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Operazione Brassard
                                     

ⓘ Operazione Brassard

Operazione Brassard fu il nome in codice dato dagli Alleati alloperazione volta alloccupazione dellisola dElba, nellambito della più ampia campagna dItalia. Inizialmente programmata per il 25 maggio 1944, come evento collaterale delloperazione Diadem sul fronte di Anzio, che aveva come scopo lo sblocco del fronte principale ancora fermo a Cassino, lazione fu rimandata al 17 giugno a causa della penuria nei mezzi di trasporto e nelladdestramento dei reparti assegnati.

Lo sbarco e loccupazione dellisola furono affidati ad un contingente di forze francesi, comandate dal generale Jean de Lattre de Tassigny, comprendente anche un nutrito contingente di truppe provenienti dal Senegal e dalle colonie del Nordafrica, trasportato sullobiettivo da una squadra navale britannica e statunitense; la guarnigione tedesca oppose uniniziale dura resistenza, che provocò diverse perdite tra gli attaccanti, ma il 20 giugno i superstiti ottennero il permesso di ripiegare sulla terraferma italiana, lasciando lisola in mano agli Alleati.

                                     

1. Antefatti

Le forze alleate del 15th Army Group, sotto il comando del generale Harold Alexander, catturarono Roma il 4 giugno 1944 e obbligarono la 14. e la 10. Armee tedesche a ritirarsi verso lItalia settentrionale. A questo successo fecero poi seguito gli ordini per attuare il prima possibile unoperazione di sbarco anfibio nel sud della Francia loperazione Dragoon: il nucleo del 15th Army Group era rappresentato da 18 divisioni, ma la riduzione delle forze che lo sbarco sulle coste francesi avrebbe comportato compromise i piani di Alexander di raggiungere le difese tedesche della Linea Gotica nellagosto 1944.

Una delle operazioni che potevano tuttavia essere portate a termine era linvasione anfibia dellisola dElba nome in codice "operazione Brassard": inizialmente progettato per essere attuato il 25 maggio 1944, in contemporanea alloperazione Diadem, lo sbarco era stato tuttavia posticipato a causa della scarsa disponibilità di supporto aereo e per dare alle inesperte forze della Francia libera designate per loperazione maggior tempo per addestrarsi. Scopi dellazione dovevano essere il prevenire che i tedeschi trasformassero lisola in una piazzaforte e di guadagnare una posizione avanzata per lartiglieria degli Alleati da cui interdire il traffico navale nemico nella zona del canale di Piombino; non è chiaro se i tedeschi fossero a conoscenza delle intenzioni degli Alleati, ma Adolf Hitler "espresse molta importanza sul tenere lElba il più a lungo possibile" e il 12 giugno 1944 il comandante in capo tedesco in Italia, feldmaresciallo Albert Kesselring, ricevette lordine secondo cui "lElba doveva essere difesa fino allultimo uomo e lultima cartuccia". Il 14 giugno rinforzi tedeschi furono trasportati allElba da Pianosa, una mossa che sfuggì ai servizi dinformazione degli Alleati i quali ritennero che i movimenti navali nemici tra le isole e la terraferma fossero in realtà il prologo di una evacuazione.

Responsabile navale delloperazione Brassard fu designato il viceammiraglio della Royal Navy Thomas Hope Troubridge, la cui "Force N" avrebbe appoggiato lo sbarco della divisione francese designata per lassalto anfibio, ovvero la 9e division dinfanterie coloniale comprendente il 4º e 13º Reggimento dei Tirailleurs sénégalais, un battaglione di commando francesi, un battaglione di goumier marocchini e 200 muli per i servizi logistici; a causa dei bassi fondali, non potevano essere impiegate grosse unità navali da guerra o da trasporto, e lunico supporto di fuoco navale sarebbe arrivato da alcuni mezzi da sbarco equipaggiati con lanciarazzi e dalle cannoniere classe Insect HMS Aphis e HMS Cockchafer. Le forze navali furono divise in tre gruppi:

  • il Group 1 comprendeva alcune motosiluranti britanniche Motor Torpedo Boat e statunitensi PT boat, le quali avrebbero condotto unazione diversiva e sbarcato i commando francesi sul lato nord dellisola, dove avrebbero neutralizzato le batterie dartiglieria qui appostate;
  • il Group 3 comprendeva il nucleo centrale della forza, con quattro Landing Ship Tank LST e tre motolance che rimorchiavano altrettanti Landing Craft Support; quasteo contingente avrebbe sbarcato le truppe su due spiagge denominate Kodak Amber e Kodak Green alle 04:00, per poi essere seguiti alle 04:30 da un secondo contingente a bordo di 28 LCI e, dopo lalba, da una terza forza su 40 LCT con a bordo lequipaggiamento pesante.
  • il Group 2 doveva comprendere cinque Landing Craft Infantry LCI e otto motolance ciascuna delle quali rimorchiava un Landing Craft Assault LCA carichi di truppe; il loro obbiettivo erano quattro spiagge situate lungo la costa meridionale dellisola;

Nella riunione tenuta immediatamente prima degli sbarchi, Troubridge disse di aspettarsi che le postazioni di artiglieria costiera dei tedeschi sarebbero state neutralizzate dagli attacchi aerei e dei commando, e che inoltre la guarnigione dellisola si componeva di soli 800 uomini in maggioranza appartenenti a etnie non tedesche, e che quindi non avrebbero offerto molta resistenza.

                                     

2. Loperazione

Il 16 giugno, giorno prima dellinvasione, aerei da ricognizione tedeschi avvistarono due dei gruppi da sbarco in navigazione nel mar Tirreno, ma li scambiarono per normali convogli alleati in servizio sulla rotta Napoli-Bastia; per mantenere la sorpresa, gli Alleati non lanciarono alcun attacco aereo preventivo fino alla notte tra il 16 e il 17 giugno, quando 26 Vickers Wellington bombardarono Portoferraio e Porto Longone. Le prime imbarcazioni delle 270 unità della flotta dinvasione arrivarono al largo delle coste dellElba alla mezzanotte del 17 giugno, quando le unità del Group 1 sbarcarono 87 uomini del Bataillion de Choc francese su dei gommoni 800 metri al largo del promontorio dellEnfola; le motosiluranti iniziarono quindi a stendere una cortina fumogena che doveva servire a distrarre i difensori tedeschi. Alle 03:15, altre tre imbarcazioni iniziarono a stendere una cortina fumogena a nord di Portoferraio; mentre le batterie tedesche aprivano il fuoco su una PT boat intenta a ritirarsi, quattro altre motosiluranti diressero sulla rada di Portoferraio per simulare uno sbarco di truppe nel porto, lanciando salve di razzi e gettando fuori bordo dei pupazzi in modo da dare limpressione che dei soldati stessero guadagnando la riva nellacqua alta.

Lungo la costa meridionale dellisola, la forza principale stava approcciando le spiagge dello sbarco quando, alle 03:38, un razzo di segnalazione fu sparato dalla riva le truppe tedesche aprirono il fuoco sulle imbarcazioni. I Royal Naval Commandos delle unità Able 1 e Oboe 3, con il commando Able 2 in riserva, presero terra alle 03:50 e diressero alla volta del loro obiettivo, la nave contraerea tedesca Köln che, attraccata davanti Marina di Campo, teneva sotto tiro entrambe le spiagge dello sbarco con il suo potente armamento e la cui neutralizzazione era quindi un obiettivo vitale per la riuscita delloperazione; il commando Able 1 diresse per catturare la nave mentre il commando Oboe 3 oveva prendere il molo e respingere qualunque contrattacco tedesco. Una volta entrate nella rada di Marina di Campo le due imbarcazioni che trasportavano i commando si ritrovarono sotto un pesante fuoco tedesco e una di esse, colpita, finì con larenarsi; gli uomini riuscirono comunque a portarsi a riva e a portare a termine la cattura della Köln rapidamente, ma dovettero fermarsi ad aspettare i rinforzi francesi prima di poter mettere in sicurezza labitato di Marina di Campo.

Gli LCVP con a bordo i reparti francesi sbarcarono allorario previsto, ma si ritrovarono sotto un pesante fuoco di mitragliatrici e di cannoni 8.8 cm FlaK tedeschi; per le 07:00 i difensori tedeschi appostati sulle colline dietro la spiaggia Kodak Amber avevano forzato le truppe da sbarco a ritirarsi protette da una cortina fumogena, mentre linteso fuoco difensivo spingeva le ondate successive a dirigere sulla spiaggia Kodak Green ingorgando la ridotta testa di ponte. Ritardi vari e il fuoco tedesco non consentirono di completare le operazioni di sbarco fino alle 14:00.

Ignari della situazione sulle altre spiagge dello sbarco, i Royal Naval Commandos a Marina di Campo dovettero attendere diverse ore prima che le unità francesi arrivassero per ricongiungersi a essi e mettere in sicurezza tutta larea, e fu in questo frangente che i britannici soffrirono il grosso delle perdite: i commando si ritrovarono sotto un continuo fuoco dartiglieria e di armi leggere il quale si crede causò lesplosione di due cariche da demolizione piazzate lungo il molo, la cui detonazione aprì un buco di 9 metri nel cemento e uccise quasi tutti i commando e i loro prigionieri; lesplosione appiccò il fuoco alla Köln, e fece saltare le riserve di munizioni stivate a bordo.

A due ore dallo sbarco, i commando francesi avevano raggiunto la cresta del Monte Tambone, la cima più alta dellElba da cui si dominavano le spiagge dello sbarco. I primi reparti francesi entrarono a Portoferraio già il 18 giugno, e lisola fu messa in sicurezza entro il giorno seguente; i combattimenti sulle colline tra tedeschi e senegalesi si svolsero a distanza ravvicinata, e gli Alleati fecero largo uso di lanciafiamme per avere ragione dei nemici trincerati. Il 19 giugno il comandante tedesco, generale Franz Gall, ottenne il permesso dal comando supremo di evacuare quanto rimaneva delle sue truppe; entro il pomeriggio del 20 giugno, circa 400 tedeschi riuscirono quindi a lasciare lisola e raggiungere la terraferma.

                                     

3. Conseguenze

Vi sono diversi dubbi sullutilità delloperazione Brassard: lavanzata delle forze statunitensi della 5th Army oltre Grosseto aveva reso impossibile per i tedeschi tenere a lungo il controllo dellisola dElba. Le forze tedesche che difendevano lisola ammontavano a due battaglioni di fanteria, alcune truppe da difesa statica e diverse batterie dartiglieria costiera per un totale di circa 60 cannoni di medio e grosso calibro; nei combattimenti per lisola i tedeschi ebbero 500 morti e persero altri 1.995 uomini come prigionieri di guerra, mentre le perdite francesi ammontarono a 252 morti o dispersi e 635 feriti, con i britannici che lamentarono 38 morti e nove feriti. Il generale Jean de Lattre de Tassigny, che aveva guidato le operazioni di terra allElba, fu poi messo a capo della 1re Armée francese durante gli barchi nel sud della Francia.

                                     

4. Le "marocchinate" perpetrate dopo lo sbarco

Oltre alla memoria popolare, un rapporto dellArma dei Carabinieri a firma del comandante generale Taddeo Orlando, redatto a Roma il 21 settembre 1944, riporta: "Il 17 giugno 1944, alle ore 2 circa, avevano inizio le operazioni militari per la liberazione dellElba, che, superata la difesa – in alcune zone accanita – dei reparti tedeschi e repubblicani, veniva completamente liberata il 19 successivo. Le operazioni furono compiute da una divisione di fanteria coloniale degaullista, su due brigate 17.400 uomini, appoggiata da oltre 10 batterie di medi e grossi calibri. Trattavasi di truppe di colore senegalesi e marocchini inquadrate da ufficiali francesi, molti dei quali còrsi. Terminate le operazioni, queste truppe si abbandonavano, verso la popolazione dellisola, ad ogni sorta di eccessi, violentando, rapinando, derubando, depredando paesi e case coloniche, razziando bestiame, vino, ed uccidendo coloro che tentavano opporsi ai loro arbitri. Dettero limpressione alla popolazione atterrita di voler sfogare un profondo sentimento di vendetta e di odio. Gli ufficiali assistettero indifferenti a tanto scempio, soliti rispondere a coloro che ne invocavano lintervento: È la guerra.sono dei selvaggi.non c’è nulla da fare.questo è nulla in confronto a ciò che hanno fatto gli italiani in Corsica. I più accaniti si dimostrarono i còrsi. Nella popolazione – che aveva atteso con ansia, durante lunghi mesi di persecuzione tedesca, il momento della liberazione – corse unondata di indignazione. Abbandonata, si ritirò, dalle case, sulle montagne e attese il ritorno alla normalità, che si ebbe solo con le partenze di questi reparti, avvenuta 25 giorni dopo. Perché gli eccessi commessi e specie gli atti di libidine compiuti siano noti alle autorità centrali, l’Arma locale ha compiuto al riguardo diligenti accertamenti che hanno dato il seguente risultato statistico."