Топ-100
Indietro

ⓘ Oltrepò Pavese metodo classico. L Oltrepò Pavese metodo classico è un vino spumante DOCG la cui produzione è consentita nella provincia di Pavia. È prodotto con ..




                                     

ⓘ Oltrepò Pavese metodo classico

L Oltrepò Pavese metodo classico è un vino spumante DOCG la cui produzione è consentita nella provincia di Pavia. È prodotto con uve coltivate nelle stesse zone dellOltrepò Pavese DOC, di cui era una tipologia fino al riconoscimento come DOCG nel 2007.

Viene prodotto in quattro tipologie:

  • Oltrepò Pavese metodo classico;
  • Oltrepò Pavese metodo classico Pinot nero;
  • Oltrepò Pavese metodo classico Pinot nero rosé;
  • Oltrepò Pavese metodo classico rosé;

Le due ultime tipologie in cui si fa riferimento al Pinot Nero sono prodotte con tale vitigno nella misura almeno dell85% nelle altre il minimo è il 70%.

                                     

1. Caratteristiche organolettiche

  • odore: bouquet fine, gentile, ampio;
  • spuma: fine e persistente;
  • sapore: sapido, fresco e armonico.
  • colore: paglierino più o meno intenso;

Pinot nero

  • spuma: fine e persistente;
  • colore: paglierino con riflessi più o meno aranciati;
  • sapore: sapido, buona struttura, fresco e armonico.
  • odore: bouquet proprio della fermentazione in bottiglia, gentile, ampio e persistente;

Rosé

  • sapore: sapido, armonico e moderatamente corposo.
  • colore: rosato più o meno intenso;
  • odore: bouquet fine, gentile;
  • spuma: fine e persistente;

Pinot nero rosé

  • colore: rosato più o meno intenso;
  • sapore: sapido, di buona struttura e fresco.
  • spuma: fine e persistente;
  • odore: bouquet fine, gentile, ampio;
                                     

2. Cenni storici

Dopo la caduta dellImpero romano dOccidente la conservazione della viticoltura fu garantita dallopera meritoria dei monaci di San Colombano, che introdussero il nuovo tipo di vinificazione odierna in uso ai popoli celtici, che producevano vini leggeri e dissetanti e li conservavano in botti di legno. Avevano operato in tal senso fin dal VI secolo in tutta la Francia merovingia iniziando dallabbazia matrice di Luxeuil, dallepoca longobarda opereranno anche nel centro-nord Italia dal VII secolo, e soprattutto in epoca carolingia, facendo della potente Abbazia matrice di Bobbio attivissimo centro di evangelizzazione e di rinascita agricola sotto la protezione del Papa, fondata in epoca dal santo abate irlandese Colombano nel 614, un centro monastico di primaria importanza europea per tutto il medioevo grazie al suo ricco e vasto feudo reale ed imperiale monastico.

Già attorno al 1500 è citata la presenza in Oltrepò di uve indicate come Pinolo e Pignolo che potrebbero corrispondere allattuale Pinot. Certo è che il tentativo di impiantare il Pinot di origine francese in Italia ebbe altrove scarso successo, mentre questo vitigno trovò in Oltrepò il suo habitat ideale, grazie anche alliniziativa di Agostino Depretis. Il successo suscita linteresse degli spumantisti piemontesi: Carlo Gancia 1865 si associa al possidente locale conte Carlo Giorgi di Vistarino per promuovere lo champagne italiano, mentre nel 1870 ling. Domenico Mazza di Codevilla assume un enologo di Reims per perfezionare il suo spumante di Montelio, che ottiene il primo posto alla Esposizione Nazionale di Milano del 1894. Nel 1907 viene fondata la SVIC Società vinicola italiana - Casteggio che si avvale della direzione di uno dei padri della spumantistica italiana, Pietro Riccadonna, cui si associano enologi e imprenditori locali come Raffaello Sernagiotto, Angelo Ballabio, Mario Odero. Il Gran spumante SVIC ha successo internazionale, e nel 1912 il suo nome compare su un vistoso cartellone pubblicitario accanto alla Statua della Libertà a New York. Dopo la Prima guerra mondiale, mentre Riccadonna continua lattività in Piemonte, è soprattutto Angelo Ballabio a continuare la tradizione della spumantistica oltrepadana, divenendo Fornitore della Real Casa nel 1931. Fino al 1975 suo figlio Giovanni Ballabio resta il re dello spumante dellOltrepò, mentre altre realtà si affacciano sulla scena: la Cantina sociale di Santa Maria della Versa dagli anni trenta, lazienda agricola Malpaga di Canneto Pavese nel 1958. Sarà soprattutto la prima, sotto la direzione del duca Antonio Denari, a guidare la nuova stagione di grandi successi della spumantistica oltrepadana, a partire dal riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata nel 1970. Il Duca, che è anche eletto presidente dellIstituto Italiano dello Spumante Classico, con il suo carisma guida lOltrepò a mantenere e consolidare il suo primato italiano nel settore. Attualmente circa tre quarti del Pinot Nero prodotto in Italia proviene dallOltrepò.