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ⓘ Battaglia di Fonteno. La battaglia di Fonteno si svolse nellagosto del 1944 fra la Brigata partigiana Garibaldi le truppe SS e fasciste, comandate dal maggiore ..




                                     

ⓘ Battaglia di Fonteno

La battaglia di Fonteno si svolse nellagosto del 1944 fra la Brigata partigiana Garibaldi le truppe SS e fasciste, comandate dal maggiore Langer, dopo che il maresciallo della caserma di Sovere decise di catturare alcuni abitanti del paese di Fonteno e farli deportare in Germania.

Il 6 agosto del 1944 il maresciallo della caserma di Sovere venne catturato dalle truppe partigiane della 53ª Brigata partigiana Garibaldi venne processato ed incolpato della deportazione di circa 80 abitanti di Fonteno e delluccisione di 6 civili, e fu fucilato.

Per la cattura del maresciallo, i partigiani chiesero la collaborazione dellamante, e col suo aiuto, fecero in modo di organizzare un appuntamento serale fra i due, lungo la strada che dal comune di Pianico conduce a Sovere.

Quando il maresciallo giunse al punto dincontro, ad aspettarlo vi erano alcuni componenti della 53ª Brigata partigiana Garibaldi.

Lo catturarono e lo condussero in una zona montuosa nel comune di Fonteno. Fu processato per due giorni ed al termine fu condotto presso il cimitero di Fonteno, dove venne fucilato il 6 agosto del 1944.

Le truppe fasciste dislocate nella zona, avvisate dellaccaduto, decisero di dare caccia ai partigiani, e di risposta, escogitarono di mandare nel paese, ragazze che ufficialmente fotografavano luoghi e abitanti, vendevano lieviti per il pane porta a porta, ma in realtà lintento era quello di curiosare e capire dove si nascondessero i partigiani.

Tutti i martedì, si recavano a Fonteno presso un ristorante, alcuni militari tedeschi ai quali le ragazze riferivano quello che avevano visto e raccolto.

I partigiani avvertiti di quanto accadeva, aspettarono i tedeschi al ristorante ne catturarono tre, due soldati ed un interprete, portandoli sui monti della zona.

Il giovedì successivo, il paese fu invaso da truppe tedesche, alla ricerca dei loro prigionieri.

Già alle 5 del mattino, il paese era circondato, i tedeschi passarono al setaccio casa per casa facendo confluire tutti gli abitanti in piazza.

Presi il parroco don Mocchi, il curato Vittorio Musinelli, don Giacomo Pedretti, la maestra Faustina Bertoletti, il falegname Angelo Pedretti, a loro dettarono lultimatum: riconsegnare entro mezzogiorno i prigionieri catturati dai partigiani altrimenti avrebbero ucciso tutte le persone radunate in piazza e dato fuoco a tutte le abitazioni del paese.

Don Giacomo Pedretti, fratello maggiore di Daniele Pedretti, sedicenne staffetta partigiana, conoscendo la montagna dove erano custoditi i prigionieri tedeschi, la raggiunse informando i partigiani di quanto stava succedendo e chiedendo la liberazione dei prigionieri. Ma la risposta partigiana fu univoca, "niente da fare".

Gli uomini della 53ª Brigata Garibaldi, decisero di liberare gli abitanti di Fonteno; 45 scesero verso il paese ed altri 23 rimasero a guardia dei prigionieri.

I 35 componenti le truppe SS, comandate dal maggiore Langer, risalendo verso i Colli di San Fermo, dove avevano individuato il nascondiglio partigiano, iniziarono a bruciare le cascine.

Intanto da Monasterolo del Castello una colonna di automezzi fascisti, proveniente da Clusone, iniziò la risalita del monte sul versante opposto con lintento di circondare le truppe partigiane.

A mezzogiorno ebbe inizio la battaglia. Le truppe tedesche continuarono la salita verso i Colli di San Fermo, il comandante delle SS, maggiore Langer, sicuro del successo, intimò la resa alle truppe partigiane, pena la morte di tutti i civili in ostaggio a Fonteno.

Ma i partigiani, conoscitori delle zone, con unabile manovra, passando da sentieri impervi, scesero a Fonteno, immobilizzarono i pochi tedeschi rimasti in paese e liberarono tutti gli abitanti, distruggendo gli automezzi tedeschi con bombe a mano.

Poi risalendo alle spalle dei tedeschi, dirigendosi verso il Colletto, riuscirono a raggiungere le truppe tedesche e catturare il maggiore Langer, obbligandolo, in cambio della sua libertà e di quella dei suoi soldati catturati, di ordinare la ritirata ai fascisti e alle SS, e di lasciare il paese di Fonteno, senza armi e senza mezzi con limpegno di non operare ritorsioni e rappresaglie.

Impegno che non fu mantenuto.

A Novembre dello stesso anno, i tedeschi tornarono a Fonteno e compirono un nuovo rastrellamento fra le abitazioni, ma i partigiani anche questa volta erano riusciti a scappare.

Catturarono due cacciatori di cinquantanni, un ragazzo di trenta ed uno di venti, li portarono dietro il cimitero e li fucilarono.