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ⓘ Cento vedute famose di Edo. Le Cento vedute famose di Edo costituiscono, con le 53 Stazioni di Tōkaidō, le 69 Stazioni del Kiso Kaidō le Trentasei vedute del Mo ..




Cento vedute famose di Edo
                                     

ⓘ Cento vedute famose di Edo

Le Cento vedute famose di Edo costituiscono, con le 53 Stazioni di Tōkaidō, le 69 Stazioni del Kiso Kaidō le Trentasei vedute del Monte Fuji, una delle principali stampe che rappresentano lopera molto abbondante del pittore Hiroshige Utagawa. Malgrado il titolo dellopera, realizzata tra il 1856 ed il 1858, ci sono in realtà 119 stampe che utilizzano tutte la tecnica della xilografia. La serie appartiene allo stile ukiyo-e, movimento artistico che si basa su soggetti popolari e destinato alla classe media urbana giapponese, che si sviluppò durante il periodo Edo. Più precisamente, essa appartiene al genere meisho-e che celebra i paesaggi giapponesi, un tema classico nella storia della pittura giapponese. Alcune delle incisioni sono state realizzate dallalunno e figlio adottivo dellautore, Hiroshige Utagawa II, che per una volta utilizza questo pseudonimo per firmare certe sue opere.

Hiroshige è un grande paesaggista, uno dei migliori del suo tempo, che raffigura con immagini liriche ed emozionali i siti più belli e rinomati del Giappone e particolarmente della sua capitale Edo, poi ribattezzata Tōkyō. In questa serie sono rappresentati i luoghi più emblematici della città, allora da poco ricostruita dopo un devastante sisma avvenuto nel 1855. Hiroshige non mostra tuttavia gli effetti della distruzione, ma una città idealizzata, cercando di trasmettere allo spettatore la bellezza e la vita di Edo, con una tonalità tendenzialmente nostalgica. Nello stesso tempo, la serie offre al pubblico una forma di rivista dattualità, simile ad un giornale che fornisce una panoramica dello sviluppo delle ricostruzioni della città. Le stampe presentano anche scene sociali, riti e costumi della società locale, che combinano con una grande diversità il paesaggio, insieme ad una descrizione dettagliata delle persone e degli ambienti.

Le Cento vedute famose di Edo illustrano lultima fase dellarte di Hiroshige, dove la sensibilità ed il lirismo quasi poetico dei suoi paesaggi lasciano il posto ad una composizione più astratta ed audace. Adottando il formato verticale, raramente utilizzato per le serie paesaggistiche, egli innova il primo piano, amplia notevolmente lo sfondo e così pure aumenta la vivacità dei colori. Alcuni capolavori della serie sono stati assai studiati in Occidente da impressionisti e postimpressionisti, specialmente da Vincent van Gogh, che ne ha disegnato due copie.

                                     

1.1. I meisho e Edo nella cultura giapponese Edo

Durante il periodo Edo, il Giappone fu governato dallo shogunato Tokugawa, che chiuse completamente il Paese ai contatti esterni con la politica del cosiddetto sakoku. Tale periodo fu unera di pace e di prosperità dopo le guerre civili avvenute tra il 1573 ed il 1603 periodo Azuchi-Momoyama. Il Paese fu unificato Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Ieyasu Tokugawa, che eliminarono i daimyō signori-guerrieri feudali e crearono uno Stato centralizzato. La capitale fu fissata ad Edo 江戸?, lantico nome della città di Tokyo che si sviluppò rapidamente, dopo la sua ricostruzione in seguito grande incendio di Meireki del 1657 che la distrusse quasi interamente. Nel 1725, essa divenne la città più popolosa al mondo con oltre un milione di abitanti. Allepoca della pubblicazione della serie di Hiroshige, la sua popolazione contava quasi due milioni di abitanti per una superficie di 80 km². La città era composta da zone urbane talvolta molto dense separate da delle risaie, dei giardini o dei boschetti, offendo vari panorami cittadini o rurali.

Edo permise lemergenza di una classe media prospera, malgrado il sistema di vassallaggio. Il commercio e lartigianato prosperavano, rendendo la classe borghese i chōnin sempre più potente ed influente, e favorendo la promozione delle arti, in particolare lincisione, la ceramica, la lacca ed i prodotti tessili. Così, lo sviluppo dellincisione su legno divenne unimportante industria nelle zone urbane specializzate nelle stampe e nei testi illustrati. Le stampe erano inizialmente impresse in sumi-e in inchiostro nero su carte poi colorate a mano, però a metà del XVIII secolo il colore fece la sua apparizione nishiki-e".

                                     

1.2. I meisho e Edo nella cultura giapponese I meisho ki, guide dei viaggi dei "luoghi celebri"

Le Cento vedute sono lestensione dellinteresse per i meisho, i luoghi ed i paesaggi celebri, temi tradizionali della poesia e della pittura giapponesi dal periodo Heian specialmente nel waka e nello yamato-e.

Allinizio del periodo Edo, era fortemente presente la moda del meisho ki, le "guide dei luoghi celebri", di cui una delle prime rappresentazioni fu il Kyō warabe di Nakagawa Kiun, pubblicato nel 1658. Fiorirono parecchie guide di Edo: nel 1662 fu pubblicata una guida composta da sette volumi di Asai Ryōi, l Edo meisho ki, che fece un inventario estremamente dettagliato della capitale e dei dintorni; linsieme è da disegni in bianco e nero. Nel 1677 fu ugualmente pubblicato l Edo suzume "i passeri di Tokyo", cioè "le genti di Tokyo" in dodici volumi; le illustrazione furono realizzate da amici dellautore, Hishikawa Moronobu, originario di Tokyo.

                                     

1.3. I meisho e Edo nella cultura giapponese Meisho zue e immagini di Edo

I meisho zue "libri illustrati di luoghi celebri" si diffusero alla fine del periodo Edo e comunicavano in modo più "visuale" dei meisho ki: a differenza di questi ultimi, essi erano principalmente composti dalle immagini dei luoghi famosi. I meisho zue segnarono la transizione tra i meisho ki, le guide dei viaggi dove predominava il testo, le serie di stampe che i pittori paesaggisti come Hokusai e Hiroshige pubblicarono più tardi. Hiroshige produsse daltronde una serie direttamente ispirata dalle guide illustrate, le Vedute dei luoghi famosi di sessanta province del Giappone 六十余州名所図会 Rokujūyoshū meisho zue?.

Ispirandosi alle guide illustrate che apparivano nel XIX secolo nella regione di Kyoto, Saitō Yukio iniziò ledizione di unopera simile per Edo, l’ Edo meisho zue, alla fine terminato dal figlio Saitō Yukitaka e pubblicato dal figlio minore Saitō Gesshin in sette volumi tra il 1834 ed il 1837. Le numerose illustrazioni furono realizzate dal pittore Hasegawa Settan su richiesta di Yukitaka. L’ Edo meisho zue cominciò con la storia della provincia di Edo, descrivendo accuratamente i luoghi celebri della città e dei dintorni: la loro storia, lorigine del nome, le leggende le poesie connesse, la loro storiografia; ma fornendo anche informazioni sui costumi, sulle cerimonie, sui tempi e sulla vita quotidiana dellepoca. Saitō Gesshin realizzò anche il Tōto saijaki "Sulle cerimonie annuali della capitale dellEst" nel 1838, in cui sono mostrati i numerosi luoghi famosi di Edo per i pellegrinaggi sacri del Giappone. Al termine, i meisho zue diedoro un posto molto più importante alle illustrazioni dei luoghi famosi che i meisho ki, in uno stile realistico vicino all’ ukiyo-e. Quando i talenti paesaggisti di Hokusai e Hiroshige arrivarono a piena maturità, intorno al 1830, limmagine simpose finalmente con le serie di meisho-e tra cui le Trentasei vedute del Monte Fuji di Hokusai, primo grande successo del genere.

Più in generale, numerosi altri libri illustrati sui luoghi famosi di Edo videro la luce nei secoli XVIII e XIX, spesso con la partecipazione di artisti ukiyo-e della scuola Utagawa o di poeti kyōka la poesia kyōka imitava in modo divertente la poesia tradizionale waka del periodo Edo. Edo era in effetti il centro artistico dell’ ukiyo-e, dove la produzione era sostenuta sia dallafflusso di turisti che dalla richiesta degli abitanti della città, i borghesi e mercanti chōnin.