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ⓘ Ferriera di Servola. La Ferriera di Servola è un complesso industriale specializzato nella produzione di ghisa, sito a Servola, un rione di Trieste. Si estende ..




Ferriera di Servola
                                     

ⓘ Ferriera di Servola

La Ferriera di Servola è un complesso industriale specializzato nella produzione di ghisa, sito a Servola, un rione di Trieste.

Si estende per 560.000 metri quadri, in cui sorgono la cokeria, limpianto di agglomerazione, due altiforni e la macchina a colare per la solidificazione della ghisa in pani. È dedito alla produzione di ghisa, destinata ai settori metalmeccanico e siderurgico.

                                     

1. Storia

La Ferriera viene costruita nel 1896 dalla Krainische Industrie Gesellschaft Società Industriale della Carniola di Lubiana, per la produzione di ghisa e ferrolega destinata a rifornire gli altri impianti siti nellImpero austro-ungarico.

Nel 1918 Krainische Industrie, al termine della Grande Guerra si ritrovò con tre stabilimenti, siti in tre territori diversi, conseguentemente allo smembramento dellImpero Austro-Ungarico: uno nel Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, uno in Austria e uno in Italia, appunto.

                                     

1.1. Storia In Ilva

Nel 1924 la ferriera fu presa in affitto da Società Altiforni e Acciaierie della Venezia Giulia fino al 1931, quando entrò a far parte di ILVA IRI-Finsider, arrivando ad occupare 1.670 dipendenti nel 1939: in quegli anni fu oggetto di profondi interventi di ammodernamento e potenziamento.

Nel 1961 ILVA si fonde con Acciaierie di Cornigliano, dando vita ad Italsider, che divenne il nuovo proprietario dellimpianto triestino: lacciaieria viene dismessa ma si amplia il reparto fonderia.

Nel 1982 lo stabilimento viene ceduto a Attività Industriali Triestine Acciaierie di Terni, sempre IRI-Finsider.

                                     

1.2. Storia La privatizzazione

Con il 1988 arriva la privatizzazione con la cessione dellimpianto al Gruppo Pittini: la nuova gestione investe 300 miliardi di lire, riammoderna laltoforno e costruisce una nuova acciaieria a colata continua, continuando ad essere lunico produttore di pani di ghisa in Italia. La crisi del mercato del 1993 non gli permette però di rientrare dei capitali e la Ferriera, che ora si chiama Altiforni e Ferriere di Servola - AFS S.p.A., è commissariata, con il conseguente blocco di tutti gli impianti ad eccezione della cokeria.

Nel 1995 subentrano Lucchini 80% e Bolmat con il 20%, di Bruno Bolfo -titolare di Duferco- e di Vittorio Malacalza che sborsano 53 miliardi di lire per otterne la proprietà: gli impianti sono gradualmente riavviati: occupa in quegli anni 600 dipendenti effettivi.

Nel 2002 viene chiusa lacciaieria e limpianto si regge grazie ad altoforno, cokeria e alla centrale termoelettrica, alimentata dai gas di risulta che vengono ceduti in regime di Cip6, a tariffazione agevolata.

Nel febbraio 2005 il gruppo russo Severstal acquisisce il 62 per cento della Lucchini, arrivando progressivamente fino al 100%.

Dal 21 dicembre 2012 a seguito della richiesta di amministrazione straordinaria presentata dalla stessa azienda, il Ministero dello sviluppo economico ha designato Piero Nardi quale Commissario di Lucchini S.p.A. in a.s., società alla quale Servola lega il suo destino.

Nel 2015 il gruppo italiano Arvedi acquisisce lintero impianto, già inserito nelle aree di crisi complessa, e sottoscrivendo un Accordo di Programma con le istituzioni per la messa in sicurezza ambientale e la reindustrializzazione dellintera area.



                                     

2. Dati

La Ferriera di Servola nel 2011 ha prodotto 369.1 kt di ghisa liquida e 328.8 kt di ghisa in pani. Il ciclo produttivo dello stabilimento si compone di cokeria, impianto di agglomerazione, altoforno e impianto di colaggio ghisa. Oggi è lunico sito siderurgico che produce ghisa in Italia.

                                     

3. Controversie

È chiamata LIlva del Nord-Est a causa dellinquinamento ambientale prodotto con lemissione di polveri sottili nonché morti sospette tra i dipendenti, secondo i sindacati, affermazioni che si scontrano con le dichiarazioni del Direttore dello Stabilimento che afferma la regolarità ambientale dellimpianto.