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ⓘ Salcano è un centro abitato della Slovenia, frazione del comune di Nova Gorica. Situato al confine con lItalia sulle rive del fiume Isonzo, forma ununica area u ..




Salcano
                                     

ⓘ Salcano

Salcano è un centro abitato della Slovenia, frazione del comune di Nova Gorica. Situato al confine con lItalia sulle rive del fiume Isonzo, forma ununica area urbana con Nova Gorica, anche se per questioni storiche e culturali ha mantenuto unidentità separata da essa.

                                     

1. Storia

Lorigine del nome Solkan non è slava, bensì romana, e alcuni ritrovamenti archeologici sembrano dimostrare che la zona era abitata anche nella preistoria, circa 15.000 anni fa. Una teoria degli studiosi è che nella zona era situata, 3400 anni fa, Noreia, capitale del Norico.

Dopo la caduta dellImpero romano dOccidente, e la parentesi del Regno ostrogoto, a seguito della Guerra gotica 553 promossa dallimperatore Giustiniano I il suo territorio entrò a far parte dei domini bizantini. Dopo la calata, nel 568, attraverso la Valle del Vipacco nellItalia settentrionale dei Longobardi, seguiti poi da popolazioni slave, entrò a far parte del Ducato del Friuli.

In seguito alla caduta del regno longobardo e alla sua inclusione nei domini Franchi da parte di Carlo Magno, nel 781 entrò nel Regnum Italiae affidato da Carlo al figlio Pipino; nell803 venne istituita la Marchia Austriae et Italiae che comprendeva il Friuli, la Carinzia, la Carniola e lIstria. Alla morte di Pipino nell810, il territorio passò in mano al figlio Bernardo. Con la morte di Carlo Magno nell814, la carica imperiale passò a Ludovico I che affidò il Regno dItalia al suo primogenito Lotario, il quale già nell828 dopo aver deposto Baldrico per non aver saputo difendere le frontiere orientali dagli Slavi divise la parte orientale del Regno, ossia la Marca Orientale o del Friuli, in quattro contee: Verona, Friuli, Carniola e Istria comprendente il Carso e parte della Carniola interna.

In seguito al Trattato di Verdun, nell843, il suo territorio entrò a far parte della Lotaringia in mano a Lotario I e più specificatamente dall846 della Marca del Friuli, in mano al marchese Eberardo a cui succedettero prima il figlio Urnico e poi laltro figlio Berengario.

Cessato il dominio franco con la deposizione di Carlo il Grosso, Berengario, divenuto re dItalia, passò il marchesato aquileiese al suo vassallo Vilfredo che venne poi nell895 da lui nominato marchese del Friuli e dellIstria.

Nel 951 passò alla Marca di Verona e Aquileia; nel 952 limperatore Ottone I obbligò il re dItalia Berengario II a rinunciare alle contee" Friuli et Istria”, unendole al Impero romano-germanico e subordinandole al Ducato di Baviera tenuto dal suo fratellastro Enrico I a cui successe il figlio Enrico II. Nel 976 passò al Ducato di Carinzia appena costituito dallimperatore Ottone II.

In documenti storici, viene menzionata per la prima volta in un documento datato 28 aprile 1001 con il quale limperatore Ottone III donava metà del castello e del territorio di Salcano con la villa Gorizia al patriarca Giovanni II e laltra metà al conte VarientoWerihen/Guariento del Friuli assieme a Gorizia; la località era costituita da un castello nominato Castellum Siliganum e un piccolo villaggio. Secondo la tradizione popolare, con pietre del castello si costruì la prima chiesa della zona, successivamente dedicata a Santo Stefano.

Dal 1027 il suo territorio fece parte del Patriarcato di Aquileia, che da quellanno venne proclamato da Corrado II, nella dieta di Verona," feudo immediato dellimpero”, venendo così tolto dalla dipendenza dei duchi di Carinzia; nel 1077 il Patriarcato venne innalzato e costituito dallimperatore Enrico IV a Principato ecclesiastico di Aquileia, che ebbe influenza, mediante apposito diploma emesso lo stesso anno dallimperatore, anche sulla marca di Carniola e sulla contea dellIstria, duca del Friuli e signore di Gorizia, dal quale ereditò le signorie isontine). Marquardo III di Eppenstein, primo conte di Gorizia, fece costruire un primitivo maniero presso lattuale Castello di Gorizia e vi trasferì la sua residenza da Salcano. Col tempo i Conti di Gorizia, in quanto advocati del patriarca, acquisirono gradualmente una larga parte di tali territori, frazionati in feudi minori fra i loro ministeriali, i veri e propri strumenti di governo comitale sul Carso e la vicina Istria.

Nel Medioevo il villaggio si sviluppò attorno alla chiesa, sotto la cui giurisdizione cadeva inizialmente anche quella di Gorizia, che ebbe una propria chiesa solo nel XIV secolo. Tuttavia con il passare del tempo Gorizia si sviluppò maggiormente e già dal 1399 diventò preponderante rispetto a Salcano, il cui controllo amministrativo ed ecclesiastico passò sotto quello di Gorizia.

Nel 1500 passò alla Casa d’Asburgo, mentre nel 1512 entrò insieme alla Contea di Gorizia nel Circolo austriaco del Sacro Romano Impero, per poi far parte, dal 1754, della Contea di Gorizia e Gradisca.

Dopo il Trattato di Campoformido e al successivo Trattato di Lunéville, rimase alla Monarchia asburgica; a seguito della Convenzione di Fontainebleau si trovò a confinare lungo lIsonzo con il Regno dItalia napoleonico. Con il trattato di Schönbrunn 1809 entrò a far parte delle Province Illiriche.

Col Congresso di Vienna nel 1815 rientrò in mano austriaca nel Regno dIlliria come comune comprendente gli attuali insediamenti naselja di Nova Gorica eccettuato il pezzo a sud del torrente Corno e Monte Santo dellattuale comune di Nova Gorica e della circoscrizione di Montesanto - Piazzutta dellattuale comune di Gorizia; passò in seguito sotto il profilo amministrativo al Litorale austriaco nel 1849 sempre come comune autonomo che si ingrandì assorbendo quello di Moncorona Kromberk che già comprendeva al suo interno anche linsediamento di Locca.

In tempi più recenti, nel 1906 fu costruito il noto ponte di Salcano, unopera mirabile in pietra a forma di arco sopra il fiume Isonzo, che rimane tuttora come il più lungo ponte di pietra intagliata del mondo.

Durante la Prima guerra mondiale fu, assieme alle alture circostanti del Monte San Gabriele e del Monte Santo, luogo di scontro tra le truppe italiane e quelle austro-ungariche, in particolar modo durante la Sesta, Decima ed Undicesima battaglia dellIsonzo.

Dopo la prima guerra mondiale fu annesso al Regno d’Italia e venne congiunto alla Provincia di Gorizia. In seguito allabolizione della stessa Provincia nel 1923, passò alla Provincia di Udine nel Circondario di Gorizia; nel 1927 passò alla ricostituita Provincia di Gorizia venendo assorbito dal comune di Gorizia.

Fu soggetto alla Zona doperazioni del Litorale adriatico OZAK tra il settembre 1943 e il maggio 1945 e tra il giugno 1945 e il 1947, trovandosi a ovest della Linea Morgan, fece parte della Zona A della Venezia Giulia sotto il controllo Britannico-Americano del Governo Militare Alleato AMG; Salcano diventò poi parte della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, mentre Gorizia restò allItalia, venendosi così a rompere definitivamente il legame secolare che esisteva tra i due insediamenti.

                                     

2. Cultura

Secondo il censimento del 1991, a Salcano il 90-91% della popolazione è di etnia slovena e parla lo sloveno come prima lingua, mentre meno dell8% parla serbocroato. Gli abitanti nativi parlano una variante del dialetto carsico sloveno, diventato la base del dialetto che verrà poi parlato nella vicina Nova Gorica.

Nonostante la fuga della maggioranza degli italiani nel 1947, linfluenza friulana è ancora presente, soprattutto nella cucina e negli usi e costumi.