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ⓘ Fonologia. La fonologia è la branca della linguistica che studia i sistemi di suoni delle lingue del mondo. Più in particolare la fonologia si occupa di come i ..




Fonologia
                                     

ⓘ Fonologia

La fonologia è la branca della linguistica che studia i sistemi di suoni delle lingue del mondo. Più in particolare la fonologia si occupa di come i suoni linguistici siano usati contrastivamente e della competenza che i parlanti posseggono nei riguardi del sistema fonologico della propria lingua.

In genere il termine "fonologia" è anche usato in riferimento al sistema fonologico stesso di una determinata lingua, intendendo con fonologia una delle parti della grammatica di quella lingua. Si può quindi parlare della fonologia dellitaliano, della fonologia dellinglese, della fonologia del ceco e così via, intendendo i sistemi fonologici delle suddette lingue.

Mentre la fonologia studia le relazioni tra foni nei sistemi fonologici, la fonetica si concentra sullo studio fisico di essi. Infine, la fonologia non va confusa con la grafemica, che invece tratta dei sistemi di scrittura e della loro relazione con i sistemi fonologici delle lingue che scrivono.

                                     

1. Definizione

La parola "fonologia" deriva dal greco φωνή e il suffisso - logia. Di questo termine sono state date varie definizioni, più o meno concordi, e spesso dipendenti interamente dalla teoria di riferimento. Nikolaj Trubeckoj in Principi di fonologia 1939 definisce la fonologia come "lo studio dei suoni appartenenti al sistema del linguaggio", come opposto alla fonetica, che è "lo studio dei suoni appartenenti allatto dellenunciato" la distinzione tra linguaggio e atto linguistico è parallela a quella saussuriana di langue e parole. Più recentemente, è stato scritto che la fonologia si riferisce principalmente alla branca della linguistica che riguarda i suoni delle lingue, mentre, in senso più stretto, "la fonologia propria riguarda la funzione, il comportamento e lorganizzazione dei suoni come unità linguistiche". Secondo altri significa luso sistematico dei suoni per codificare significati in qualunque lingua umana o la branca della linguistica che studia questo uso.

                                     

2. Sistemi fonologici

Il sistema fonologico di una lingua permette di trasmettere e distinguere parole diverse e significati diversi in quella lingua. Nella fonologia tradizionale, un sistema fonologico è composto principalmente da: 1) un insieme di unità distintive – a seconda della teoria, fonemi consonanti e vocali, con i loro allofoni, tratti distintivi o altre unità fonologiche – detto anche "inventario fonemico", "segmentale" o "fonologico", 2) da regole che determinano la struttura delle sillabe ammesse le combinazioni di fonemi consentite nelle sillabe fonotassi e 3) da regole di accentazione. Le varie regole presenti nelle fonologie delle lingue prendono il nome di regole o processi fonologici. Lo studio della fonologia, quindi, riguarda la competenza che il parlante possiede di queste unità e di queste regole, come queste siano memorizzate e processate nella sua mente.

In genere, si divide lanalisi dellinsieme di fonemi consonantici e vocalici fonologia segmentale da quella delle regole sillabiche, fonotattiche e accentuali fonologia sovrasegmentale. La descrizione della fonologia di una lingua consiste nella descrizione di queste due parti.

                                     

3. Fonologia e fonetica

Per ogni fonema sono possibili differenti foni "fono" è ciascuno dei segmenti acustici di durata tipica e caratteristiche comuni tra i suoni linguistici in sequenza. A partire dai foni, la fonologia distingue classi di suoni in relazione alla loro funzione.

Così, in trascrizione fonetica:

  • abbiano dei tratti fonetici in comune che suggerisce un apparentamento fonologico.
                                     

4. Fonemi e allofoni

Per fare un esempio di opposizione fonemica, attraverso una coppia minima valida per litaliano, /lana/ vs /rana, si può affermare che nella nostra lingua come in molte altre lingue occidentali i suoni "l" ed "r" rappresentano fonemi separati e si rappresentano graficamente tra barre oblique: /l/ e /r/. Invece in molte lingue orientali essi non sono fonemi, ma sono allofoni, cioè varianti di uno stesso fonema (e si rappresentano tra parentesi quadre. Ugualmente, un coreano che senta i due suoni, li interpreterà come due realizzazioni dellunico fonema /r, e penserà quindi che siano lo "stesso suono".

                                     

5. Fonemi soggiacenti

Il caso più noto di fonema soggiacente è probabilmente l.

dove /$/ è il confine di sillaba.

                                     

6. Fonologia e sintassi

Uno dei più rilevanti problemi pratici della fonologia consiste nello stabilire cosa viene interpretato. Si prenda ad esempio la frase

  • La vecchia maschera la stampa.

La frase è costituita da una sequenza di parole: la pronuncia di ciascuna in isolamento non è differente da quella che occorre per pronunciare lintera frase, eppure il significato della frase rimane oscuro finché non viene attuata una interpretazione sonora: a seconda di dove va rintracciato il confine di sintagma, il significato sarà "La vecchia signora camuffa la stampa" o "Il vecchio dipendente del teatro stampa qualcosa". Non tutto è dunque interpretabile fonologicamente: lambiguità può essere morfologica "vicino" è aggettivo o preposizione? o sintattica "Ho visto il postino col cannocchiale": il cannocchiale lha chi parla o il postino?.

Nellesempio indicato

  • Ho visto il postino col cannocchiale.

abbiamo diverse possibilità di incassamento ma una sola interpretazione fonologica.



                                     

7. Fonemi e ortografia

La distinzione tra fonema e grafema "lettera" è molto importante, in quanto a seconda della lingua possono essere presenti importanti discrepanze tra i due concetti. Litaliano e lo spagnolo hanno un sistema di scrittura che si avvicina abbastanza bene alla realtà fonologica, così come molte lingue slave e baltiche. Tra i sistemi che presentano il più alto grado di corrispondenza biunivoca tra fonemi e grafemi sono quelli dellesperanto e del coreano con lalfabeto hangŭl. Invece il francese, linglese e il danese hanno unortografia che rispecchia condizioni fonologiche arcaiche e, spesso, non esenti da false etimologie e lettere pleonastiche.

                                     

8. Fonologia generativa

Il libro The sound pattern of English pubblicato nel 1968 da Noam Chomsky e Morris Halle ha rappresentato una svolta nella fonologia, fino ad allora dominata dal modello dello strutturalismo. Esso ha presentato la fonologia dove una rappresentazione fonologica forma sintattica superficiale è una struttura la cui parte fonetica è una sequenza di unità che hanno caratteristiche peculiari. Sebbene la fonologia generativa non abbia il concetto di fonema, queste unità sono spesso chiamate, con un leggero abuso di terminologia, "fonemi". Le caratteristiche descrivono aspetti dellarticolazione e percezione, sono prese da un insieme fissato universalmente e hanno i valori + o - come nei tratti. Le regole fonologiche governano come questa rappresentazione venga trasformata nella pronuncia corrente, in altre parole come si passi dalla forma sottostante alla forma di superficie.

                                     

9. Cambiamento di un fonema nel tempo

I particolari suoni che in una lingua si trovano ad essere distintivi nella prospettiva dello strutturalismo sono invece i tratti che rendono distintivi i fonemi possono cambiare nel tempo. Per esempio, in inglese i foni è comparso anche in posizione interna intervocalica, rendendo impossibile stabilire se una labiodentale dovesse essere sonora o non-sonora solo a partire dalla sua posizione nella parola.

                                     

10. Altre caratteristiche delle lingue studiate dalla fonologia

Laccento dintensità e lintonazione fanno anchessi parte dello studio della fonologia. In alcune lingue laccento non rileva dal punto di vista del significato della parola, come nel finlandese o nellungherese. Nelle lingue romanze laccento dintensità è invece sempre distintivo, con leccezione del francese, dove si trova sempre a fine parola. Nelle lingue germaniche laccento riveste unimportanza minore: è distintivo con poche coppie minime in inglese e tedesco ma non, per esempio, in islandese, lingua che rispecchia meglio il carattere originario delle lingue germaniche. Anche in latino, ad esempio, si ritiene che nel periodo arcaico laccento dintensità non fosse distintivo, e posto sempre sulla prima sillaba.

                                     

11. Storia della fonologia

La storia della fonologia si può far iniziare con lAstādhyāyī, la grammatica sanscrita composta da Pānini, verso il IV secolo a.C. In particolare, gli Śiva Sutra Śivasūtrāni, un testo ausiliare alla grammatica paniniana, introduce quello che può essere considerato un elenco di fonemi della lingua sanscrita, con un sistema di notazione che è usato in tutto il testo, il quale tratta anche di morfologia, sintassi e semantica.

Lo studioso polacco Baudouin de Courtenay insieme al suo ex studente Mikołaj Kruszewski introdusse il concetto di fonema nel 1876 e il suo lavoro, anche se spesso non riconosciuto, è considerato il punto di partenza della moderna fonologia. De Courtenay ha anche lavorato alla teorie delle alternanze fonetiche ciò che è chiamato ora allofonia e morfofonologia e ha avuto una significativa influenza sul lavoro di Ferdinand de Saussure.

Una scuola che ha influenzato la fonologia durante il periodo tra le due guerre fu la Scuola di Praga. Uno dei suoi membri fu il principe Nikolaj Trubeckoj: i suoi Grundzüge der Phonologie Principi di Fonologia, pubblicati postumi nel 1939, sono tra i lavori più importanti di quel periodo nel campo della fonologia. Direttamente influenzato da Baudouin de Courtenay, Trubeckoj è considerato il fondatore della morfofonologia, benché questo concetto fu anche riconosciuto da de Courtenay. Trubeckoj sviluppò anche il concetto di "arcifonema". Unaltra importante figura nella Scuola di Praga fu Roman Jakobson, il quale è riconosciuto come il più prominente linguista del XX secolo.

Nel 1968, Noam Chomsky e Morris Halle pubblicarono The Sound Pattern of English, la base della fonologia generativa. Secondo questa corrente, le rappresentazioni fonologiche dei segmenti che costituiscono i morfemi sono costituite da tratti distintivi. Questi tratti erano una espansione del precedente lavoro di Roman Jakobson, Gunnar Fant e Morris Halle. I tratti descrivono aspetti articolatori e percettivi, sono raggruppati in un insieme universalmente fissato e posseggono forma binaria. Ci sono almeno due livelli di rappresentazione: la rappresentazione soggiacente e la rappresentazione fonetica di superficie. Delle regole fonologiche ordinate permettono di derivare la rappresentazione soggiacente in quella di superficie. Una conseguenza importante dellinfluenza di The Sound Pattern of English fu la diminuzione dellimportanza della sillaba a favore dei segmenti. Inoltre i generativisti inclusero la morfofonologia nella fonologia, cosa che creò e risolse problemi allo stesso tempo.

La fonologia naturale è una teoria basata sulle pubblicazioni del suo sostenitore David Stampe nel 1969 e più esplicitamente nel 1979. Secondo la sua visione, la fonologia è basata su un insieme di processi fonologici universali che interagiscono uno con laltro; quali di questi sono attivi o soppressi in una lingua, dipende da lingua a lingua. Piuttosto che agire sui segmenti, questi processi operano sui tratti distintivi allinterno dei gruppi prosodici. I gruppi prosodici possono essere grandi come una parte di sillaba fino a unintera proposizione. I processi fonologici non sono ordinati a differenza della fonologia generativa, anche se il prodotto di uno può essere linput di un altro. Tra gli altri fonologi naturali di rilievo vanno menzionati Patricia Donegan e Geoffrey Nathan. I principi della Fonologia Naturale furono estesi alla morfologia da Wolfgang U. Dressler, che fondo la Morfologia Naturale.

Nel 1976 John Goldsmith introdusse la fonologia autosegmentale. In questa cornice teorica generativa, le unità minime non sono i fonemi intesi come insieme di tratti, ma i tratti stessi che assumono un valore "autonomo" in quanto possono essere essi stessi segmenti da ciò il nome "autosegmentale".

John McCarthy, Alan Prince e Paul Smolensky idearono la Teoria dellOttimalità, anchessa generativa, dove si dice che una lingua sceglie la realizzazione fonetica di una parola che meglio si adatta a una lista di vincoli, ordinati per importanza. Questi vincoli, che costituiscono un insieme universale, sono violabili, ossia una lingua può non aderire ad alcuni di essi: quali vincoli sono violati da una lingua e quali no dipende da lingua a lingua si confronti con la Fonologia Naturale, qui sopra.

Un approccio integrato che combina analisi sincroniche e diacroniche dei pattern fonologici e fonetici fu fondato con l Evolutionary Phonology in anni recenti da Juliette Blevins.



                                     
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