Топ-100
Indietro

ⓘ Mustang, regno. Il Mustang o regno di Lo, era un isolato reame, alle pendici dellHimalaya, facente parte del Nepal dal 1789 e dotato di una rilevante autonomia. ..




Mustang (regno)
                                     

ⓘ Mustang (regno)

Il Mustang o regno di Lo, era un isolato reame, alle pendici dellHimalaya, facente parte del Nepal dal 1789 e dotato di una rilevante autonomia. Situato nel nord-est del paese e confinante con il Tibet, la popolazione era di etnia thakali e tibetana con prevalenza del gruppo dei gurung. I nobili ereditieri, invece, aggiungevano al nome il titolo Bista. Abolita nel 2008 la monarchia nepalese del re Gyanendra e proclamata la repubblica, si estinse anche il principato del Mustang, inserito nellomonimo distretto.

                                     

1. Geografia

Il piccolo regno era ubicato nella zona montagnosa himalayana denominata Parbat. Il territorio era attraversato per tutta la sua lunghezza dal fiume Gandaki, la cui sorgente si trovava nella parte nord presso il confine con il Tibet. Il fiume, chiamato Mustang Khola, scorreva da nord-est a sud-ovest tagliando praticamente in due il reame. Lungo la sua valle erano collocati i principali insediamenti abitativi, a cominciare da Lo Manthang, la capitale, a nord, passando per Dhami, Chhusang, Kagbeni, Jomson, Marpha, Tukuche, Kowang, Kunjo, Lete.

                                     

2. Storia

Mustang è il termine con cui si individua solitamente la regione a nord della vallata del Kali-Gandaki e proviene dal tibetano Mun Tang con il significato di "pianura fertile". La vera denominazione di questa zona è tuttavia unaltra, infatti per i suoi abitanti è Lo, che, nel vernacolo tibetano, si traduce con. Mustang, pertanto, è unalterazione del nome della città principale di Lo, Manthang.

A lungo indipendente, dal 1440 al 1789 e, fino al 2008, sottomesso al Nepal, lo staterello di Mustang, tibetano per lingua e cultura, noto a pochissimi, era il regno proibito, perché interdetto ai visitatori fino al 1992, quando fu aperto a un ristretto numero di persone. Lorientalista ed esploratore Giuseppe Tucci 1894-1984 fu il primo italiano, nel periodo 1926-1931, ad accedere nel Nepal e nei paesi himalayani. Fosco Maraini chiamò Manthang gioiello dantico Tibet, Michel Peissel scrisse un famoso libro dopo esserci stato per alcuni mesi negli anni Sessanta, Piero Verni vi soggiornò tre volte nel 1989, 1992 e 1993.

Nel regno furono costruiti templi e monasteri buddisti affrescati, ricchi di tesori darte gompa, e fortificate la capitale fino agli anni Sessanta le porte daccesso venivano sbarrate durante la notte e riaperte al mattino e la città-castello di Tsarang. Nel Quattrocento venne realizzato, nel centro di Lo Manthang, il tempio reale di Thugchen, fastosamente decorato. Il re ormai con il titolo soltanto onorifico, ma sempre amato e rispettato, la regina rani Sahiba Sidol Palbar Bista, appartenente a una nobile casata tibetana, e il nipote, principe della corona, Jigme Singhe Palbar Bista risiedono ancora nel vecchio palazzo reale di Lo Manthang e nella residenza di campagna Tingkhar che raggiungono a cavallo solo i membri della famiglia reale possono usare i destrieri entro le mura della capitale. Jigme Parbal Bista, appartenente alla dinastia di A-ma-dpal, era il terzogenito di A-aham bsTan, e succedette al fratello Angun Tenzing Trandul, dato che il secondo era monaco. Il sovrano veniva consultato dal governo monarchico nepalese su ogni questione riguardante il Mustang e amministrava la giustizia: i sudditi si rivolgevano esclusivamente a lui per la risoluzione dei loro problemi.

Il Mustang risentì molto di quanto accadde in Tibet negli anni cinquanta, dato che i beni che produceva venivano esportati soprattutto nel paese del Dalai Lama. Lisolamento crebbe allorché la monarchia di Katmandu vacillò seriamente a causa delle pressioni dellinsurrezione maoista: tutto questo portò decadenza, povertà e fatiscenza dei monumenti.