nome del santuario Usa dallVIII secolo. Inoltre, Usa non è un importante centro dellindustria giapponese e i prodotti esportati dovrebbero essere etichettati con il paese di origine, non con la città.

                                     

1.3. Leggende metropolitane cultura di massa Sony Timer

Tempo fa si vociferava che la Sony Corporation avesse installato un dispositivo in tutti i suoi prodotti di elettronica in modo da causare un malfunzionamento o un guasto subito dopo che la garanzia fosse scaduta, una forma illegale di obsolescenza pianificata. Tutto ciò non ha mai avuto riscontri ufficiali; è improbabile che la Sony avesse esplicitamente aggiunto dispositivi per determinare una scadenza per i suoi hardware, tuttavia il Sony timer fu identificato come un dispositivo capace di far resistere i prodotti fino alluscita di una nuova linea. Alla riunione annuale degli azionisti del 2007, lallora presidente Ryōji Chūbachi ammise di essere a conoscenza del termine Sony timer.

                                     

2.1. Leggende metropolitane maledizioni Lo spot maledetto della Kleenex

Nel 1980, la Kleenex, per pubblicizzare i suoi fazzoletti, mandò in onda tre spot in Giappone, nei quali compariva una donna vestita con una toga bianca e un bambino vestito come un orco giapponese, entrambi seduti sulla paglia. Ogni annuncio aveva la canzone Its a Fine Day di Jane & Barton in sottofondo. Molti spettatori trovarono lo spot inquietante. Alcuni denunciarono che secondo loro la musica suonava simile a una vecchia canzone folk tedesca, le cui parole contenevano una maledizione, benché il testo della canzone dello spot fosse in inglese. A causa dellatmosfera inquietante molte voci cominciarono a circolare sul cast, ad esempio che molti degli attori andarono incontro a una morte prematura a causa di strani incidenti e che la protagonista dello spot, Keiko Matsuzaka, fosse rimasta incinta di un bambino-demone.

                                     

2.2. Leggende metropolitane maledizioni Linferno di Tomino

La leggenda dellinferno di Tomino parla di una poesia dal testo disturbante che porterebbe alla morte chiunque la leggesse ad alta voce o la ascoltasse. Il primo a parlare della poesia maledetta fu Inuhiko Yomota nel suo libro Kokoro wa korogaruishi no yō ni. La leggenda narra di Tomino, una bambina giapponese affetta da disabilità fisica e odiata dalla famiglia. Questo stile di vita portò Tomino alla follia, che scrisse una poesia dal testo demoniaco per sfogare tutto lodio provato verso i genitori, maledicendo chiunque la leggesse. I genitori di Tomino, trovando e leggendo la poesia, rimasero traumatizzati. Per punire la figlia la chiusero in cantina, dove morì di polmonite. Si dice che lanima della bambina si sia impressa nelle parole della poesia, infittendo ancora di più la maledizione.

                                     

2.3. Leggende metropolitane maledizioni La maledizione del parco di Inokashira

Nel parco di Inokashira, a Tokyo, si trova un lago dove i visitatori possono noleggiare barche a remi. Gira voce che, qualora una coppia facesse un paio di giri su una barca, il loro rapporto finirebbe per rompersi. La leggenda è collegata a un santuario locale dedicato a Benzaiten; si dice infatti che la divinità sia molto gelosa e vendicativa e faccia sì che le coppie si lascino appena dopo luscita in barca.

                                     

2.4. Leggende metropolitane maledizioni La maledizione del Colonnello

La maledizione del Colonnello si dice sia la causa dello scarso rendimento della squadra giapponese di baseball Hanshin Tigers nel campionato giapponese. Nel 1985 i supporter degli Hanshin Tigers festeggiarono la prima e finora unica vittoria del titolo; presi dallentusiasmo, gettarono una statua del Colonnello Sanders fondatore e mascotte di Kentucky Fried Chicken nel canale Dōtonbori, a Osaka. Da allora la squadra non ha più vinto il campionato, e alcuni tifosi sono convinti che la squadra non potrà più farlo finché la statua non verrà recuperata, cosa parzialmente avvenuta il 10 marzo 2009.

                                     

3.1. Leggende metropolitane sovrannaturali Aka manto

Aka manto è uno spirito che infesta i bagni e che risiede nellultima cabina delle toilette femminili. Solitamente vestito di un mantello, di una cappa o di una veste rossa, alcune versioni lo descrivono inoltre con indosso una maschera per coprire il viso, troppo bello per essere mostrato. Quando le malcapitate vittime sono chiuse nella propria cabina, una voce misteriosa chiede loro se vogliono "carta rossa" o "carta blu" in altre versioni al posto della carta cè la veste o il mantello. Se si opta per la carta rossa, si viene uccisi violentemente e i propri vestiti vengono intrisi di sangue. Se si opta per il blu, si va incontro a una morte per strangolamento o dissanguamento, lasciando il viso o la pelle di un colore bluastro. Se si sceglie un altro qualsiasi colore si viene trascinati allinferno da delle mani che appaiono dal pavimento.

                                     

3.2. Leggende metropolitane sovrannaturali Passeggero fatale

La leggenda racconta di un autista solitario che percorre col suo taxi una strada buia durante la notte. Allimprovviso appare una persona che chiede di salire. La persona si siede sempre e solamente nei sedili posteriori dellautovettura e chiede di essere portato in un luogo di cui il tassista non ha mai sentito parlare. Quando chiede informazioni al passeggero, questultimo gli fornirà indicazioni sempre più complesse fino a portarlo in vicoli e strade sconosciuti di campagna. Dopo aver percorso questa distanza il conducente incomincia a sentirsi a disagio. Si gira verso il sedile posteriore per chiedere al passeggero il luogo esatto in cui si trovano, ma a quel punto si accorge che egli è svanito nel nulla. Il tassista si rigira verso il volante giusto in tempo per rendersi conto che la sua vettura sta precipitando dal bordo di un precipizio.

                                     

3.3. Leggende metropolitane sovrannaturali Gozu

Gozu traducibile come "testa di bue", è una leggenda metropolitana giapponese che si ritiene così orribile al punto che le persone che la leggono, la ascoltano o ne sentono parlare vengono sopraffatte da una paura così grande da tremare violentemente per giorni e giorni fino alla morte. Una variante parla di un insegnante che racconta la storia ai suoi alunni in un momento di noia, con la conseguenza di renderli catatonici e far perdere loro la memoria. Altre varianti includono il dettaglio che nessuno è in grado di raccontare la storia dal momento che si muore dopo averla sentita. La storia di Gozu pare essere un racconto inedito dello scrittore di fantascienza Sakyō Komatsu, ma non ci sono prove che colleghino lautore alla leggenda. Esistono infine un racconto popolare ucraino, chiamato Testa di mucca, che narra le vicende di una donna diventata particolarmente fortunata dopo aver offerto cibo e riparo a una testa di mucca priva di corpo che le fa visita una notte, così come un film del 2003 chiamato Gozu, diretto da Takashi Miike, ma entrambi non sono riconducibili alla leggenda.



                                     

3.4. Leggende metropolitane sovrannaturali Jinmenken cani dai volti umani

I jinmenken sono sostanzialmente dei cani dai volti umani che ipoteticamente appaiono la notte nelle aree urbane giapponesi, aggirandosi e muovendosi tra le autostrade a grande velocità. Il jinmenken sembra essere in grado anche di comunicare con gli esseri umani, ma il più delle volte si dimostra scortese, chiedendo di essere lasciato solo. Al contrario delle più famose leggende giapponesi, il cane dal volto umano non è famoso per uccidere le sfortunate persone che si trovano sul suo cammino; si pensa piuttosto abbia avuto origine da un errato esperimento scientifico o che sia lincarnazione degli spiriti di vittime di incidenti stradali. Una spiegazione plausibile al fenomeno potrebbe essere che le persone che si sono imbattute nel jinmenken abbiano visto in realtà un macaco, il che spiegherebbe la pelliccia simile a quella di un cane, il volto simile a quello umano e landatura da quadrupede.



                                     

3.5. Leggende metropolitane sovrannaturali Kokkuri-san

Kokkuri è una versione giapponese della tavola ouija, che divenne popolare durante lera Meiji. Invece di utilizzare la tavoletta già provvista di lettere e planchette, i "giocatori" scrivono i caratteri hiragana su un foglio ponendo le dita su una moneta, prima di porgere a Kokkuri-san una domanda. Questo è un gioco molto popolare nei licei e, come per la tavola ouija occidentale, molte voci e leggende lo circondano. Alcune dicono che Kokkuri-san sia in grado di dire ai giocatori la data della loro morte, mentre altri dicono che si può anche non chiedere nulla, ma è necessario finire il gioco in modo corretto, sia salutando Kokkuri-san prima di lasciare il tavolo, sia disfandosi degli oggetti utilizzati per il gioco entro un certo limite di tempo, come ad esempio spendere la moneta o esaurire linchiostro della penna utilizzata per scrivere gli hiragana. In caso contrario, i giocatori andranno incontro a disgrazie o perfino alla morte.



                                     

3.6. Leggende metropolitane sovrannaturali Kuchisake-onna

Coloro che camminano da soli la notte rischiano di imbattersi nella Kuchisake-onna, una donna dalla bocca completamente squarciata da orecchio a orecchio. Ella ha labitudine di nascondersi il viso con una mascherina fatto comune per i giapponesi, che la utilizzano per proteggere gli altri da possibili contagi da raffreddore o influenza, chiedendo a colui che incontra: "Sono bella?". Se la persona risponde no, viene uccisa con delle forbici che Kuchisake porta sempre con sé, se risponde sì, la donna si toglie la mascherina mostrando il viso sfigurato e riproponendo la domanda. In questo caso non cè scampo, se si risponde no si viene uccisi, se si risponde sì si subisce la sua stessa mutilazione alla bocca. Un modo per sfuggire a Kuchisake sarebbe quello di rispondere" sei così così” mettendola in confusione, o lanciarle della frutta e scappare mentre lei se ne nutre.

                                     

3.7. Leggende metropolitane sovrannaturali Teke-teke

Teke-teke è una leggenda metropolitana giapponese, riguardante una ragazza che saltò o cadde sopra i binari e fu tagliata a metà dal treno in arrivo. La storia narra di un ragazzo che andando via da scuola, sentì un rumore alle sue spalle. Voltandosi vide una bella ragazza affacciata ad una finestra. La giovane aveva le braccia posate sul davanzale, e lo fissava. Accortasi di essere osservata, la ragazza sorrise e strinse le braccia intorno al corpo. Allimprovviso, cadde dalla finestra e atterrò sul suolo. Il ragazzo si rese conto, con orrore, che la ragazza era priva della parte inferiore del corpo. La ragazza iniziò ad avvicinarsi, correndo sui gomiti e producendo un rumore simile ad un teke-teke-teke. Il ragazzo provò a camminare, ma paralizzato dalla paura non si mosse. In pochi secondi, lei fu sopra di lui, estrasse una falce e lo tagliò a metà, rendendolo come lei. Si dice che i malcapitati che vengano uccisi in questo modo diventino teke-teke a loro volta.

                                     

3.8. Leggende metropolitane sovrannaturali Toire no Hanako-san

Come nella maggior parte delle leggende giapponesi, anche la leggenda di Hanako-san ha a che fare con i bagni delle scuole nipponiche. Hanako-san di solito sta chiusa nella terza cabina del bagno del terzo piano, anche se il suo nascondiglio può cambiare da scuola a scuola. Si tratta principalmente di una ragazza-fantasma che passa il suo tempo a terrorizzare chiunque tenti di interagire con lei o che abbia il coraggio di disturbarla. Si può richiamare la sua attenzione bussando per tre volte alla porta, chiamando il suo nome e facendole una domanda. Spesso le viene chiesto: "Sei lì, Hanako-san?". Se Hanako-san è in quel bagno, allora si udirà una debole voce rispondere: "Sì, sono qui". E chiunque si azzardi, spinto da curiosità, ad aprire la porta per vederla, vedrà una ragazzina vestita di rosso che vi saluta, trascinandovi dentro il bagno. Tuttavia sembra essere per lo più innocua se ci si tiene alla larga dalla cabina in cui si è rinchiusa.

                                     

4. Nei media

Hanako-san

  • 1998 - Shinsei toire no Hanako-san di Yukihiko Tsutsumi
  • 1995 - Toire no Hanako-san di Jōji Matsuoka
  • 2013 - Toire no Hanako-san: shin gekijō-ban di Masafumi Yamada

Teke-teke

  • 2009 - Teketeke 2 di Kôji Shiraishi
  • 2006 - Otoshimono di Takeshi Furusawa
  • 2009 - Teketeke di Kōji Shiraishi

Serie TV

  • 1999 - Honto ni Atta Kowai Hanashi
  • 2008 - Guren Onna
  • 2012 - Toshi Densetsu no Onna
                                     

4.1. Nei media Kuchisake-onna

  • 2008 - Kaiki toshi-densetsu - Kuchisake-onna di Tōru Kikkawa
  • 1996 - Kuchisake-onna di Teruyoshi Ishii
  • 2008 - The Slit-Mouthed Woman 0: The Beginning di Kazuto Kodama
  • 2005 - Kannô byôtô: nureta akai kuchibiru di Takaaki Hashiguchi
  • 2008 - Carved 2 di Kotaro Terauchi
  • 2007 - Carved di Kōji Shiraishi
                                     

4.2. Nei media Hanako-san

  • 1998 - Shinsei toire no Hanako-san di Yukihiko Tsutsumi
  • 1995 - Toire no Hanako-san di Jōji Matsuoka
  • 2013 - Toire no Hanako-san: shin gekijō-ban di Masafumi Yamada
                                     

4.3. Nei media Teke-teke

  • 2009 - Teketeke 2 di Kôji Shiraishi
  • 2006 - Otoshimono di Takeshi Furusawa
  • 2009 - Teketeke di Kōji Shiraishi
                                     

4.4. Nei media Manga e Anime

Nota: I nomi riportati sono quelli delledizioni originali giapponesi.

  • Kuchi-sake onna
  • Nurarhyon no Mago
  • Gugure! Kokkuri-san
  • Kuchisake onna densetsu
  • Kibengakuha yotsuya senpai no kaidan
  • Furanken furan
  • Heisei tanuki gassen Ponpoko
  • Hanako to gūwa no tera
  • Jigoku sensei nūbē
  • Gakkō no kowai uwasa: Hanako-san ga kita
  • Toshi densetsu