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ⓘ Teatro Brendel. Ledificio conserva al proprio interno un piccolo teatro presumibilmente sorto nella prima metà dellOttocento e che comunque di questo periodo co ..




Teatro Brendel
                                     

ⓘ Teatro Brendel

Ledificio conserva al proprio interno un piccolo teatro presumibilmente sorto nella prima metà dellOttocento e che comunque di questo periodo conserva il carattere su una porzione di ciò che al tempo era rimasto dellantico monastero di Santi Jacopo e Lorenzo, estesosi in questa zona e soppresso dal governo lorenese.

Notizia certa del teatro si ha tuttavia solo nel 1865, quando lo si indica come sede dellAccademia dei Fidenti, con ingresso da via Ghibellina. Gli stessi Fidenti rimasero fino al 1872, quando i locali passarono in gestione allaccademia filodrammatica di Alberto Noto.

Dopo un periodo di abbandono il teatro fu quindi scelto da Eleonora Duse per le prove e il perfezionamento dei suoi spettacoli sperimentali su testi di Ibsen, e dalla stessa intitolato Brendel in omaggio a Ulrik Brendel, personaggio del tanto amato testo Rosmersholm del drammaturgo norvegese.

Oltre a questo della storia del luogo poco si conosce, nonostante una segnalazione su "Il Marzocco" del 20 settembre 1908: "La prossima tournée di Eleonora Duse si inizierà a Monaco di Baviera, ai primi del prossimo ottobre e si svolgerà nellEuropa centrale, specialmente in Germania. Questa tournée, essenzialmente ibseniana, fu predisposta in quel teatrino di via Ghibellina, già dellAccademia dei Fidenti, che da Eleonora Duse ebbe il nome augurale di Teatro Brendel. Ripulito, comè ora e accomodato con gusto, il Teatro Brendel se Firenze fosse Parigi, potrebbe prendere il posto di una di quelle salette per un pubblico eccezionalmente scelto di buongustai, vaghi di spettacoli darte, così prosperi altrove. Peccato soltanto che Firenze non sia Parigi! Coltivando con particolare predilezione il teatro di Ibsen, una forma teatrale cioè che ha corrispondenze profonde col suo temperamento artistico, ma che trova spesso i pubblici dEuropa più restii allammirazione, la Duse dimostra una volta di più di non voler riposare sugli allori: ma di trarre da ogni nuova vittoria stimolo ed incitamento a nuove battaglie.".

Attivo almeno fino alla seconda guerra mondiale, vi fu rappresentato, per la prima volta, lo Scamandro di Pirandello nel 1928.

Dopo essere stato adibito a circolo ricreativo, quindi a magazzino e ancora a circolo, lambiente già adibito a teatro è stato occupato dallo studio di architettura del paesaggio Pozzoli e dallo stesso Marco Pozzoli accuratamente restaurato e arredato in modo da far convivere in piena armonia le esigenze delle studio e la memoria storica del luogo.