Топ-100
Indietro

ⓘ Primavera dei popoli. La primavera dei popoli, conosciuta anche come rivoluzione del 1848 o moti del 1848, fu unondata di moti rivoluzionari contro i regimi ass ..




Primavera dei popoli
                                     

ⓘ Primavera dei popoli

La primavera dei popoli, conosciuta anche come rivoluzione del 1848 o moti del 1848, fu unondata di moti rivoluzionari contro i regimi assolutisti, eredi dei moti del 1820-21 e del 1830-31, che sconvolsero lEuropa, nel 1848-49.

Scopo dei moti fu abbattere i governi della Restaurazione per sostituirli con governi liberali. Il loro impatto storico fu così profondo e violento che nel linguaggio corrente è entrata in uso lespressione "fare un quarantotto" per sottintendere una improvvisa confusione, o scompiglio.

                                     

1.1. Eventi Negli Stati italiani

La prima agitazione europea del 1848 si verificò in Sicilia: la rivoluzione siciliana che esplose il 12 gennaio di quellanno, che rappresentò la prima miccia dellesplosione europea. Linsurrezione siciliana, infatti, spinse in un primo momento i Borbone a concedere il ritorno nellIsola alla costituzione del 1812. Seguì una rivoluzione a Napoli, il 27, che costrinse, due giorni dopo, Ferdinando II a promettere una Costituzione, promulgata l11 febbraio.

Lo stesso 11 febbraio Leopoldo II di Toscana, cugino primo dellimperatore Ferdinando I dAustria, concesse la Costituzione, nella generale approvazione dei suoi sudditi. Lesempio borbonico fu seguito da Carlo Alberto di Savoia Statuto albertino e da Papa Pio IX Statuto fondamentale. Solo il re piemontese mantenne però lo statuto.

In Sicilia il parlamento siciliano proclamò in marzo lindipendenza e la nascita del regno di Sicilia, che sarebbe durato fino al maggio 1849. Nel napoletano la concessione e la successiva repressione delle libertà costituzionali, portò dal maggio al settembre di quellanno a una serie di moti.

In tutto il Regno Lombardo-Veneto scoppiarono rivolte, come le Cinque giornate di Milano che costituirono linizio della prima guerra di indipendenza. Nello Stato Pontificio una rivolta interna estromise papa Pio IX dai suoi poteri temporali e portò alla costituzione della Repubblica Romana.

La cronologia degli eventi principali può essere così sintetizzata:

                                     

1.2. Eventi In Francia

La minaccia principale fu rappresentata dalla rivolta denominata "campagna dei banchetti" che scoppiò il 22-24 febbraio a Parigi, prendendo il controllo della città. Il monarca Luigi Filippo rinunciò a soffocare con le armi la rivolta e abdicò il 24 febbraio, mentre il governo provvisorio rivoluzionario proclamò il 4 maggio la Seconda repubblica.

                                     

1.3. Eventi Negli Stati tedeschi

Nel 1848 a Francoforte i rappresentanti dei vari Stati tedeschi si riunirono in assemblea nazionale costituente per dare un assetto unitario alla Confederazione germanica. Divisi tra sostenitori di una Grande Germania Großdeutschland ad egemonia austriaca e di una Piccola Germania Kleindeutschland ad egemonia prussiana, dopo il prevalere di questultima ipotesi, offrirono la corona imperiale a Federico Guglielmo IV di Prussia, al rifiuto del quale, contrario al principio della sovranità popolare, seguì la repressione nel 1849.

                                     

1.4. Eventi Nel Regno di Prussia

In seguito allinsurrezione di Berlino nel marzo 1848, Re Federico Guglielmo IV concesse la convocazione di unassemblea costituente prussiana da eleggersi a suffragio universale maschile, ma già nel dicembre dello stesso anno la sciolse ed emanò una costituzione di stampo autoritario.

                                     

1.5. Eventi NellImpero austriaco

Oltre che nel Lombardo-Veneto nel 1848 nelle aree dellImpero austriaco vi furono anche altri moti. La rivoluzione ungherese fu una delle molte di quellanno. Nacque in seguito alla dichiarazione dindipendenza del popolo magiaro, guidato da Lajos Kossuth, dalla dominazione austriaca.

                                     

2. Cause politiche, economiche e sociali

I fattori sono molteplici: sotto il profilo politico, sia i riformisti borghesi che i radicali si trovarono a scontrarsi con una realtà anacronistica, frutto delle conclusioni tratte durante il Congresso di Vienna mentre sotto il profilo sociale, i cambiamenti nella vita causati dalla prima rivoluzione industriale rivoluzione industriale in Gran Bretagna e la diffusione delle testate giornalistiche favorirono lascesa degli ideali di nazionalismo e giustizia sociale anche nelle masse meno colte. La recessione economica del 1846-47 da cui peraltro lEuropa si sarebbe ripresa piuttosto in fretta e il fallimento di alcuni raccolti, che portarono inevitabilmente allinedia, furono la goccia che fece traboccare il vaso.

Anche dal punto di vista culturale il clima era maturo alla rivoluzione, la letteratura romantica, nata contestando la rivoluzione francese, aveva anche criticato alcuni valori tradizionali ubbidienza, gerarchie, esaltava il popolo e la libertà individuale anche in campo sentimentale, ed aveva infine iniziato a rivalutare alcuni passaggi della rivoluzione stessa. Vi era inoltre un gap generazionale e culturale tra le giovani generazioni e quelle precedenti un fenomeno raro prima del XIX secolo, ed ancora frammentario, mentre iniziava ad essere rivalutata, anche in ambito storiografico e di letteratura popolare, lesperienza della rivoluzione francese, demonizzata nei decenni precedenti anche da alcuni rivoluzionari del 20 e del 30. In questi anni inoltre, con un occhio rivolto al passato della "grande rivoluzione" ed un altro rivolto al futuro, iniziavano ad essere riformulate le posizioni poi assunte dai liberali, democratici, comunisti, anarchici e nazionalisti, ovvero le maggiori forze e ideologie politiche dei successivi 150 anni, ognuna in quel momento allopposizione e sovente in clandestinità solo in Gran Bretagna i liberali erano una forza di governo legittima dei governi reazionari figli del congresso di Vienna, ma ognuna di queste nascenti ideologie si era dotata di strumenti di propaganda, oltre che di una certa capacità di penetrazione e ricezione intellettuale nei circoli, soprattutto giovanili e universitari, delle maggiori città europee, con anche una capacità di dialogo inter-statuale, molto diversa più pubblica e palese, solo politica e non esoterica, rispetto ai gruppi segreti legati alla massoneria e alle varie carbonerie che pure esistevano ed anzi conoscevano un revival raggiungendo e superando limportanza e la penetrazione sociale raggiunte alla fine del Settecento.

Negli Stati Uniti era nel frattempo entrato in vigore il suffragio universale maschile, un provvedimento che non aveva portato allanarchia come sostenuto da tutti gli ambienti monarchico-reazionari europei. Inoltre, anche ben fuori dai circoli radicali e liberali, lidea di monarchia costituzionale risultava attrattiva per varie personalità, in precedenza reazionarie, della borghesia e dellaristocrazia soprattutto in nord Europa e in Ungheria, mentre il concetto di nazione, nato con la rivoluzione francese e anzi nella sinistra giacobina, iniziava ad essere risemantizzato anche in ambienti non più propriamente di sinistra, si assiste anzi alla nascita di nazionalismi vagamente di destra, ma non esplicitamente reazionari. Anche in ambiente clericale si verificavano dibattiti e contraddizioni, sia interne, tra lalto e il basso clero, sia successive allelezione del nuovo Papa, con fama di progressista illuminato in buona parte risultate poi esagerate; la chiesa cattolica rimaneva ufficialmente reazionaria e sostenitrice della monarchia assoluta per diritto divino e della tradizione, ma numerosissimi parroci soprattutto giovani, e alcuni vescovi, avevano assunto toni decisamente meno reazionari e più aperti, arrieggianti il successivo cattolicesimo sociale ed aperti allidea di nazione. NellEuropa protestante un ruolo simile fu assunto da congregazioni dissidenti e minoritarie, particolarmente evidente in Gran Bretagna.



                                     

3. Effetti della Primavera dei popoli

Per quanto i moti furono sedati abbastanza velocemente, le vittime furono decine di migliaia: il destino della democrazia europea ci è sfuggito di mano dichiarerà Pierre-Joseph Proudhon. Gli storici concordano che la Primavera dei popoli fu, alla fin fine, soprattutto un sanguinoso fallimento, se si eccettua la concessione dello Statuto Albertino nel Regno di Sardegna da parte di Carlo Alberto di Savoia, lunica costituzione non revocata di quelle concesse o votate nel 1848-49. Vi furono tuttavia radicali e notevoli effetti a lungo termine: Germania e Italia sarebbero presto arrivate allunificazione facendo leva anche sulla necessità di autodeterminazione dei popoli. Analogamente lUngheria sarebbe giunta ad un parziale riconoscimento della propria autonomia a discapito della popolazione slava grazie all Ausgleich del 1867. In Prussia e Austria fu abolito il feudalesimo, mentre in Russia fu eliminata la servitù della gleba 1861.

In Francia invece uno degli esiti a breve termine della rivoluzione fu il sorgere del Bonapartismo, un concetto anti-reazionario, ma decisamente non progressista e anti-liberal/democratico.

In definitiva le rivoluzioni del 1848 cancellarono completamente nel senso comune europeo il concetto di Restaurazione, il portato della rivoluzione francese fu rivisitato e riassunto sotto nuove forme specificatamente nazionali, i movimenti meno radicali in particolare quelli liberali e monarchico-costituzionali, ma anche quelli nazionalisti, furono quelli che ne trassero maggior giovamento, riuscendo nei successivi 60 anni ad imporre o ad ottenere costituzioni e parlamenti in tutte le nazioni europee, mettendo i monarchi sotto controllo e rendendo difficile, per non dire impossibile, la monarchia assoluta, ristabilendo il principio delluguaglianza formale davanti alla legge e diffondendo la libertà di stampa e di pensiero, oltre alla possibilità di creare unopinione pubblica incisiva sullazione del governo. Alcune delle idee quadro del 48 divennero dunque egemoniche nella società e nella cultura europea, soprattutto in Europa occidentale e settentrionale. I gruppi più radicali: democratici, progressisti, anarchici, socialisti, comunisti, neo-giacobini, mazziniani, democratico-federalisti di Cattaneo, populisti russi, ecc. nati sovente a ridosso del 1848, furono invece quelli maggiormente repressi, sia fisicamente, sia perché contro di loro si accanì il controllo poliziesco dei successivi anni, con una repressione alimentata dal timore di una nuova sollevazione, che coinvolse tutti gli stati europei eccetto Svizzera e Gran Bretagna divenute per questo meta desilio di molti perseguitati politici. Contro di loro funzionò a lungo la censura, rendendo la penetrazione delle loro idee più lenta, ma comunque notevole, soprattutto in Francia, come si vide nel 1870.