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ⓘ Ernst Zündel è stato un pubblicista tedesco. Noto soprattutto per le sue tesi negazioniste sullOlocausto, è stato più volte in carcere a causa delle pubblicazio ..




Ernst Zündel
                                     

ⓘ Ernst Zündel

Ernst Zündel è stato un pubblicista tedesco.

Noto soprattutto per le sue tesi negazioniste sullOlocausto, è stato più volte in carcere a causa delle pubblicazioni della sua casa editrice su questo tema e dellappartenenza a movimenti neonazisti che incitano alla violenza e allodio razziale.

                                     

1. Cenni biografici e attività editoriale

Emigrato in Canada nel 1958 alletà di 19 anni, Zündel ha lavorato inizialmente come grafico, ottenendo un discreto successo, tanto che alcune sue opere apparvero, ad esempio, sulla copertina della rivista nazionale canadese Macleans. A partire dagli anni sessanta ha ripubblicato come editore scritti di tema storico e politico, molti dei quali costituiti da opuscoli che mettono in discussione lOlocausto: tra questi ha ripubblicato lopuscolo stampato in proprio Did Six Million Really Die?, del neonazista inglese Richard Verrall firmato con lo pseudonimo di Richard E. Harwood. Ha anche venduto libri sugli UFO v. UFO nazisti e sulle medicine alternative.

Nel 1977 Zündel fondò una casa editrice denominata Samisdat Publishers che pubblicò una vasta produzione negazionista, con libri, opuscoli, volantini, notiziari e cassette audio e video. Ha inoltre distribuito altre pubblicazioni negazioniste, come il Rapporto Rudolf di Germar Rudolf, Occhio per occhio: la storia non raccontata della vendetta ebraica contro i tedeschi nel 1945 di John Sack e Suprematismo ebraico: il mio risveglio sulla questione ebraica di David Duke.

A Zündel viene inoltre attribuito il libretto The Hitler We Loved and Why, che avrebbe redatto sotto lo pseudonimo di Christof Friedrich assieme a Eric Thomson, sebbene Zündel ne abbia rifiutato la paternità. Zündel è stato fatto oggetto di tre attentati: una bomba 1984 ed un incendio doloso 1995 contro la sua abitazione, ed un pacco bomba sempre nel 1995. Nessuno è mai stato condannato né processato per questi tre episodi.

                                     

2. Processi

Spesso considerato vicino a posizioni neonaziste, Ernst Zundel subì un processo per "istigazione allodio razziale" a causa del sito a suo nome gestito dalla moglie Ingrid Rimland, in cui figurano simboli con chiara allusione alla croce uncinata nazionalsocialista. Alla fine il tribunale canadese di Toronto dichiarò il sito illegale; tuttavia, essendo esso gestito negli Stati Uniti, il decreto di chiusura risultò non eseguibile.

La ripubblicazione dellopuscolo Did Six Million Really Die? gli costò la denuncia, da parte di Sabrina Citron socia dellorganizzazione Canadian Holocaust Remembrance Association, per "diffusione di false notizie" ed "istigazione allodio razziale". Zündel divenne quindi famoso per i due processi a suo carico innanzi al tribunale di Toronto, svoltisi nel 1985 e 1988 e durati rispettivamente due e quattro mesi. Nel primo venne dichiarato colpevole e condannato a 15 mesi. La sentenza venne revocata nel gennaio 1987 dalla corte dappello dellOntario per vizi di forma e successivamente venne aperto un secondo procedimento.

In questo secondo processo, avviato nel gennaio del 1988, depose a suo favore Fred Leuchter, che era stato raccomandato allavvocato Barbara Kulaszka, membro del suo collegio difensivo, come esperto di camere a gas. Dopo aver esaminato e analizzato campioni tratti dalle strutture di Auschwitz Birkenau e aver visitato anche Majdanek, questi redasse un rapporto di 192 pagine, che sarebbe divenuto una delle basi delle tesi negazioniste. Secondo Leuchter, i locali da lui studiati non avrebbero potuto essere utilizzati come camere di sterminio, in quanto nei campioni sarebbero mancate tracce sufficienti dei residui di Zyklon B acido cianidrico, utilizzato per le esecuzioni. A causa dellinaffidabilità del testimone, il cosiddetto rapporto Leuchter non venne accettato dalla corte.

Questo rapporto ricevette in seguito numerose critiche e lattendibilità di Leuchter come esperto venne messa in dubbio. Malgrado le energie e il denaro spesi per dimostrare le sue tesi, Zündel fu nuovamente dichiarato colpevole e condannato dalla Corte dappello nel maggio del 1988, questa volta a nove mesi di carcere. In seguito, nel 1992 la Corte suprema del Canada - rigettando il ricorso di Zündel - riconobbe in senso generale la parziale incostituzionalità dellarticolo 181 del codice penale canadese, in base al quale era stato condannato. Alla fine degli anni novanta, mentre si raccoglievano nuove accuse contro di lui ed il suo sito, Zündel decise di lasciare il Canada per trasferirsi negli USA, in Tennessee.

                                     

3. Arresto e detenzione

Nel febbraio 2003 Zündel fu arrestato dalle autorità statunitensi con laccusa di violazione delle norme dimmigrazione e venne espulso dal paese; nel frattempo la Germania paese di cui è nativo e cittadino aveva spiccato un mandato di cattura contro di lui per il reato di incitamento allodio etnico e razziale Volksverhetzung. Zündel richiese al Canada lo status di rifugiato: benché infatti avesse vissuto in quel paese per circa quarantanni ne avesse fatto richiesta per due volte, non era mai riuscito ad ottenere la cittadinanza canadese e lassenza prolungata degli ultimi anni gli aveva fatto perdere anche i diritti dimmigrato residente.

Il 2 maggio 2003 il Ministero dellimmigrazione canadese certificò che Zündel era "inammissibile" in Canada e il 24 febbraio 2005, il giudice Blais della Corte federale dellOntario diede il via libera allestradizione di Zündel, dichiarando valido il certificato emesso dal ministero e definendo inoltre Zündel una minaccia per la sicurezza nazionale e "una minaccia alla comunità internazionale delle nazioni" a causa della sua appartenenza al "White Supremacist Movement" neonazista e antisemita, nel quale rappresentava una figura di primo piano, dei suoi contatti con numerose altre organizzazioni dellestrema destra internazionale e del supporto prestato ai neonazisti canadesi del "National Socialist Party" di Adrian Arcand. Il primo marzo 2005 Zündel è stato estradato e, una volta giunto a destinazione, immediatamente arrestato dalle autorità tedesche e rinchiuso nel carcere di Mannheim.

Durante il processo in Germania gli avvocati della difesa furono:

  • Sylvia Stolz, esclusa dalla difesa a causa del suo ostruzionismo contro la corte il 9 marzo 2006, in seguito firmò un atto legale con il saluto nazista "Heil Hitler". A causa delle sue affermazioni neonaziste e antisemite è stata condannata nel 2008 dal tribunale di Mannheim a tre anni e mezzo di prigione e a cinque anni di esclusione dalla professione forense per incitamento allodio etnico e razziale e per negazione dellOlocausto punita dalla legge tedesca.
  • Jürgen Rieger, membro della direzione del Partito Nazionaldemocratico di Germania e in passato membro della Wiking-Jugend, organizzazione neonazista giovanile dichiarata incostituzionale in Germania nel 1994 e dellassociazione neonazista Freiheitliche Deutsche ArbeiterPartei, dichiarata incostituzionale lanno successivo.
  • Herbert Schaller, veterano avvocato austriaco che ha difeso i principali sostenitori del negazionismo, tra cui David Irving. Ha presentato alla conferenza negazionista di Teheran del 2007, patrocinata dal presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, un rapporto sugli aspetti legali penali del problema dellolocausto.

A questi si aggiungeva lassistente della Stolz, Horst Mahler, negli anni settanta sostenitore dellorganizzazione terroristica tedesca RAF, e più tardi passato allestrema destra, aderendo nel 2000 al Partito Nazionaldemocratico di Germania, al quale era stato proibito di esercitare la professione nel 2004 per incitamento allodio razziale.

Il processo si è chiuso il 15 febbraio 2007 con la condanna di Zündel alla massima pena, cioè cinque anni di reclusione. In settembre la Corte suprema tedesca ha rigettato il suo appello per detrarre dalla pena i due anni trascorsi in prigione in Canada prima della sua estradizione in Germania, e in novembre la Corte costituzionale di Karlsruhe ha ugualmente rigettato il suo ricorso. Zündel è uscito dal carcere di Mannheim il 1º marzo 2010.