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ⓘ Rivolta albanese del 1912. La rivolta albanese del 1912 avvenne nei territori dellImpero ottomano dal gennaio allagosto di quellanno. Dopo una serie di successi ..




Rivolta albanese del 1912
                                     

ⓘ Rivolta albanese del 1912

La rivolta albanese del 1912 avvenne nei territori dellImpero ottomano dal gennaio allagosto di quellanno. Dopo una serie di successi, i rivoltosi riuscirono a prendere possesso di Üsküb ottenendo infine in settembre laccettazione delle proprie richieste da parte della Sublime porta.

                                     

1. Antefatti

Le principali motivazioni della rivolta albanese furono le modifiche introdotte dal regime ottomano dei Giovani Turchi, come ad esempio laumento della tassazione, lintroduzione della coscrizione obbligatoria e il disarmo delle milizie civili albanesi. Rivolte erano in corso o erano scoppiate anche in Siria e nella penisola araba, mentre nellattuale Albania, allora divisa tra vari vilayet, la popolazione si era già sollevata nel 1910 sotto la guida di Idriz Seferi e Isa Boletini con il supporto dei regni di Bulgaria e del Montenegro, venendo però sconfitti dopo due settimane di scontri.

Nel giugno 1911 il sultano Mehmet V visitò Pristina e dichiarò lamnistia per tutti i rivoltosi, eccetto quelli che si erano macchiati di omicidi. Per prevenire ulteriori attriti Mehmet V autorizzò anche alcune concessioni, come la costruzione di scuole albanesi, la sospensione per due anni delle tasse e della coscrizione obbligatoria comunque limitata al solo vilayet del Kosovo e la nomina di personale del governo in grado di parlare la lingua albanese. Alla fine dellanno Ismail Kemali, scelto da un gruppo di parlamentari albanesi come loro capo, chiese al parlamento ottomano di elargire nuovi diritti amministrativo-culturali agli albanesi, una richiesta rafforzata nel gennaio 1912 dal deputato, anchesso albanese, Hasan Prishtina, che mise in guardia il parlamento dalla probabile rivolta che sarebbe scoppiata in Albania se il governo dei Giovani Turchi non avesse mutato linea politica. Concordi nelle loro idee, Kemali, Prishtina e altri parlamentari tra cui Essad Pascià, decisero di comune accordo di organizzare una rivolta in Albania. Il solenne giuramento si svolse nella casa del deputato Syreja Bey.

Venne deciso che Kemali si sarebbe preoccupato di far arrivare nel Kosovo, facendoli passare per il Montenegro, quindicimila fucili Mauser, mentre Prishtina avrebbe ricercato lappoggio della Bulgaria proponendo al deputato bulgaro Pavlof, incontrato al consolato britannico di Üsküb nome turco dellodierna Skopje, la creazione di uno Stato albanese-macedone. Al tempo stesso, il console britannico promise lappoggio del suo paese ai rivoltosi; in seguito, durante la rivolta, fu proprio grazie al consolato che Kemali, in viaggio per lEuropa a raccogliere fondi e supporto internazionale, riuscì a tenersi in contatto con Prishtina.

                                     

2. Scoppio della rivolta

La rivolta esplose per prima nel vilayet del Kosovo capeggiata, tra gli altri, da Prishtina, Riza bej Gjakova, Bajram Curri e Nexhip Draga Essad Pascià invece diede il via alla rivolta nellAlbania centrale e nel distretto di Mirdita. Soldati e ufficiali albanesi in servizio nellesercito ottomano disertarono e si unirono agli insorti. Entro agosto i rivoltosi avevano il pieno controllo dei vilayet del Kosovo e di parte dei vilayet di Monastir, Janina e Scutari, grazie anche alla guerra italo-turca che distolse lattenzione dellesercito ottomano, debilitato inoltre dal fatto che i soldati musulmani erano restii a prendere le armi contro una popolazione della stessa religione qual era quella albanese.

Nel marzo 1912 intanto gli albanesi del Kosovo riuscirono a pubblicare in Bulgaria un giornale in cui avanzarono ai Giovani Turchi una serie di richieste che riprendevano, rafforzandole, le concessioni che aveva fatto Mehmet V nel 1911. I ribelli, comunque, non erano tutti uniti sulla strada da intraprendere per il futuro: parte della popolazione appoggiava i Giovani Turchi, altri erano favorevoli al liberalismo, mentre altri ancora auspicavano un ritorno allautocrazia del sultano Abdul Hamid II, predecessore di Mehmet V. Nonostante queste divisioni i ribelli riuscirono a presentare, il 9 agosto, altre richieste i cosiddetti "quattordici punti" che possono essere sintetizzate come segue:

  • libertà di istituire scuole private e società economiche;
  • autonomia dellamministrazione e della giustizia per i vilayet albanesi;
  • il servizio militare nei vilayet albanesi sarebbe stato obbligatorio solo in tempo di pace;
  • invio alla corte marziale degli ufficiali dellesercito che si erano opposti alla ribellione albanese.
  • creazione di nuovi licei e scuole agricole nei distretti più grandi dei vilayet albanesi;
  • amnistia per tutti i ribelli albanesi;
  • riorganizzazione e modernizzazione delle scuole religiose e uso dellalbanese come lingua nelle scuole normali;
  • ingresso nel governo turco di persone in grado di parlare lalbanese, anche non necessariamente provenienti dallAlbania;
  • dare un impulso al commercio, allagricoltura e alle opere pubbliche;

Il 4 settembre il governo ottomano pose fine alla rivolta accettando tutti i punti.

                                     

3. Conseguenze

Il successo degli albanesi e landamento sfavorevole della guerra con lItalia resero evidenti le debolezze dellImpero ottomano. Allo stesso tempo, la concessione dellautonomia ai vilayet albanesi rappresentò una seria minaccia per la sopravvivenza dei cristiani del posto e aprì la strada alla contesa riguardo alla creazione della cosiddetta "Albania etnica", che il Regno di Serbia preferiva invece spartire tra i membri della Lega Balcanica.