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ⓘ Angelo Drigo è stato un fisico italiano. Laureatosi allUniversità degli Studi di Padova nel 1929, diventò prima assistente di Giuseppe Vicentini,in seguito prof ..




                                     

ⓘ Angelo Drigo

Angelo Drigo è stato un fisico italiano.

Laureatosi allUniversità degli Studi di Padova nel 1929, diventò prima assistente di Giuseppe Vicentini,in seguito professore di Fisica Sperimentale a Padova e, infine, prima assistente e poi aiuto di ruolo di Bruno Rossi, occupandosi dei raggi cosmici e della radioattività. Grazie a varie ricerche, Drigo realizzò in seguito strumenti di alta sensibilità impiegati per monitorare e controllare la radioattività nellambiente per esempio nei fanghi termali aponensi e nelle applicazioni biomediche. Tali studi lo condussero, nel 1965, ad aggiungere lindirizzo di biofisica delle radiazioni al corso di laurea in fisica. A queste attività accademiche si aggiunse la collaborazione con lospedale di Borgo Valsugana per la messa a punto della prima bomba al cobalto italiana e in seguito con lospedale di Padova.

                                     

1. Biografia

Angelo Drigo nacque a Padova il 29 maggio 1907, figlio unico di Antonio e di Giuseppina Crivellari Bragadin. Studiò al liceo classico" Tito Livio” e si laureò in fisica nel 1929, con una tesi teorica sul fenomeno della magnetostrizione. Ricevette una borsa di studio diventando prima assistente e poi aiuto di Bruno Rossi e dal 1934 conseguì la libera docenza in fisica sperimentale. Con Rossi si adoperò nella ricerca sui circuiti elettronici veloci e a basso rumore di fondo e nello studio dei processi legati alle radiazioni. Questi studi permisero più tardi la realizzazione del contatore Geiger ad alta sensibilità per il rilevamento del radium. Nel 1939 sostituì Rossi alla direzione dellistituto padovano.

Nel 1943 si trasferì allUniversità di Ferrara coprendo il ruolo di docente di fisica sperimentale, essendo inoltre direttore dellistituto di fisica, che detenne fino al 1976. Trasformò losservatorio meteorologico in un centro di ricerca che consentì poi di avviare il corso di laurea in fisica nel 1954. In questo periodo riprese, con un gruppo di nuovi collaboratori, le ricerche ferromagnetiche iniziate nel periodo padovano negli anni Trenta. Il problema maggiore del ferromagnetismo era sostenuto dallipotesi di Charles Kittel, secondo cui un sistema duodimensionale non sarebbe ferromagnetico. Drigo, in collaborazione con Pizzo, determinò nel suo laboratorio ferrarese la magnetizzazione di sottili lamine ferromagnetiche, deposte elettroliticamente, in funzione dello spessore. Gli sperimenti del fisico misero in evidenza che la magnetizzazione effettivamente diminuiva in funzione allo spessore, ma molto più rapidamente del volume della lamina. Veniva così fornita la prova sperimentale dellipotesi di Charles Kittel.

In seguito ci furono delle ricerche svolte al fine di chiarire particolarità dei processi di magnetizzazione in metalli, leghe e ferriti anche in presenza di sforzi elettrici o di campi magnetici ausiliari e di correnti alternate. Sui processi elementari di magnetizzazione in ferriti e sullisteresi rotante in materiali magnetici dolci e sullaumento della permeabilità reversibile associato alla produzione della discontinuità di Barkhausen vennero a delinearsi studi e processi.

Angelo Drigo, continuò ad esercitare la biofisica confermando anche in questo campo quella costante tensione innovatrice che lo aveva caratterizzato nel periodo di attività padovana: la sua sensibilità e competenza per la didattica si dimostrarono negli anni di docenza di fisica biologica e di fisica della radiazione. La sua lungimiranza lo portò ad essere fra i primi e pochi fisici italiani che si resero conto quanto le metodologie fisiche potessero essere applicate alle scienze biomediche. Nei primi anni Cinquanta, infatti, tali applicazioni erano sostanzialmente limitate ai soli raggi X e alle sorgenti sigillate di radio. In entrambi i casi la manipolazione di queste metodologie non risultava essere scevra di rischi. Il fisico risolse il problema di individuare con rapidità eventuali sorgenti di radiazioni elettromagnetiche e ionizzanti realizzando alcuni rivelatori Geiger-Müller contraddistinti dallalta sensibilità, e da caratteristiche di antishock ed impermeabilità. Gli anni in cui si veniva imponendo la medicina nucleare lo videro impegnarsi in studi di elettronica nucleare e nel campo dellimpiego di valvole elettrometriche utilizzabili per la misurazione di piccolissime correnti di ionizzazione. In collaborazione con Ernesto Casnati si dedicò ai primi studi sullandamento della dose nelle zone di transizione tra mezzi diversi: un tipico problema posto dalle emergenti radiazioni fotoniche ad alta energia. Tra i suoi campi di interesse vanno anche segnalati gli studi sullemissione elettronica in dipendenza dal numero atomico dei materiali esposti a radiazioni gamma. Nel 1965, questi studi lo condussero ad aggiungere lindirizzo di biofisica delle radiazioni al corso di laurea in fisica.

Oltre a queste attività accademiche Drigo collaborò anche con lospedale di Borgo Valsugana per la messa a punto della prima bomba al cobalto italiana. Questi interessi e collaborazioni si estesero poi anche allospedale di Padova. A Drigo, nel 1966, fu assegnata anche la medaglia doro dei benemeriti della scuola e della cultura per limpegno che dedicò alla didattica della fisica. Con la moglie Giuliana scrisse un testo di Fisica pratica ", quindi più tardi la Fisica sperimentale applicata alla medicina e alla biologia ". Tra i campi di interesse di Angelo Drigo vi fu anche la divulgazione scientifica attuata mediante conferenze e articoli su giornali locali. Non disdegnò neppure la collaborazione allEnciclopedia elettrotecnica, al Vocabolario elettrotecnico e allEnciclopedia medica italiana.

Fu socio di diverse accademie italiane e straniere grazie alla sua attività scientifica: nel 1942 gli fu consegnato il premio Pugno Vanoni dellAssociazione elettrotecnica italiana; nel 1946 cominciò a collaborare con Enrico Fermi nellAmerican Physical Society. Anche Drigo, come tradizione famigliare, si dedicò ad interessi di carattere letterario, musicale e storico: egli fu uno dei primi a istituire, nel 1968, a Ferrara, degli insegnamenti di storia della fisica. Assieme a Ladislao Munster, docente di storia della medicina, creò, inoltre, la collana dei" Quaderni di storia della scienza e della medicina”. Per ben sette anni 1965-1972 fu rettore dellUniversità di Ferrara. Diede inizio alla facoltà di magistero e insieme detenne la carica di commissario dellOpera universitaria e di responsabile del gruppo struttura della materia per il Consiglio nazionale delle ricerche. Fu infine socio onorario dellAccademia delle scienze di Ferrara. È morto a Padova il 3 aprile 1978.