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ⓘ Il giuoco delle perle di vetro è un romanzo filosofico fantastico del 1943 di Hermann Hesse. Fu lultima opera dello scrittore tedesco, il quale iniziò a scriver ..




Il giuoco delle perle di vetro
                                     

ⓘ Il giuoco delle perle di vetro

Il giuoco delle perle di vetro è un romanzo filosofico fantastico del 1943 di Hermann Hesse. Fu lultima opera dello scrittore tedesco, il quale iniziò a scriverla nel 1931, con lintento di realizzare il proprio capolavoro; lopera vide le stampe in Svizzera dodici anni dopo. Viene talvolta chiamata anche Magister Ludi, "maestro di gioco", dal nome di uno dei personaggi; questa locuzione latina può essere intesa anche come gioco di parole, avendo ludus entrambi i significati di "gioco" e di "scuola". Il giuoco delle perle di vetro fu una delle opere che contribuirono allattribuzione a Hesse del Premio Nobel per la letteratura.

                                     

1. Trama

Il romanzo tratta di un ordine composto di soli intellettuali e collocato nella immaginaria regione di "Castalia", in un futuro remoto. La voce narrante del romanzo è uno storico dellepoca. Nella narrazione compaiono solo riferimenti vaghi al mondo di oggi, in genere rappresentato come un passato intellettualmente oscuro e decadente l Era del feuilleton. La vita dei monaci del romanzo, e i cerimoniali che osservano, è caratterizzata da una commistione di elementi della ritualità occidentale e orientale.

Le vicende di cui narra il romanzo sono imperniate sulla vita di Josef Knecht: un piccolo orfanello le cui doti vengono notate dal Maestro di Musica e che gli consentiranno di venire ammesso in Castalia oltre ad avere accesso fin da giovane alle scuole che formano "lélite" dei giocatori di perle. È da notare che Knecht in tedesco vuol dire servitore.

La natura dellanimo di Knecht colpisce immediatamente i suoi insegnanti e i suoi amici, generando fiducia, e questa farà sì che al giovane studente in pochi anni vengano riconosciuti meriti fuori del comune, fino al punto che verranno affidati a Josef ormai più grande compiti diplomatici di grandissima importanza per la piccola comunità Castalia che era di fatto esterna al mondo comune, dove vivevano gli uomini normali. Il suo compito da ragazzo prima col suo compagno Designori e da giovane uomo poi con padre Jacubus sarà quello di difendere, in accesi dibattiti, la legittimità e la natura di questa regione in cui si coltivano lo spirito, la meditazione e il gioco delle perle. In questi importanti confronti con uomini mondani, il protagonista del romanzo, svilupperà una sua idea sul mondo esterno alla Castalia e sul rapporto che queste due realtà differenti hanno intrattenuto per secoli, oltre che sulla natura di tutti coloro che vivono al di fuori dalla provincia del sapere.

I successi riscontrati, una sensibilità fuori dallordinario e un altrettanto notevole fascino, oltre che una padronanza eccezionale del Giuoco fanno sì che Josef si affermi come Magister Ludi in età ancora giovane, specialmente se confrontata con quella dei suoi predecessori. La carica di Magister Ludi è di fatto la più importante onorificenza raggiungibile in Castalia e con essa si accompagnano notevoli impegni e doveri che vengono svolti da questo in maniera esemplare.

In età matura però Knecht inizia ad avvertire il peso che questa situazione comporta e si rende conto di quanto la vita, con la sua continua evoluzione, lo richiami a lei: i troppi anni dedicati a svolgere il ruolo di Magister lhanno incatenato e il suo desiderio di libertà, la sua voglia di incidere su una realtà più concreta il suo sogno sarebbe insegnare a giovani studenti la musica, sua grande passione lo portano a rinunciare alla prestigiosa carica, rompendo una tradizione secolare e creando non poco scompiglio in Castalia, dove proprio grazie alle premonizioni di Knecht si inizia a intravedere un periodo di decadenza, che porterà allinevitabile fine di questo pezzettino di mondo, che troppo si era astratto e arroccato su posizioni che nulla potevano contro le evoluzioni che la storia impone.

E così allontanandosi dalla sua amata regione, Knecht si reca finalmente libero tra gli uomini, e con in tasca solo un piccolo flauto andrà incontro alle avventure che la vita gli riserverà. Per prima cosa decide di portare avanti la sua missione di educatore, come tutore del giovane Tito, figlio del suo vecchio amico Plinio Designori. La vita fuori dalla stantia, ma protettiva cornice della regione di Castalia lo coglie però impreparato e in un finale travolgente, appena dopo aver assaporato la bellezza e leuforia della ritrovata libertà, Knecht perde la vita inseguendo il ragazzo in una istintiva e personale sfida di nuoto nel freddo lago di Belpunt.

                                     

2. Ambientazione

Castalia viene rappresentata come un comunità eterea, utopistica, dedicata alla pura ricerca della conoscenza intellettuale. È protetta da mura che la isolano dal mondo esterno, in cui si intuisce che la vita delle persone sia ancora afflitta dai problemi della vita quotidiana. Durante lo sviluppo della storia, diversi personaggi soprattutto "Magistri Ludi" iniziano a mettere in dubbio questo isolamento da un punto di vista morale. Convintosi infine che esso sia ingiusto, Knecht si decide a fare linimmaginabile: abbandona la comunità per immergersi nel mondo esterno e dedicarsi allinsegnamento come precettore del figlio problematico di un vecchio compagno appartenente ad una famiglia importante. Il racconto termina poi bruscamente con il protagonista che muore annegato pochi giorni dopo.

                                     

3. Temi

In questo lunghissimo e complesso romanzo di Hesse, tornano diversi temi cari allautore, a partire dalla contrapposizione tra Spirito e Vita, tra teoria e pratica, tra riflessione ed emozione, che già troviamo in Siddharta e in Narciso e Boccadoro. Lo scritto offre innumerevoli spunti di riflessione e porta alla luce la forte avversione che questi aveva per la guerra, e in alcune sue parole si può leggere unaperta critica al regime Nazista. Ma è soprattutto unimportante opera sulla bellezza e la delicatezza dellanimo, nelle sue varie forme e nelle produzioni che questo è in grado di creare. Ogni pagina di questo libro è impreziosita da profondissime considerazioni su diversi argomenti: dalla storia, alla politica, alla filosofia, alla psicologia, allestetica. Hesse scava: si legge in ogni parola una ricerca sapiente e calcolata, le parole stesse, nel loro insieme, sono il mezzo che lautore usa per sondare le mille sfaccettature dellanimo e della vita, e che il romanzo ci illude di poter maneggiare con chiarezza, per poi una volta concluso farci tornare alla realtà caotica e disordinata, ma energica ed emozionante che è lesistenza.



                                     

3.1. Temi Il gioco

Nella vita degli intellettuali del romanzo un ruolo centrale viene svolto da un gioco immaginario, il "gioco delle perle di vetro" da cui il titolo dellopera. Le regole del gioco non vengono mai spiegate, ma si intuisce che siano estremamente sofisticate. In qualche modo, il gioco si basa su una sintesi di tutto lo scibile umano; le mosse dei giocatori consistono nello stabilire relazioni fra soggetti apparentemente lontanissimi fra loro per esempio, un concerto di Bach e una formula matematica.

Il nome del gioco deriva dal fatto che, secondo il romanzo, esso veniva un tempo giocato usando "pezzi" appunto perle di vetro per rappresentare combinazioni astratte, in sostituzione di lettere, numeri, note musicali soprattutto o altri segni grafici; non si può escludere che Hesse abbia tratto lidea da un millenario gioco cinese, detto "Go". Nellepoca in cui il romanzo è ambientato, tuttavia, luso di pezzi è diventato obsoleto e il gioco viene giocato senza alcun supporto fisico. Il piacere che i giocatori traggono da una partita viene rappresentato come simile allapprezzamento della musica o delleleganza in matematica. Lidea generale del gioco potrebbe anche essere paragonata allidea di Mathesis universalis sviluppata da Gottfried Leibniz una sorta di "calcolo universale della conoscenza".

                                     

4. Edizioni

parziale

  • Hermann Hesse, Il giuoco delle perle di vetro, traduzione di Ervino Pocar, introduzione di Hans Mayer, collane "Il ponte" n. 35, "Oscar biblioteca" n. 12, "Oscar narrativa" n. 719, "Oscar classici moderni" n. 158, "I Meridiani", Arnoldo Mondadori Editore, 1955, ISBN 88-04-48781-X.