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ⓘ Gina Galeotti Bianchi. Gina Galeotti visse per molti anni a Suzzara e fu tra le protagoniste della lotta antifascista nel nord Italia. Già alletà di 16 anni ent ..




Gina Galeotti Bianchi
                                     

ⓘ Gina Galeotti Bianchi

Gina Galeotti visse per molti anni a Suzzara e fu tra le protagoniste della lotta antifascista nel nord Italia. Già alletà di 16 anni entrò nel movimento antifascista.

Nel 1938 sposò loperaio sindacalista e partigiano comunista di Suzzara Bruno Bianchi.

Prese poi parte agli scioperi di Milano, con il nome di battaglia di Lia, e venne catturata e interrogata, subendo spesso tortura, per ben 33 volte.

Denunciata al Tribunale speciale il 25 luglio 1943 venne arrestata perché ritenne una pericolosa comunista essendo militante nel Partito Comunista Italiano clandestino. Liberata dopo la formazione del governo Badoglio, tornò a Milano dove prese parte al Comitato provinciale dei Gruppi di difesa della donna e continuò la propria attività, dedicandosi allassistenza delle famiglie delle vittime della lotta di Liberazione.

Il 25 aprile 1945 nella giornata di insurrezione nazionale si recò verso Niguarda per prendere contatto con alcune infermiere dellospedale incaricato di curare i partigiani feriti. Lungo il tragitto incontrò un camion di tedeschi bloccato da partigiani niguardesi. Dal camion partirono raffiche di mitra ma Gina continuò il suo cammino, senza considerare il pericolo. I tedeschi la videro le spararono con una raffica di colpi che uccise lei e il bimbo di otto mesi che portava in grembo. Allepoca il marito era detenuto a San Vittore. A soli 32 anni morì dopo unintensa vita di lotta antifascista. Le fu poi assegnata la medaglia doro alla memoria dal Comando Generale delle Brigate Garibaldi.

                                     

1. Gina Galeotti Bianchi nella memoria

  • Il 19 novembre 2005, nella zona di Niguarda, nei giardini tra via Val di Ledro e via Hermada, il Comune di Milano le ha intitolato larea.
  • A "Lia" è stata dedicata una iscrizione muraria in Via Lorenzo Bartolini, 49 di Milano, luogo in cui fu partigiana. La lapide recita