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ⓘ Rinoceronte, Dürer. Il Rinoceronte è una famosa stampa eseguita nel 1515 da Albrecht Dürer. Lanimale era allora sconosciuto in Europa e un esemplare indiano fu ..




Rinoceronte (Dürer)
                                     

ⓘ Rinoceronte (Dürer)

Il Rinoceronte è una famosa stampa eseguita nel 1515 da Albrecht Dürer.

Lanimale era allora sconosciuto in Europa e un esemplare indiano fu importato in quellanno per la prima volta a Lisbona come dono al re portoghese Manuele I. Suscitò molta curiosità non solo tra gli studiosi, ma anche nel popolo portoghese. Lanno successivo il re volle farne dono al papa Leone X e lo spedì a Roma via mare, ma lanimale perì per un naufragio nel golfo della Spezia nel 1516.

Dürer non vide mai il rinoceronte dal vero, ma ne conobbe la descrizione contenuta in una lettera inviata da Lisbona a Norimberga e su questa base eseguì lincisione con la tecnica della xilografia su legno che, nonostante le varie inesattezze anatomiche, divenne molto popolare e tuttora è ripresa da vari artisti soprattutto per il suo carattere surreale.

                                     

1. Il rinoceronte

Il 20 maggio 1515, un rinoceronte indiano arrivò al porto di Lisbona trasportato a bordo di un vascello proveniente dallEstremo Oriente. Un anno prima, nel 1514, Alfonso de Albuquerque, governatore delle Indie Portoghesi, inviò degli ambasciatori al sultano Muzafar II, sovrano dellattuale Gujarat, chiedendo il diritto di costruire un forte portoghese sullisola di Diu. Il sultano non rilasciò lautorizzazione, ma inviò comunque alcuni omaggi diplomatici, fra cui proprio il rinoceronte: allepoca, infatti, i governatori erano soliti scambiarsi animali esotici da tenere in apposite menagerie.

Albuquerque decise di inoltrare il dono al re portoghese Manuele I: il pachiderma venne quindi fatto imbarcare su un vascello, la Nossa Senhora de Ajuda, carico anche di spezie, che venne indirizzato verso il Portogallo, con delle tappe intermedie in Mozambico, SantElena e nelle Azzorre.

Dopo un viaggio relativamente breve, di 120 giorni, il rinoceronte - battezzato dai marinai Ulisse - venne finalmente scaricato in Portogallo, vicino al sito dove la torre di Belém era in costruzione. Questo tipo di pachiderma non metteva piede in Europa dallepoca romana: veniva quindi considerato una creatura leggendaria, reputata inesistente, e frutto di fantasie da scrittori e bestiari.

Il quadrupede, dopo esser stato esaminato dagli studiosi, venne scortato in processione per il centro di Lisbona: al termine della cerimonia fu portato da Manuele I. Il monarca ne rimase molto impressionato e volle tenerlo nel giardino del suo palazzo reale Ribeira, per esibirlo come trofeo e come simbolo della potenza dellImpero. Manuele, colmo di ammirazione verso la bestia e desideroso di offrire alla corte dei divertimenti stravaganti, la fece combattere addirittura contro un elefante; il re voleva anche testare lattendibilità delle fonti classiche, soprattutto quelle di Plinio il Vecchio, che dipingevano il rinoceronte come lacerrimo nemico dellelefante. Lo spettacolo, tenutosi nella domenica della Santissima Trinità, si concluse con la disonorevole fuga dellelefante scelto per fronteggiare il nuovo acquisto della menagerie regia. Si noti che già otto settimane dopo il suo arrivo nel Vecchio Continente, il rinoceronte venne raffigurato in un poemetto di Giovanni Giacomo Penni, Forma e natura e costumi de lo rinocerote pubblicato il 13 luglio 1515 a Roma.

A questo punto, Manuele I decise di donare lanimale a Leone X, per mantenersi in buoni rapporti con lo Stato Pontificio. Già lanno precedente il Papa aveva ricevuto in dono dallo stesso Manuele un elefante, sempre dallIndia: si trattava del celebre Annone. Con gran fatica, il rinoceronte fu imbarcato a bordo di un veliero: questultimo, tuttavia, prima di fare arrivo a Roma fece una sosta a Marsiglia, che tra laltro era in festa per la vittoria della battaglia di Marignano. Il re Francesco di Francia, venuto a sapere della presenza del curioso ospite, non si lasciò sfuggire loccasione di vedere il rinoceronte: fu proprio questultimo, tra laltro, a stimolargli il desiderio di acquisire animali esotici per la sua corte.

Il proseguimento del viaggio fu meno felice: la nave, arrivata allaltezza della città ligure di Porto Venere, naufragò a causa di una violentissima tempesta. Il rinoceronte, che prima dellimbarco era stato incatenato per esser tenuto sotto controllo, non era in grado di nuotare e quindi annegò tra i flutti. Sulla vicenda, Paolo Giovio scrisse:

Quando la carcassa riaffiorò presso la spiaggia di Villefranche-sur-Mer, fu impagliata e inviata nuovamente al Pontefice. Il destino del rinoceronte rimane sconosciuto: probabilmente venne distrutto durante il Sacco di Roma ad opera dei lanzichenecchi, oppure trasferito alla collezione naturalistica della famiglia fiorentina dei Medici. In ogni caso, a Roma lanimale non riscosse lo stesso successo che invece ottenne a Lisbona: ciononostante, compare lo stesso in alcune opere di Giovanni da Udine e di Raffaello.

                                     

2. Lincisione di Dürer

Valentim Fernandes, un tipografo moravo, vide il rinoceronte appena dopo il suo arrivo a Lisbona e, incuriosito dallanimale, nel giugno 1515 ne citò dettagliatamente le caratteristiche in una lettera ad un suo amico di Norimberga. Nello stesso periodo venne mandata unepistola alla stessa città - si tratta della Lettera scripta a li mercatanti di Norimberga, custodita presso la Biblioteca Nazionale di Firenze - con uno schizzo e una descrizione dello straordinario animale, che Dürer ebbe modo di leggere. Lo schizzo di Valentim Fernandes è conservato oggi presso il British Museum nella Sloane Collection. Senza mai aver visto il rinoceronte, Dürer fece due schizzi a penna e inchiostro; la seconda bozza, in particolare, gli servì per realizzare la famosa xilografia.

La scritta in tedesco posta nella parte alta dellincisione, attinta principalmente dalle fonti pliniane, recita:

Comè noto, tuttavia, lincisione presenta numerose inesattezze che non trovano riscontri nella realtà. Il rinoceronte di Dürer, infatti, presenta un piccolo corno che spunta sulla schiena, una pelle quasi simile ad unarmatura, una gorgiera sul collo e gambe squamose: nessuna di queste caratteristiche, in realtà, è presente in un rinoceronte reale. È possibile che in occasione dello scontro con lelefante sia stata forgiata unarmatura per la fiera; in alternativa, può darsi che l "armatura" di Dürer sia un richiamo alle pieghe presenti sulla pelle del rinoceronte indiano oppure semplicemente unaggiunta di fantasia, o magari un equivoco. Una seconda incisione, oggi conservata alla biblioteca Albertina di Vienna, venne ricavata dalle stesse fonti da Hans Burgkmair, amico di Dürer. Si trattava di un disegno più preciso, ma essendo lautore meno noto, non godette di molta popolarità.

                                     

3. Il successo dellopera

In ogni caso, lincisione di Dürer, nonostante tutte le sue imprecisioni, ebbe uno straordinario successo, e fu presa a modello dinnumerevoli illustrazioni, dipinti e sculture fino al XVIII secolo. La xilografia, infatti, è presente nella Cosmographiae di Sebastian Münster 1514, nella Historiae animalium di Conrad Gessner e nella Histoire of Foure-footed Beastes di Edward Topsell 1607, oltre che nel Quadrupedum omnium bisulcorum historia di Ulisse Aldrovandi.

Il duca Alessandro de Medici, tra laltro, basò il proprio emblema proprio sul Rinoceronte, con il motto Non Vuelvo Sin Vencer, ossia "non assalgo senza vincere". Vi è una scultura basata sul disegno di Dürer anche nellobelisco di rue Saint-Denis a Parigi, progettato da Jean Goujon nel 1549; un simile rinoceronte è presente anche in uno dei portali di bronzo del duomo di Pisa.

La posizione di preminenza dellimmagine di Dürer e dei suoi derivati diminuì solo nel Settecento, quando vennero portati in Europa altri rinoceronti, raffigurati quindi più accuratamente. Fra i disegni più famosi, vi sono quello di Jean-Baptiste Oudry del rinoceronte Clara 1749, e quello di George Stubbs, incentrato sulla figura di un grande rinoceronte portato a Londra intorno al 1790. Ambo le opere erano molto più accurate della xilografia di Dürer, e ciò contribuì a far degradare lopera del pittore tedesco nellimmaginario collettivo.

Non a caso, nel diario di viaggio di James Bruce, alla ricerca delle sorgenti del Nilo Azzurro, lopera di Dürer viene stigmatizzata come "meravigliosamente mal eseguita in tutte le sue parti" ; viene anche citata come la causa di "tutte le forme mostruose con cui tale animale è stato dipinto, da allora". Umberto Eco, nel suo Trattato di semiotica generale, afferma che le "scaglie e piastre imbricate" divennero un elemento necessario per raffigurare lanimale, anche per chi conosceva meglio lanatomia della bestia, visto che "solo quei segni grafici convenzionalizzati possono denotare rinoceronte al destinatario del segno iconico".



                                     
  • femmina di rinoceronte indiano divenuta famosa in Europa alla metà del XVIII secolo. Arrivò a Rotterdam nel 1741, diventando il quinto rinoceronte osservato
  • di rinoceronti asiatici sono meno conosciute. Esse sono il rinoceronte indiano, il rinoceronte di Giava e il rinoceronte di Sumatra. I rinoceronti africani
  • un rinoceronte indiano di cui aveva sentito parlare, che divenne nota come Rinoceronte di Dürer Ancora nel 1518, durante la Dieta di Augusta, Dürer venne
  • Albrecht Dürer vide gli schizzi e le descrizioni e creò un incisione su legno del rinoceronte nota in seguito come il Rinoceronte di Dürer Nonostante
  • stata un esemplare femmina di rinoceronte nero che fu esposto in vari giardini zoologici brasiliani. Nel 1959 il rinoceronte fu protagonista di un clamoroso
  • anche un rinoceronte che però perì annegato durante il viaggio a seguito di una tempesta. Quest ultimo venne poi raffigurato da Albrecht Dürer in una xilografia
  • indiscussi della xilografia è l artista originario di Norimberga Albrecht Dürer che a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento creò alcune delle più belle
  • decorano la Torre di Belém di Lisbona c è anche quella di un rinoceronte Albrecht Dürer ne ebbe notizia avendone letto la descrizione in una lettera
  • l ateriano si colloca tra 40.000 e 35.000 anni fa, ma per alcuni autori durerà fino a 18.000 o addirittura 10.000 anni fa. La sua fine coincise probabilmente
  • Cartagine Collezione Stein sull Asia centrale Lavori di Albrecht Dürer Rinoceronte Leonardo da Vinci, Profilo di capitano antico 1475 circa Michelangelo