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ⓘ Metrica barbara. La metrica barbara consiste nellinsieme degli schemi predisposti nel tentativo di imitare la metrica classica servendosi di lingue che hanno no ..




                                     

ⓘ Metrica barbara

La metrica barbara consiste nellinsieme degli schemi predisposti nel tentativo di imitare la metrica classica servendosi di lingue che hanno normalmente una metrica di tipo accentuativo.

                                     

1. Cenni generali

La metrica di tipo accentuativo, come quella utilizzata di norma nella tradizione poetica italiana, è fondata sul principio del ritmo, cioè su schemi obbligati e versi definiti in base al numero di sillabe. Al contrario, la metrica classica, quantitativa, era fondata sullalternanza di vocali brevi e lunghe. Lespressione "metrica barbara" venne resa popolare da Giosuè Carducci il quale chiamò "barbare" le proprie Odi "perché tali sembrerebbero al giudizio dei greci e dei romani, se bene volute comporre nelle forme metriche della loro lirica". Carducci era stato preceduto da Leconte de Lisle, che intitolò Poésies barbares una sua raccolta del 1862, da Ugo Foscolo, che definì "barbare" le poesie composte dal Fantoni a imitazione della metrica classica, o da Tommaso Campanella nella poesia Musa latina.

                                     

2. I precursori

Esperimenti di metrica barbara furono fatti molto prima di Carducci, specialmente nel periodo dellUmanesimo, quando gli intellettuali ed i poeti scoprirono la poesia classica ed iniziarono a studiarne la metrica. I poeti del "Certame coronario" un concorso organizzato da Leon Battista Alberti a Firenze nel 1441, per esempio, tentarono di scrivere esametri in lingua italiana, alternando vocali considerate brevi o lunghe in base ad un complesso sistema di regole. Queste regole vennero in seguito codificate da Claudio Tolomei nella prima metà del secolo XVI nellopera Versi et regole de la nuoua poesia toscana. Nella commedia Flora, per esempio, Luigi Alamanni cercò inoltre di riprodurre nella lingua italiana il senario giambico, il metro delle commedie in lingua latina di Terenzio, ideando un verso di sedici sillabe con laccentuazione finale sdrucciola. Abbiamo poi tentativi di Chiabrera, Fantoni, Rolli, Tommaso Campanella. Analoghi esperimenti si ebbero anche in Francia, in Spagna, in Inghilterra e in Germania. Tuttavia, come concluse Contini, i tentativi di riproduzione della metrica greco romana nel XIV e nel XV secolo si citerebbero come semplice curiosità erudita se non fossero stati interpretati dal Carducci come precorrimento della propria metrica barbara.

In Germania, tuttavia, si evitò di ricercare la prosodia classica tentando invece di riprodurre il ritmo dei metri classici che fa corrispondere sillabe toniche alle arsi e sillabe atone alle tesi.

Dopo il Carducci, altri poeti utilizzarono metri barbari quali per esempio, Pascoli, che la chiamò "poesia neoclassica" o il DAnnunzio che alletà appena di 19 anni utilizzò la metrica barbara nella sua raccolta lirica Canto Novo del 1882.

                                     

3. La metrica barbara di Carducci

Carducci non tentò di trasferire dal latino allitaliano il sistema delle vocali lunghe e brevi; decise di imitare i principali versi latini dal punto di vista ritmico e accentuativo. Per riprodurre lesametro, ad esempio, accoppiò un settenario e un novenario, o un senario e un novenario; per riprodurre ladonio usò il quinario e così via: ad ogni verso "classico" fece corrispondere uno o due affiancati versi della tradizione italiana.

Il metro barbaro più fortunato fu la strofe saffica, metro usato da Catullo e Orazio, basato sulla successione di tre endecasillabi saffici e un adonio; la trasposizione italiana si compone di tre endecasillabi in Carducci non rimati e un quinario.

Ecco un esempio:

La fortuna della metrica barbara carducciana fu però limitata, con varie correzioni fu recuperata da Giovanni Pascoli, Enrico Thovez e altri; si trattava perlopiù di esperimenti metrici, non riuscirono a sopravvivere alla vittoria del verso libero.



                                     
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  • Nella metrica classica, e in particolare della metrica eolica greca e latina, per strofe alcaica si intende una strofa composta da due endecasillabi alcaici
  • Nella metrica classica, e in particolare della metrica eolica greca e latina, per strofa saffica si intende una strofa composta da tre endecasillabi saffici
  • Mursia, 1976, p. 392. Metrica barbara Altri progetti Wikisource Wikiquote Wikisource contiene il testo completo delle Odi barbare Wikiquote contiene citazioni
  • con le Odi barbare di Giosuè Carducci che tentò di riprodurre, attraverso la metrica barbara le cadenze dei versi latini basati su una metrica quantitativa
  • La metrica quantitativa è una metrica tipica della poesia classica, profondamente diversa dalla metrica accentuativa propria di molte lingue moderne. Nella
  • primo Cinquecento e in seguito anche il Leopardi, il Carducci della metrica barbara e soprattutto il Pascoli. Da ultimo, le terzine di Pasolini sono piene
  • D Annunzio nel 1884. D Annunzio abbandona la metrica barbara carducciana e si cimenta in altre forme metriche più chiuse e tradizionali. La sperimentazione
  • accentata. Nella metrica francese e provenzale, l alessandrino è un verso composto da un doppio esasillabo hexasyllabe Nella metrica italiana all esasillabo
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