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ⓘ Intercalari. Gli intercalari sono sequenze di suoni che vengono inserite nella frase e nel flusso comunicativo spesso in maniera automatica e irriflessa. Tali e ..




                                     

ⓘ Intercalari

Gli intercalari sono sequenze di suoni che vengono inserite nella frase e nel flusso comunicativo spesso in maniera automatica e irriflessa. Tali elementi, in genere, non veicolano un particolare contenuto, da un punto di vista semantico, né assolvono qualche specifica funzione nel determinare la strutturazione del testo. Essi, tuttavia, possono assolvere a funzioni espressive, punteggiando il procedere delleloquio o del discorso. La loro natura grammaticale può essere la più varia: si può trattare di nomi, di avverbi, aggettivi, interi enunciati o espressioni, sempre, però, svuotati dal loro significato originario e piegati a un diverso utilizzo. Per questo, da un punto di vista linguistico, non sembrano classificabili in una categoria propria. Raffaele Simone, ad esempio, ha proposto di classificarli sotto la dicitura di "frammenti di enunciato".

Per la loro marcata caratteristica di emissione, quasi sempre irriflessa, gli intercalari sono spesso classificabili sotto la specie sociolinguistica del cosiddetto tic linguistico. Tuttavia, vi sono tic linguistici che non sono da considerare intercalari, dal momento che, pur essendo forme insistite e quasi irriflesse di alcuni parlanti, non sono svuotate di un significato ma, anzi, assumono una precisa e consapevole funzione semantica, anche se questa può apparire pleonastica, o, peggio, "deviata" o ambigua, come è il caso di alcune espressioni affermatesi nella lingua italiana di fine Novecento, come assolutamente sì/no, piuttosto che, ecc.

Sono forme tipiche del linguaggio parlato e, per questo, delleloquio orale riflettono la natura più spontanea e meno organizzata rispetto alle forme in genere più sorvegliate della produzione scritta. Tuttavia, gli intercalari compaiono spesso, in forma scritta, nella proposizione di forme dialogiche orali ad esempio, nei romanzi. Anzi, questa forma viene spesso usata per connotare e caratterizzare il personaggio o per riprodurre, sulla pagina scritta, la naturalezza del linguaggio parlato.

                                     

1. Esempi

Un esempio tipico di intercalare è considerata la frase "è vero", quando ripetutamente inserita a punteggiare il discorso senza riferimento al suo senso compiuto: "La cellula è lunità morfofunzionale cioè di forma e di funzione degli organismi viventi, ed è la più piccola struttura ad essere classificabile è vero come vivente.".

Altri esempi sono allora, appunto, diciamo, insomma, non so. Nella cultura giovanile i mutevoli fenomeni hanno dato vigore a intercalari come voglio dire, a cui sono subentrati niente, e, in seguito, non esiste o tipo usato come "più o meno".

                                     

2. Fattori di variabilità diastratica, diatopica, diacronica, diamesica, individuale

Esistono intercalari che sono tipici di alcune varietà regionali della lingua: ad esempio, il siciliano "minchia", spesso abbreviato in "mi.". Altri esempi sono il vabbuò di area linguistica meridionale, il belin e il mia ligure, il socmèl bolognese, la pota di area bergamasca/bresciana/cremasca, il diofà e il bon e il neh piemontese, l aoh romano, il ciò veneto, il dè livornese o pisano, ecc. Altri, invece, sono forme tipiche di varietà gergali e sono diffusi, ad esempio, nel linguaggio giovanile, o nel linguaggio di internet. "Cioè", ad esempio, ha avuto una fortissima connotazione di intercalare giovanile e fa parte di un ricco repertorio di intercalari che sono tipici del "linguaggio delle interrogazioni": voglio dire, niente, praticamente, per così dire, tipo.

A volte, alcuni intercalari si diffondono prepotentemente al di fuori dei loro ambiti ristretti o delle loro nicchie per effetto del potere di arbitraggio sulle variazioni della lingua italiana svolto, dai mass media, soprattutto dagli ultimi decenni del Novecento, attraverso la televisione e il linguaggio pubblicitario e dalla loro potente influenza sulla cultura di massa. È il caso delle forme siciliane minchia o mi., diffuse ampiamente al di fuori dellambito regionale originario proprio grazie influenza di modelli televisivi, delle forme romanesche ammàzza o aoh, la cui influenza potrebbe derivare dalla fama di attori come Alberto Sordi, o delle forme piemontesi bon e neh, veicolate fuori dai loro ambiti regionali dalla popolarità televisiva di Luciana Littizzetto.

                                     

2.1. Fattori di variabilità diastratica, diatopica, diacronica, diamesica, individuale Variabilità individuale

In ogni caso, luso degli intercalari incontra fattori di notevole variabilità soggettiva e ciascun parlante può manifestare la sua predilezione per questa o quella forma. Queste scelte "personali", unite, eventualmente, allinsistenza ripetuta, fanno sì che, spesso, gli intercalari diventano particolarmente "connotanti" della persona che li utilizza: questo è particolarmente avvertibile nel caso dei personaggi che vivono su una dimensione pubblica e godono, per questo, di una notevole visibilità: ne sono esempio, in questo caso, "il veda di Gianni Agnelli 1921-2003, mi consenta di Silvio Berlusconi stesso". In casi come questi, lintercalare fornisce spesso lo spunto, a comici e imitatori, per un utilizzo connotante in chiave umoristica e parodistica.

                                     

3. Linguaggio scritto e letterario

Un effetto analogo viene spesso ricercato da romanzieri e drammaturghi che possono metterli in bocca a specifici personaggi letterari. In questo modo, gli intercalari diventano efficaci strumenti espressivi per raggiungere determinati scopi che lautore si prefigge. Ad esempio, ottenere una "resa" più naturale degli scambi dialogici, o per suggerire lappartenenza del parlante, oppure per caratterizzare il personaggio con effetti, di volta in volta, neutri, comici, parodistici ecc.

Variabilità diacronica

Anche gli intercalari, come molti altri fenomeni linguistici, subiscono leffetto di mode e riflussi: ad esempio, lespressione "per dio" è avvertita come sconveniente, in Italia, mentre in passato, fino agli inizi del Novecento, era una forma pacificamente accettata, anche nei contesti più formali e controllati del linguaggio letterario.

                                     

4. Turpiloquio, tabù e blasfemia

Spesso gli intercalari appartengono al turpiloquio e sono costituiti da parole oscene o, comunque, da termini che sono oggetto di tabù linguistici: si tratta di parole molto spesso presenti nelleloquio informale ma che, quando sono usate come intercalari ma anche come interiezioni, sono quasi del tutto svuotate dal loro significato.Un esempio molto frequente è luso della parola "cazzo"o del già citato "minchia", ecc. in frasi come io ci sono andato e quelli mi hanno fatto prima aspettare unora e poi mi hanno detto di ritornare tra una settimana".

A volte, gli intercalari contengono riferimenti a elementi della dimensione sacra o mitologica: "per dio", "Dio mio", "Madonna" Che madonna avete combinato? ", "per Giove", "per Ercole", ecc. In alcune regioni esiste luso di intercalare al discorso delle vere e proprie bestemmie, anche se, solitamente, svuotate del loro intento blasfemo.

Sia le parole oscene, sia i tabù verbali, sia le espressioni blasfeme, sono spesso oggetto di forme di autocensura attraverso alterazioni ed eufemizzazioni: ad esempio, cacchio sta per cazzo, cribbio per Cristo, diamine per diavolo, dinci o dindirindina per Dio, madosca per Madonna.



                                     
  • questi studi negli anni intercalari febbraio poteva avere una durata variabile di 23 o 24 giorni ed era seguito da un mese intercalare della durata fissa di
  • assistente agli intercalari Miss Hokusai 2015 intercalari Taifuu no Noruda 2015 intercalari The Boy and the Beast 2015 intercalari Kono Danshi
  • intercalari chiamati Ayyám - i - Há. Ci sono quattro giorni intercalari per gli anni normali e cinque i bisestili. L introduzione dei giorni intercalari segna
  • alternativamente di 30 e 29 giorni, con un mese intercalare adhikamasa aggiunto ogni 19 anni e 11 giorni intercalari adhikavara aggiunti nell arco di 57 anni
  • solito la separazione degli ormogoni avviene per opera di eterocisti intercalari Derivano da tricomi, e restano ancorate alla guaina per un certo periodo
  • vengono creati una serie di fotogrammi definiti inbetweens o tweens, intercalari tra un fotogramma di partenza e uno di arrivo definiti keyframe
  • notare che i giorni intercalari andrebbero ad alterare la tradizionale cadenza in quanto la settimana contenente il giorno intercalare sarebbe di otto giorni
  • sinodici - lunari pari a 354 giorni per anno che aveva bisogno di mesi intercalari per rimanere al passo con le stagioni. Con il tempo questo calendario
  • ed extralobulari gli intralobulari sono divisi a loro volta in dotti intercalari e dotti striati o salivari, gli extralobulari sono invece raggruppati
  • da Alessandro Dolcetta, è stato presentato a Lucca Comics Games. Intercalari di Sabina Canobbio su Enciclopedia Treccani. Alberto Menarini, Fra
  • Le aree di contatto sono denominate dischi intercalari Nella parte citoplasmatica dei dischi intercalari c è la linea Z. L unione delle fibre è sia meccanica
  • è, nel campo dello spettacolo, un artista in grado di assumere voce, intercalari modi di dire e rumori, gestualità e movimenti particolari compresi