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ⓘ Mario Asnago è stato un architetto italiano. Razionalista, progettò i condomini di via Euripide 1937 e gli uffici di via Alberico Albricci 1944 a Milano. Lavorò ..




Mario Asnago
                                     

ⓘ Mario Asnago

Mario Asnago è stato un architetto italiano.

Razionalista, progettò i condomini di via Euripide 1937 e gli uffici di via Alberico Albricci 1944 a Milano.

Lavorò in collaborazione con larchitetto Claudio Vender.

                                     

1. Biografia

Mario Asnago nasce il 25 marzo 1896 a Barlassina, comune della provincia di Milano, da Maria Castelnovo e Cesare Asnago, artigiano mobiliere. Il fratello maggiore, Amilcare, prosegue lattività di famiglia che prende forma di una piccola fabbrica di mobili nella cittadina. La ditta Asnago metterà in produzione molti dei progetti disegnati da Asnago e Vender, offrendo una generosa collaborazione alle sperimentazioni dei due architetti.

Sin da giovane, Asnago rivela una particolare passione per la pittura, frequentando lo studio in Barlassina del pittore Emilio Longoni, allievo nella bottega di Segantini.

Ottenuto il diploma di scuola tecnica superiore, nel 1913 Asnago supera lesame di ammissione al primo corso comune congiunto al Politecnico di Milano per le materie di architettura dellAccademia di Brera, condividendo lesperienza con Giovanni Muzio, Emilio Lancia e Gio Ponti.

Dopo i primi due anni, nel 1916 è chiamato alle armi e lanno successivo, col grado di sottotenente dei bersaglieri, è recluso in prigionia nelle baracche per ufficiali in Austria. Rientrato in Italia, torna a frequentare lAccademia, insegnando a Nova Milanese per mantenersi gli studi.

Nellottobre del 1922 consegue la licenza di architettura al Regio Istituto di Belle Arti di Bologna e il diploma di professore in disegno architettonico e ornato.

Poco dopo si trasferisce a Milano, dove apre lo studio di via Cappuccio 16; qui inizia a lavorare ai numerosi incarichi ricevuti, illustrati nella documentazione consegnata, nel 1927, alla richiesta di abilitazione alla professione allOrdine degli architetti di Milano, al quale risulta iscritto dallanno successivo. Fra i lavori citati ve ne sono alcuni, improntati a un linguaggio accademico, svolti in collaborazione con Claudio Vender, col quale lavorerà nello studio di via Cappuccio 11 sino al 1971.

Asnago, ormai architetto affermato, prosegue lattività didattica nella Scuola di mutuo soccorso operaio di Barlassina, pur dimostrando di non amare particolarmente linsegnamento della sua disciplina.

Per un decennio, dal 1932 al 1943 è ispettore del Consorzio provinciale per listruzione tecnica di Milano.

Sposata la cugina Rina Strada, Asnago abita a Milano in via Petrarca 18, in un appartamento austero nel quale espone i quadri degli amici Funi, Carminati, Carrà e Campigli, coi quali ama intrattenersi in un caffè della galleria Manzoni. Lamore per la pittura lo vedrà esercitarsi per tutta la vita, dedicandosi con passione allarte con un discreto successo; fra il 1949 e il 1959, i suoi dipinti sono presentati dallamico Gino Ghiringhelli alla galleria il Milione, una delle più importanti vetrine darte moderna di Milano.

Ancora negli anni Sessanta e Settanta i suoi lavori di pittura sono esposti a Milano, Rho, Chiasso e Campione dItalia, sino alla mostra che il Comune di Como gli dedica nel 1982, a un anno dalla scomparsa.

Nel 1962 si trasferisce a Como, sul lungolago di via Sinigaglia, in un edificio progettato da Luigi Zuccoli, di cui sarà molto amico.

Ritiratosi dalla professione nel 1971, per problemi di salute legati alla sua attività e alla febbrile tensione con cui ha sempre lavorato, lo studio milanese è chiuso e si compromette il rapporto con Vender. Alla morte della moglie, Asnago si ritira in un isolamento nel quale faranno breccia soltanto poche persone, fra le quali Zuccoli, il collaboratore allo studio di Milano Piercarlo Noè e lo scultore Eli Riva.

Muore a Monza il 28 gennaio 1981.

                                     

2.1. Studio Asnago e Vender architetti Il sodalizio

Mario Asnago e Claudio Vender iniziano il sodalizio professionale negli anni Trenta del 900, con unattività che si intensifica particolarmente negli anni della ricostruzione del dopoguerra, in un clima culturale nel quale era ampio il dibattito attorno al razionalismo e ai temi dellarchitettura nuova, particolarmente vivace nellarea milanese, anche grazie alla presenza di una realtà produttiva sensibile alle spinte innovative derivate dal diretto contatto con paesi europei.

La collaborazione è avviata con alcuni progetti di concorso, il primo dei quali 1925-1926 è per il monumento ai caduti di Como; al concorso di secondo grado, i due architetti si aggiudicano il primo premio ma il progetto non sarà realizzato per lopposizione del Comune di Como che considererà inadatta larea del Broletto alla realizzazione dellopera.

Prestigiose anche le successive partecipazioni a concorsi, con progetti che ricevono riconoscimenti di primordine: nel 1927, per lingresso della Fiera di Milano primo premio ex aequo e per la piscina allArena di Milano secondo premio; nel 1929, per la facciata della nuova caserma dellArtiglieria a cavallo di Milano secondo premio; nel 1930, per il palazzo del Governo della Provincia di Sondrio; nel 1932, per il mercato coperto di Como; nel 1933, per la stazione ferroviaria di Firenze; nel 1938, per il palazzo delle Forze Armate a Roma.

Le prime realizzazioni di Asnago e Vender sono ancora caratterizzate da un linguaggio novecentista: a Barlassina lasilo dellOpera pia Porro 1927, a Milano la villa Puricelli 1929 e il palazzo di via Manin 1933.

Nel 1928, conseguita labilitazione professionale, i due architetti formalizzano lattività dello studio "Asnago-Vender architetti", negli spazi di via Cappuccio 11 a Milano dove già svolgeva la professione Mario Asnago; vi rimarranno sino alla chiusura, quando Asnago si ritirerà dallattività, nel 1971.

                                     

2.2. Studio Asnago e Vender architetti Progetti per la Triennale

Numerose le partecipazioni alle esposizioni della Triennale di Milano, a partire dal 1930; alla V Triennale, del 1933, espongono svariati lavori nelle diverse sezioni: le scuole elementari di Cesano Maderno, 1930, le case di via Mac Mahon 32, 1931 "Opere costruite recentemente da architetti italiani"; il negozio Città di Como, 1932 "Architettura di interni"; larredo di una sala di soggiorno, 1933 "Mostra di ambienti moderni". Nella stessa V Triennale, Claudio Vender cura lallestimento della sala collettiva "Padiglione delle scuole darte".

Alla VI Triennale 1936 espongono nella galleria dellarchitettura italiana i progetti della canturina villa Marelli 1929, 1933 e del negozio dellIstituto Ottico Viganò in piazza Cordusio, a Milano 1933; la mostra "Larchitettura attuale e la tradizione italiana", nel padiglione di Pagano allestito nel parco Sempione, comprende i mobili progettati per latrio dai due architetti.

Lultima partecipazione alla Triennale è del 1947 VIII Triennale, con le case coloniche Tenuta Castello di Torrevecchia Pia, in provincia di Pavia, il cui progetto 1937 è esposto nella sezione "Mostra internazionale fotografica dellarchitettura".

Asnago e Vender sono altresì membri di giuria in concorsi banditi dalla Triennale: per il "progetto di un albergo modello" Asnago e per "progetti di casette di rapida costruzione da destinarsi in concessione a reduci" Vender.



                                     

2.3. Studio Asnago e Vender architetti Esperienza progettuale

Negli anni Trenta la collaborazione dei due architetti è caratterizzata da unintensissima attività, con progetti di notevole entità come edifici di abitazione a condominio, ville, edifici pubblici, complessi industriali ed opere "minori" come monumenti funebri, mobili, arredamenti ed allestimenti di negozi.

Con gli edifici per abitazioni di via Euripide 7 e 9 1934 e 1935, a Milano, inizia lattività per il commendator Ferdinando Zanoletti, principale committente per un ventennio con il quale saranno realizzati numerosi ed importanti progetti a Milano e nella provincia di Pavia.

Se fino alla metà degli anni Trenta le istanze razionaliste trovano a Milano concreta applicazione negli allestimenti delle Triennali e nellarredo di negozi ed abitazioni, a partire dalla fine del decennio i due architetti realizzano alcuni edifici per abitazioni e uffici che diventano occasione per affermare una propria, specifica, individualità di linguaggio progettuale.

Senza modificare, di fatto, lassetto urbano derivante da piani regolatori troppo legati ad interessi speculativi, la nuova architettura di Asnago e Vender si riflette nellabitazione multipiano cosiddetta a "blocco chiuso", tra il bordo stradale - su cui affacciano gli ambienti di rappresentanza - ed il cortile interno.

Asnago e Vender operano attorno a questa condizione affrontando il tema dell"architettura di facciata" e realizzano alcuni dei più significativi esempi i palazzi dellisolato di via Paolo da Cannobio, via Albricci e piazza Velasca, dove accanto alla semplificazione del linguaggio compositivo e allarticolazione dellimpianto planimetrico si affiancano il ricorso a tecnologie moderne e raffinate soluzioni per il comfort abitativo dei destinatari e della committenza borghese.

Un complesso percorso di ricerca, sperimentato in particolare a Milano, con la varietà di forme e materiali, nello sviluppo dei prospetti e nellattenta cura dei dettagli, su trame compositive nelle quali il tema del piano di facciata è il campo privilegiato della ricerca di una sperimentazione architettonica espressione di una poetica minimalista.

Durante il secondo conflitto mondiale Asnago e Vender trasferiscono lo studio a Barlassina, in locali allinterno del palazzo comunale; lattività è molto ridotta, limitata in quegli anni al progetto della villa Clerici a Chiesa di Valmalenco, in provincia di Sondrio 1940, dello stabilimento Zanoletti a Milano 1940 e della fabbrica di trattori Vender a Cormano e Cusano Milanino, in provincia di Milano 1942.

Gli anni della ricostruzione riportano i due architetti a unintensa attività progettuale, con nuove e importanti realizzazioni nel centro del capoluogo lombardo: gli edifici di piazza SantAmbrogio 1948, di via Lanzone Condominio XXI Aprile, 1950, i palazzi per abitazioni e uffici di piazza Velasca 1947, di via Paolo da Cannobio 1949 e di via Albricci 10 1956 a completamento dellisolato.

Presentati nel 1952 come "membri del MSA" al quale sono iscritti ufficialmente solo dal 1955, espongono nove progetti al Royal Institute di Londra in una mostra sullarchitettura italiana contemporanea.

Con il decennio si rafforza il rapporto con il geometra Carlo Pessina, già lavorante in gioventù presso lo studio dei due architetti, titolare dellimpresa di costruzioni Pessina con la quale saranno costruiti numerosi edifici, la villa Pessina 1961 a Sirtori Lecco e il complesso per abitazioni e uffici di piazza Santissima Trinità 6, via Giannone 9, Milano 1967.

Al ritiro dal lavoro di Mario Asnago, nel 1971, Claudio Vender proseguirà lattività con il figlio Mario e con Mario Morganti nello studio milanese di via Vincenzo Monti.